giovedì 11 dicembre 2014

Food Contest con Vernaccia di San Gimignano

Il10 dicembre, si e` svolta la presentazione della fase finale del food contest lanciato dal Consorzio della Denominazione San Gimignano: una gara di abbinamento della Vernaccia di San Gimignano con ricette originali per il prossimo Natale riservata ai food blogger. La a Firenze presso l'Hotel Bernini in Piazza San Firenze: oltre all'e-book che raccoglie tutte le ricette e` presentazionestataentata la giuria tecnica che decreterà il vincitore della sfida: Simona Beltrami, sommelier e proprietaria insieme al marito, lo chef Marcello Trentini, del ristorante stellato Magorabin di Torino Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio della Denominazione San Gimignano Leonardo Romanelli, noto giornalista e blogger enogastronomico fiorentino Enrico Panero, chef del ristorante DaVinci di Eataly Firenze La location non è stata scelta a caso: infatti, a seguire si e` tenuta l'edizione natalizia di God Save the Wine, organizzata da Firenze Spettacolo e Andrea Gori, con degustazione di Vernaccia di San Gimignano e tanti altri vini. Nicoletta Curradi

venerdì 28 novembre 2014

Il leone rampante del Consorzio Chianti Colli Fiorentini ruggisce da 20 anni


Il bollino Anniversary 1994 2014, coniato per il ventennale del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, sarà apposto per un intero anno sulle etichette della denominazione. Ed è simbolo della festa grande vissuta in questi giorni in casa del Consorzio Chianti Colli Fiorentini che compie i suoi primi vent'anni.

Dal 1994 al 2014, venti anni di attività dedicati alla valorizzazione e alla tutela delle denominazioni di origine Chianti Colli Fiorentini e Vin Santo del Chianti Colli Fiorentini, contraddistinte dal marchio del leone araldico che sorregge un calice di vino, rivisitazione del celebre Marzocco donatelliano.

Per celebrare l'importante compleanno il Consorzio Chianti Colli Fiorentini ha coniato un apposito bollino con impresso un leone rampante incorniciato da una filigrana dorata che riporta la dicitura Anniversary 1994 - 2014. Questo bollino sara' apposto per un intero anno sulle etichette della denominazione in vendita.

Riconosciuta e delimitata nel 1932, la Docg Chianti Colli Fiorentini comprende 18 Comuni, tra questi anche Firenze, e prevede un rigoroso disciplinare di produzione mirato a preservare le qualità di eccellenza di un vino da secoli noto e apprezzato. Custodi di questa nobile tradizione - le cui testimonianze risalgono allepoca romana - sono le 26 aziende agricole del Consorzio, che rappresentano la quasi totalità della produzione di Chianti Colli Fiorentini.
Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini è nato il 20 settembre 1994 con lo scopo di valorizzare il territorio e la Docg. Il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali dal 14 dicembre 2004 ne ha esteso le funzioni affidandogli il compito di tutelare le denominazioni Chianti Colli Fiorentini e Vin Santo del Chianti Colli Fiorentini. Una mission che ha coinvolto e che coinvolge tuttora un intero patrimonio fatto di territorio, tradizione, cultura e economia e che si rispecchia nelle attività di promozione e valorizzazione portate avanti dal Consorzio sin dalla sua fondazione.

Siamo orgogliosi di tagliare il traguardo di ben quattro lustri di presenza attiva e operativa sul nostro territorio afferma Marina Malenchini, presidente dal 2003 del Consorzio Chianti Colli Fiorentini venti anni nel corso dei quali il Consorzio è cresciuto e ha portato avanti numerose iniziative per la promozione della denominazione. Adesso siamo pronti per le prossime sfide. Il mio augurio è che le nuove leve possano prendere le redini di questa denominazione, in vigna e non solo.

Il Chianti Colli Fiorentini si caratterizza per il suo corpo mai eccessivo, colori brillanti, profumi freschi e un grande equilibrio. Un vino che si declina in diverse sfumature ed interpretazion, senza mai perdere di vista la propria origine e la personalità del Sangiovese, vitigno principe della denominazione a cui il Chianti Colli Fiorentini  unisce altri vitigni autoctoni toscani, dal Canaiolo al Colorino.
Info: www.chianti-collifiorentini.it

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 26 novembre 2014

IX edizione del Florence Wine Event al Tepidarium nel Giardino dell’Orticultura

 

 IX edizione del Florence Wine Event
protagonisti i giovani produttori e nuove aziende
il 29 e 30  novembre al Tepidarium nel Giardino dell’Orticultura

Tanti gli Extraevent fra cui il Bordelli Contest con Marco Vichi, cooking show, corsi di educazione sensoriale e sfide tra grappe      
                                                                                                           
 Firenze ospiterà quest’anno il Florence Wine Event, giunto alla sua nona edizione. La kermesse dedicata ai vini di qualità, con la direzione generale di Riccardo Chiarini e la segreteria organizzativa di Claudia Tartani, si terrà il 29 e 30 novembre nel meraviglioso Tepidarium del Roster, nel giardino dell’Orticultura di Firenze, e sarà l’evento di chiusura della Biennale Enogastronomica Fiorentina.  
Parteciperanno all’evento sia grandi aziende leader del settore che produttori più piccoli, tutti però contraddistinti dall’ottima qualità dei loro prodotti. Questa edizione è dedicata in particolare ai giovani produttori che faticosamente e con tanto sacrificio affrontano il mercato enologico. Oltre 50 aziende, provenienti dal territorio fiorentino e toscano ma anche da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Puglia, attendono i palati degli eno-appassionati per proporre i loro vini migliori: blend eccezionali poco conosciuti, molti biologici e biodinamici.
Oltre a assaggiare  il pubblico potrà comprare il suo vino preferito direttamente dai produttori.
Alle postazioni, come da tradizione del Florence Wine Event, saranno presenti gli stessi produttori che presenteranno al pubblico i vini e saranno disponibili a raccontare la loro storia e i territori per far conoscere e apprezzare al meglio ciò che si gusta nel bicchiere.
Anche in questa edizione non solo vino ma anche olio, grappe, pane, aceto balsamico di Modena, salumi Renieri e golosità artigianali di qualità.
Tornano anche gli Extraevent tanto apprezzati dal pubblico. Quest’anno il sabato un affascinante corso di educazione sensoriale anche per bambini e una sfida fra grappe toscane e piemontesi. La domenica invece un cooking show vegano con lo chef del ristorante Le fate Cristian Giorni, ancora sfida tra grappe e infine l’evento più atteso: la premiazione del Bordelli Contest. Un capitolo dell’ultimo libro dello scrittore fiorentino Marco Vichi Fantasmi del passato è ambientato nella cantina dell’azienda vinicola de I Balzini di Barberino Val d’Elsa, da sempre presente al Florence Wine Event, e gli stessi vini sono spesso protagonisti delle cene a casa del commissario. Da qui nasce l’idea di eleggere il miglior commissario Bordelli. Chi si sente commissario Bordelli nell’anima e nel fisico affronti una spietata giuria e partecipi iscrivendosi al concorso (scaricare la scheda di adesione sul sito http://www.florencewinevent.com/eventi). Domenica 30, alle 17, al Tepidarium tutti i partecipanti al concorso sfileranno davanti alla giuria composta dallo stesso Vichi, giornalisti, ammiratrici di Bordelli e forse chissà, anche da un vero commissario. Il Bordelli che sarà eletto avrà gloria per una sera e brinderà con i vini dei Balzini vinti. Non un solo Bordelli ma tre: i primi tre classificati riceveranno in premio vini Balzini. Durante la serata l'attore Lorenzo Degli Innocenti leggerà alcuni brani dell'ultimo romanzo di Vichi.
Del Bimbo Fabrizio

sabato 22 novembre 2014

Agriturismo un'eccellenza toscana





Il settore agrituristico è un'eccellenza nella Toscana. Con il segno più davanti a molte cifre dimostra di godere di buona salute, nonostante i venti di crisi e una burocrazia asfissiante che costa soldi e tempo.
Se ne è parlato al convegno “Agriturismo, eccellenza toscana: passato, presente e futuro”, ospitato presso la Fattoria di Maiano a Fiesole (Firenze). A cura di Agriturist Toscana che quest’anno celebra i 50 anni di vita.

Un incontro in cui sono state approfondite alcune fondamentali tematiche che riguardano il turismo in campagna che si pone ormai come uno dei settori trainanti dell’economia toscana e italiana. Un momento di riflessione per fare il punto della situazione, ma anche per individuare idee, progetti e spunti per lo sviluppo del settore agrituristico, tra dati, cose fatte, cose da fare, aspettative, problematiche e uno sguardo al futuro, compresa l’Expo 2015 che è ormai prossima.

Dal 2010 al 2013 c’è stato un incremento delle aziende agrituristiche del 9,6 %, mentre i posti letto sono aumentati del 17,1 %. Gli arrivi del 15 % e i pernottamenti del 12. Oltre 665.000 (solo nel 2013) sono stati gli arrivi negli agriturismi. La Toscana, subito dopo il Trentino, rappresenta il 24 % della fetta italiana riferita all’attività agrituristica. Sono solo alcuni dei dati snocciolati durante l’incontro, tra l’altro assai gremito, che ha visto presenze d’eccezione al tavolo dei relatori, coordinato dal giornalista Maurizio Bologni.

L’apertura dei lavori è spettata a Laura Cresti, Presidente Agriturist Toscana. «È un momento difficile – spiega - per il paese e la gente taglia le vacanze, ma l’agriturismo resta sempre un buon motivo per prendersi una pausa dal lavoro. La nostra è una filosofia di vacanza, dove le persone vogliono il contatto con la gente della fattoria, con i luoghi e con i cibi. Ho incontrato Agriturist nel ’92 e con l’associazione ho imparato a fare agriturismo. Adesso abbiamo un nuovo sito internet regionale dove ci sono tutte le strutture in cui si possono vivere certe emozioni. Ci tengo a sottolinearlo, la parola “agriturismo” nasce da Agriturist e cerchiamo sempre di essere ascoltati dalle istituzioni».

Presente, infatti, Gianni Salvadori, Assessore all'Agricoltura della Regione Toscana che ha parlato di “Passato, presente e futuro della normativa agrituristica nella Regione Toscana”, descrivendo cosa l’istituzione fa per mantenere e rassicurare all’agriturismo toscano l’attuale eccellenza.  «L’agriturismo toscano – ha sottolineato - ha recuperato una propria autorevolezza ad essere presente nello sviluppo del tessuto toscano, sotto l’aspetto economico, sociale e civile». Nel suo ampio ed esauriente intervento, l’Assessore Salvadori ha toccato più temi. Non ultimo quello del PIT (Piano di Indirizzo Territoriale) affermando che «non si può dire agli agricoltori cosa si deve coltivare nella propria terra». La Regione, ha spiegato Salvadori, dopo aver incontrato le associazioni di categoria, ha regolarizzato e messo in evidenza l’attività didattica che si fa nelle fattorie, nel pieno rispetto delle leggi e di chi lo fa e non è agricoltore. Ha toccato la questione piscine, per la quale si augura uno sbocco positivo, chiedendo al mondo agricolo di sostenere le iniziative legislative in favore della risoluzione delle questioni. Non ha tralasciato il nodo ristorazione sostenendo: «la legge è chiara, ma la realtà no. Con buon senso si deve affrontare la questione, altrimenti non se ne esce».

La conclusione dei lavori è toccata al padrone di casa, ovvero al Conte Francesco Miari Fulcis, Presidente Confagricoltura Toscana che non ha mancato di mettere il dito nella piaga. «Basta con adempimenti e burocrazia – ha sottolineato. Non si hanno più soldi e tempo per la promozione delle nostre aziende». In riferimento al Pit sostiene che non è disponibile a fare il giardiniere del proprio territorio che tutti i giorni vediamo in giro per il mondo. Ha posto la questione con una domanda: «Se quando Ricasoli ha cambiato l’assetto delle vigne in Toscana, o quando sono partiti gli agriturismi, ci fossero stati i regolamenti e le leggi di adesso (vedi Pit) si sarebbe arrivati a quello che si ha oggi?». «Agriturist – ha aggiunto – è una pietra miliare nell’attività agricola. I prodotti non servono per sfamare, ma per ricordare certi luoghi o rallegrare la vita e la polifunzionalità delle fattorie passa proprio dall’attività agrituristica».

Ill convegno si è concluso con la consegna di una targa al merito a Roberto Guicciardini Corsi Salviati, uno dei padri fondatori di Agriturist.

«Attualmente Agriturist associa circa 2.000 aziende agricole a livello nazionale (400 in Toscana) che svolgono attività agrituristica - aggiunge Fabiola Materozzi, responsabile coordinamento regionale, assistendole sotto il profilo normativo, organizzativo e promozionale. Un sistema informativo "on-line" fornisce notizie ed aggiornamenti sui principali aspetti della gestione agrituristica. Insieme a Confagricoltura, di cui è partner privilegiato. Mentre la crisi continua gli operatori agrituristici Agriturist Toscana continuano ad investire per mantenere le l'attività in essere e molto anche con nuovi strumenti di promozione e comunicazione in vista di Expo 2015».

Del Bimbo Fabrizio

giovedì 9 ottobre 2014

A Belgrado inizia la prima tappa del road show internazionale del Chianti.

 
Il Consorzio Vino Chianti inizia il suo road show internazionale: a Belgrado, per una 2 giorni di workshop, un’esperienza sicuramente interessante per conoscere più da vicino il mercato del settore agroalimentare di un Paese come la Serbia, che sta dimostrando sempre di più di avere grandi potenzialità di crescita.
Le attività, previste presso l’Hotel Crowne Plaza, avranno inizio venerdì 10 ottobre con la conferenza stampa d’apertura e proseguiranno con incontri B2B. Il giorno successivo, l’11 ottobre, sono previsti incontri con produttori serbi e autorità del settore; a seguire la degustazione di vini aperta al pubblico, prevista dalle 14 alle 20, con ampia scelta di etichette offerte dal Consorzio per degustare un buon calice di Chianti.
Qui, la tradizione gastronomica e di abbinamento ha forti affinità con quella italiana e il Chianti è senza alcun dubbio il vino italiano più noto nel paese. Sul piano commerciale, la trasferta serba ha grandi punti di interesse nella possibilità di intercettare un segmento di mercato che si estende anche agli operatori provenienti da Paesi limitrofi come la Russia, con la quale la Serbia ha speciali agevolazioni e particolari condizioni di esportazione.
Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 8 ottobre 2014

A Palazzo Borghese a Firenze la Giornata Champagne 2014

Il 7 ottobre scorso a Firenze, presso il prestigioso Palazzo Borghese, si è svolta la Giornata 2014 Champagne. Palazzo Borghese è uno degli edifici più belli e imponenti del capoluogo toscano, a due passi da Piazza Duomo e da Piazza della Signoria. Il piano nobile del Palazzo, di circa 700 metri quadrati, ha ospitato la Giornata Champagne nella Galleria Monumentale e nella Sala degli Specchi. Organizzata ogni anno dal Bureau du Champagne in Italia (emanazione del Comité Champagne – CIVC), la Giornata Italiana dello Champagne è l’evento annuale a cui presenzia un numero selezionato di marche, che presentano le loro cuvée a ristoratori, albergatori, sommelier professionisti, enotecari, giornalisti e personalità. Con 38 marchi oltre 100 cuvée, l'edizione 2014 della Giornata Champagneha registrato un grande successo. Secondo gli ultimi dati disponibili nel primo semestre 2014 le spedizioni di Champagne hanno registrato un incremento pari all1,4 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche nell'Unione Europea l'export è cresciuto nel primo semestre 2014 dell' 8,3% rispetto al 2013 Sono dati incoraggianti che sottolineano l'attenzione e l'apprezzamento dei consumatori nei confronti della pregiata bevanda francese. La Giornata 2014 festeggia anche la decisione della Francia di proporre ufficialemente la candidatura di "Coteaux, Maison e cantine della Champagne" al Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco: il pronunciamento è atteso per l'estate 2015. Da sottolineare anche il fatto che l'Italia è il settimo mercato in termini di volumi, con l'importazione di 5,3 milioni di bottoglie. Vediamo alcune delle etichette che hanno presenziato alla Giornata fiorentina: Paul Bara ha presentato il Brut Réserve, emblema della Casa, assemblaggio equilibrato di due vitigni Chardonay e Pinot Nero, e il Grand Rosé de Bouzy, dal bouquet fruttato, detto lo "Champagne delle dame". Charles Heidsieck ha fatto assaggiare il suo Brut Réserve che presenta 1/3 di Chardonnay, 1/3 di Pinot Nero e 1/3 di Pinot Meunier. Ne risulta un assemblaggio di circa 60 cru differenti. Bonnaire era presente con numerose etichette come Tradition, Grand Crum Extra Brut. La Cuvée Royale Brut di Joseph Perrier è il frutto di un assemblaggio tradizionale di uve a bacca bianca (35% Chardonnay) e bacca rossa (35% Pinot nero e 30% Pinot Meunier) provenienti da 20 diversi cru. Invecchia 3 anni in cantina e si cotraddistingue per struttura delicatamente dorata e perlage finissimo. Si avverotno profumi di agrumi, cui seguono fragranze di mela renetta e pesca. Il sapore è rotondo con finale fresco ed elegante Henriot era presente con Brut Souverain dal sapore ampio e gustoso, Blanc de Blancs ha caratteristica vivace e sottile Info: Bureau du Champagne in Italia tel 02/43995767 Nicoletta Curradi

giovedì 2 ottobre 2014

Tagliavanti, dalle colline delle Murge un ottimo vino

Tagliavanti è il nome della contrada, della casa, della storia della azienda agricola Melillo.  Terra fertile e ospitale, che ha accolto questi viticoltori salentini con grande generosità ed alla quale essi hanno voluto dedicare questo vino ottenuto da pregiate uve Malvasia Bianca e Chardonnay, coltivate da sempre in questi luoghi.

SCHEDA TECNICA

Classificazione
Indicazione Geografica Tipica Salento Bianco
Uve
Malvasia bianca e Chardonnay
Vendemmia
Raccolta a mano con trasporto rapido in cantina
Zona di Produzione
Collina di Brindisi
Allevamento Viti
Contro spalliera
Resa in Uva per Ettaro
80/100 quintali
Età media dei Vigneti
15 anni
Periodo di Vendemmia
Prima decade di settembre
Affinamento
In acciaio inox e in bottiglia
Vinificazione
Vinificazione in bianco delle uve selezionate in vigneto con attenta gestione della temperatura di fermentazione e affinamento
Alcool
12% Vol
Colore
Giallo paglierino con riflessi verdolini
Profumo
Fruttato e complesso, tipico dei vitigni da cui è ottenuto
Gusto
Fresco, equilibrato e armonico
Abbinamento gastronomico
Antipasti, risotti a base di pesce, formaggi delicati
Temperatura di servizio
8-10°C
Bottiglia
Bordolese Standard da 0.75 l
Bicchiere consigliato

Potenziale longevità
 Godibile per 2-3 anni dalla vinificazione

Nicoletta Curradi

martedì 16 settembre 2014

Con il vino Pagadebit tutti i debiti ...si onorano

Se avete l'opportunità di trascorrere qualche giorno in Romagna, vi consigliamo di assaggiare il Pagadebit, un vino leggero e adatto ad aperitivi ed antipasti leggeri. Il vino "Pagadebit di Romagna" deve essere ottenuto per almeno l'85% dalle uve del vitigno Bombino b. Possono inoltre concorrere le uve di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%. Per i nuovi impianti la densità minima di piante non dovrà essere inferiore a 2.500 ceppi per ettaro. Resa uva per ettaro: massimo 14 t. Resa uva/vino finito: non superiore al 70% Titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 10,50% (11,50% per la denominazione “Bertinoro”) Vediamo di descrivere un po' più nel dettaglio questo vino romagnolo: Il Pagadebit si ottiene, come abbiamo già detto, dall’uva Bombino Bianco vinificata in purezza oppure con l’aggiunta di altri vitigni fino a un massimo del 15%. L’area di produzione è compresa nella fascia collinare del ravennate, del forlivese-cesenate e del riminese, in particolare nei comuni di Bertinoro e Castrocaro Terme. Questo vino è caratterizzato da un color giallo paglierino con sfumature tendenti al verde e da un profumo floreale in cui si riconosce con chiarezza il biancospino. Il sapore è asciutto, armonico, molto gradevole e delicato, con note di erbaceo e di floreale. Viene prodotto nelle tipologie secco e amabile, sia come vino fermo sia come vino frizzante. Perché si chiama così: il nome di questo vino deriva dalla produttività e resistenza del Bombino Bianco, che consentivano ai contadini di pagare i propri debiti anche nelle annate peggiori. Alla metà degli anni ’60, questo vitigno era prossimo alla scomparsa, essendone rimasto un unico filare nei dintorni di Trentola, sulle pendici del colle di Bertinoro. Da allora, grazie ad una tecnica enologica capace di valorizzarlo e all’impegno di alcuni vignaioli il Pagadebit ha ritrovato il suo posto nell’enologia romagnola, ottenendo nel 1988 con la certificazione DOC. Oggi il Pagadebit non ha più la storica funzione di “pagare i debiti”, ma si rivela un vino adatto ad ogni occasione e all’abbinamento con numerosi piatti e ricette. Antipasto con piadina e salumi Frittate con verdure Minestre in brodo Crostacei Il Pagadebit secco è un abbinamento leggero e piacevole per tutte queste pietanze. Il suo basso titolo alcolometrico (minimo 10,5% di alcol) e la sua freschezza, da esaltare mantenendo la temperatura di servizio intorno ai 10°C, lo rendono l’accompagnamento ideale per un pranzo sulla spiaggia che si potrebbe concludere in dolcezza con un dessert al cucchiaio e un calice di Pagadebit amabile. Nicoletta Curradi Nella foto una etichetta di Pagadebit dell'azienda Braschi

giovedì 4 settembre 2014

1° Edizione della Gran Fondo del Chianti Classico Gallo Nero


Questo appuntamento richiede soprattutto talento, passione, spirito di sacrificio. Una combinazione perfetta a garanzia di successo in campo sportivo e anche alla base della creazione di ogni grande vino. Se poi lo sport è il ciclismo e il vino uno dei più importanti e autentici marchi dell’enologia mondiale, la comunanza di valori e di strumenti per metterli in pratica diventa ancora più permeante.
Spinto da questa premessa il Consorzio Vino Chianti Classico da il via alla prima edizione della “Gran Fondo del Gallo Nero” il prossimo 21 settembre con partenza dalla House of Chianti Classico di Radda in Chianti, prima dimora dell’eccellenza enoculturale del Consorzio Vino Chianti Classico ed esperienza unica nel suo genere, nata dopo un lungo e sapiente restauro dell’antico Convento di Santa Maria al Prato che è tornato proprio in questa stagione a vivere nella poliedrica veste di “casa del Gallo Nero”.
Cicloturisti, amatori e professionisti stanno già aderendo a un’iniziativa che prevede due diversi percorsi: uno lungo di 135 km e uno medio di 79 km, entrambi ovviamente immersi nella cornice unica del territorio di produzione del Gallo Nero, meta ogni anno di migliaia di cicloturisti provenienti da tutto il mondo che in questo caso potranno cimentarsi in una gara al fianco dei loro colleghi locali e internazionali.
La Gran Fondo offrirà anche l’occasione per testare un’inedita scalata, quella del Passo del Morellino, che da Radda sale verso un panorama unico contornato da vigne e olivi per poi addentrarsi in una serie di rampe in mezzo al bosco che precedono l’arrivo al Valico del Morellino a 750 mt slm, per una lunghezza totale di circa 7.5 km con pendenze che toccano il 17%. Seppur conosciuta dagli appassionati locali la “Scalata del Morellino” debutta con la Gran Fondo in una gara ufficiale con tutta la sua bellezza paesaggistica e difficoltà agonistica che richiede un alto spessore tecnico per affrontarla al meglio.
Per questo ci saranno due rilevazioni a inizio e fine tratto, per poi premiare il miglior scalatore della Gran Fondo che avrà un riconoscimento dedicato nell’ambito delle premiazioni che si svolgeranno alla House of Chianti Classico a fine gara.
Di particolare effetto anche il colpo d’occhio che offriranno gli sportivi il prossimo 21 settembre, grazie a una maglia unica prevista dall’organizzazione che vestirà tutti i partecipanti, realizzata appositamente per la Gran Fondo dalla Chianti Classico Company, società partecipata al 100% del Consorzio Vino Chianti Classico nata per coordinare i progetti speciali del Gallo Nero, guidata dal giovane Presidente Michele Zonin.
Assolutamente in tema anche i premi previsti: I più abuili delle diverse categorie potranno portare a casa alcune tra le migliori etichette del mondo, fornite per l’occasione direttamente dai Produttori del Gallo Nero
Info e iscrizioni su granfondodelgallonero.it
Del Bimbo Fabrizio

giovedì 7 agosto 2014

Il 10 agosto a Castiglione d'Orcia, con un calice di vino e il naso all'insù



10 Agosto 2014 – Calici di stelle, grande festa “nel blu dipinto di blu” del centro storico di Castiglione d’Orcia: tasting di grandi DOC Orcia, degustazioni guidate ONAV, assaggi di carni di qualità con Slow Food e visite alla Sala d’Arte accompagnate da ottimi vini e  pasticcini appena sfornati.
 
Sarà la parola “degustazione” il fil rouge che accompagnerà l’evento Calici di Stelle 2014, organizzato dal Comune di Castiglione d’Orcia in collaborazione con il Consorzio  e la Strada del Vino Orcia .
Dalle ore 18:00 fino a tarda notte, il centro storico dell’antico castello della famiglia Aldobrandeschi si animerà di grandi degustazioni con inizio nei banchi di assaggio dei vini DOC Orcia. <> spiega il Presidente del Consorzio Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini.  Ecco le cantine partecipanti: Marco Capitoni, Il Pero, Az. Agr. Trequanda, Val d’Orcia Terre Senesi, OLIVI – Le Buche, Poggio al Vento, Bagnaia, Donatella Cinelli Colombini,  Campotondo,  Sasso di Sole e  La Canonica.
Da non perdere l’iniziativa “Arte, vino e dolcezze” promossa da Fondazione Musei Senesi tramite i Museum Angels; le prelibatezze della Pasticceria Scheggi e i vini Orcia, nella Sala d’Arte San Giovanni, accompagneranno la visita alle splendide opere di Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Vecchietta, il pittore che nacque a Castiglione nel 1412.
Per i veri wine lovers, alle ore 19:00 inizierà la degustazione guidata organizzata da ONAV Siena che ha selezionato alcune etichette di Orcia da proporre ad un pubblico di veri intenditori. Le prenotazioni saranno raccolte alla cassa, dove un assaggiatore ONAV illustrerà l’iniziativa.
Non solo bere, ma anche mangiare! Nella caratteristica cornice dell’antica Macelleria del Corso, che ha mantenuto ancora intatti tutti i vecchi arredi, dalle ore 21:00 aprirà i battenti Slow Food con appetitosi assaggi di carni Chianine al prezzo di € 3,00.
<< Come amministrazione,  il nostro impegno nell'organizzazione dell'evento è forte>> spiega Alice Rossi, Assessore al Comune di Castiglione d’Orcia; << Crediamo fortemente in un rilancio del paese seguendo la scia del turismo enogastronomico ed in particolar modo la giovane denominazione DOC Orcia>>.
I vini Orcia quindi saranno i grandi protagonisti di questo appuntamento, ricco di animazioni come le lezioni di tiro con l’arco dell’ associazione Folgori di Tinia, i mercatini di prodotti locali, il braciere di carni del territorio, lo spettacolo della scuola di canto di Barbara Benini, i Maggiaioli itineranti e per i più piccoli, tanti giochi e divertimento con Paco Paquito e Celestina di Circusbandando.
E prima di andare a dormire…bomboloni caldi per tutti!
 
Castiglione d’Orcia – cenni storici
Nel 714 Castiglione d’Orcia era un castello della nobile famiglia senese degli Aldobrandeschi. Per un breve periodo fu uno stato indipendente per poi, nel Trecento, essere incluso fra i possedimenti di Siena. La sua posizione alta sulla Val d‘Orcia ne fece una sorta di sentinella sulla via Cassia e poi sulla Francigena. Una sorte che, soprattutto per Rocca di Tentennano, sul lato opposto e più alto dello sperone roccioso, determinò assedi e contese per impossessarsi di questa roccaforte strategica.   Molto belle la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Pieve dei Santi Stefano e Degna i cui principali dipinti sono ora esposti nella Sala d’arte nel centro di Castiglione. Nel comprensorio comunale vanno inoltre ricordati il castello della Ripa, il campanile di Campiglia e gli enormi pozzi di cui, quello di Rocca d’Orcia, è il più grande della Provincia di Siena. Rocca di Tentennano ospitò Santa Caterina da Siena che proprio li, nel 1367, imparò a scrivere.  La zona è ricca di sorgenti la più importante delle quali è Vivo d’Orcia che per decenni ha dissetato la città di Siena.
Nella prima metà del Novecento, Castiglione d’Orcia ha raggiunto una popolazione di circa 5.000 abitanti che si è attualmente dimezzata. Le attività prevalenti sono l’agricoltura e il turismo con particolare riferimento al turismo termale le cui antiche acque calde formano il meraviglioso fosso bianco di Bagni San Filippo.
 
Consorzio del Vino Orcia e vini Orcia DOC

 La denominazione Orcia è nata il 14 febbraio 2000 e comprende le varietà  Orcia  ottenuto da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”. La denominazione Orcia comprende le tipologie Bianco, Rosato e  Vin Santo.
I vini nascono in una quarantina di cantine e manifestano l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie. In un’epoca di globalizzazione, il vino Orcia è  ancora un prodotto familiare, fatto da chi vive in mezzo alle vigne, nel rispetto della natura e con ottime competenze di enologia e viticultura.
Il vino Orcia è prodotto in uno dei comprensori agricoli più belli del mondo e in parte iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco.  13 comuni: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.

Per informazioni:
Consorzio Vino Orcia
Segreteria: 0577 887471 – info@consorziovinoorcia.it
Comune di Castiglione d’Orcia
Assessore Alice Rossi: 3932928956 – alixerossi80@gmail.com

Nicoletta Curradi

giovedì 17 luglio 2014

Esce Casavyc ..".a riveder le stelle..."




Esce...Casavyc...a riveder le stelle...



Batte un colpo anche quest'anno Casavyc l'azienda della vulcanica Viviana Filocamo e di suo marito Claudio Sabatucci, anno nuovo vino nuovo, esce finalmente dopo una lunga gestazione, il metodo classico dal nome
benaugurale di dantesca memoria, “a riveder le stelle”.
Il nuovo prodotto è stato presentato in anteprima a Firenze presso il ristorante "Ora d'aria" di Marco Stabile, nel corso di un brillante pomeriggio estivo.


Un brut rosé metodo classico di pinot nero 100% tutto dalle vigne di Poggioferro (Scansano), 24 mesi sui lieviti per un vino pieno e solare che coniuga equilibrio e freschezza, imprescindibili per uno spumante, con una pienezza di frutto e rotondità tipiche delle colline maremmane.
Colore rosa pallido leggermente aranciato, profumi di frutti rossi acerbi e pasticceria, e un gusto equilibrato e potente che dura a lungo sul palato.
Ancora una novità di Casavyc, ancora un esperimento audace e interessante, ancora una piccola finestra che si apre sulle infinite possibilità del terroir della maremma collinare.

CASAVYC di Viviana Filocamo – Podere Camporomano – 58054 Scansano (GR) – Italia - Tel. +39 3356880673 – casavyc@casavyc.it – www.casavyc.it


Fabrizio Del Bimbo

venerdì 27 giugno 2014

Apre a Radda in Chianti la prima Chianti Classico House

Chianti Classico House, apre a Radda la prima dimora dell’eccellenza enoculturale



Molto più di un’enoteca: il Consorzio Vino Chianti Classico prende casa

nell’antico Convento di Santa Maria al Prato, nel cuore del Chianti



Al via lezioni di gusto, cooking show, concerti, pic nic in vigna e molto altro

Ogni giorno. A partire da venerdì 27 giugno 2014





Cooking show con massaie del territorio e chef stellati, cene a base di Gallo Nero e grandi arie musicali, aperitivi a ritmo di jazz e prodotti del territorio, pic nic in vigna e corsi di formazione sul vino per esperti e neofiti: apre i battenti venerdì 27 giugno Chianti Classico House, prima dimora dell’eccellenza enoculturale del Consorzio Vino Chianti Classico ed esperienza unica nel suo genere.

Dopo un lungo e sapiente restauro durato oltre 10 anni l’antico Convento di Santa Maria al Prato di Radda in Chianti torna a vivere nella poliedrica veste di “casa del Gallo Nero”, presidio del gusto e accademia del vino.



Dopo l’apertura dell’Enoteca Chianti Classico, inaugurata solo pochi mesi fa al I piano del Mercato Centrale di Firenze, la House rappresenta una nuova operazione, di più ampio respiro, della Chianti Classico Company, società partecipata al 100% del Consorzio Vino Chianti Classico nata per coordinare i progetti speciali del Gallo Nero, guidata dal giovane Presidente Michele Zonin.



A partire da questa estate la Chianti Classico House ospiterà iniziative delineate sulle sue quattro anime: happening, food, formazione, showroom. Al via corsi di tecniche di degustazione del vino, eventi e mostre d’arte destinati ad attrarre appassionati e turisti da tutto il mondo, ma anche residenti del territorio e cultori del buon bere. Le cantine, infatti, custodiscono la più grande collezione al mondo di etichette di Chianti Classico, da scoprire in abbinamento a un’offerta gastronomica semplice ma d’eccellenza, in perfetto stile Chiantishire.



All’interno della House troeva spazio inoltre una vera e propria boutique del Gallo Nero, dove sarà possibile acquistare l’intera collezione della Chianti Classico Lifestyle, il merchandising ufficiale, dall’abbigliamento agli oggetti per il tempo libero.



Ad aprire il ricco cartellone degli eventi che anima la prima stagione della Chianti Classico House, uno dei tre appuntamenti con Chef, Lady food & Mr. Wine (27 giugno, 20 luglio, 23 agosto), durante i quali le Signore del territorio sfideranno i grandi chef a colpi di ricette. A fare gli onori di casa per Gallo Nero contro tutti il pluripremiato sommelier Luca Gardini, che si confronterà con quattro affermati chef in rappresentanza di quattro tradizioni culinarie regionali: si comincia l’11 luglio con Lucio Pompili del Symposium di Pesaro, per proseguire con Salvatore Tassa delle Colline Ciociare (Lazio) il 19 luglio, Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento (Piemonte) il 6 settembre e Piergiorgio Siviero del Lazzaro 1915 (Veneto) il 26 settembre.



Seguono originali abbinamenti tra grandi vini e grandi goal della storia del calcio (in occasione della disputa di semifinali e finale dei Mondiali di calcio il 4, 5 e 13 luglio), sempre sotto la sapiente guida di Luca Gardini, affiancato stavolta dal caporedattore di Sky Sport Giuseppe Simone. E ancora serate a base di musica jazz e Classica da gustare insieme alle migliori etichette, pic nic in vigna e corsi giornalieri (da luglio a settembre). In calendario anche appuntamenti sportivi dedicati agli amanti della bici, con il Gran Fondo del Chianti Classico Gallo Nero, gara non competitiva con partenza da Radda in programma per il 21 settembre.



Ad inaugurare l’attività artistica della Chianti Classico House sarà invece “Gallo Nero d’Oriente”, collettiva fotografica sul territorio del Chianti Classico realizzata da un team di professionisti cinesi e curata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico ONLUS.



Tutto il programma su chianticlassico.com / "_blank" thehouseofchianticlassico.it

Nicoletta Curradi

giovedì 26 giugno 2014

Le eccellenze rivierasche illustrate alla Rai in friulano



NELLA SEGUITA TRASMISSIONE ‘UE O FEVELIN DI’…

La Riviera Friulana anche in lingua friulana. Attraverso le onde radio di Rai UNO il progetto rivierasco è infatti stato protagonista della puntata di martedì scorso della trasmissione radiofonica ‘Ue o fevelin di’… (Oggi parliamo di …), realizzato da Claudia Brugnetta e condotto da Antonella Lanfrit. Oggetto delle interviste: la Carta del Gusto della Riviera Friulana, e il 3.Raduno Auto e Moto d’Epoca Riviera Friulana. Assieme al Presidente dell’Associazione Culturale La Riviera Friulana, che ha ideato e organizza le due iniziative, Carlo Morandini, a parlare dei vini rivieraschi è stato Sergio Bortolusso. Prescelto nel programma per essere uno degli esponenti della viticoltura eroica del Friuli Venezia Giulia. Dagli anni ’60 la sua famiglia coltiva le viti a contatto con le acque lagunari e vallive, e tra le valli da pesca. L’enologo e viticoltore di Carlino era infatti stato tra i protagonisti di una manifestazione fieristico-degustativa a Vicenza, riservata a coloro che praticano la vitivinicoltura nelle cosiddette ‘terre di frontiera’. Nei luoghi dove sarebbe impensabile coltivare la vite o altre varietà agronomiche. Proprio da questa vicinanza con le acque salmastre, ha spiegato Bortolusso, conferisce ai vini realizzati in quest’area caratteristiche di mineralità e sapidità che rendono i prodotti enologici bianchi adatti all’abbinamento con le pietanze di pesce, quelli rossi con le carni pregiate e la selvaggina. Le varietà più richieste? Il Friulano, anche se gli stranieri lo chiedono sempre con il nome Tocai, il Sauvgnon, la Ribolla Gialla, anche spumantizzata, il Refosco, il Merlot. Specialmente gli stranieri chiedono i rosati. Mentre uno spazio privilegiato per il consumo a tavola spesso anche a tutto pasto, con il pesce, vanta il Prosecco. Di recente entrato ufficialmente tra i vini dell’area. La Carta del Gusto, che prospetta i vini delle aziende di eccellenza del territorio, pubblicata con la collaborazione della Camera di commercio di Udine, ha riscosso lo scorso anno notevole successo, e lo ottiene ancora. Presentata tra l’altro al Vinitaly, alla Fiera del Turismo di Vienna, a Capaccio Paestum, sta per essere rieditata. Sia perché vi sono stati nuovi ‘ammessi’ tra la compagine sociale della Riviera Friulana, sia perché l’obiettivo è pubblicarla anche in lingua tedesca. Per presentarla al vasto potenziale di pubblico tedescofono, e, per esempio, a Colonia, dov’è in progetto la realizzazione della Settimana della Riviera Friulana nei ristoranti della città tedesca. Il Raduno Internazionale Auto e Moto d’Epoca sostenuto da Prontoauto e dalla Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello e Aiello, e da alcuni Comuni rivieraschi, su richiesta dei partecipanti e delle realtà coinvolte, se ha segnato l’avvio della stagione turistica estiva, in particolare a Lignano Sabbiadoro, dove si è concluso, stavolta mira a caratterizzare la chiusura dell’estate balneare. Si chiuderà infatti nel terzo fine settimana di settembre a Grado. Ideato con una formula adatta a far conoscere ricchezze e peculiarità dell’area attraversata, si presenterà dunque con due appuntamenti annuali. 


Nicoletta Curradi

giovedì 8 maggio 2014

CARPENE’ MALVOLTI A FIRENZE PER L’VIII SIMPOSIO DELL’IMW DAL 15-18/5

Carpenè Malvolti, insieme a IGM - Istituto del Vino Italiano di qualità Grandi Marchi - di cui è socia fondatrice e si privilegiaa di farne parte, sarà tra i protagonisti all'VIII Simposio dei Masters of Wine, che si terrà a Firenze dal 15 al 18 Maggio. l'Insitute of Masters of Wine è l'Istituzione che da quasi 60 anni si occupa di formare i più qualificati ed influenti esperti internazionali di vino. L'obiettivo strategico della prestigiosa Accademmia Londinese è la promozione dell'eccellenza professionale, del business, della scienza e della cultura del vino, attraverso selezionati e pluriennali programmi di formazione, che oggi hanno portato la comunità dell'Istituto a poter contare su 312 Masters of Wine in rappresentanza di ben 28 Paesi. Una partnership quella tra IGM e IMW, che nasce nel 2009 e che ha permesso all' Istituto Grandi Marchi - associazione di 19 Cantine "icona" dell'Enologia Italiana - di collaborare a supporto dei programmi di istruzione e formazione a livello internazionale, fornendo cosi una preziosa prospettiva tutta Italiana. Il nostro Paese - ancorchè primo produttore di vino al mondo - a tutt'oggi non ha ancora una rappresentanza all'interno della compagine londinese: una lacuna che sia IGM che IMW contano di colmare entro i prossimi due anni. Essere un Master of Wine non è solo una questione di prestigio, ma significherebbe avere una rappresentatività di rilievo all'interno del medesimo Istituto, i cui membri ricoprono ruoli di vertice in settori chiave per il vino e per la diffusione della sua conoscenza a livello internazionale. Un appuntamento quindi di rilevanza mondiale - organizzato dall’IMW con cadenza quadriennale - che dopo oltre 30 anni di tappe internazionali è al debutto assoluto nel nostro Paese ed è già proiettato a caratterizzarsi come l'evento dell'anno per il mondo del vino Italiano, per la cui realizzazione l'Istituto Grandi Marchi si è intensamente prodigato, essendone altresì Sponsor Ufficiale. I delegati attesi a Firenze - tra gli stessi Masters of Wine, opinion leaders e personalità provenienti dal mondo vitivinicolo internazionale - sono oltre 400, per un Simposio che potrà così decantare e libarsi di un dibattito trasversale, spaziando dal marketing globale alle nuove frontiere della ricerca enologica, dal mutamento della geografia vitivinicola mondiale fino allo stile comunicativo dei media di settore: linee guida conduttrici di questa edizione saranno infatti: “Identity, Innovation, Imagination”. Lo sa bene Carpenè Malvolti - storica Azienda di ricercatori e innovatori ancor prima che di produttori - che già con la Quarta Generazione di Etile Carpenè e a seguire con la corrente Quinta rappresentata da Rosanna Carpenè, continua strenuamente ad essere impegnata nella promozione territoriale e nei processi di internazionalizzazione, che le consentono di essere riconosciuta ed apprezzata quale uno dei più storici ed accreditati interpreti ed ambasciatori della Spumantistica Italiana e parimenti quale leader di settore in oltre cinquanta Paesi di tutti e cinque i continenti. Peraltro, le innovative determinazioni strategiche in area marketing e comunicazione - introdotte durante lo scorso Vinitaly - non fanno altro che consolidare e sviluppare ulteriormente i valori identitari e qualificanti, che da sempre la contraddistinguono e che con Rosanna Carpenè la proiettano ad un futuro sempre più consumer oriented e sempre più vicino alle nuove generazioni, attraverso una continua interlocuzione ed interazione con le medesime L'occasione del Simposio coinciderà peraltro con l'importante anniversario dell'IGM, che si accinge a festeggiare i primi dieci anni della sua attività: un'occasione imperdibile per l’Istituto Grandi Marchi, che sull’appuntamento fiorentino ripone notevoli aspettative, nell'obiettivo di apportare ancora più linfa alle già significative attività di valorizzazione e promozione della cultura del vino Italiano nel mondo. Una costante ed intensa attività promozionale che le 19 Cantine tutte insieme hanno sviluppato nel tempo, realizzando ben 248 missioni internazionali su 18 Paesi obiettivo e finalizzando incontri mirati con quasi 50.000 operatori di settore. Significativo risulta finanche il contributo economico che l'Istituto porta in dote al sistema Paese, con un fatturato export di 300 mln di euro, pari al 6% del valore complessivo delle esportazioni del vino Italiano nel mondo. Carpenè Malvolti, forte della sua esperienza internazionale, sin dal 2004 - anno di nascita di Grandi Marchi - ha sempre cercato di apportare il proprio contributo per l'affermazione strategica dell'Istituto nel palcoscenico internazionale, in coerente sinergia con tutte le altre Cantine associate, con cui condivide il privilegio di rappresentare una significativa parte della storia enologica Italiana. La Casa Spumantistica di Conegliano, sarà quindi presente durante l'intero Simposio e in particolare sabato 17 Maggio quando sarà protagonista con due delle sue eccellenze spumantistiche: il Valdobbiadene Superiore di Cartizze D.O.C.G., che sarà degustato durante il Walking Around Tasting - riservato ai Masters of Wine - e il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. 1868 Extra Dry, in occasione del Gala Dinner, che concluderà la giornata dedicata esclusivamente alle diciannove Cantine socie appunto dell' Istituto Grandi Marchi. Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 7 maggio 2014

I PRODUTTORI DELLA COSTA TOSCANA CI METTONO LA FACCIA

I ritratti di Oliviero Toscani presentano l’Anteprima Vini della Costa Toscana che torna a Lucca Sabato 10 e domenica 11 maggio I loro ritratti campeggiano dai manifesti con i volti delicatamente appoggiati alle loro bottiglie, così hanno voluto annunciare la XIII edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana i produttori dell'Associazione Grandi Cru. La campagna di affissioni, realizzata con le foto di Oliviero Toscani, dichiara che i produttori credono davvero nel loro prodotto e ci mettono letteralmente la “faccia”. Sarà proprio Oliviero Toscani, nella duplice veste di fotografo e membro dell’Associazione ad aprire l’Anteprima con la presentazione del libro “I Sessantacinque grandi dei Cru della Costa Toscana”, dedicato ai produttori della costa. Un racconto fatto di parole, tracciate dal giornalista Francesco Merlo e Salvatore Settis, e di immagini, con le foto scattate da Toscani. La Toscana che si specchia sul mare si presenterà con oltre 80 viticoltori provenienti da ben 5 diverse province (Lucca, Massa Carrara, Pisa, Livorno e Grosseto), più di 400 etichette fra vini “en primeur” e bottiglie già in commercio. Importante la presenza degli ospiti stranieri: il territorio ospite quest'anno sarà la Galizia e i suoi quasi 100 vitigni autoctoni, i vini del Cammino di Santiago ci racconteranno una Spagna ‘antica’ tra valli ed oceano. E da oltre oceano arriva uno dei protagonisti dei cooking show: direttamente da New York il lucchese Cesare Casella della Salumeria Rosi. Proprio l’internazionalità della cucina toscana è il tema degli incontri con gli chef “Andata e ritorno: Chef Toscani nel mondo, Chef del Mondo in Toscana” un viaggio intorno al mondo visto attraverso le esperienze e i piatti di importanti cuochi stellati: la creatività e la tradizione di Valentino Cassanelli del Principe di Forte dei Marmi, da Modena a Londra, da Milano fino alla Costa Versiliese, accompagnato dal Sommelier Sokol Ndreko; il Diavolo e l'Acqua Santa: Igles Corelli e Loretta Fanella, da Villa Rospigliosi di Spicchio (Pistoia). E ancora: dal cuore della Brianza, la due Stelle-Michelin Enrico Bartolini (Dèvero, Cavenago – provincia di Monza e Brianza), con la partecipazione del Sommelier del Devero, Pino Savoia; mentre racconterà la sua esperienza nel mondo attraverso un viaggio che tocca le Corti Reali di Giordania, Arabia Saudita e Lussemburgo, lo chef toscano Michele Martinelli della Locanda Martinelli di Nibbiaia (Livorno). Sarà Eleonora Cozzella, giornalista dell’Espresso ed esperta, di Food & Wine a condurre gli incontri con gli Chef. E, per finire, un tocco di gelato, grazie alla professionalità e all'esperienza di Gianfrancesco Cutelli, della Gelateria De' Coltelli (Pisa e Lucca) e di Mirko Tognetti, della Cremeria Opera di Lucca. I laboratori, organizzati in collaborazione con la sezione AIS di Lucca, spazieranno dai vini che hanno fatto la storia della costa passando attraverso la musica d’autore (SwingWine: un concerto-laboratorio tra vino e musica dal vivo) per un finale effervescente con una “Verticale” di Franciacorta. Ci sarà anche uno spazio OFF legato ad Anteprima che si svolgerà al di fuori del Real collegio con due imperdibili appuntamenti a “quattro mani”. Sabato 10 maggio 2014, ore 20.30 al Ristorante “L’Imbuto” Cristiano Tomei incontra Cesare Casella che segna il grande ritorno ai fornelli nella sua città natale, per un’unica, irripetibile serata. Fondatore del mitico “Vipore”, da decenni top-chef della scena gastronomica di New York, Casella si confronta con la cucina controcorrente e “teatrale” di Cristiano Tomei, chef Viareggino felicemente trapiantato a Lucca. Domenica 11 maggio 2014, ore 20.30 al Ristorante “Del Teatro” Maurizio Marsili incontra Enrico Bartolini, già insignito di 2 stelle Michelin, Enrico ritorna nelle sue terre. Due chef accomunati dall’attenzione per le cotture, la selezione delle materie prime e una grande cura per i particolari. Una piacevole novità di quest'anno: l'orario di apertura del chiostro centrale, nella sera del sabato, verrà esteso fino alle 23, per una serata-evento con degustazione dei vini della Costa, aperitivo gastronomico a cura di Damiano Donati, prodotti tipici del territorio e la suadente musica live di Michela Lombardi, una delle migliori “jazz vocalist” italiane. Informazioni. Anteprima Vini della Costa Toscana è un evento organizzato dall'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana (www.grandicru.it) con il sostegno di Comune di Lucca, Provincia di Lucca, Camera di Commercio di Lucca, Camera di Commercio di Pisa, Confcommercio, Confesercenti, Vetrina Toscana, Fondazione Banca del Monte, Strada del vino e dell'olio Lucca Montecarlo Versilia, Fondazione Palazzo Boccella, Scuola MADE, sponsor: Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Fondazione Bertarelli, Il Ciocco, Tagetik, Porsche. Il costo di ingresso - comprensivo dell'assaggio di tutti i vini - è di 20 euro, di 15 per soci Ais, Fisar, Onav e Slow Food, gratuito per gli operatori di settore (enoteche, ristoranti, wine-bar, distributori, agenti, importatori) previa consegna di biglietto da visita. Per aggiornamenti in tempo reale relativi al calendario dell'Anteprima 2014 e all'elenco di tutte le cantine aderenti è possibile visitare il sito www.anteprimavini.com, oppure iscriversi sulla pagina FaceBook dei Grandi Cru al link www.facebook.com/pages/Grandi-Cru-della-Costa-Toscana/162667263785739 cliccando sul tasto "mi piace". Fabrizio Del Bimbo

martedì 6 maggio 2014

Il Museo della civiltà del vino Primitivo a Manduria

Musei piccoli e grandi, luoghi speciali dove si imparano a conoscere aspetti nuovi del proprio territorio o dove si esplorano con sguardi diversi quello che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Sono i musei che parlano del territorio e delle comunità attraverso gli oggetti, le immagini e le voci di chi li ha creati e usati: mostrano un mondo della cui esistenza, spesso, non si sospetta neppure, fatto di lavoro, di cucina e vino, di feste, di musica, di tecniche e di esperienza, di abiti della festa e di tutti i giorni, di culture lontane arrivate sino a noi in tanti modi. Musei speciali, quelli che gli antropologi chiamano musei DEA, DemoEtnoAntropologici. Il Museo della civiltà del vino Primitivo, ubicato all'interno della Cantina Produttori Vini Manduria, è nato con una forte vocazione alla memoria, dalla voglia, cioè, di non perdere le tracce di un mondo culturale che è stato percepito come in profonda trasformazione, e quindi a rischio di oblìo. Infatti, Il Museo della civiltà del vino Primitivo ci racconta un mondo passato, ma lo fa per l’oggi, perché è oggi che noi ricordiamo, o in alcuni casi scopriamo, diversi e nuovi modi di vivere e di pensare. Questo viaggio nel passato tra vetusti aratri e carri, non è un richiamo nostalgico, una rievocazione di un tempo ormai dimenticato, ma un’analisi attenta al valore culturale e patrimoniale del mondo contadino che la comunità locale possa riconoscere come proprio, in cui ritrovare i tratti caratteristici del patrimonio culturale, quelle pratiche e quel fare artigianale che sopravvivono ancora, da qualche parte, ma in forme diverse rispetto al passato. L'agricoltura come identità di una collettività, come richiamo al suo territorio di appartenenza tutelandone le tradizioni e valorizzandone i prodotti tipici enogastronomici: il Museo della civiltà del vino Primitivo vuole ricordare tutto questo con un percorso aperto al pubblico anche con degustazioni di vino Primitivo di produzione della Cantina accompagnato dai piatti dell’autentica tradizione gastronomica, durante le quali vino e cibo sono illustrati e raccontati come parte della locale storia. Interpretare il piacere della tavola come punto di arrivo di un percorso attraverso antiche usanze, tradizioni, identità, territori. Al Museo ciò che si assaggia viene spiegato, raccontato, per lasciare a chi è curioso qualcosa di più di un sapore: la memoria di un incontro.
Il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, ubicato all’interno della della Cantina Produttori Vini Manduria (TA) , unisce rilevanza etnografica e importanza documentaria circa la civiltà contadina del Salento e l’evoluzione culturale e applicativa dei processi di produzione vitivinicola nello stesso territorio. Sotto le ottocentesche volte a stella, e nelle antiche cisterne della Cantina manduriana, infatti, è possibile addentrarsi in due tipi di percorsi di visita del Museo. Se, da un lato, oggetti di vita quotidiana e attrezzi di lavoro del contadino di un tempo narrano la storia sociale e l’economia agraria di queste zone, dall’altro, l’esposizione cronologica di vetusti torchi e contenitori di mosti e vini, unitamente al succedersi di macchinari ed attrezzature per opifici vinari, testimoniano l’evoluzione della tecnologia nei campi della vinificazione e dell’enologia. La ricca galleria di reperti e manufatti, collocabili, nella datazione, tra la seconda metà dell’ ‘800 e i primi del ‘900 (ma il Museo ospita anche un imponente torchio su base in pietra del XVIII secolo), è accompagnata, inoltre, dall’esposizione di diversi documenti originali coevi, riproducenti scritti e immagini relativi al mondo dell’agricoltura e del vino. Tra questi, un editto di Ferdinando I di Borbone del 1823. Al Museo della civiltà del vino Primitivo, meta per enoturisti, scolaresche, e studiosi di demoantropologia, si è accolti con cordiale professionalità e si completa la visita dell’azienda degustando il vino Primitivo doc di produzione. Le ampie sale del Museo diventano un poliedrico contenitore di eventi ospitando meeting, convegni, concerti, rappresentazioni teatrali. Info: www.museodelprimitivo.it Fabrizio Del Bimbo

giovedì 17 aprile 2014

Il Gallo Nero è di casa al Mercato Centrale di Firenze








E' stato presentato nei giorni scorsi "Mercato Centrale Firenze"(MCF), il nuovo spazio dedicato al wine&Food di eccellenza ideato dagli'imprenditore della ristorazione e del turismo Umberto Montano (Alle Murate e Caffè Italiano) e da Claudio Cardini (ECVacanze).

In questo ambito la Chianti Classico Company, società partecipata dell'omonimo Consorzio, apre l'unica Enoteca di MCF, nuovo quartier generale del Chianti Classico nel cuore del capoluogo toscano.
L'Enoteca Chianti Classico offrirà ogni giorno, dalle 10.00 alle 24.00, oltre 1200 etichette in degustazione al bicchiere e vendita al pubblico di tutte le attività commerciali coinvolte nel progetto
Una vetrina d'eccezione per le oltre 350 aziende socie del Consorzio, dedicata alla città, ai suoi abitanti e a quella moltitudine multietnica che ogni anno raggiunge Firenze come turista o viaggiatore, sempre più esigente e in cerca di luoghi che possano testimoniare in maniera autentica il miglior made in Italy.

Una vetrina che rappresenta anche la prima grande operazione della Chianti Classico Company, società partecipata del Consorzio Vino Chianti Classico nata per gestire i progetti speciali del Gallo Nero. Proprio la Company, infatti, ha ideato e progettato e gestirà l'ingresso del Chianti Classico nel progetto di Montano, come spiega Michele Zonin, Presidente della Co. :"A solo un anno dalla nascita della Chianti Classico Company apriamo quello che commercialmente parlando si definisce un "monomarca" - caso unico nell'ambito dei Consorzi di Tutela - ma che trattandosi di uno dei prodotti italiani di eccellenza più
Oltre a offrire ogni giorno i migliori esempi dell'enologia del nostro paese, infatti, avremo la possibilità di arricchire la conoscenza di un pubblico nazionale e internazionale rispetto al mondo del Chianti Classico e questo anche grazie alle tante iniziative legate al vino e alla sua Cultura che vogliamo proporre nei prossimi

"Da oggi nel cuore della città" afferma Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico "esiste un punto di riferimento per l'enologia di eccellenza dedicato a tutti, esperti, appassionati fiorentini e ospiti nazionali e internazionali. La Company prosegue così spedita verso l'obiettivo che ci siamo dati un anno fa quando nacque in seno al Consorzio, riuscire a stimolare una serie di progetti capaci di attrarre risorse da reinvestire nella promozione del marchio Gallo Nero.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 16 aprile 2014

Anteprima Vini della Costa Toscana



Percorsi d'arte tra viticoltori, chef, sapori e immagini
Sabato 10 e domenica 11 maggio a Lucca torna Anteprima Vini della Costa Toscana
La consueta vetrina dei produttori dell'Associazione Grandi Cru è attesa per sabato 10 e domenica 11 maggio al Real Collegio, nel centro storico di Lucca. Piccole produzioni e grandi tenute, storie appena abbozzate e radici robuste e lontane nel tempo che hanno segnato la fortuna mondiale della produzione enologica toscana. Vini emozionanti e piatti spettacolari in un percorso che si snoda tra paesaggi mozzafiato e produzioni dal carattere unico e irripetibile. Un appuntamento immancabile per assaggiare oltre quattrocento etichette, fra vini “en primeur” (per quest'anno è di scena la vendemmia 2013, che dopo l'affinamento in botte prima e in bottiglia poi, darà vita, con il giusto invecchiamento, a prodotti eccellenti) e bottiglie già regolarmente in commercio. Oppure per degustare i campioni di intere annate aspettando che escano sul mercato, deliziandosi a fare pronostici in vista, tra qualche anno, della definitiva maturazione. E nel gioco degli abbinamenti tra piatti magistralmente eseguiti e bicchieri dal gusto rotondo, ci si potrà muovere da una sala all'altra alla ricerca di prodotti raffinati e ricercati o dell'etichetta nota. Insomma, è l'”altra Toscana” del vino, specchiata sul mare, a presentare il meglio della produzione enologica del territorio. 

L'edizione 2014, con tutte le novità della 13° edizione, è stata presentata questa mattina a Palazzo Boccella dalla presidente dei Grandi Cru, Ginevra Venerosi Pesciolini e da Oliviero Toscani, nella duplice veste di fotografo universalmente riconosciuto e produttore della costa toscana. Spetterà a lui, infatti, inaugurare la due giorni, con la presentazione del libro “I Sessantacinque grandi dei Cru della Costa Toscana”, dedicato ai produttori della costa. Un racconto di parole, tracciate dal giornalista Francesco Merlo e Salvatore Settis, e di fotografie, scattate proprio da Toscani.
Il programma. Due giornate piene, dunque, per immergersi nell’incredibile varietà della produzione enologica costiera, con la novità che per quest'anno l'orario di apertura del chiostro centrale, nella sera del sabato, verrà esteso fino alle 23, per una serata-evento con degustazione dei vini della Costa, aperitivo gastronomico, musica e prodotti tipici del territorio. Le ottanta cantine coinvolte arriveranno dalle province di Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto e Massa Carrara, unendosi nella fattispecie ad un territorio ospite: quest'anno i vini del Cammino di Santiago, la Galizia e i suoi quasi cento vitigni autoctoni, una Spagna ‘antica’ tra valli ed oceano. Oltre a una ricca mostra-mercato con artigiani alimentari di qualità e all'enoteca interna per acquistare le bottiglie preferite, c'è un nutrito programma di degustazioni guidate da esperti del settore. I laboratori spazieranno dalla Spagna “celtica e oceanica” ai vini che hanno fatto la storia della costa passando attraverso la musica d’autore (SwingWine: un concerto-laboratorio tra vino e musica dal vivo) per un finale effervescente con una “Verticale” di Franciacorta. I seminari vengono organizzati in collaborazione con la sezione AIS di Lucca.
Infine “Aspettando…Anteprima Vini”. Un preassaggio dell’evento può essere gustato da ora fino al 9 maggio in 43 ristoranti della Lucchesia che aderiscono a Vetrina Toscana: da Lucca alla Piana, dalla Garfagnana alla Versilia, il territorio si esprime con menù studiati appositamente per esaltare i vini della Costa.
I'ingresso è a pagamento– comprensivo dell'assaggio di tutti i vini  .
Per aggiornamenti in tempo reale relativi al calendario dell'Anteprima 2014 e all'elenco di tutte le cantine aderenti è possibile visitare il sito www.anteprimavini.com, oppure iscriversi sulla pagina FaceBook dei Grandi Cru al link www.facebook.com/pages/Grandi-Cru-della-Costa-Toscana/162667263785739 cliccando sul tasto "mi piace".

sabato 29 marzo 2014

Elba: Aleatico, il vino di Napoleone

Nel Bicentenario dell'esilio di Napoleone la IV edizione di Elba Aleatico Si racconta che Napoleone, in attesa al largo nella rada di Portoferraio, prima di sbarcare studiasse con attenzione il nuovo piccolo regno che l’avrebbe accolto: l’isola d’Elba. Il 4 maggio 1814 il cannocchiale si soffermò su di una grande vigna cinta da mura. Era “La Chiusa” gestita dalla stirpe dei Foresi fin dal Seicento. Secondo la tradizione, il generale fece ammarare una scialuppa e raggiunse il luogo dove assaggiò un vino dolce rosso rubino che subito gli tirò su il morale. Aveva scoperto l’Aleatico che diventò il suo vino preferito. Quest’anno l’isola d’Elba festeggia il Bicentenario dell'esilio di Napoleone Bonaparte e l’anno napoleonico prenderà ufficialmente il via con un prologo, il 12 aprile, con un convegno storico sul trattato di Fontainebleau, cioè l’atto che consegnò l’Imperatore all’isola. Il 13 Aprile a Portoferraio si terrà la rassegna Elba Aleatico dedicata proprio al “vino dell’Imperatore”. In questa giornata alcuni ristoranti dell’isola che fanno parte della rete di Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove i ristoranti e le botteghe che utilizzano i prodotti del territorio, incoronano l’Aleatico come protagonista dei loro menù. Negli ultimi anni, infatti, Vetrina Toscana punta sempre di più alla valorizzazione coordinata della cultura, della promozione turistica e di quella commerciale considerandola una caratteristica vincente delle attività di marketing territoriale. La rassegna Elba Aleatico giunta alla quarta edizione si svolgerà il 13 Aprile nel chiostro del Centro Culturale De Laugier a Portoferraio. L’evento è organizzato dall’AIS delegazione Isola d’Elba e dal Consorzio di Tutela dei Vini Elba DOC con il patrocinio della Provincia di Livorno e del Comune i Portoferraio. In quest’occasione sarà possibile degustare l’Aleatico Passito delle sedici aziende che aderiscono al consorzio, sia in purezza che in abbinamento ai dolci tipici dei pasticceri dell’isola, e al cioccolato. Saranno presentati i vini del Consorzio Elba DOC e dell’Olio Extravergine d’oliva del Consorzio Olivicoltori elbani e si potrà degustare anche della birra all’aleatico oltre ai prodotti tipici della produzione elbana come la palamita sott’olio, la sburrita, il baccalà, il miele, le confetture, le erbe aromatiche www.aleaticoelba.it Fabrizio Del Bimbo

venerdì 28 marzo 2014

Il Museo della Vite e del Vino al castello di Aigle

Un'idea per le vacanze pasquali o comunque di primavera: il cantone di Vaud, quello del lago di Ginevra, in Svizzera, con tante bellezze artistiche, storiche e naturalistiche da visitare. Una piacevole occasione è rappresentata dal Castello di Aigle, che sorge in mezzo ai vigneti di Chablais. La fortezza, fatta erigere nel XIII secolo dai Savoia, venne trasformata più tardi dai bernesi. Il Museo vodese della Vite e del Vino, nella prestigiosa cornice del castello d'Aigle, presenta e illustra circa 2000 anni di storia della vite e del vino, le tradizioni culturali del vino e i mestieri ad esso correlati. Il Museo del vino, nelle sue 17 sale, sottolinea la dimensione culturale della viticoltura e del vino nel Canton Vaud, in Svizzera e nei paesi vicini. Utensili, presse, botti, misure, bottiglie, tappi in sughero, cavatappi, bicchieri, caraffe accompagnano il visitatore dall’uva alla tavola. La visita del museo, che racconta ben 200 anni di storia, è al contempo una visita al castello in questa splendida regione vitivinicola. Orari d'apertura del museo: Aprile, maggio, giugno: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00 - chiuso il lunedì Luglio e agosto: aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 Settembre e ottobre: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00 - chiuso il lunedì Sabato 3 e domenica 4 maggio prossimi è i programma dalle ore 10 alle 18 Art & Création au Chateau d'Aigl: una quarantina di artisti e artigiani esporranno le lore creazioni nelle più belle sale del castello. Info: www.chateauaigle.ch www.lake-geneva-region.ch Fabrizio Del Bimbo

giovedì 20 marzo 2014

Borgoluce porta al Vinitaly 2014 l'essenza del Prosecco

Al Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona, Borgoluce presenta Rive di Collalto Brut: "Extra Brut" che mostra il gusto naturale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Dalle colline di Collalto, a Susegana, Borgoluce presenta al Vinitaly il Rive di Collalto Brut D.O.C.G, una novità che porta alle origini del Prosecco, un Brut Nature in cui si riconoscono, integre, le caratteristiche organolettiche proprie della Glera. Con una gradazione zuccherina di 3 g/l, mostra nella sua naturalezza tutta l'essenza del Prosecco e l'eccellenza del territorio. E' un vino le cui bollicine accompagnano armoniosamente tutto il pasto, la freschezza e la sapidità che lo contraddistinguono esaltano il gusto di ogni pietanza. La contenuta produzione di uve selezionate proviene dalle Rive di Collalto, declivi protetti dalle Prealpi trevigiane, la cui esposizione a sud/sud-est, garantisce profumi floreali intensi. I suoli, prevalentemente calcarei con componenti argillose, conferiscono mineralità, sapidità e struttura agli spumanti. Il 2013 è stato, dal punto di vista climatico, un'annata altalenante: la lunga e fredda primavera, con abbondanti piogge, ha stimolato la crescita vegetativa, l'ingente apporto di acqua è stato controbilanciato da un luglio caldo, in cui i frutti hanno raggiunto una piena maturazione. La contenuta produzione di uva per ceppo ha consentito il raggiungimento di un eccellente tenore grado zuccherino. Gli sbalzi termici di fine agosto e inizio di settembre hanno infine garantito un'ottima acidità ed uno sviluppo aromatico eccellente. Uve sane, con acidità, grado zuccherino e profilo aromatico superiori alla media, hanno permesso di ottenere basi spumante ricche e longeve. I profumi sono delicati e floreali; al palato i vini presentano struttura, sapidità, mineralità e lunghezza. I vini Borgoluce sono aromatici e profumati ma a renderli davvero speciali è la viticoltura praticata nel rispetto dell'ambiente e della comunità, all'insegna della sostenibilità, fil rouge che accomuna tutte le attività aziendali. L'azienda agricola di Susegana adotta infatti il Protocollo viticolo della D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene e pratica la lotta integrata avanzata, per ridurre l'impatto della viticoltura sulla salute ambientale e sociale. Il diserbo è attuato senza prodotti chimici e, a questo scopo, viene utilizzato un tagliaerba Braun Alpha Sensor, dotato di due appendici laterali, dette spollonatori, che sfilano e strappano il cotico erboso. Per contribuire al diserbo naturale, l'allevamento ovino aziendale è messo al pascolo nei vigneti. Con l'uso di un nebulizzatore KWH DUO WING JET, Borgoluce mira inoltre ad un trattamento in vigneto che eviti l’effetto deriva: “grazie a questo innovativo macchinario potremo ridurre di oltre il 30% l’impiego di prodotto chimico, del 90% l’impiego di acqua e di oltre il 40 % l’impiego di carburante”, afferma Lodovico Giustiniani, amministratore dell'azienda agricola. Infine, dal 2013 ha cominciato la conversione al biologico di 3,5 ettari di vigneto. Le risorse naturali vengono utilizzate in modo responsabile per produrre energia a emissioni zero: i reflui zootecnici e i sottoprodotti delle lavorazioni agricole vengono utilizzati per la produzione di biogas, e i residui vengono reimmessi nei campi come concimi organici. L'azienda si prende cura dei milleduecento ettari di terra della tenuta preservandone la biodiversità: la diversificazione delle coltivazioni e l'alternanza delle stesse con aree boschive o di prato, consente la tutela e la valorizzazione delle varietà botaniche presenti e rende la produzione sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Nella tenuta Borgoluce il paesaggio è un'alternanza di vigneti, boschi, verdeggianti pascoli, campi di cereali e oliveti: qui le colline trevigiane si mostrano in tutto il loro rigoglioso splendore e danno origine a vini di grande qualità.

  Fabrizio Del Bimbo