martedì 17 marzo 2026

L' Hotel Savoy rende omaggio a Rothko

 




Minimalismo e colore. L’Hotel Savoy di Firenze questa primavera celebra il genio artistico di Rothko - in mostra presso Palazzo Strozzi a partire dal 14 marzo- con l’inedita cocktail list "Maestro of Colours". La nuova carta disegnata da Federico Galli, Bar Manager rende omaggio ai più celebri dipinti dell’artista contemporaneo nella cornice d’eccellenza del Bar Artemisia, lo spazio intimo dedicato alla mixology nato dalla visione del Maestro Salvatore Calabrese. 


Sono quattro le proposte da cui farsi conquistare sia visivamente, grazie ai colori nitidi che evocano il tocco artistico di Rothko e dalla selezione ricercata degli ingredienti accuratamente mixati. A quasi un anno dalla sua inaugurazione, il Bar Artemisia dell’Hotel Savoy invita a celebrare la miscelazione d’autore e l’arte contemporanea che Firenze accoglie con grande entusiasmo. 



“Maestro of Colours” - LA CARTA DEL BAR ARTEMISIA, DISPONIBILE A PARTIRE DAL 14 MARZO: 


Red Horizon (Inspired by Untitled Red and yellow, 1952)| Rum, spezie, yerbito, vino rosso.


Nocturne Vermillon (Inspired by Untitled red and black 1953)| Spuma di more e negroni (Campari,Vermouth Mancino Amaranto, Tanqueray gin). 


Golden Silence (Inspired by Untitled yellow and blue 1954)|Venturo aperitivo, Vodka Altamura, limone, nettare di pesca. 


Milky Light (Inspired by Untitled white center 1950) |Analcolico lavanda, Real coconut cream, passion fruit.


  

Fabrizio Del Bimbo 

martedì 10 marzo 2026

La Festa del Papà con Casa Vinicola Fazio

 



In occasione della Festa del Papà, Casa Vinicola Fazio propone Anima Solis Rosso, un vino elegante e avvolgente che racchiude il calore e la personalità della Sicilia.


Un’etichetta pensata per celebrare i momenti di convivialità più autentici, quelli che si condividono attorno alla tavola con le persone più care.


Nato nei vigneti collinari del territorio di Erice, Anima Solis Rosso è un raffinato blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Nero d’Avola che unisce varietà internazionali e autoctone in un equilibrio armonico e contemporaneo, capace di esprimere carattere e profondità.


Nel calice si presenta con un rosso granato intenso. Il bouquet richiama frutti di bosco maturi, ciliegia e amarena, accompagnati da eleganti note di spezie, vaniglia e cacao.


Al palato è armonico e avvolgente, con tannini vellutati e un finale lungo e persistente.

Con una produzione di circa 6.000 bottiglie, Anima Solis Rosso è perfetto in abbinamento a carni rosse alla brace, faraona e formaggi stagionati. Un vino dal carattere profondo e solare, ideale da stappare per celebrare la Festa del Papà o da regalare a chi sa apprezzare i piaceri autentici della tavola e del buon vino..

Un’etichetta pensata per celebrare i momenti di convivialità più autentici,quelli che si condividono attorno alla tavola con le persone più care.


Nato nei vigneti collinari del territorio di Erice, Anima Solis Rosso è un raffinato blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Nero d’Avola che unisce varietà internazionali e autoctone in un equilibrio armonico e contemporaneo, capace di esprimere carattere e profondità.

Nel calice si presenta con un rosso granato intenso. Il bouquet richiama frutti di bosco maturi, ciliegia e amarena, accompagnati da eleganti note di spezie, vaniglia e cacao.


Al palato è armonico e avvolgente, con tannini vellutati e un finale lungo e persistente.


Con una produzione di circa 6.000 bottiglie, Anima Solis Rosso è perfetto in abbinamento a carni rosse alla brace, faraona e formaggi stagionati. Un vino dal carattere profondo e solare, ideale da stappare per celebrare la Festa del Papà o da regalare a chi sa apprezzare i piaceri autentici della tavola e del buon vino.


Nicoletta Curradi 

lunedì 2 marzo 2026

Eccellenza di Toscana, presentata a palazzo Strozzi Sacrati la 24ª edizione

 



Il 7 e 8 marzo 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze torna l’evento di AIS Toscana dedicato ai grandi vini del territorio. Mercoledì 4 marzo una straordinaria anteprima dedicata a "101 WINE - I migliori 101 vini della Toscana 2026" ideata da AIS Toscana e organizzata da Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze e Promo Firenze 


Presentata stamani a palazzo Strozzi Sacrati la 24ª edizione di Eccellenza di Toscana e “101 WINE - I migliori 101 vini della Toscana 2026”, alla presenza del presidente  della Regione, Eugenio Giani, di Leonardo Marras, assessore all’Agricoltura, Economia e Turismo della Regione Toscana, di Marcello Vagini, vicepresidente di AIS Toscana, Massimo Manetti, presidente della Camera di Commercio di Firenze, Aldo Cursano, presidente PromoFirenze, e Francesco Palumbo, direttore Fondazione Sistema Toscana.


“L’agricoltura è ciò che crea il futuro del pianeta e il vino ne è una parte culturale ed economica importante, per noi toscani importantissima – commenta il presidente della Regione, Eugenio Giani –. La sfida che abbiamo di fronte è difendere e accrescerne il valore, garantendo una remunerazione adeguata ai viticoltori e rafforzando il posizionamento competitivo delle nostre denominazioni nei mercati internazionali. La Guida AIS che sarà presentata a Eccellenza di Toscana, con oltre 450 aziende recensite e più di 2.100 vini descritti, restituisce l’immagine di un panorama vitivinicolo capace e dinamico. Iniziative come quelle promosse da AIS Toscana in collaborazione con le Istituzioni rappresentano uno strumento fondamentale per consolidare la cultura del vino e formare consumatori più consapevoli.  Il ruolo dei sommelier e delle associazioni di settore è strategico nella costruzione di valore, perché contribuisce a trasmettere identità, competenza e autenticità. I dati presentati da ISMEA evidenziano inoltre segnali incoraggianti sul fronte dei consumi: la fascia 35-45 anni ha aumentato del 24% la spesa per vini DOC e DOCG toscani”.


Leonardo Marras, assessore regionale all’Agricoltura, Economia e Turismo afferma: “Nel nostro vino scorrono identità e cultura, salute ed economia. In Toscana il 97% della superficie vitata è iscritta a denominazioni DOP, a fronte di una media nazionale del 65% e sempre qui, in Toscana, vantiamo un primato nella sostenibilità, grazie al 38% del vigneto regionale coltivato a biologico, pari al 17% dell’intera superficie vitata biologica italiana. È un primato garantito anche dal presidio del territorio e dalla responsabilità ambientale che animano la nostra agricoltura. ll lavoro del comparto ha favorito anche la crescita dell’enoturismo, una componente strutturale dell’economia regionale, con migliaia di strutture coinvolte e un’offerta integrata che unisce vino, ospitalità e paesaggio. La fase attuale richiede visione strategica, coesione di sistema e capacità di adattamento. Solo così l’eccellenza potrà tradursi in valore duraturo per le imprese, per i territori e per le comunità che credono nell’agricoltura come leva economica e sociale”.


Il primo appuntamento della 24ª edizione di  Eccellenza di Toscana è mercoledì 4 marzo alla Camera di Commercio di Firenze per l’evento dedicato ai “101 WINE - I migliori 101 vini della Toscana 2026” a cui seguirà il fine settimana dedicato all’Eccellenza di Toscana” sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze, per celebrare qualità, territorio e cultura enologica, confermandosi come uno dei momenti più attesi del panorama vitivinicolo regionale.


“Eccellenza di Toscana – afferma Marcello Vagini, Vicepresidente di AIS Toscana – si presenta al pubblico per la sua 24ª edizione, è la manifestazione più longeva nel panorama regionale dedicata ai produttori toscani organizzata da AIS Toscana. In questo quasi quarto di secolo e non solo, abbiamo contribuito alla divulgazione della cultura del vino della Toscana, i numeri delle passate edizioni ci indicano che questa è la strada giusta da seguire. Abbiamo distribuito 194 mila bicchieri, 27 mila vini in degustazione e 3400 produttori presenti. La Toscana vanta più di 4400 soci risultando uno tra le regioni italiane più numerose e vantiamo numerosi sommelier che hanno conquistato il podio come Miglior Sommelier d’Italia”. 


“Eccellenza di Toscana” si aprirà sabato 7 marzo alle ore 10 con l’inaugurazione ufficiale e l’apertura del percorso di degustazione al pubblico alla presenza delle Istituzioni cittadine, regionali e del Sottosegretario di Stato Ministero Agricoltura, Sovranità alimentare e forestale Patrizio Giacomo La Pietra. Anche per il 2026 è confermata la formula che ha decretato il successo dell’evento: centinaia di etichette in degustazione ai banchi d’assaggio, percorsi guidati con sommelier AIS, pillole formative e approfondimenti tematici e quest’anno con l’anteprima dei “101 WINE”.


Infatti sarà la Camera di Commercio di Firenze la location che ospiterà la straordinaria anteprima “101 WINE - I migliori 101 vini della Toscana 2026”, resa possibile grazie all’organizzazione di PromoFirenze e della stessa Camera di Commercio di Firenze, in programma per mercoledì 4 marzo alle 17 presso l’auditorium in piazza Mentana 2. La selezione nasce dal lavoro svolto per la guida “Eccellenza di Toscana”, (2145 vini valutati da 86 sommelier degustatori) per premiare i produttori che hanno ricercato la produzione di vini ai vertici della qualità, attraverso l’innovazione, non solo enologica ma di pensiero. Marcello Vagini è anche intervenuto al riguardo: “Eccellenza di Toscana” è un evento che racconta la vitalità del comparto vitivinicolo regionale e che, anno dopo anno, consolida il ruolo di AIS Toscana come punto di riferimento per la cultura del vino e la divulgazione della produzione di qualità arricchita da “101 WINE” che premia in ogni territorio il valore di quei vini fatti di artigianalità, dinamismo, qualità e innovazione”.


Ed è proprio sul valore del vino toscano che è intervenuto Massimo Manetti Presidente della Camera di Commercio di Firenze: “La premiazione de ‘I migliori 101 vini della Toscana’ sta diventando un evento rituale e prestigioso per la Camera di commercio di Firenze che lo ospita con orgoglio. È un’occasione per consegnare un riconoscimento all’eccellenza produttiva e alla capacità di innovazione di cui il settore vitivinicolo avverte un’assoluta necessità. Di fronte all’instabilità dei mercati internazionali ma soprattutto di fronte al cambiamento delle abitudini di consumo, sperimentazione e innovazione in campo enologico diventano fondamentali per ricercare prodotti che vadano incontro ai desiderata dei consumatori senza tradire l’eccellenza caratteristica delle nostre bottiglie. E questo evento celebra appunto il cambiamento di qualità che avviene nel solco della tradizione di più alta gamma”.         


Qualità che crea valore anche attraverso un sistema che fa sinergia e crea sviluppo nella ristorazione, negli agriturismi, e in tutti quei luoghi di produzione di prodotti di qualità in cui la comunicazione e la divulgazione diventano asset strategici come la collaborazione che si rinnova con Fondazione Sistema Toscana. Il Direttore Francesco Palumbo, ha affermato: "Fondazione Sistema Toscana lavora al fianco della Regione per valorizzare le eccellenze del territorio attraverso i suoi asset digitali: dalla testata intoscana.it con i suoi format, al sito di Vetrina Toscana, fino al portale ufficiale del turismo Visittuscany.com. La collaborazione con AIS, ormai consolidata per PrimAnteprima, nell’ultimo anno si è ulteriormente rafforzata: la nostra redazione ha seguito i momenti chiave dell’associazione, dai 60 anni di AIS a Pistoia fino alla Guida Vitae 2026. Il 4 marzo cureremo moderazione e copertura giornalistica della premiazione ‘Le migliori 101 etichette di vino della Toscana’, mentre il 7 e 8 marzo saremo in Leopolda per raccontare Eccellenza di Toscana. Una sinergia che ha potenziato la condivisione integrata dei contenuti tra intoscana, Vetrina e AIS, moltiplicando le finestre narrative delle nostre eccellenze agroalimentari".


Nel week end dedicato a “Eccellenza di Toscana”, confermata la collaudata formula con degustazioni ai banchi d’assaggio delle oltre 1000 etichette proposte da oltre 150 produttori - da scoprire in autonomia oppure attraverso gli AIS Tour per piccoli gruppi guidati da sommelier professionisti e le pillole di degustazione di vino con le AIS Wine School.  Spazio alla grande spumantistica italiana con la Master Class TRENTODOC “Pas Dosé: la purezza del TRENTODOC” e ai vini del territorio con la Master Class del Consorzio Tutela Vini Elba DOC. Non solo vino: il programma 2026 amplia ulteriormente l’offerta con le Beer School, le degustazioni guidate di distillati con ANAG School, le Chocolate School by Catinari, l’AIS Tè School, che esplora il mondo del tè tra storia e degustazione e AIS Oil School in collaborazione con OlioOfficina. A completare il gusto della Toscana la presenza dell’Associazione QUORE associazione che promuove e valorizza le produzioni agro-alimentari toscane che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario DOP e IGP. Domenica 8 marzo il percorso di degustazione riaprirà alle ore 10.00 con un’agenda altrettanto intensa che culminerà alle 17.30 con la Premiazione AIS Wine Contest. Tra gli appuntamenti di rilievo, la Master Class TRENTODOC dedicata alle Riserve e la Master Class “Le Donne del Vino – I vini rari delle Donne del Vino Toscane”, in calendario proprio nella giornata simbolica dell’8 marzo. “Eccellenza di Toscana” si conferma così non solo una grande vetrina per le produzioni vitivinicole regionali, ma anche un momento di formazione, confronto e promozione integrata del patrimonio agroalimentare toscano, in dialogo con birra artigianale, distillati, cioccolato e tè e quest’anno guarda anche alla solidarietà infatti parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza alla “Fondazione ANT Franco Pannuti ETS” che fornisce assistenza medico specialistica gratuita a casa dei malati di tumore senza alcun costo per le famiglie. In base alle risorse reperite sul territorio, ANT offre inoltre progetti di prevenzione oncologica gratuiti.


L’Eccellenza di Toscana 2026 porta con sé anche altre importanti collaborazioni, tra cui quella con Vudoo per la vendita online dei prodotti presenti tramite la piattaforma esclusiva AIS WINE SHOP realizzata appositamente per l’evento.


Nicoletta Curradi 
Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 25 febbraio 2026

Publiacqua dona un fontanello ai Ragazzi di Sipario



Publiacqua sostiene l'inclusione sociale e la sostenibilità ambientale donando un fontanello di acqua di alta qualità ai ragazzi della cooperativa "Ragazzi di Sipario" a Firenze. Questa iniziativa, che rientra nel piano di installazione di impianti di erogazione, promuove il consumo di acqua potabile di rete, riducendo l'uso di plastica

Il fontanello riduce l'inquinamento da bottiglie di plastica, contribuendo a un risparmio ambientale significativo.

L'acqua erogata è buona, controllata e sostenibile.

 Il progetto supporta la cooperativa "Ragazzi di Sipario", che promuove l'inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva. i clienti del ristorante di via Aretina 16r non pagheranno l'aacqua. 


I fontanelli di Publiacqua sono una realtà diffusa, con oltre 129 installazioni attive nei 46 comuni serviti, che hanno permesso un notevole risparmio economico alle famiglie. 


Fabrizio Del Bimbo 
Nicoletta Curraadi

martedì 24 febbraio 2026

Vino e archeologia: Arrighi tra i protagonisti di Archeovinum

 



A tourismA la prima edizione del convegno dedicato al rapporto tra patrimonio archeologico e produzione vitivinicola



 Sabato 28 febbraio (ore 9–13, ingresso libero e gratuito), nell'ambito di  tourismA - Salone Archeologia e Turismo Culturale, si terrà la prima edizione di ArcheoVinum, convegno promosso dall'Università di Bari e dedicato al rapporto tra patrimonio archeologico e produzione vitivinicola in Italia.


Tra i casi più eloquenti di questa alleanza tra terra, memoria e vino figura l'Azienda Agricola Arrighi, dell'isola d'Elba protagonista ad ArcheoVinum come testimonianza viva di un rapporto con l'archeologia che non è ornamento, ma sostanza produttiva e culturale. 


La scelta di vinificare in anfora non è, per Arrighi, un vezzo stilistico né una mera concessione al vino naturale. È, prima di tutto, un atto di fedeltà storica. Gli scavi della villa romana di San Giovanni, nella rada di Portoferraio, condotti dai professori Franco Cambi e Laura Pagliantini dell'Università degli Studi di Siena, hanno portato alla luce una serie di anfore vinarie e, in particolare, i cosiddetti dolia defossa: grandi vasi interrati, ciascuno capace di contenere oltre mille litri. I cinque dolia rinvenuti potevano raccogliere complessivamente circa 6.000 litri di vino - una testimonianza inequivocabile di una vocazione enologica insulare di lunghissima data.


Il convegno intende esplorare un fenomeno in crescita nel panorama italiano: la convergenza tra patrimonio archeologico e produzione enologica di qualità. Si tratta di un ambito in cui beni materiali - siti, ville, mosaici, impianti produttivi antichi - e beni immateriali - saperi, pratiche vitivinicole, identità territoriali - si intersecano generando modelli di valorizzazione culturale ed economica di interesse sia scientifico che gestionale.


L'anfora in terracotta, materiale naturale per eccellenza, permette al vino di evolversi preservando l'identità dell'uva e restituendo con fedeltà le caratteristiche del terroir. È in questo solco che si inscrivono i vini Arrighi: prodotti che portano nel calice non soltanto il sapore di una terra, ma la memoria di chi quella terra la lavorava duemila anni fa. Non meno eloquente è la storia che anima Valerius, I.G.T. Toscana bianco in anfora, ottenuto da ansonica in purezza. Il nome rende omaggio a Valerio Messalla, antico proprietario della Villa delle Grotte, la domus romana rinvenuta presso Portoferraio.


Alla medesima villa di San Giovanni rimanda anche Hermia, I.G.T. Toscana bianco da Viognier in purezza, anch'esso fermentato e affinato in terracotta. Il nome appartiene a una figura reale: Hermia, cantiniere e schiavo della villa, vissuto circa 2.100 anni fa. Per conto del suo padrone, Hermia si recò a Minturno, nel Lazio meridionale, per acquistare i grandi orci, sui quali impresse il proprio nome accanto alla figura di un delfino - emblema che richiama un'antica e affascinante leggenda dell'Asia Minore. Restituire il suo nome a un'etichetta significa sottrarlo all'oblio della storia.


Tra le etichette più rappresentative di questa visione spicca Nesos – un vero e proprio esperimento enologico ispirato alle scoperte archeologiche legate al “vino degli dei” prodotto duemilacinquecento anni fa dagli antichi greci sull'isola di Chio. Nato nel 2018 il vino marino, frutto di una ricerca enologica condotta in collaborazione con il professor Attilio Scienza dell'Università di Milano e con la professoressa Angela Zinnai dell'Università di Pisa, adesso viene prodotto in una tiratura limitata di 270 bottiglie numerate. Nesos nasce da uve di ansonica immerse in mare per cinque giorni, tra i sette e i dieci metri di profondità, riposte in ceste di vimini. Il mare - penetrando per osmosi nell'acino senza danneggiarlo - cede al vino il suo sale, che funge da agente disinfettante naturale. Le uve, dopo l'appassimento al sole su cannucce, vengono vinificate in anfore di terracotta con tutte le bucce, senza lieviti selezionati, senza solfiti aggiunti, senza alcuna stabilizzazione. Dopo un anno di affinamento in bottiglia, Nesos si rivela un vino di straordinaria naturalezza, spiritualmente affine a quei vini greci che Varrone annoverava tra i vini dei ricchi e utilizzato da Cesare nei suoi banchetti.


L'esperienza di Arrighi incarna il senso profondo di ArcheoVinum: l'archeologia non è sfondo decorativo, ma anima produttiva - radice da cui il vino trae non soltanto sapore, ma significato.


Nicoletta Curradi

giovedì 19 febbraio 2026

Oltre 160 giornalisti a Chianti Lovers & Rosso Morellino




Alla Fortezza da Basso l’Anteprima dedicata alla stampa internazionale per presentare le nuove annate. Busi: “Produzione più bassa del previsto, qualità molto alta e mercati esteri solidi". Guicciardini Calamai presenta l’inserimento della menzione Superiore nel disciplinare del Morellino di Scansano “Scelta che rafforza identità, selezione e posizionamento”

 

 Oltre 160 giornalisti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato oggi alla Fortezza da Basso all’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, appuntamento centrale della settimana delle Anteprime di Toscana dedicato alla stampa nazionale e internazionale.

 

Al Padiglione Arsenale sono state presentate le nuove annate di Chianti e Morellino di Scansano: Chianti D.O.C.G. 2025, Chianti Superiore 2024, Chianti Riserva 2023, Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023. L’evento è stato anche l’occasione di fare il punto sulle prospettive produttive e commerciali delle due denominazioni, durante la conferenza stampa a cui hanno partecipato Leonardo Marras,  assessore all'Economia, al Turismo e all'Agricoltura della Regione Toscana, Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, e Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano.

 

“La produzione del Chianti si è attestata quest’anno intorno ai 620 mila ettolitri, contro una previsione che parlava di circa 750 mila. Questo cambia il quadro e ridimensiona un po' le preoccupazioni – ha detto Busi – anche perché la riduzione rispetto alle aspettative è legata soprattutto all’andamento climatico primaverile: le piogge fino a maggio e gli attacchi di peronospora hanno inciso sulle rese. In quella fase il grappolo colpito si secca e viene perso, ma non c’è stato un impatto negativo sulla qualità. Anzi, possiamo parlare di un’annata molto buona”.

 

Per quanto riguarda l’andamento del mercato, il presidente del Consorzio Vino Chianti ha sottolineato che l’export resta determinante, rappresentando tra il 65% e il 70% della produzione del Chianti. “Il nostro è un Consorzio fortemente orientato all’estero. L’Italia vale circa il 30%, ma sono i mercati internazionali a trainare la denominazione. Malgrado i dazi e le tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti continuano a comprare e le ultime rilevazioni parlano di una flessione minima, intorno all’1%. Non è un dato che giustifichi allarmismi”.




Nel corso dell’evento fiorentino, il Consorzio Morellino di Scansano ha ufficializzato un passaggio significativo per la denominazione: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle modifiche al disciplinare che introducono la nuova menzione Superiore, approvata dall’Assemblea nel 2025 e ora pienamente efficace. “Abbiamo scelto di comunicare questo traguardo proprio in occasione dell’Anteprima, davanti alla stampa e agli operatori italiani e internazionali, perché rappresenta un passaggio molto importante nel percorso di crescita qualitativa del Morellino di Scansano. È il risultato di un lavoro condiviso che punta a rafforzare ulteriormente identità, selezione e posizionamento della denominazione sui mercati” ha spiegato il presidente Bernardo Guicciardini Calamai. La nuova menzione Superiore prevede rese più contenute rispetto all’Annata e potrà uscire sul mercato a partire dal 1 gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia: questo garantirà maggiore struttura e complessità, mantenendo comunque le caratteristiche peculiari di freschezza e bevibilità, tratti distintivi del Morellino.


Il presidente ha evidenziato come l’andamento climatico variabile del 2025 abbia inciso sulle rese delle uve facendo registrare una riduzione significativa della produzione, con un dato definitivo che si attesta intorno ai 75.000 quintali. “L’attenta gestione in vigna e in cantina dei nostri produttori ha consentito di preservare identità, autenticità ed equilibrio che identificano il Morellino di Scansano, mantenendo alta la qualità della produzione” aggiunge Guicciardini Calamai.


Sul fronte commerciale il presidente ha sottolineato che, nonostante il momento complesso del mercato sia interno che internazionale a causa delle congiuntura economica negativa, il Morellino ha chiuso lo scorso anno con un incremento progressivo e costante delle vendite, segnale incoraggiante di un mercato in ripresa che premia la denominazione, forte del suo stile autentico e attuale.


"In questi giorni è capitato più volte di sottolinearlo, il mondo del vino toscano è in grado di affrontare le sfide che lo attendono con grande capacità di interpretare le trasformazioni e adattarsi al meglio - commenta Leonardo Marras, assessore all'economia, al turismo e all'agricoltura della Regione Toscana -. Consorzi, imprese e istituzioni insieme. Oggi dal Consorzio vino Chianti e dal Consorzio del Morellino ci arriva un messaggio positivo: a fronte di una produzione più contenuta, la qualità resta molto alta; e questo grazie alla grandissima professionalità dei produttori toscani. Salutiamo con piacere l’introduzione della menzione Superiore per il Morellino di Scansano, come una scelta che va nella direzione di rafforzare identità e posizionamento, valorizzando ulteriormente una denominazione in crescita".

 

“Campagna informativa e di comunicazione 2026” realizzata nell’ambito dell’intervento SRG010 Anno 2023 – Promozione dei prodotti di qualità del Complemento per lo sviluppo rurale della Toscana 2023–2027, cofinanziato con il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)


Tra i Morellini assaggiati di Fattoria Mantellassi soiccano:

MAGO DI 03, che è il primo Morellino di Scansano senza solfiti aggiunti grazie alla tecnologia PuroVino. L’anidride solforosa (un conservante del vino) viene sostituita dall’ozono che, attraverso un processo di iperossigenazione, blocca l’ossidazione del vino garantendo un’ottima conservazione delle sue proprietà organolettiche. Le uve di MAGO 03 sono trattate attraverso una saturazione dell’atmosfera della camera di stoccaggio con Ozono per una notte e, in questo modo, vengono lavorate con attrezzature a loro volta trattate con lo stesso gas. Il mosto, così ottenuto, non necessita di aggiungere solfiti al vino. Una chicca? La sua etichetta: grazie a una particolare e accattivante grafica offre una lettura magica tanto da apparire al primo impatto come MAGO DI OZ. 

Ottimo anche LE SENTINELLE,  un rosso composto per l’85% da Sangiovese e per il 15% da vitigno Alicante.  La vinificazione è tradizionale in rosso, in piccole vasche da hl 50 con lunga macerazione. Viene poi affinato per 20 mesi in barriques di rovere francese e alcuni mesi in bottiglia. Il suo carattere è forte, deciso e, non a caso, viene denominato “Riserva Morellino di Scansano”. Il suo è un vigneto storico, uno dei primi impiantati negli anni ’70 da Ezio Mantellassi, fondatore dell’omonima azienda. E' un vino che rappresenta la migliore espressione qualitativa nell'ambito del Morellino di Scansano di Fattoria Mantellassi. La sua etichetta, dai tratti decisi e fortemente moderna nella sua creatività, si rifà al vigneto omonimo, il più alto della proprietà Mantellassi e offre l’immagine di tre sentinelle stilizzate che ricordano un’antica presenza, quella di quando, dall’alto, si vigilava sull’arrivo dei pirati saraceni che sbarcavano nella baia tra l’Argentario e Talamone.



Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Currradi 

martedì 17 febbraio 2026

Si è chiusa la Chianti Classico Collection con un nuovo record di presenze

 

Grande successo per l’evento fiorentino del Gallo Nero, ormai consolidato punto di riferimento nell’agenda del mondo del vino internazionale


 


 Si è appena conclusa la 33a edizione della Chianti Classico Collection: un vero successo all’insegna del messaggio “il vino è cultura”, esemplificata da una statua alta tre metri di un Bacco che ha accolto, per la due giorni del Gallo Nero, i visitatori alla Stazione Leopolda di Firenze. Record, ancora una volta, di espositori, arrivando nel 2026 a 223 soci del Consorzio Vino Chianti Classico, segno del fatto che la manifestazione è capace, ogni anno sempre di più, di rappresentare le variegate sfumature della denominazione.


Si conferma il grande interesse della stampa, con quasi 400 giornalisti accreditati, da 23 paesi di tutto il mondo. Ottima anche la risposta degli operatori di settore italiani, 1500, cui si sono aggiunti quest’anno anche professionisti del trade dal Nord America, che ha rappresentato il 49% delle vendite di Gallo Nero nel 2025, e dal Nord Europa, secondo una strategia di lungo periodo di consolidamento della denominazione sui mercati maturi.


L’apertura al pubblico ha infine contribuito ad animare la giornata di martedì 17 febbraio, con 500 presenze di appassionati che, provenienti da tutta l’Italia, hanno approfittato dell’occasione unica di partecipare alla più grande degustazione di Chianti Classico al mondo.


“Siamo estremamente orgogliosi dell’entusiasmo che genera questo evento, senza alcun dubbio diventato iconico nel panorama mondiale: la nostra denominazione si presenta al mondo in questa due giorni appassionante, in cui portiamo in assaggio il frutto di un anno di lavoro in vigna e in cantina oltre alle ultime annate di Chianti Classico già presenti sul mercato – afferma il Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, Giovanni Manetti - Non posso quindi che esprimere gratitudine per l’amicizia che ci mostrano i professionisti del settore e gli opinion leader, che anno dopo anno, si uniscono a noi a Firenze per il più importante evento di degustazione dedicato alla nostra denominazione.”


“Con la Chianti Classico Collection 2026 abbiamo voluto veicolare un messaggio importante per il mondo del vino: il vino e in particolare il nostro Chianti Classico non è solo un prodotto di una pratica agricola, ma è il risultato di un sistema complesso fatto di storia, paesaggio, architettura rurale, conoscenze tramandate, senso di appartenenza che diventa condivisione e accoglienza. È per questo che, più di qualsiasi altro territorio vitivinicolo, il Chianti Classico può affermare che il vino è cultura – commenta Carlotta Gori, direttore del Consorzio.



Cultura è una parola che deriva dal verbo latino “colere”, coltivare la terra, trasposto in senso metaforico alla coltivazione dello spirito. Vino è cultura perché è grazie al vino se si salvaguardano le risorse naturali e la bellezza del paesaggio. Il vino contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei territori di produzione. Inoltre il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità. Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi e cerniera fra le due capitali Siena regina del Medioevo e Firenze culla del Rinascimento. Il vino che produciamo da secoli è il frutto di conoscenze tramandate nel tempo con sapienza e passione e da sempre vera bandiera dell’Italia nel mondo.


La Chianti Classico Collection è come ogni anno l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della denominazione. Navighiamo in acque agitate e stiamo vivendo un periodo pieno di criticità e incertezza : il perdurare dei conflitti, gli attacchi salutisti che criminalizzano il consumo di vino, la diminuzione del potere di acquisto dei consumatori etc. Nonostante questo scenario critico il Chianti Classico gode di buona salute e i numeri lo dimostrano: aumento delle vendite in volume di oltre 1% e del 2,6% in valore rispetto al 2024. Aumento delle vendite negli USA, da sempre il mercato più importante per il Chianti Classico con volumi che passano dal 36 al 37% nonostante i dazi aumentati al 15%. Risultato altamente significativo considerato che le vendite di vino italiano negli USA sono diminuite di oltre il 10% e solo 3 denominazioni sono in positivo e una di queste è il Chianti Classico. Segno tangibile di attaccamento del consumatore americano che non ha rinunciato a comprare il nostro vino. Rimanendo in Nord America segnalo anche il forte aumento delle vendite dei vini del Gallo Nero in Canada che passa dal 10 al 12% delle vendite totali. Usa + Canada fanno il 49%: una bottiglia su due attraversa quindi l’oceano Atlantico.


Mi piace pensare che queste ottime performance del Chianti Classico sul mercato siano da attribuire ai grandi sforzi e investimenti fatti da tutti i viticoltori per incrementare la qualità dei propri vini sempre più apprezzati anche dalle nuove generazioni e anche dalle riforme introdotte e dal grande lavoro del Consorzio in campo di marketing e comunicazione con eventi e attività in presenza ogni anno sui mercati più importanti. Non dobbiamo però accontentarci ma fare sempre meglio e di più perché il momento è difficile e non è ammesso alcun rilassamento. Dobbiamo mantenere la barra dritta nella direzione della qualità e dell’autenticità continuando a lavorare tutti insieme in modo coeso, con passione e sono sicuro che il futuro del Chianti Classico sarà sempre più ricco di successi. W il Chianti Classico !


I miei migliori assaggi:

Chianti Classico 2023 

Castello di Ama 

Castello di Verrazzano 

Frescobaldi Tenuta Perano

Borgo Case al Vento - Aria

Chianti Classico 2021

Borgo La Stella

Castello di Radda Chianti Classico  Riserva 2022

Ricasoli Castello di Brolio Gran Selezione 2023


Fabrizio Del Bimbo