sabato 3 ottobre 2026

Metodo classico in rosa. Nasce Campo al mare Brut Rosé Millesimato 2021





Dal Syrah nasce una nuova interpretazione della Tenuta Campo al Mare: un Rosé Metodo Classico millesimato, affinato 41 mesi sui lieviti, che unisce identità territoriale, precisione e contemporaneità.


Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute presenta Campo al Mare Metodo Classico Rosé Brut Millesimato 2021, una nuova espressione della Tenuta Campo al Mare. Un progetto che interpreta il Syrah attraverso la rifermentazione in bottiglia e un affinamento sui lieviti di circa 41 mesi.


Una nuova sfida per Campo al Mare


«Per Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute innovare significa anche avere il coraggio di guardare il proprio territorio da un nuovo punto di vista – afferma Giovanni Folonari, Presidente di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. – Da questa visione nasce Campo al Mare Metodo Classico Rosé Brut Millesimato 2021, un progetto che porta nel calice un volto inedito della costa toscana. La scelta di produrre un Metodo Classico rappresenta una naturale evoluzione del percorso di Campo al Mare e, al tempo stesso, una sfida per la nostra azienda. La produzione è ancora estremamente limitata e quella di un Rosé millesimato costituisce una vera rarità, collocando il progetto tra le pochissime esperienze di Metodo Classico nate a Bolgheri».


L’identità del millesimo


L’annata 2021 definisce il carattere della cuvée, grazie a un equilibrio tra maturità, salinità e componente aromatica. La spumantizzazione secondo il Metodo Classico, con seconda fermentazione in bottiglia e 41 mesi sui lieviti, ne accompagna l’evoluzione verso un profilo preciso e armonico. Il colore rosato introduce a un vino elegante e dinamico, mentre il perlage fine accompagna un bouquet articolato. Al palato freschezza e tensione sostengono una struttura ben definita. Il Syrah mantiene slancio ed equilibrio, senza appesantire il sorso, mentre la permanenza sui lieviti contribuisce alla cremosità e alla persistenza. Ne nasce un Metodo Classico Rosé di struttura e personalità, dalla nota fresca e moderna, nel quale il carattere varietale del Syrah si fonde con le sfumature sviluppate durante la maturazione.


La firma enologica


«Il Campo al Mare Metodo Classico Rosé Millesimato 2021 nasce dal piacere di raccontare il Syrah attraverso una veste più verticale, fine e dinamica – spiega Roberto Potentini, enologo di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. – La vendemmia 2021 ha espresso caratteristiche particolarmente adatte alla produzione di una cuvée destinata a una lunga permanenza sui lieviti: maturità, salinità e una componente aromatica ben definita.


Dal punto di vista enologico, il lavoro si è concentrato sulla conservazione della nitidezza del frutto e sull'integrazione della componente varietale con quella derivata dalla rifermentazione in bottiglia. Il risultato è un Rosé millesimato preciso, nel quale la bolla è fine e ben integrata e il Syrah conserva la propria identità senza perdere dinamismo.


Il tempo ha favorito inoltre lo sviluppo di una piacevole componente cremosa e di una maggiore articolazione gustativa. È questa, per noi, la cifra del progetto: mettere la tecnica al servizio della personalità dell’annata lasciando che il Metodo Classico valorizzi le caratteristiche della vendemmia 2021».


Nicoletta Curradi 

giovedì 16 luglio 2026

Gessaia, il Sauvignon della Maremma Toscana fresco e minerale

 



Tenuta Montauto, rinomata azienda agricola situata a Manciano (GR), nel cuore della Maremma Toscana, è gestita da Riccardo Lepri ecsi estende su terreni ricchi di quarzo e argilla a 10 km dal mare. Il Gessaia è il loro iconico Sauvignon DOC, un bianco fresco e minerale, affinato in acciaio e famoso per i sentori di frutta tropicale, pesca bianca ed erbe aromatiche. 


La tenuta è famosa per produrre vini bianchi eleganti e strutturati grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte e al suolo ricco di minerali. Le viti hanno un'età media di circa 20 anni e sono gestite con pratiche biologiche, concimate con letame di stalla e trattate esclusivamente con rame e zolfo. 


Il Gessaia Sauvignon Blanc deve il suo nome proprio ai terreni unici della tenuta, donando al vino una spiccata sapidità, un'ottima acidità e un sorso pulito e persistente. È ideale in abbinamento a piatti di pesce, crostacei e formaggi freschi. M

Alla vista è colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini.

Al naso offre un bouquet intenso che unisce note vegetali ed erbacee classiche del Sauvignon a sentori di frutta tropicale, pesca bianca e agrumi.

In bocca è fresco, di medio corpo e sapido. L'acidità è ben bilanciata e lascia un finale persistente e pulito, con un piacevole richiamo minerale. 

Abbinamenti consigliati: piatti di mare: crudi, molluschi, crostacei e primi piatti a base di pesce.

https://tenutamontauto.com/

Nicoletta Curradi

martedì 9 giugno 2026

Alois Lageder firma Rosso Mosso, spumante rosso pensato per l’aperitivo

 



Prodotto con metodo Charmat dalla tenuta Alois Lageder, Rosso Mosso è una nuova proposta di vino rosso altoatesino. L’intento produttivo è di avvicinare il rosso alla cultura dell’aperitivo e, nel contempo, continuare a valorizzare vigneti vocati alle varietà a bacca rossa. 

Il vino nasce da un assemblaggio di varietà e annate diverse, frutto di una vendemmia raccolta presso i partner viticoltori che la tenuta accompagna da oltre vent’anni in un percorso di viticoltura biologica. Il profilo punta sulla bevibilità senza rinunciare alla struttura.


Rosso Mosso si ispira alle origini geologiche dell'Alto Adige: circa 200 milioni di anni fa, questa regione era coperta dal mare. 


L'etichetta è firmata dall'artista finlandese Klaus Haapaniemi. Dopo la metafora della balena di Misto Mare, al centro della scena compare ora una medusa fluttuante.


Rosso Mosso biologico conquista con il suo stile vivace e fruttato. Nel bicchiere si presenta con un intenso colore rosso rubino e un perlage fine e delicato. Al naso emergono aromi di frutti rossi, ciliegie e frutti di bosco maturi, accompagnati da leggere note floreali e speziate. Al palato è fresco, armonioso e piacevolmente fruttato, con una delicata dolcezza e un finale dinamico e persistente. Ideale come aperitivo, in abbinamento a dessert leggeri o per momenti conviviali dal gusto mediterraneo. 

https://aloislageder.eu/


Nicoletta Curradi

domenica 7 giugno 2026

Ecco Ernesto, il Negroni per tutti



Nei giorni scorsi presso Odeon Cafè in piazza Strozzi è stato presentato in anteprima Ernesto  il primo Negroni in bottiglia a bassa gradazione (low-ABV) della città, ideato da Coral Sicks. Ha un titolo alcolometrico del 13,5%, pari a quello di un calice di vino e circa la metà rispetto a un Negroni classico, ed è pensato per essere pronto da gustare in ogni occasione.  Il prodotto mantiene il profilo aromatico e l'esperienza del classico Negroni fiorentino.

Il suo profilo sensoriale e le sue caratteristiche si possono riassumere così

Il grado alcolico è basso (Low ABV), pensato per un bere responsabile ed equilibrato senza rinunciare al gusto.

Il profilo aromatico è complesso e rotondo, caratterizzato dal classico bilanciamento agrumato e piacevolmente amaro  grazie al bitter unito alla dolcezza del vermouth.

Il carattere è versatile e conviviale, ideale per godersi il rituale dell'aperitivo italiano in totale freschezza. 

Il progetto è nato in collaborazione con un gruppo di mastri distillatori fiorentini per offrire un'alternativa più leggera e versatile, perfetta per aperitivi, picnic o viaggi.

Coral Sicks è la a fondatrice di Ernesto Drinks ed è una sommelier professionista e guida enogastronomica americana che vive a Firenze. È anche la creatrice di Curious Appetite, un'agenzia che organizza tour enogastronomici e culturali nella città. 

@ernesto.drinks

Nicoletta Curradi

Fabrizio iDel Bimbo 

lunedì 1 giugno 2026

A Firenze il rooftop disegnato da Carlo Scarpa è ideale per aperitivi al tramonto

 

Per il Grand Hotel Minerva nel 1964 viene realizzata la terrazza, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono infatti gli anni del boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese





Affacciato su Piazza Santa Maria Novella e sospesa tra tetti e campanili appare uno degli interventi meno noti di Carlo Scarpa, progettato a metà degli Anni Sessanta insieme all’architetto Edoardo Detti per il Grand Hotel Minerva. Si tratta di una terrazza con piscina realizzata nel 1964, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono gli anni del Boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese. Ma sono anche anni delicati per una città come Firenze, ancora fortemente legata alla propria identità rinascimentale e diffidente verso qualsiasi intervento contemporaneo nel centro storico.


Così, Scarpa e Detti immaginano una terrazza moderna costruita sopra un palazzo trecentesco, destinata non solo agli ospiti dell’albergo. L'intervento anticipa di decenni la cultura contemporanea dei rooftop panoramici. Tuttavia, pochi mesi dopo l’apertura, la città viene travolta da uno degli eventi più drammatici della sua storia recente: l’alluvione del 4 novembre 1966. Firenze cambia volto e il tema della tutela del patrimonio storico diventa ancora più centrale. Anche per questo il progetto di Scarpa assume nel tempo un valore particolare: perché riesce a dimostrare come il linguaggio moderno possa convivere con il tessuto storico senza alterarne l’equilibrio.

Scarpa sceglie infatti la strada che avrebbe caratterizzato gran parte della sua ricerca: non imporsi sul contesto, ma lavorare per precisione, dettagli e materia. La piscina panoramica, tra le prime di questo tipo in città, evita qualsiasi monumentalità. Le linee nette, le geometrie controllate e il rapporto calibrato tra superfici, acqua e skyline trasformano il rooftop in una sorta di salotto sospeso sopra Firenze. Da qui lo sguardo si apre sulla Cupola del Brunelleschi, sui campanili e sui tetti del centro storico, in un dialogo continuo tra modernismo e paesaggio urbano. È un'opera di Scarpa meno celebrata rispetto ai grandi interventi veneziani o museali, ma forse proprio per questo sorprendente. Negli anni successivi il rooftop del Minerva è diventato uno dei luoghi simbolo dell’estate fiorentina, attraversando le trasformazioni del turismo internazionale e della città stessa. Negli Anni Ottanta e Novanta ha consolidato la propria immagine di terrazza esclusiva con vista sul centro storico; negli ultimi anni, invece, si è progressivamente trasformato in uno spazio più aperto alla città, intercettando la nuova cultura dell’aperitivo e della mixology contemporanea.


Oggi, infatti, La Terrazza del Grand Hotel Minerva inaugura la nuova stagione estiva rilanciando proprio questa doppia anima tra memoria architettonica e lifestyle contemporaneo. La proposta gastronomica guidata dallo chef Edoardo Papiani accompagna l’intera giornata con una cucina stagionale mentre al tramonto il rooftop cambia atmosfera e diventa uno dei punti d’incontro più frequentati della città. La drink list firmata dal bartender Dariosh Kohnehkar lavora invece su botaniche mediterranee, agrumi, kombucha e spezie, costruendo cocktail come il “Terrace Negroni” o il “Mediterraneo Spritz”, pensati per accompagnare il ritmo lento delle serate estive sopra Firenze. Parallelamente, l’hotel rinnova anche la proposta del ristorante La Buona Novella, affacciato direttamente sulla piazza, con piatti che intrecciano tradizione toscana e ricerca contemporanea.


Nicoletta Curradi

sabato 30 maggio 2026

Cadello 88 protagonista a Firenze


Cadello 88 è stato protagonista di una serata di mixology al femminile, una celebrazione posticipata dell’International Women’s Day, firmata Cadello, con protagoniste tre professioniste della scena cocktail italiana.

Alice Musso dello  Stravinskij Bar, di Roma:

Gloria Benigni di Artemisia di Firenze:

Ginevra Gabbrielli di Raaro di Firenze.

La serata al DiSopra Rooftop di Hotel degli Orafi a Firenze è stata l’occasione per celebrare tre donne che, ogni giorno, contribuiscono con il proprio lavoro all’evoluzione del mondo bar contemporaneo, all’interno di una delle terrazze più suggestive di Firenze' il DiSopra Rooftop dell'Hotel degli Orafi.

Casello 88 è un liquore raffinato e aromatico prodotto in Trentino dalla storica Distilleria Pisoni. Ispirato all'antica Via della Seta e alla tradizione veneziana, unisce otto botaniche ed è noto per la sua evoluzione aromatica al palato.  La Sua gradazione alcolica è 33% Vol. I suoi 8 ingredienti vengono infusi e distillati separatamente, poi assemblati e fatti riposare in barrique di rovere francese con l'aggiunta di chicchi di caffè all'interno delle botti.

La ricetta segreta si avvale di botaniche italiane e orientali: 

Anice stellato

Menta

Cioccolato

Caffèa

Vaniglia

Nocciola

Caramello

Tè e Fiori di Sambuco 

Il profilo aromatico di Cadello 88 si evolve progressivamente all'assaggio, scandito in tre tempi:

0-20 secondi: spiccano le note fresche e balsamiche di anice stellato e menta.

20-50 secondi: emergono i sentori avvolgenti e dolci di cioccolato, caffè e vaniglia.

50-60 secondi: sul finale si percepiscono i toni caldi di nocciola e caramello, che lasciano un retrogusto vellutato e persistente. 

È un distillato estremamente versatile: 

Liscio o con ghiaccio: perfetto come fine pasto o distillato da meditazione.

In miscelazione: usato come ingrediente "modificatore" per dare un tocco aromatico e complesso a cocktail sofisticati. 

I raffinati cocktail presentati dalle tre barwomen erano:.

88 Blossom

Nettare d'Oriente

Eyes Wide Shut






www.pisoni.it

Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 27 maggio 2026

La Collina Dei Ciliegi: una storia di passione veneta


 

La Collina dei Ciliegi è un'azienda vitivinicola e wine resort situata nel cuore della Valpantena, sulle colline a nord di Verona. Fondata dalla famiglia Gianolli, la tenuta si estende su oltre 60 ettari tra boschi, ciliegeti e 38 ettari di vigneti. È rinomata per la produzione di vini della Valpolicella, tra cui l'Amarone, oltre a ospitare un ristorante gourmet e un resort. 


La cantina produce etichette di alta gamma che includono Amarone della Valpolicella, Ripasso, Garganega e Spumante Brut. L'approccio agronomico privilegia un'agricoltura sostenibile e di terroir, valorizzando le caratteristiche uniche dei vigneti coltivati ad altitudini comprese tra 450 e 700 metri s.l.m..

 La tenuta comprende una struttura di charme che offre camere accoglienti e viste panoramiche sulla vallata, ideale per soggiorni all'insegna del relax a pochi chilometri da Verona.


Il ristorante propone una cucina guidata dallo chef Giuseppe Lamanna, focalizzata sui prodotti del territorio e sul rispetto della stagionalità.




Note di degustazione 


Ciliegio Amarone

Prodotto di punta dell'azienda,  risulta dall'assemblaggio della tradizione locale ed è composto da Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella.

Dal colore rosso granato intenso e brillante, questo Amarone sprigiona al naso un ricco bouquet di ciliegie sottospirito e confettura di prugne, arricchito da delicate note di spezie dolci e cacao. In bocca, si distingue per la sua pienezza e potenza, esibendo una grande struttura senza perdere in agilità.


Il "Prea" Bianco Verona IGT è un vino bianco d'altura di grande complessità. Nato nei vigneti di Erbin, in Valpantena, si distingue per il carattere minerale, la freschezza e la longevità. 

Il Nome: "Prea" significa pietra in dialetto locale, un chiaro omaggio al suolo marno-calcareo e ricco di scheletro in cui crescono le viti.

L'uvaggio è un blend composto principalmente da Garganega, Pinot Bianco e Chardonnay.

Al naso è complesso, con note di pepe bianco, erbe officinali, frutta esotica e fiori bianchi.

Il gusto è pieno e fresco, sorretto da un frutto maturo e da un'acidità perfettamente bilanciata. La spiccata mineralità dona al sorso una lunghissima persistenza. 

Grazie alla sua struttura e acidità, è un vino versatile. È ideale in abbinamento a piatti di pesce elaborati, risotti complessi,  d'anatra o foie gras. 

www.lacollinadeiciliegi.it


Nicoletta Curradi