Per il Grand Hotel Minerva nel 1964 viene realizzata la terrazza, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono infatti gli anni del boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese
Affacciato su Piazza Santa Maria Novella e sospesa tra tetti e campanili appare uno degli interventi meno noti di Carlo Scarpa, progettato a metà degli Anni Sessanta insieme all’architetto Edoardo Detti per il Grand Hotel Minerva. Si tratta di una terrazza con piscina realizzata nel 1964, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono gli anni del Boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese. Ma sono anche anni delicati per una città come Firenze, ancora fortemente legata alla propria identità rinascimentale e diffidente verso qualsiasi intervento contemporaneo nel centro storico.
Così, Scarpa e Detti immaginano una terrazza moderna costruita sopra un palazzo trecentesco, destinata non solo agli ospiti dell’albergo. L'intervento anticipa di decenni la cultura contemporanea dei rooftop panoramici. Tuttavia, pochi mesi dopo l’apertura, la città viene travolta da uno degli eventi più drammatici della sua storia recente: l’alluvione del 4 novembre 1966. Firenze cambia volto e il tema della tutela del patrimonio storico diventa ancora più centrale. Anche per questo il progetto di Scarpa assume nel tempo un valore particolare: perché riesce a dimostrare come il linguaggio moderno possa convivere con il tessuto storico senza alterarne l’equilibrio.
Scarpa sceglie infatti la strada che avrebbe caratterizzato gran parte della sua ricerca: non imporsi sul contesto, ma lavorare per precisione, dettagli e materia. La piscina panoramica, tra le prime di questo tipo in città, evita qualsiasi monumentalità. Le linee nette, le geometrie controllate e il rapporto calibrato tra superfici, acqua e skyline trasformano il rooftop in una sorta di salotto sospeso sopra Firenze. Da qui lo sguardo si apre sulla Cupola del Brunelleschi, sui campanili e sui tetti del centro storico, in un dialogo continuo tra modernismo e paesaggio urbano. È un'opera di Scarpa meno celebrata rispetto ai grandi interventi veneziani o museali, ma forse proprio per questo sorprendente. Negli anni successivi il rooftop del Minerva è diventato uno dei luoghi simbolo dell’estate fiorentina, attraversando le trasformazioni del turismo internazionale e della città stessa. Negli Anni Ottanta e Novanta ha consolidato la propria immagine di terrazza esclusiva con vista sul centro storico; negli ultimi anni, invece, si è progressivamente trasformato in uno spazio più aperto alla città, intercettando la nuova cultura dell’aperitivo e della mixology contemporanea.
Oggi, infatti, La Terrazza del Grand Hotel Minerva inaugura la nuova stagione estiva rilanciando proprio questa doppia anima tra memoria architettonica e lifestyle contemporaneo. La proposta gastronomica guidata dallo chef Edoardo Papiani accompagna l’intera giornata con una cucina stagionale mentre al tramonto il rooftop cambia atmosfera e diventa uno dei punti d’incontro più frequentati della città. La drink list firmata dal bartender Dariosh Kohnehkar lavora invece su botaniche mediterranee, agrumi, kombucha e spezie, costruendo cocktail come il “Terrace Negroni” o il “Mediterraneo Spritz”, pensati per accompagnare il ritmo lento delle serate estive sopra Firenze. Parallelamente, l’hotel rinnova anche la proposta del ristorante La Buona Novella, affacciato direttamente sulla piazza, con piatti che intrecciano tradizione toscana e ricerca contemporanea.











