martedì 3 febbraio 2026

Una nuova drinklist per il Bitter Bar a Firenze

 



Il Bitter Bar a Firenze, situato in via di Mezzo nel quartiere di Sant'Ambrogio, è una bella realtà: un raffinato ed esclusivo cocktail bar in stile americano anni '20, con luci soffuse, candele e atmosfera intima. La cocktail experience offerta è di alto livello con miscelazioni tailor-made e signature drinks curati dal titokare Mehran Lashgari, di origine persiana, ma fiorentino di adozione.

Si accede suonando un campanello, garantendo un ambiente riservato, caldo e d'altri tempi, ricercato, con velluti e dettagli Art Déco. 


Nei giorni scorsi è stata presentata in anteprima la nuova drinklist ed è stato possibile assaggiare  in anteprima le nuove creazioni realizzate con sapori contemporanei. Al bancone a miscelare i vari gusti c'era l'esperta e affabile bartender Alice,  proveniente dalla Valtellina.


Al centro del nuovo menù è chiara la precisa volontà di riscoperta, cioè di riportare alla ribalta ricette che in passato hanno avuto un ruolo significativo, ma che sono state poi messe ai margini dei repertori. I cocktails vengono riletti con rigore, utilizzando tecniche moderne. 

La nuova drinklist riflette anche la volontà di scegliere con consapevolezza certe materie prime, affidandosi a fornitori affini per visione, approccio e coerenza progettuale. In carta spiccano i vermouth e il ratafià Aprutium, creati in Abruzzo da un'idea di Antonio Palermo, bartender attivo a Firenze. Poi si incontra anche Yerbito, liquore toscano all'erba mate che richiama la cultura uruguaiana.


 La proposta mixology si distingue per cocktail pensati e costruiti come piatti d'alta cucina, con creazioni inedite.




Il cocktail Homa, il cui nome si riferisce ad un leggendario uccello della mitologia persiana,  è quello che ha colpito maggiormente durante la serata attorno al bancone: è una creazione distintiva nota per i suoi ingredienti ricercati. Questa miscela originale include tra le sue componenti Rum Diplomatico Mantuano, bitter al lime nero persiano, melassa di melagrana, ananas, lime e aria di  zenzero.  Una particolare nota è conferita dallo stracchino di pecora, offrendo un'esperienza gustativa originale. 


La nuova lista offerta dal Bitter Bar  mira a far scoprire nuovi sapori attraverso una ricerca meticolosa. Qui non vengono serviti drink analcolici, ma cocktails low-alkohol, a bassa gradazione, per promuovere il bere responsabile.

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Bitter Bar ha saputo imporsi nel panorama fiorentino, offrendo un'alternativa di alta qualità orientata alla cocktail experience. 


Info: www.bitterbarfirenze.it


Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 28 gennaio 2026

Il Montecucco chiude il 2025 in crescita

 




Per la prima volta a Wine Paris (Hall 5.2 – Stand E234), il Montecucco apre il 2026 sotto i riflettori internazionali e si prepara all’appuntamento di Firenze con L’Altra Toscana.

Il 2025 si chiude per la denominazione d’origine Montecucco con un bilancio complessivamente positivo, che conferma la solidità e il dinamismo del territorio. Un anno articolato sotto il profilo produttivo, ma con un riscontro estremamente positivo sul piano qualitativo – come testimoniato dai produttori –, e che restituisce segnali molto incoraggianti sul fronte dell’imbottigliamento e della presenza sul mercato. Nel corso dell’anno, infatti, il Montecucco DOC e DOCG ha messo in bottiglia 6.114 ettolitri per una crescita dell’11,1%, pari a circa 800.000 bottiglie nel formato da 0,75 litri, oltre a quantitativi minori in altri formati. Risultati che al contempo si accompagnano a un calo produttivo di vino del 35% registrato con l’ultima vendemmia, da leggere però alla luce del confronto con il 2024, annata particolarmente generosa sul piano quantitativo; insomma, un dato che non compromette la solidità della denominazione, espressione di un territorio unico e oggi riconosciuto.

Il trend degli imbottigliamenti della denominazione amiatina si colloca inoltre in controtendenza rispetto alla lieve flessione degli imbottigliamenti che ha interessato la Toscana del vino nel suo complesso, includendo tutte le DO e IG regionali. In questo contesto, il Montecucco rafforza il proprio posizionamento, confermando una traiettoria di crescita e riconoscibilità. Particolarmente significativo il dato di dicembre 2025, che registra un forte incremento degli imbottigliamenti, con un +393% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un +663% rispetto alla media dell’ultimo triennio, a testimonianza della fiducia delle aziende nella denominazione e nella capacità dei vini Montecucco - che hanno fatto della freschezza e della distintività del Sangiovese - il proprio tratto identitario di trovare spazio e riconoscimento sui mercati.

 

Il Montecucco riconferma la propria vocazione green, elemento sempre più centrale nella filosofia produttiva del territorio. L’attenzione alla sostenibilità, alla tutela del paesaggio e alla gestione responsabile delle risorse rappresenta un valore condiviso dalle aziende della denominazione e contribuisce a rafforzarne l’identità e la coerenza.

 

Il 2025 si chiude con segnali incoraggianti - commenta Giovan Battista Basile, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco – anche dopo un 2025 complesso sul piano produttivo, possiamo contare su una denominazione viva e dinamica. Continuiamo a investire nella promozione e nello sviluppo, anche grazie ai programmi di sostegno legati alla PAC e ai progetti cofinanziati a livello regionale, strumenti fondamentali per rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri come USA, UK, Canada e Cina e in Italia. Le aziende credono nel Montecucco e lo dimostrano ogni giorno, così come la critica, che continua a riconoscere valore e qualità alle nostre DOC e DOCG, pronte a competere con le denominazioni più affermate del panorama internazionale”.

 

Il nuovo anno si apre con un calendario di appuntamenti strategici. Per la prima volta il Montecucco partecipa a Wine Paris (Hall 5.2 – Stand E234), una presenza fortemente voluta dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio. Alla manifestazione parigina, il Montecucco si presenta con una collettiva di cinque aziende – Basile, Poggio Stenti, La Banditaccia, Villa Patrizia e Tenuta Pianirossi – che incontrano il pubblico internazionale di buyer, operatori, media e appassionati in una delle fiere oggi più dinamiche e promettenti del panorama europeo. Il banco consortile – dove il pubblico potrà assaggiare 26 etichette della Do - rappresenta anche un punto informativo dedicato al territorio amiatino, ancora poco esplorato, dove raccontarlo e valorizzarlo.

 



Anche nel 2026, il Consorzio Montecucco sarà tra i protagonisti de L’Altra Toscana – anche qui con una rappresentanza di 26 etichette -, in programma mercoledì 18 febbraio presso Palazzo Affari a Firenze, nell’ambito della settimana delle Anteprime di Toscana. Giunta alla quinta edizione e con adesioni già al completo, la manifestazione si conferma un momento di confronto dedicato alla stampa specializzata internazionale, dove otto Consorzi, espressione di dodici denominazioni DOP e IGP, uniscono le forze per valorizzare territori meno noti ma di grande identità, offrendo una lettura ampia e contemporanea della Toscana vitivinicola. “L’Altra Toscana è per noi un appuntamento fondamentale - conclude Basile - È un’occasione preziosa per raccontare un territorio autentico e presentare vini che esprimono pienamente la loro identità. Portiamo in degustazione annate diverse, selezionate in base allo stile di ogni azienda e alla naturale longevità dei nostri vini, offrendo etichette nel momento ideale della loro evoluzione”.


Nicoletta Currafi

venerdì 23 gennaio 2026

Il 19 febbraio Chianti Lovers & Rosso Morellino

 




Il 19 febbraio alla Fortezza da Basso il Chianti Lovers & Rosso Morellino 

con oltre 120 etichette in degustazione


 


L’Anteprima, riservata ai giornalisti, si svolgerà dalle 9 alle 18 al Padiglione Arsenale. 


Sarà ancora Fortezza da Basso di Firenze a fare da cornice all’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, in programma giovedì 19 febbraio 2026 al Padiglione Arsenale. L’evento, promosso dall'associazione del Consorzio Vino Chianti e del Consorzio Morellino di Scansano, è uno dei momenti centrali del calendario delle Anteprime toscane.


 


La manifestazione sarà riservata esclusivamente ai giornalisti di settore, senza apertura al pubblico. Per l’intera giornata, dalle 9.00 alle 18.00, la stampa avrà accesso a un’area dedicata con servizio di degustazione assistita da sommelier. 


Alle ore 11.00 è invece prevista la conferenza stampa.


 


In assaggio le nuove annate in uscita nel 2026: Chianti D.O.C.G. Annata 2025, Chianti Superiore D.O.C.G. 2024 e Chianti D.O.C.G. Riserva 2023, insieme al Morellino di Scansano D.O.C.G. Annata 2025 e Riserva 2023.


 


Per il Consorzio Vino Chianti saranno presenti 56 aziende, con 105 etichette di Chianti D.O.C.G. in degustazione, a rappresentare in modo ampio e articolato la denominazione. 


“Questa Anteprima è un momento chiave per raccontare il lavoro delle aziende e la qualità delle nuove annate – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Il confronto diretto con la stampa specializzata è fondamentale per dare una lettura corretta dell’identità del Chianti e della sua capacità di evolversi, mantenendo un forte legame con il territorio e con i mercati di riferimento”.


 


Per il Morellino di Scansano saranno presenti 13 aziende, che porteranno in degustazione 22 etichette complessive, offrendo un quadro rappresentativo dell’evoluzione della denominazione.


“L’Anteprima è per noi un passaggio fondamentale per presentare le nuove annate e raccontare l’evoluzione del Morellino di Scansano – sottolinea Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano – La scelta, già avviata nella scorsa edizione, di dedicare l’evento esclusivamente alle degustazioni professionali ci permette di creare un confronto diretto e costruttivo con la stampa specializzata, in un momento storico in cui il mondo del vino è in continua evoluzione e richiede sempre maggiore attenzione, ascolto e capacità di interpretare i cambiamenti dei mercati, in Italia come all’estero”.


 L’Anteprima, riservata ai giornalisti, si svolgerà dalle 9 alle 18 al Padiglione Arsenale. Ecco il link per accreditarsi


Sarà ancora Fortezza da Basso di Firenze a fare da cornice all’Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, in programma giovedì 19 febbraio 2026 al Padiglione Arsenale. L’evento, promosso dall’associazione del Consorzio Vino Chianti e del Consorzio Morellino di Scansano, è uno dei momenti centrali del calendario delle Anteprime toscane.


La manifestazione sarà riservata esclusivamente ai giornalisti di settore, senza apertura al pubblico. Per l’intera giornata, dalle 9 alle 18, la stampa avrà accesso a un’area dedicata con servizio di degustazione assistita da sommelier. È prevista una conferenza stampa alle 11.


In assaggio le nuove annate in uscita nel 2026: Chianti D.O.C.G. Annata 2025, Chianti Superiore D.O.C.G. 2024 e Chianti D.O.C.G. Riserva 2023, insieme al Morellino di Scansano D.O.C.G. Annata 2025 e Riserva 2023.


Per il Consorzio Vino Chianti saranno presenti 56 aziende, con 105 etichette di Chianti D.O.C.G. in degustazione, a rappresentare in modo ampio e articolato la denominazione.


“Questa Anteprima è un momento chiave per raccontare il lavoro delle aziende e la qualità delle nuove annate – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –. Il confronto diretto con la stampa specializzata è fondamentale per dare una lettura corretta dell’identità del Chianti e della sua capacità di evolversi, mantenendo un forte legame con il territorio e con i mercati di riferimento”.


Per il Morellino di Scansano saranno presenti 13 aziende, che porteranno in degustazione 22 etichette complessive, offrendo un quadro rappresentativo dell’evoluzione della denominazione.


“L’Anteprima è per noi un passaggio fondamentale per presentare le nuove annate e raccontare l’evoluzione del Morellino di Scansano – sottolinea Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano –. La scelta, già avviata nella scorsa edizione, di dedicare l’evento esclusivamente alle degustazioni professionali ci permette di creare un confronto diretto e costruttivo con la stampa specializzata, in un momento storico in cui il mondo del vino è in continua evoluzione e richiede sempre maggiore attenzione, ascolto e capacità di interpretare i cambiamenti dei mercati, in Italia come all’estero


Nicoletta Curradi

lunedì 19 gennaio 2026

A Firenze si è celebrato lo Scotch whisky

 




Il 19 gennaio 2026 un doppio appuntamento tra degustazioni rare, bottiglie fuori catalogo e mixology d’autore, in occasione della presentazione dei cataloghi Proposta Vini e Proposta Spirits


Firenze ha alzato il sipario sullo Scotch whisky di alta gamma con una giornata pensata per appassionati evoluti e operatori del settore. Lunedì 19 gennaio 2026, in concomitanza con la presentazione dei nuovi cataloghi Proposta Vini e Proposta Spirits, il capoluogo toscano ha ospitato due momenti distinti ma complementari: una masterclass di degustazione “fuori standard” alla Stazione Leopolda e, in serata, un evento dedicato a The Glenturret nello scenario del Rasputin, tra i secret bar più riconoscibili d’Italia.





Alla Stazione Leopolda la masterclass “Eccellenza Scotch whisky”


Il primo appuntamento si è svolto dalle 14.00 alle 15.00 alla Stazione Leopolda. La masterclass, gratuita su prenotazione e a posti limitati, era costruita come un tasting d’impostazione internazionale: non solo assaggio, ma racconto tecnico e identitario, con al centro selezioni difficili da incontrare sul mercato italiano.


Il filo conduttore era chiaro: bottiglie rare e fuori catalogo, scelte per il valore dell’esperienza più che per la disponibilità commerciale. Si tratta di release non reperibili in Italia o non più acquistabili perché legate a edizioni limitate esaurite, botti terminate, release non destinate alla distribuzione ordinaria.


Proprio per preservare l’unicità del momento, le etichette in degustazione non entreranno nel catalogo attuale.


I protagonisti: distillerie, imbottigliatori e selezionatori


A comporre il parterre ci sono quattro nomi che rappresentano approcci diversi, ma accomunati da un posizionamento alto:


The Glenturret Distillery (Highlands), tra le distillerie storiche ancora in attività


Ballindalloch Distillery (Speyside), single estate con controllo di filiera e produzione di taglio artigianale


Murray McDavid, imbottigliatore indipendente noto per selezioni rigorose e affinamenti di carattere


Cuspid Selections, selezione italiana orientata a distillati d’eccellenza e scelte “curatoriali”


A ciascuno è stato chiesto di portare in assaggio una bottiglia speciale: non un “best seller”, ma un whisky pensato per far percepire materia, stile e visione.


Conduzione e ospiti


A guidare la degustazione è statov Daniele Cancellara, Bar Manager del Rasputin di Firenze. Per The Glenturret presente Luca Rapetti, Market Manager del brand, mentre i rappresentanti di Ballindalloch e Murray McDavid hanno introdotto direttamente le rispettive selezioni. 


La sera: The Glenturret protagonista al Rasputin


Il secondo tempo della giornata si è spostato in notturna: dalle 20.00 alle 23.00 il Rasputin ha ospitato una serata interamente dedicata a The Glenturret, distilleria fondata nel 1763 e considerata tra le più antiche ancora operative.


Qui lo Scotch esce dal calice “da degustazione” e dialoga con il servizio contemporaneo: le referenze sono st proposte sia lisce (per un approccio più diretto) sia in miscelazione attraverso cocktail signature creati per l’occasione.


Le referenze in assaggio


Tra le etichette annunciate:


The Glenturret Triple Wood Highland Single Malt


The Glenturret 7 Years Old Peat Smoked Highland Single Malt


The Glenturret 12 Years Old Highland Single Malt


Durante la serata era presente Luca Rapetti, in conversazione con Daniele Cancellara, per approfondire storia del marchio, stile produttivo e identità delle diverse espressioni.


Nicoletta Curradi

mercoledì 10 dicembre 2025

Il Cartesiano rosso di Fazio incanta il palato



Cartesiano rosso IGT Terre Siciliane di Casa Vinicola Fazio è un blend che spicca per l’incredibile equilibrio di aromi e consistenze, incantando il palato per la sua natura delicata e raffinata.

Viene prodotto nelle tenute viticole del territorio della DOC Erice nella Sicilia occidentale da uve di Cabernet sauvignon ( 40%), Cabernet Franc (10%), Merlot (30%) e Nero D’Avola (20%).

La raccolta è effettuata in cassette. Diraspatura, vinificazione in rosso con follatura tradizionale delle bucce, macerazione a temperatura controllata, tra i 25 e i 28°. Accurato “élevage” in barrique francesi di II° e III° passaggio per 12-14 mesi. Imbottigliamento a freddo ed affinamento in bottiglia per un anno

Il colore è rosso granato intenso e impenetrabile. Il profumo ricorda  sentori di frutti di bosco a bacca rossa, accompagnati in modo equilibrato da note di vaniglia, cioccolato, liquirizia e pepe nero. Al palato il  sapore è pieno, vellutato e persistente, piacevole nella struttura per la morbidezza dei tannini. L'abbinamento ideale è con piatti di carni rosse e di selvaggina, ma si sposa in modo equilibrato con formaggi stagionati e piccanti.

È un rosso iconico e seducente, in grado di suscitare sensazioni uniche e inimitabili.




  


CASA VINICOLA FAZIO

Via Capitano Rizzo, 39 – 91010 Fulgatore – Erice (TP) 

www.casavinicolafazio.it/


Nicoletta Curradi

martedì 4 novembre 2025

Successo del Greek Wine Day 2025

 Il Greek Wine Day 2025 si è tenuto a Firenze il 1° novembre ed è stato un grande successo, con la partecipazione di 49 aziende vinicole, di cui 30 presenti e 19 con campioni,  in totale il più alto numero di sempre per questo evento in Italia. L'evento si è svolto all'Hotel Albani e ha visto la degustazione di oltre 100 etichette di vino greco, con una notevole presenza di pubblico. 




Si sono registrate 29 partecipazioni tra aziende vinicole e tavoli gestiti da sommelier, un numero record per l'evento.

Sono state presentate oltre 100 etichette provenienti da diverse regioni della Grecia.


I vitigni e i territori protagonisti


Durante la giornata è stato possibile scoprire alcuni dei vitigni più rappresentativi della Grecia:

Assyrtiko, simbolo delle isole e del mare;

Agiorgitiko, rosso nobile del Peloponneso;

Xinomavro, grande vino del nord e della Naoussa;

Vidiano e Malagousia, uve bianche di nuova generazione, ambasciatrici dell’eleganza ellenica.

Durante il Greek Wine Day è stato proposto il confronto tra il Vin Santo del Chianti e il Vinsanto di Santorini che ha evidenziato differenze sensoriali e di struttura: il Vin Santo toscano si distingue per morbidezza, calore e corpo, mentre il Vinsanto greco si caratterizza per un'acidità e una tensione gustativa più marcate e una dolcezza che risalta. La comparazione è stata un'opportunità per apprezzare le diverse identità territoriali che li rendono unici, nonostante condividano un nome simile


Nicoletta Curradi

mercoledì 29 ottobre 2025

Annata 2025 più che positiva per il Consorzio Chianti dei Colli Fiorentini, ma....

 




Consorzio Chianti dei Colli Fiorentini: “Annata 2025 più che positiva, ma a causa dei dazi già attivi c’è il rischio che il vino rimanga in cantina”

Il presidente Andrea Corti fa il punto sulla stagione e chiede un intervento politico per sostenere il flusso di esportazioni verso il mercato Usa

 

 

“Un raccolto decisamente positivo, con una quantità nelle medie degli ultimi anni, ma con un risultato più che notevole sul versante della qualità, che sembra garantire buona fragranza, prospettando una produzione di vini ben strutturati e di grande bevibilità. Questo grazie anche alle condizioni meteo che hanno scongiurato la diffusione dei parassiti e perlopiù favorito la vendemmia, con grappoli sani, al di là del posizionamento dei vigneti e delle diverse uve”.

Un focus sulla vendemmia 2025 quello delineato da Andrea Corti, presidente del Consorzio Chianti dei Colli Fiorentini, che comprende un territorio diffuso su 16 comuni.

“E’ un livello di professionalità sempre più elevato - prosegue Corti - quello per il quale si va caratterizzando sempre più il nostro Consorzio, che si pone proprio l’obiettivo di distinguersi e rendere unica la propria produzione, per andare incontro alle esigenze di un mercato portato ad operare una selezione del prodotto e a una tipologia di consumatori che si va diversificando, sia per l’avvicinamento delle giovani generazioni che per un export che si apre a nuovi gusti e tendenze”.

“Il rischio per noi produttori - mette poi in chiaro il presidente - è che i vini, seppur di ottima qualità, rimangano in cantina, a causa di una politica dei dazi già in atto a nostro sfavore, che in questo ultimo periodo sta purtroppo passando sotto silenzio, in grado di determinare una contrazione della domanda. Ricordo che non è stato trovato alcun accordo per quanto riguarda il mercato statunitense, che bisogna sottolineare come rappresenti una destinazione essenziale per la commercializzazione dei nostri vini, che in alcuni casi va fin oltre il 30%. Difficile peraltro pensare di poter sostituire in tempi brevi un simile mercato, soprattutto perché sono pochi i paesi a garantire una simile potenzialità di acquisto. Chiediamo pertanto che si faccia chiarezza e di trovare una soluzione perseguibile, che offra una prospettiva di crescita per il settore, destinato altrimenti a subire una contrazione, perché ad oggi ci sentiamo un po’ lasciati da soli”.


Fabrizio Del Bimbo