martedì 9 giugno 2026

Alois Lageder firma Rosso Mosso, spumante rosso pensato per l’aperitivo

 



Prodotto con metodo Charmat dalla tenuta Alois Lageder, Rosso Mosso è una nuova proposta di vino rosso altoatesino. L’intento produttivo è di avvicinare il rosso alla cultura dell’aperitivo e, nel contempo, continuare a valorizzare vigneti vocati alle varietà a bacca rossa. 

Il vino nasce da un assemblaggio di varietà e annate diverse, frutto di una vendemmia raccolta presso i partner viticoltori che la tenuta accompagna da oltre vent’anni in un percorso di viticoltura biologica. Il profilo punta sulla bevibilità senza rinunciare alla struttura.


Rosso Mosso si ispira alle origini geologiche dell'Alto Adige: circa 200 milioni di anni fa, questa regione era coperta dal mare. 


L'etichetta è firmata dall'artista finlandese Klaus Haapaniemi. Dopo la metafora della balena di Misto Mare, al centro della scena compare ora una medusa fluttuante.


Rosso Mosso biologico conquista con il suo stile vivace e fruttato. Nel bicchiere si presenta con un intenso colore rosso rubino e un perlage fine e delicato. Al naso emergono aromi di frutti rossi, ciliegie e frutti di bosco maturi, accompagnati da leggere note floreali e speziate. Al palato è fresco, armonioso e piacevolmente fruttato, con una delicata dolcezza e un finale dinamico e persistente. Ideale come aperitivo, in abbinamento a dessert leggeri o per momenti conviviali dal gusto mediterraneo. 

https://aloislageder.eu/


Nicoletta Curradi

domenica 7 giugno 2026

Ecco Ernesto, il Negroni per tutti



Nei giorni scorsi presso Odeon Cafè in piazza Strozzi è stato presentato in anteprima Ernesto  il primo Negroni in bottiglia a bassa gradazione (low-ABV) della città, ideato da Coral Sicks. Ha un titolo alcolometrico del 13,5%, pari a quello di un calice di vino e circa la metà rispetto a un Negroni classico, ed è pensato per essere pronto da gustare in ogni occasione.  Il prodotto mantiene il profilo aromatico e l'esperienza del classico Negroni fiorentino.

Il suo profilo sensoriale e le sue caratteristiche si possono riassumere così

Il grado alcolico è basso (Low ABV), pensato per un bere responsabile ed equilibrato senza rinunciare al gusto.

Il profilo aromatico è complesso e rotondo, caratterizzato dal classico bilanciamento agrumato e piacevolmente amaro  grazie al bitter unito alla dolcezza del vermouth.

Il carattere è versatile e conviviale, ideale per godersi il rituale dell'aperitivo italiano in totale freschezza. 

Il progetto è nato in collaborazione con un gruppo di mastri distillatori fiorentini per offrire un'alternativa più leggera e versatile, perfetta per aperitivi, picnic o viaggi.

Coral Sicks è la a fondatrice di Ernesto Drinks ed è una sommelier professionista e guida enogastronomica americana che vive a Firenze. È anche la creatrice di Curious Appetite, un'agenzia che organizza tour enogastronomici e culturali nella città. 

@ernesto.drinks

Nicoletta Curradi

Fabrizio iDel Bimbo 

lunedì 1 giugno 2026

A Firenze il rooftop disegnato da Carlo Scarpa è ideale per aperitivi al tramonto

 

Per il Grand Hotel Minerva nel 1964 viene realizzata la terrazza, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono infatti gli anni del boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese





Affacciato su Piazza Santa Maria Novella e sospesa tra tetti e campanili appare uno degli interventi meno noti di Carlo Scarpa, progettato a metà degli Anni Sessanta insieme all’architetto Edoardo Detti per il Grand Hotel Minerva. Si tratta di una terrazza con piscina realizzata nel 1964, in un momento cruciale per Firenze e per il dibattito architettonico italiano. Sono gli anni del Boom economico, del turismo internazionale in crescita e delle grandi trasformazioni urbane che attraversano il Paese. Ma sono anche anni delicati per una città come Firenze, ancora fortemente legata alla propria identità rinascimentale e diffidente verso qualsiasi intervento contemporaneo nel centro storico.


Così, Scarpa e Detti immaginano una terrazza moderna costruita sopra un palazzo trecentesco, destinata non solo agli ospiti dell’albergo. L'intervento anticipa di decenni la cultura contemporanea dei rooftop panoramici. Tuttavia, pochi mesi dopo l’apertura, la città viene travolta da uno degli eventi più drammatici della sua storia recente: l’alluvione del 4 novembre 1966. Firenze cambia volto e il tema della tutela del patrimonio storico diventa ancora più centrale. Anche per questo il progetto di Scarpa assume nel tempo un valore particolare: perché riesce a dimostrare come il linguaggio moderno possa convivere con il tessuto storico senza alterarne l’equilibrio.

Scarpa sceglie infatti la strada che avrebbe caratterizzato gran parte della sua ricerca: non imporsi sul contesto, ma lavorare per precisione, dettagli e materia. La piscina panoramica, tra le prime di questo tipo in città, evita qualsiasi monumentalità. Le linee nette, le geometrie controllate e il rapporto calibrato tra superfici, acqua e skyline trasformano il rooftop in una sorta di salotto sospeso sopra Firenze. Da qui lo sguardo si apre sulla Cupola del Brunelleschi, sui campanili e sui tetti del centro storico, in un dialogo continuo tra modernismo e paesaggio urbano. È un'opera di Scarpa meno celebrata rispetto ai grandi interventi veneziani o museali, ma forse proprio per questo sorprendente. Negli anni successivi il rooftop del Minerva è diventato uno dei luoghi simbolo dell’estate fiorentina, attraversando le trasformazioni del turismo internazionale e della città stessa. Negli Anni Ottanta e Novanta ha consolidato la propria immagine di terrazza esclusiva con vista sul centro storico; negli ultimi anni, invece, si è progressivamente trasformato in uno spazio più aperto alla città, intercettando la nuova cultura dell’aperitivo e della mixology contemporanea.


Oggi, infatti, La Terrazza del Grand Hotel Minerva inaugura la nuova stagione estiva rilanciando proprio questa doppia anima tra memoria architettonica e lifestyle contemporaneo. La proposta gastronomica guidata dallo chef Edoardo Papiani accompagna l’intera giornata con una cucina stagionale mentre al tramonto il rooftop cambia atmosfera e diventa uno dei punti d’incontro più frequentati della città. La drink list firmata dal bartender Dariosh Kohnehkar lavora invece su botaniche mediterranee, agrumi, kombucha e spezie, costruendo cocktail come il “Terrace Negroni” o il “Mediterraneo Spritz”, pensati per accompagnare il ritmo lento delle serate estive sopra Firenze. Parallelamente, l’hotel rinnova anche la proposta del ristorante La Buona Novella, affacciato direttamente sulla piazza, con piatti che intrecciano tradizione toscana e ricerca contemporanea.


Nicoletta Curradi