martedì 17 febbraio 2015

Talk show together alla Chianti Classico Collection 2015

Si è svolta la mattina del 17 febbraio durante la Chianti Classico Collection 2015, presso la stazione Leopolda di Firenze, la conferenza stampa alla quale hanno preso parte alcuni dei produttori del Consorzio Vino Chianti Classico. Ognuno con le proprie peculiarità, ma tutti accomunati dal forte sentimento di appartenenza alla grande "famiglia" del Gallo Nero.
Ha aperto il dibattito il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Sergio Zingarelli, che ha evidenziato come nel 2014 le vendite complessive del Gallo Nero siano salite del 5%, merito di un'ulteriore crescita nelle esportazioni che nello stesso anno hanno toccato quota 82%, la più alta di sempre. In consistente aumento anche il prezzo del Chianti Classico sfuso: circa il 30% in più rispetto al 2013.
Mentre Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico, ha voluto sottolineare la grande soddisfazione per landamento del mercato. Un risultato che almeno in parte è stato determinato dall'effetto traino generato dalla Gran Selezione, la nuova tipologia di Chianti Classico presentata agli operatori esattamente un anno fa. 
Moderatore della conferenza il giornalista Nicola Porro, che ha coinvolto i produttori in un vivace racconto sul mondo del vino, sulla loro particolare scelta di vita e sull'importanza di rimanere uniti per poter affrontare al meglio le sfide di un mercato sempre più competitivo.
Cinque i soci del Consorzio intervenuti al dibattito, cinque persone estremamente diverse sia per storia personale sia per percorso professionale, ma unite dall'inconfondibile dna che il territorio del Gallo e del suo Sangiovese restituiscono ai vini di questa storica DOCG.
Laura Bianchi, anima della cantina Castello di Monsanto di Barberino Val d'Elsa (FI). Assieme al padre Fabrizio si occupa di tutte le tematiche aziendali, dalla produzione alla commercializzazione. Produrre vino per lei è una forma d'arte e viaggia in tutto il mondo per promuovere il Chianti classico.
Patrice Taravella, presidente del consiglio di amministrazione Vignamaggio di Greve in Chianti (FI). Nato in Francia da genitori italiani, è convinto che il patrimonio culturale italiano sia il più bello del mondo e che l'agricoltura rappresenti il futuro. "Il vino è alla base della nostra civilizzazione - ama affermare - dove c'è vino c'è armonia, sia nell'ambiente sia nelle persone". 
Sebastiano Capponi, titolare di Villa Calcinaia di Greve in Chianti (FI), fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio Vino Chianti Classico. Imprenditore dall'età di 21 anni, è portavoce della tradizione di famiglia, quei Conti Capponi che dal 1524 tramandano le nobili origini del vino.
Paula Cook, proprietaria e winemaker di Le Miccine di Gaiole in Chianti (SI), nata a Montreal da padre scozzese e madre di origine italiana. In vacanza in Toscana all'età di 15 anni, si innamora dei luoghi, dei profumi e dei sapori della Regione. Dopo gli studi in scienze agricole e ambientali, in viticoltura ed enologia e dopo una prima esperienza lavorativa francese, si trasferisce definitivamente in Toscana, da dove esporta il 30% della sua produzione in Canada. 
Paolo Cianferoni, vigneron di professione e blogger per passione, conduce l'azienda Caparsa a Radda in Chianti (SI), acquistata dal padre quando lui aveva solo 7 anni. Appassionato di tecnologia e computer, ha tuttavia sempre lavorato in vigna utilizzando il metodo manuale. Si occupa di tutto: dalla vigna alla cantina, dalla vendita alla promozione dei prodotti.
Ed ecco quindi come ogni partecipante al talk show ha rappresentato una tipologia di produttore che compone il variegato profilo del Gallo Nero, dalla nobile e storica famiglia del Chianti alla piccola azienda, dal produttore blogger all'azienda dal tocco femminile.

Questa è la terza volta che partecipo alla Chianti Classico Collection non solo in veste di produttore ma come Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico afferma Sergio Zingarelli e sono sempre più consapevole dellimportanza di questo evento che ogni anno cresce, portando a Firenze giornalisti e operatori da tutto il mondo. I vini che assaggerete in questi giorni nascono da un territorio che il prossimo anno festeggerà il trecentesimo anniversario dalleditto granducale del 1716 di Cosimo III de Medici, con il quale vennero stabiliti per la prima volta i confini del nostro territorio di produzione. In tutto questo tempo si sono avvicendati Granduch

domenica 15 febbraio 2015

Grande collettiva di vini toscani all'Hotel Baglioni di Firenze




 Concluso il Buy Wine, le Anteprime di Toscana entrano nel vivo e dopo il Chianti è il turno di 11 consorzi
11 i consorzi partecipanti

La lunga settimana del vino toscano entra nel vivo e dopo Buy Wine e lAnteprima del Chianti oggi è il turno della grande collettiva allHotel Baglioni di Firenze. Organizzato da Toscana Promozione, questo evento è stato accolto molto positivamente dalla stampa internazioanale che già dalla prima mattina si è accalcata nella hall dellhotel per degustare i 253 vini presentati da 171 produttori ai banchi degli 11 consorzi partecipanti: Vini Doc Bolgheri, Morellino di Scansano, Montecucco, Vini Cortona, Vini di Carmignano, Valdarno di Sopra Doc, Vino Orcia, Bianco di Pitigliano e Sovana, Grandi Cru della Costa Toscana, Colline Lucchesi e Maremma Doc. Circa 150 i giornalisti accreditati in questa grande kermesse del vino toscano che nei prossimi giorni lasceranno Firenze per dirigersi verso gli altri appuntamenti sul territorio: lAnteprima della Vernaccia al Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada San Gimignano (16/02), la Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda di Firenze (17-18/02), lAnteprima del Vino Nobile nella Fortezza di Montepulciano (19/02).Chiude la programmazione di Anteprime di Toscana: Benvenuto Brunello che si terrà il 20 e 21 febbraio presso il Chiostro del Museo di Montalcino. Chiuse le Anteprime, altro appuntamento importante con i vini toscani protagonisti è previsto a Toscana Fuori Expo, dove si racconta il 'buon vivere toscano' nel mondo, a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. Sul territorio invece arriveranno 60 sommelier cinesi a fare formazione d'intesa con Expo Milano Spa.



Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo

venerdì 13 febbraio 2015

I vini di Rocca delle Macie in anteprima alla Chianti Classico Collection 2015



Anche quest’anno, alla “Chianti Classico Collection” dedicata alla presentazione delle nuove vendemmie che entreranno in commercio, Rocca delle Macie propone le sue anteprime.
Verranno presentati vini delle annate 2011 e la 2012. Sono vini ottenuti dalle lunghe maturazioni imposte dallo staff enologico di Rocca delle Macie che lavora costantemente alla ricerca di una sempre maggiore stabilizzazione naturale del vino, aiutate anche dall’utilizzo di barriques di secondo e di terzo passaggio e di tonneaux, che consentono un’interazione delicata con il legno e un’azione più mirata dell’ossigeno.
Rocca delle Macie, una tra le più storiche aziende del Chianti Classico, continua inoltre il suo impegno nel lavoro accurato nei vigneti e nel controllo costante sulla qualità degli impianti e delle uve, con un’attenzione particolare alla compatibilità ambientale della produzione, per offrire vini che siano il risultato di ciò che un territorio, sano e assecondato nelle sue caratteristiche, riesce ad esprimere.

Chianti Classico Gran Selezione Riserva di Fizzano 2011
Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli 2011
Sono il frutto di un’annata decisamente asciutta, salvata, per quanto riguarda lo stress idrico, da una pioggia abbondante alla fine di luglio. Le temperature sono state perfette fino a metà agosto, poi è arrivato il grande caldo che ha accelerato la maturazione e la concentrazione zuccherina delle uve, senza però bloccare il processo di maturazione fenolica grazie alla riserva di acqua nel terreno. L’andamento dell’annata, dunque, sui territori dei vigneti di Rocca delle Macie è stata buona per la concentrazione ed equilibrata sotto il profilo dell’espressione aromatica, grazie innanzitutto all’attento e meticoloso lavoro agronomico.

Chianti Classico Riserva Famiglia Zingarelli 2012
Sia l'inverno sia la primavera del 2012 sono stati caratterizzati da una piovosità nella norma. Nella seconda metà dell'estate la temperatura si è alzata molto e l’andamento siccitoso ha causato un parziale rallentamento del normale processo di maturazione. Quella del 2012 è stata in definitiva una vendemmia precoce ma non turbata da stress estremi, dove l'escursione termica nel mese di settembre è stata di fondamentale importanza per riportare equilibrio nella fase aromatica.

Sempre durante la Collection, ma solo al banco di assaggio gestito dalle aziende, oltre ai vini sopra elencati si potranno assaggiare le annate di Chianti Classico 2013 Famiglia Zingarelli e il Roccato 2011 e incontrare la famiglia di Rocca delle Macie.


Fabrizio Del Bimbo


giovedì 5 febbraio 2015

La Prima del Torcolato ha compiuto 20 anni

Si e` svolta il 18 gennaio scorso la Prima del Torcolato, vino prodotto in provincia di Vicenza, detto anche vino Pasquale, perché anche se non si fa verso Pasqua d'agnello, si serba fino ad allora l'uva appiccata all'aria. IL Vinsanto si fa pure a Verona e a Brescia: ma questo vino vicentino non somiglia né all'uno né all'altro. Al Torcolato, vino bevuto dall'antichità sia dalle famiglie ricche che da quelle più umili, sono stati attribuiti molti riconoscimenti ad iniziare dal 1909 quando, presentato da Arnaldo Carli all'Esposizione di Lonigo, vinse la medaglia d'oro. Nel 1980 varca il confine nazionale raggiungendo l'America, nel 1983 conquista un articolo sulla rivista "Gourmet", e nel '93 è presente anche sul "The New York Times". Vediamo di aoorofondirne la conoscenza. Si ottiene dal vitigno Vespaiola, uva particolarmente amata dalle vespe in quanto ricca di zucchero; in minore quantità possono concorrere Tocai, Garganega, Pedevenda o Durella. La vendemmia è accurata, selezionando i migliori grappoli che vengono fatti appassire per alcuni mesi. L'appassimento rappresenta una fase molto importante: essa avviene in locali ben areati e asciutti e i grappoli vengono legati a degli spaghi e attorcigliati, cioè "torcolati", a travi di legno. Durante questo periodo, gli acini perdono buona parte dell'acqua in essi contenuta favorendo la concentrazione zuccherina. Successivamente le uve subiscono una lenta torchiatura che permette di ottenere un mosto dorato. Lenta è anche la fase di fermentazione, dopo la quale il vino viene posto in piccoli botti di rovere dove rimane per un periodo che può andare da un anno a 24 mesi per i vini di ottimo livello. E' bene sottolineare che da 100 chilogrammi di uva si ottengono circa 25 litri di vino. La zona di produzione è la Breganze, DOC dal 1995, che si estende per 15 km. a nord di Vicenza, comprendendo la città di Breganze, che da il nome e rappresenta il centro della DOC, Marostica e Bassano del Grappa ad est, e Thiene ad ovest. I terreni collinari che ospitano le viti sono vulcanici morenici e tufici, ma si possono trovare coltivazioni anche in zone pianeggianti dove il terreno è piuttosto ciottoloso e ghiaioso e che, talvolta, fornisce vini migliori. Proprio a Breganze, dal 1996, grazie alle nove aziende che hanno costituito il Consorzio Tutela Vini DOC Breganze, si tiene ogni anno la cerimonia pubblica chiamata "La prima del Torcolato". Si svolge nella piazza principale di Breganze e consiste nella torchiatura delle uve già appassite destinate alla produzione del Torcolato. Il torcolato si presenta con un giallo dorato caldo dai riflessi ambrati. All'olfatto è fine e complesso con intensi profumi di frutta matura, esotica, albicocca secca e confettura, si possono riconoscere sentori di miele di acacia e leggera vaniglia. Il gusto è dolce ma non stucchevole, la buona acidità mitiga la dolcezza e i tannini ceduti dal legno si fondono perfettamente con l'alcol che può variare tra gli 11 e i 13°. Presenta una lieve nota amarognola nel finale, ma del tutto piacevole. Un vino come si suol dire "da meditazione", che accompagna molto bene la pasticceria secca ma anche tartine al patè de foie gras e formaggi erborinati, stagionati e saporiti. Nicoletta Curradi

martedì 27 gennaio 2015

Il 14 febbraio l'Anteprima Vino Chianti 2015 all'Ex- Manifattura Tabacchi




Firenze – 14 Febbraio 2015. L’Anteprima Chianti si rinnova completamente: una nuova edizione per questa manifestazione dedicata al vino Chianti che, con il consueto evento propone una novità, il coinvolgimento del grande pubblico accanto agli appuntamenti per la stampa. Per la prima volta, la sessione di degustazione fino ad oggi appannaggio soltanto dei giornalisti apre le porte, con oltre cento aziende che presenteranno i loro prodotti non ancora sul mercato, in anteprima appunto. E per la prima volta, una nuova location: il grande spazio dell’Ex-Manifattura Tabacchi, archeologia industriale degli anni ’40 considerata tra le più belle manifatture tabacchi d’Italia, esempio di razionalismo italiano, ospiterà il Chianti con i consorzi delle maggiori menzioni specifiche, una Toscana quindi compatta, forte che si presenta alla città di Firenze.

Un spazio ricco di fascino e attrattiva, poco conosciuto e frequentato dalla stessa città gigliata ma considerato dal FAI tra i luoghi del cuore, l’ex-Manifattura Tabacchi si colorerà di Chianti per il giorno di San Valentino regalando al grande pubblico un’imperdibile opportunità di vivere un’esperienza unica, in una location incomparabile parlando di Chianti, di un vino e della sua storia, di un territorio enologico immenso e vario, della sua cultura enogastronomica che lo rende forte e riconoscibile ovunque nel mondo.
Dalle 16 alle 22, gli amanti del Chianti o meglio i #Chianti lovers (seguici su Facebook, Instragram e Twitter) potranno assaggiare e conoscere più da vicino il Sangiovese, vitigno principe del Chianti, assieme ad alcune storiche ricette della tradizione gastronomica toscana e ai prodotti del territorio, grazie anche alla preziosa collaborazione con Slow Food Toscana. Dalle 19, Dj set, Chianti e musica, una binomio perfetto, in un percorso sensoriale dove le note del vino e le noti musicali si fondono insieme per emozionare.
Questo ruolo, per una delle denominazioni più estese e conosciute d’Italia, in qualità d’ambasciatore del Made in Italy, sta al passo con la filosofia di stile e d’immagine che da anni accompagna il consorzio nei suoi eventi e manifestazioni. La partenza è avvenuta con il restyling del marchio: con la C che ricorda uno smile, strizzando l’occhio al mondo dei giovani pur restando fedele alla propria storia, per arrivare ad oggi, in un’evoluzione naturale, in un luogo speciale dove celebrare un evento per la città.
Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Vino Chianti, afferma: “Per la prima volta, si apre al pubblico: è una grande sfida certamente ma siamo sicuri che sia la strada giusta da percorrere: il Chianti è un vino pop, vogliamo fare in modo che tutti possano apprezzare e godere di questa denominazione. Il fatto stesso che tutti i maggiori consorzi di sottozona siano riuniti gioverà alla manifestazione e chi ci visita, si troverà di fronte un panorama esteso ma chiaro di ciò che questa regione vuole offrire, una promozione che va quindi a favore di ogni singola azienda”.


Nello stesso modo la pensano anche i Presidenti degli altri tre consorzi, Fiorentini, Rufina e Senesi: la novità di poter stare insieme darà nuova linfa al comparto vinicolo, sia da un punto di vista di immagine che di mercato.

Tre consorzi che hanno molto da raccontare: il Consorzio Chianti Colli Fiorentini nasce nel 1994 e rappresenta ad oggi la quasi totalità della produzione con 27 aziende associate, il prodotto, di grande equilibrio, con profumi freschi e fruttati, leggermente tannico; il Consorzio Chianti Colli Senesi, sebbene la sua fondazione risalga al 21 febbraio 1977, la sua reale nascita avviene nel 2001, una bella realtà di 300 soci. Il Sangiovese di queste zone, capace di esprimersi in molteplici forme, a seconda dei terreni e del microclima in cui viene allevato, regala struttura e profumi. Il Chianti Rufina, fondato nel 1980: 20 le aziende che lo costituiscono, è la più piccola delle sette sottozone e grazie al suo microclima e al territorio, il vino che qui si produce è elegante, con una personalità decisa, caratterizzato da una singolare longevità.

Conclude: “Il Consorzio vuole promuovere la diffusione della cultura e della storia che sta nel bicchiere. Vuole esprimere un territorio e la sua forte identità in modo che tutti possano fruirne, vuole esprimere qualità e al contempo emozioni forti e vere, durature, tutti elementi che si ritrovano in questa nuova edizione dell’Anteprima Chianti 2015”.
Ingresso 10€
Prevendite su: boxofficetoscana.it
Info: consorziovinochianti.it

Fabrizio Del Bimbo
Nicoletta Curradi

martedì 20 gennaio 2015

Firmino Miotti, eccellenza di Breganze

L’azienda Firmino Miotti di Breganze (VI) rappresenta una autentica tradizione di famiglia che Firmino Miotti si è trovato a gestire, facendo tesoro degli insegnamenti del nonno, fin da giovanissimo (negli anni ‘50) in seguito alla scomparsa del padre. Firmino Miotti è un grande amante della terra e un lavoratore instancabile, un agricoltore d’altri tempi. Ha fatto della vigna la sua casa salvaguardando soprattutto le vecchie varietà della zona (Gruajo, Groppello, Pedevendo, Sampagna). La profonda e sincera amicizia con lo scrittore Virgilio Scapin, che nel suo libro “I Magnasoete” (1976, Giorgio Bertani Editore, Verona) racconta proprio la vita di Firmino e Pina, la qualità dei prodotti e l’ospitalità tipica dei titolari dell’azienda hanno reso questo luogo di lavoro un vivace centro culturale e mondano, frequentato da buoni bevitori e personaggi legati alla cultura e allo spettacolo vicentino e italiano (Ugo Tognazzi, Monica Vitti, Marcella Pobbe…). La figlia Franca si occupa con piglio deciso della cantina. Prodotto in Italia nella sola zona di Breganze, il Torcolato è ottenuto da una sapiente scelta e da una estrema cura dei grappoli di uve di vespaiola per l’85% con il restante tocai e pedevenda che, per appassire, vengono attorcigliati (intorcolà) a degli spaghi in ambiente arieggiato. Solo i grappoli migliori, i più spargoli vengono raccolti per l’appassimento. E’ dopo Natale che il dolce Torcolato viene finalmente consacrato in vino. La produzione è limitata sia per la scarsa resa sia per la cura tipicamente artigianale che questo vino richiede. La fermentazione avviene con tempi molto lunghi, può durare alcuni mesi fino ad arrestarsi spontaneamente lasciando il vino ancora dolce. Rimarrà a riposare in vasche di acciaio per alcuni anni prima di venire imbottigliato. Il Torcolato è un vino dolce prodotto con l’uva appassita utilizzando solo i grappoli migliori, più spargoli o aperti e deposti in un unico strato di cassette basse in modo da poter essere trasportati senza alcun danno. Vengono poi nuovamente scelti e appesi con degli spaghi alle travi delle soffitte. E’ questo sistema di conservazione dell’uva che ha dato il nome al vino. Per appenderli i grappoli sono attorcigliati, avvolgendoli, attorno a una coppia di spaghi. Questo attorcigliare, avvolgere, era nel dialetto locale “intorcolare” di cui il nome Torcolato. E’ importante che la soffitta o il locale in cui le uve sono lasciate a riposare per cinque mesi sia ben aerato. Si presenta di un colore giallo paglierino scuro con riflessi dorati. Odorando il bicchiere si sentono note di miele, frutta matura o passa, fico, albicocca, dattero. Al palato ha una gradevole dolcezza, il vino lascia la bocca asciutta e sazia. Si avvertono gradevolis note fruttate, con ricordi di agrumi canditi e la spiccata acidità modera la sensazione dolce e viceversa. In bocca è complesso ed equilibrato, dolce, non dolce. Ampio, lungo ed avvolgente. E’ molto interessante il suo potenziale d’invecchiamento. E’ eccellente anche da solo, ma ben si sposa con formaggi erborinati o molto saporiti,con piatti a base di fegato, a fine pasto esalta la piccola pasticceria e i dolci secchi. Bouquet: Equlibrato, ampio e complesso. Vendemmia 2005 Imbottigliamento 2009 Affinamento 2 anni in bottiglia N° bottiglie prod 4.000 Tipologia Vino bianco dolce fermo Temp di servizio 10° Vitigni Vespaiolo, Tocai nostrano e Pedevenda Abbinamento Dolci, formatti, patè di fegato Altri vini prodotti dall'azienda Miotti - Vespaiolo - Pedevendo - Gruaio - Groppello - Cabernet - Merlot Analizziamo un altro prodotto dell'azienda, il Pedevendo. PEDEVENDO Il vitigno proviene dal colle di Santa Lucia – Breganze. Il t erreno è di tipo vulcanico. La tipologia del vino è frizzante secco. Vitigni: 100% pedevenda, uva rarissima del vicentino coltivata quasi esclusivamente dalla nostra azienda da più di un secolo. Il Pedevendo è un vitigno di buona vigoria vegetativa e produzione costante. Il grappolo è medio ed ha un buccia dal colore verde-giallastro. Matura tardi e ama i terreni collinari argilloso-calcarei, resiste bene ai freddi e alle malattie e ha, anche nelle annate più calde, una buona acidità fissa. In una interessante pubblicazione del 1754 scritta da Aureliano Acanti (pseudonimo di Valerio Canati), opera poetica che rappresenta una sorta di guida enologica della provincia di Vicenza, troviamo citati trentacinque vini prodotti nel vicentino e di Breganze. Il Pedevendo vi appare più volte come “grato Pedevendo” …”egli è un ber di paradiso: questo raro pedevendo è stupendo è d’incanto….. Alcool: 11,5% Vinificazione: vendemmia scelta con casse da 10 kg, pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata a 18° gradi Il vino, completa una parte di fermentazione in bottiglia, diventando un vino vivace sur lie. Per questo motivo in bottiglia presenta un leggero fondo, si consiglia la scaraffatura. Caratteristiche: Alla vista si presenta paglierino con riflessi verdolini, con piccole bollicina di lunga persistenza. Al naso si alternano profumi di frutta fresca, mentre in bocca la buona acidità sostenuta dalla leggera gasatura lo rende piacevole, vivace, ideale in ogni occasione, immancabile dopo una giornata di lavoro. Da aperitivo è capace di farti sentire in vacanza. Quando la stappi ti mette di buon umore e sta molto bene accompagnato da fritture di pesce. E’ leggero e di grande bevibilità. Temperatura di servizio: 8° C. Nicoletta Curradi

giovedì 8 gennaio 2015

A Breganze i primi 20 anni della Prima del Torcolato

18 gennaio 2015
“Prima” del Torcolato D.O.C. Breganze
Vendemmia 2014
Ventesimo Anniversario
 



Il 2015 della D.O.C. Breganze inizia come da tradizione con la “Prima del Torcolato” che quest’anno rivestirà un’importanza storica per tutta la denominazione, in quanto si celebreranno i vent’anni dall’ottenimento della D.O.C. per il vino Torcolato, emblema dell’antica tradizione vitivinicola della zona.

Fervono i preparativi per la manifestazione di domenica 18 gennaio, quando le uve appassite dell’autoctona Vespaiola verranno finalmente spremute in un torchio d'epoca, ancora attorcigliate ai lunghi “ròsoli” (spaghi) con i quali sono state appese nei fruttai delle cantine e dove hanno perso gran parte dell’acqua contenuta, concentrando al proprio interno tutti i profumi, gli aromi e gli zuccheri della Vespaiola più bella raccolta nell’ultima vendemmia. Ogni acino regalerà in poche gocce di mosto tutta la dolcezza e la freschezza che renderanno unico il Torcolato di quest’annata.

Ogni produttore socio del Consorzio di Tutela porterà alla “Prima” un po’ delle sue uve, per produrre un mosto unico, che unisce tutti i produttori del rinomato vino “dolce-non-dolce” vicentino color oro.

La piazza di Breganze inizierà ad animarsi sin dalle 14:00 con i Ballincontrà che si esibiranno in danze tradizionali e, dalle 14:30, sarà possibile partecipare al “Brindisi in campanile”, una visita guidata alla spettacolare torre Diedo con il brindisi di Torcolato “in quota”.

Alle 14:45 la sfilata per le vie del centro storico di Breganze della Magnifica Fraglia del Torcolato darà il via ufficiale alla manifestazione.
Le celebrazioni dei vent’anni della D.O.C. Torcolato inizieranno con la consegna degli attestati di benemerenza alle sei storiche cantine che raggiungono la XX vendemmia D.O.C..
Successivamente verrà riempita con i Torcolati degli attuali 14 soci del Consorzio di Tutela una “Balthazar”, bottiglia di 12 litri, realizzata dal mastro vetraio Massimo Lunardon, che verrà venduta in beneficenza: sarà una bottiglia speciale, unica ed irripetibile!
La ribalta del palco verrà ceduta quindi alla Magnifica Fraglia del Torcolato D.O.C. Breganze, che consegnerà ai genitori dei bimbi nati nell’anno 2014 e residenti a Breganze una bottiglia di Torcolato speciale, ancora vuota, che andrà a contenere il nettare spremuto dal torchio della Prima: naturalmente le bottiglie verranno riconsegnate nel gennaio 2016, dopo la fermentazione e l’affinamento come previsto dal disciplinare.

Si procederà poi con la proclamazione dell’Ambasciatore del Torcolato nel Mondo 2015, verrà premiato il vincitore del concorso “Realizza l’etichetta della Prima del Torcolato Vendemmia 2014” e saranno nominati i nuovi confratelli della Magnifica Fraglia del Torcolato.

Ospite della Prima quest’anno sarà il sommelier Alessandro Scorsone.

Fruttaio Tour® tra le cantine
Verrà riproposto anche quest’anno il Fruttaio Tour®, l’apertura al pubblico delle cantine con visite guidate e degustazioni, così da vedere dove e come nasce il nostro Torcolato! Apertura il mattino dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio dalle 17 alle 19.
Cantine Aderenti: Tenuta Bastia di Montecchio Precalcino e Cà Biasi, Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Maculan, IOMazzuccato, Miotti Firmino ed Eredi Vitacchio Guerrino a Breganze.

«Anonima Magnagati»
Parteciperà alla manifestazione anche la rinomata compagnia teatrale vicentina Anonima Magnagati che, nel pomeriggio allieterà la “Prima” con un simpatico intrattenimento teatral-enologico e la sera sarà protagonista, alle ore 20:45 al Cinema Verdi, dello spettacolo "Fioidepadana" (Info e prenotazioni: Ass.ne Strada del Torcolato e dei vini di Breganze Tel. 0445 300595 Cel. 348-3028340).

Durante la Prima del Torcolato si potranno degustare ed acquistare i Torcolati di tutti i produttori associati al Consorzio Tutela Vini DOC Breganze e sarà presente una mostra-mercato dei prodotti tipici della Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze.
Inoltre in piazza dalle 11:30 sarà possibile degustare le Fettuccine alla Breganzese, con sugo di Toresan, a cura dei ristoranti della Strada del Torcolato.


Fabrizio Del Bimbo