venerdì 28 gennaio 2022

Nasce The Fighting Bear, il primo London Dry Gin firmato Del Professore, prodotto nel cuore verde d'Italia




Del Professore The Fighting Bear London Dry Gin è il nuovo nato della famiglia dei Gin Del Professore, un gin artigianale perfetto nella sua semplicità, prodotto in collaborazione con Anonima Distillazioni, in un magnifico, piccolo pot still da 200 litri di tipo Carter Head.

Realizzato esclusivamente con ginepro proveniente dall’Appennino umbro-toscano, raccolto a maturazione completa tra il mese di settembre e quello di ottobre, a cui viene aggiunta camomilla romana profumatascorza di arancia amararadice di angelica e altre spezie italiane, lasciate stagionare lentamente e in modo naturale, senza fretta. L'intero processo di distillazione in alambicco discontinuo si svolge in corrente vapore, per garantire la massima resa estrattiva e qualitativa dalle botaniche. Ogni cotta del gin The Fighting Bear è single shot, per garantire un costante monitoraggio della qualità del distillato e un vaglio minuzioso della qualità delle botaniche prima del loro utilizzo. Il risultato è un distillato elegante, rotondo, profumato e morbido da 43% vol. All'olfatto è pieno e schietto, magnifica espressione dell’equilibrio tra le sue componenti aromatiche, su cui svettano il ginepro umbro, l’arancia amara e la camomilla romana. Al gusto è secco, di grande personalità e finezza, con tratti spiccatamente erbacei e balsamici e un suadente finale agrumato e floreale.

Nella seconda metà dell’800, tra le attività preferite degli sporting gentlemen americani e di Jerry Thomas, vi era la raccolta di scommesse per combattimenti tra uomo e animale. La leggenda dell’orso combattente, imbattuto in oltre cento incontri, tutti vinti prima del limite, si protrasse per decenni. 'The Fighting Bear' è tornato per raccogliere nuove sfide e per ricordare a tutti che è sempre invincibile. Wanna fight?

Disponibile, per il momento solo in Italia, distribuito da OnestiGroup Spa nel formato da 70 cl, The Fighting Bear London Dry Gin si va quindi ad aggiungere al portfolio di gin firmati Del Professore, che comprende il Gin Monsieur, il Gin à la Madame e il Crocodile Gin, che nascono da miscele segrete di spezie ed erbe, lavorate artigianalmente attraverso diverse tecniche, caratterizzandosi per personalità, stile, profumo e gusto.

Ecco un drink consigliato, il Mint Vinyl: si prepara con 60 ml di Del Professore The Fighting Bear London Dry Gin, 15 ml di Dry Vermouth, 7,5 ml di Liquore alla Menta di Pancalieri Doragrossa, 2 gocce di bitter al limone e foglie di menta. Il cocktail si realizza con la tecnica dello stir and strain e si serve in bicchiere di tipo coupette, con foglie di menta come guarnizione.

NOTE DI DEGUSTAZIONE:
Colore: cristallino
Olfatto: pieno e schietto, magnifica espressione dell’equilibrio tra le sue componenti aromatiche, su tutte il ginepro umbro, l’arancia amara e la camomilla romana
Gusto: secco, di grande personalità e finezza, con tratti spiccatamente erbacei e balsamici e un suadente finale agrumato e floreale
Formato: 70 cl
Volume: 43% vol
Prezzo medio al pubblico: 35/40 euro

Per maggiori informazioni:


Nicoletta Currradi 

lunedì 10 gennaio 2022

Golden Nectar. Limoncello d'autore




La bottiglia di porcellana, dorata, unica al mondo, in vendita per beneficienza, opera di Yuriko Damiani, in esposizione nell’hub del terminal 1 dell’Aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino.

La storica azienda Pallini lancia la bottiglia di limoncello ricoperta d’oro, realizzata da un’artista giapponese. Un pezzo d’arte, unico soprattutto per i materiali utilizzati. La struttura è in porcellana, dipinta da Yuriko Damiani, con oro antico proveniente dal Giappone. Un elemento raro, in Italia l’artista è la sola a possederlo. Opaco, ruvido al tatto, è sottoposto a uno speciale trattamento ideato da Yuriko, “oro antico giapponese con sotto oro”. L’artista, per metà giapponese e metà italiana, ha creato il suo stile inconfondibile, che mescola temi e riferimenti artistici tra oriente e occidente. Oggi il suo tratto è considerato inconfondibile e unico. L’opera finita per Pallini, una bottiglia gigante, ha richiesto numerosi passaggi di ‘pennellate’ a mano e ben sei cotture. L’antico oro giapponese rappresenta il tipico giallo oro dei limoni Igp della Costiera amalfitana utilizzati per realizzare il Limoncello Pallini.

Il progetto si chiama Golden Nectar e nasce prima dello scoppio della pandemia da Covid. Sulla bottiglia sono riportati alcuni simboli che rimandano all’idea di rinascita e alla famiglia Pallini. Per la sua realizzazione - che si può ammirare in un breve documentario diretto da Giovanni Stella e prodotto da Smile Vision srl al link https://www.youtube.com/watch?v=zHE1kbbsi1c - Yuriko si è ispirata a più richiami simbolici. Ha diviso la bottiglia in dodici parti, sotto la superficie d’orata si intravedono dodici strisce che la attraversano. Tra i significati attribuibili al numero, quello di fine ciclo e di ripartenza verso nuove sfide. E’ presente anche un’ape, il cui legame con la rinascita è noto, oltre a significare coraggio e determinazione. La bottiglia, se da un lato rappresenta un innegabile valore artistico, dall’altro, dunque, è intrisa di numerosi significati propiziatori. Pallini ha deciso di battezzare in questo modo un nuovo percorso, in un momento, al livello globale, difficile. Un auspicio per tempi migliori. “Anche l’idea stessa dell’oro, è un modo di comunicare un prodotto ricco, pieno di vita, è un oro caldo, infatti, nei confronti di chi guarda”, spiega Micaela Pallini, presidente dell’azienda. Le difficoltà del momento rendono necessario un richiamo alla responsabilità, a un forte senso di comunità per il bene collettivo. Un messaggio racchiuso proprio nell’opera di Yuriko, che si presta a vari livelli di lettura. Presente, infatti, anche un rimando alle attuali tematiche ambientali. L’ape è lì per lanciare l’appello per un cambio di rotta in favore del pianeta. E’ un insetto che rischia l’estinzione dovuta alla progressiva perdita dell’habitat selvaggio in favore dell’urbanizzazione, al riscaldamento globale e altri comportamenti di cui l’essere umano è unico responsabile.

La bottiglia sarà esposta all'Aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino in una teca della Gondola Pallini, presso l’Hub East al Terminal 1 e sarà in vendita a circa 7mila euro. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto alla Caritas. 

Il limoncello è il prodotto con cui la Pallini, già nota nella produzione di liquori, apre un nuovo corso, a partire dagli anni 2000. In breve si trasforma nella punta di diamante dell’azienda, diventando leader nel Duty Free e Travel Retail e uno dei liquori italiani più iconici nel mondo, vincitore di numerosi premi internazionali tra cui la Medaglia d'Oro allo Spirit Selection del Concours Mondial de Bruxelles 2020. Attraverso questa iniziativa, Pallini continua e rafforza il suo percorso che contempla scelte che coinvolgono sempre di più tradizione e innovazione, producendo liquori secondo antiche ricette, ma impiegando le tecnologie e gli strumenti più moderni. Il connubio con l’arte, nelle intenzioni dell’azienda, ha tra gli obiettivi quello di rafforzare il consumo responsabile e di qualità.

Dopo questa esperienza artistica, Pallini intende continuare, in futuro, con nuove collaborazioni, per far reinterpretare agli artisti il proprio marchio che da 145 anni rappresenta il perfetto stile italiano nel mondo.

Per maggiori informazioni:
www.pallini.com
www.facebook.com/pallinispa
www.instagram.com/pallinilimoncello/
#limoncellopallini
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Nicoletta Currradi

mercoledì 8 dicembre 2021

È tornato ViNoi a Firenze

 


L'evento ViNoi, dal 2015, è un imperdibile momento di incontro e condivisione tra vignaioli, operatori ed appassionati sul tema ed il valore dei vini artigianali, biologici, biodinamici, naturali. Una "due giorni" a Firenze, anno dopo anno, diventata il fulcro per "il movimento" in Toscana, con una costante partecipazione ed un crescente interesse a riguardo: un'importante occasione di conoscenza e di approfondimento, di assaggi liberi al banco con i produttori, di vendita diretta di tutti i vini in degustazione e di attività extra prima e dopo l'evento.


La manifestazione è da sempre indipendente ed autosostenuta, è organizzata da professionisti di settore che vivono tutto l'anno e supportano ogni giorno la "filiera dei vini artigiani di territorio", un collante vivo tra la produzione etica virtuosa e la distribuzione alternativa eco-sostenibile. 


La 6^ Edizione si è  svolto nei giorni 5  e 6  Dicembre 2021,  presso l'ICLAB Intercultural Creativity Laboratory, in Viale Guidoni 103, a Firenze. 





Elevata la qualità dei vini in degustazione. Tra i vini più apprezzati si menzionano quelli di McCaliin di Martinsicuro (TE):


“Cuvèe Antica” ( 2019 e 2020): blend di Passera delle vigne o Passerina, Trebbiano d’Abruzzo e una piccolissima percentuale di Malvasia;

“Liberoarbitrio 2020”: Cerasuolo da uve Montepulciano;

Rossi da uva Montepulciano D’Abruzzo:

“Rossodamare 2017″e 2018, vinificato affinamento due anni in acciaio;

“Incontro 2017”, un anno di affinamento in acciaio e un anno in Barrique;

“Alkemiko 2017″e 2018, 14 mesi di affinamento in acciaio e 10 in legno.


Poi ci sono quelli della piccola, ma eccellente cantina San Biagio Vecchio di Faenza (RA). Ottimi il bianco Sabbia gialla a base di albana, vino simbolo dell'azienda,  e il rosso Montetarbato Centesimino a base di uve autoctone.




Il vino spumante di qualità Dosaggio zero metodo classico dell'azienda agricola Failoni di Staffolo (AN) merita una menzione.

Nasce da uve Sangiovese Bio vinificate in bianco rifermentate in bottiglia. Un uvaggio insolito per uno spumante che regala profumi fruttati e floreali, e una bollicina fine e delicata.




Nicoletta Currradi


giovedì 11 novembre 2021

Tenute Ruffino: sostenibilità, innovazione e futuro





Tante novità caratterizzano la ripartenza post pandemia delle Tenute  Ruffino: recentemente è stato presentato  il terzo bilancio di sostenibilità relativo all’anno fiscale 2021, concluso lo scorso 28 febbraio. La presentazione si è svolta preso la prestigiosa  Tenuta Poggio Casciano, a sottolineare ancora di più il legame di Ruffino alle proprie radici, al territorio e al contesto ambientale e sociale in cui opera, pur sempre con il consueto sguardo di apertura globale.

I risultati riportati nel bilancio di sostenibilità, articolato in quattro macro capitoli collegati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), testimoniamo i significativi progressi fatti sin qui nel solco di iniziative la cui finalità va sopra il concetto stesso di business e di obiettivi sfidanti che l’azienda si è posta per i prossimi anni nell’ambito delle tematiche ambientali, sociali e di governance.

 Nonostante il periodo di variabilità Ruffino infatti mantiene una solida certezza: la determinazione nel perseguire una strategia improntata allo sviluppo responsabile del proprio business.






Un altro momento importante per le Tenute è stato il battesimo del nuovo  Modus Primo,  un vino  IGT Toscana dal colore rosso  rubino granato intenso.
Ha un carattere deciso che racconta l’espressività aristocratica dei vitigni protagonisti, cioè Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot,  singolarmente riconoscibili ma ben amalgamati da note scure di frutti neri maturi. Il legno, elegante e discreto, ne completa il profilo aromatico.
Il primo contatto al palato con questo vino appare quasi altero. Vino ampio e complesso, scuro al centro e irradiante al finale. I tannini sono alti e precisi, e segnano i confini di una chiusura di magnifica chiarezza.
Modus Primo rappresenta l’evoluzione di Modus ottenuta attraverso la rappresentazione, in ogni annata, del meglio che lo straordinario terroir di Poggio Casciano ha da offrire
Si abbina con carni nobili dei grandi piatti della cucina italiana e internazionale, ma anche grandi formaggi di corpo e d’affinamento.
L'enologo afferma:
i tre vitigni, Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon, vengono raccolti separatamente a seconda della perfetta maturazione delle uve. Fermentazione alcolica e malolattica avvengono in vasche d’acciaio termocontrollate. Segue un affinamento di 18 mesi in barrique nuove di rovere francese.

Modus – parola latina che richiama il metodo e la misura – è l’espressione moderna di Ruffino nell’unione di tre nobili varietà d’uve. Modus è un Supertuscan nato nel 1997, acclamato dalla critica. Modus Primo rappresenta l’evoluzione di Modus ottenuta attraverso un’ulteriore selezione, in ogni annata, dell’eccellenza del terroir di Poggio Casciano.

Info: www.ruffino.it

Nicoletta Currradi


giovedì 4 novembre 2021

Sophia Loren Restaurant lancia l’iniziativa ‘Original Italian Wines’






Il ristorante ‘Sophia Loren – Original Italian Food’, aperto a Firenze lo scorso aprile,ha inaugurato la stagione autunnale con un altro progetto volto a celebrare il connubio tra vino e food: ‘Original Italian Wines’, un nuovo format che prevede due serate di degustazione ‘wine pairing’ - abbinamento dei vini - a tema enogastronomico con due esperti del settore, i sommelier Andrea Gori e Frialdo di Vitto. 


Situato tra Piazza della Repubblica e Piazza del Duomo, il ristorante di proprietà della società Dream Food, è il primo della catena di ristoranti dedicato alla famosa attrice napoletana. Sofisticato ed accogliente, si sviluppa su una superficie di oltre 1500 mq, è pronto per accogliere i propri clienti per delle serate a tema che hanno come obiettivo l’esaltazione dei piatti proposti nel menù: la pizza firmata dal miglior pizzaiolo d’Italia 2020, Francesco Martucci, i piatti della cucina firmati da Gennarino Esposito, chef con due stelle Michelin e la pasticceria di Carmine di Donna.  


La prima serata di degustazione a cura dei sommelier Andrea Gori e Frialdo di Vitto si è svolta il 3 novembre. La prossima si terrà il 1/o dicembre. Durante le serate, agli ospiti viene proposto un menù strutturato appositamente studiato e che includerà una proposta di 5 portate in abbinamento a 5 vini naturali e biologici, provenienti da aziende agricole italiane. I vini  presentati durante la degustazione saranno disponibili a menù fino alla degustazione successiva.

Ecco cosa è avvenuto nella prima serata:

bis di antipasti, montanarina con salsa di pomodoro fresco, alici fritte ben abbinate al vino" Mai Sentito" de La Staffa, vino frizzante da uve Verdicchio, rifermentato in bottiglia, prodotto con metodi artigianali, che offre un'espressione immediata, fresca, asciutta e molto dissetante: profumi di frutta, lieviti . 

A seguire pizza al baccalà abbinata ad un vino  fermo Oltrepo Pavese Campo Dottore di Moncarul che al  naso si presenta molto minerale, con profumi di frutti a polpa gialla, erbe aromatiche e fiori di acacia. Al palato è fresco e pieno,  armonico e  persistente.

Poi è stata la volta della pizza Mani velluto con crema di friarielli in acqua di ricotta di bufala, mozzarella di bufala campana DOP, salsiccia di suino grigio ardesia a punta di coltello, calcagno a crista liscia in abbinamento al vino Cirò Rosso  "Etichetta Storica" di Scala, un vino calabrese ricco, intenso e caldo. Al naso sprigiona note di macchia mediterranea,  di spezie dolci, sfumature salmastre e viole appassite. Al palato ha un corpo ricco, pieno e piacevole, con buoni tannini e piacevole freschezza.

Il primo piatto erano gli ziti al ragù napoletano abbinati al vino Cacc'e Mitte di Lucera "Motta del Lupo", vino rosso legato strettamente al territorio pugliese, ottenuto dall'assemblaggio di diverse varietà locali. Al naso esprime frutti di bosco, cannella e prugna. È di grande beva, energetico, con una  freschezza compatta 

Dulcis in fundo, una zeppolina non fritta ripiena di crema bianca abbinata ad un vino passito risultante da 10 vendemmie tardive di Vigneti delle Dolomiti.  Di colore giallo dorato carico con riflessi ambrati, ha profumo con note di mallo e mandorla mischiate a sentori dolci di miele, cera d'api, vaniglia e burro. Al palato  le note di miele si accentuano, provocate dal dolce residuo zuccherino. 







Con i suoi 270 coperti, le 2 cucine professionali e i 2 forni, il ristorante Sophia Loren  Italian Food offre un servizio di ristorazione, bar, caffetteria, pasticceria e cocktail&wine bar.


Per maggiori informazioni e prenotazioni: 

eventi@sophialorenrestaurant.com

https://sophialorenrestaurant.com 

Bolier Plate


Dream Food La Società, proprietaria di ‘Sophia Loren – Original Italian Food’, è partecipata dalle famiglie Cimmino e Carlino, da Francesco Pinto, dall’imprenditore Sergio Ubaldo, da Nicola Giglio- un imprenditore italiano basato a Hong Kong, dall’Arch. Ivo M. Redaelli e da una società finanziaria presieduta da un professionista della City milanese, Rosario Bifulco.




Andrea Gori Sommelier, oste, giornalista per Business People e Spirito diVino e scrittore, tra le venti figure al mondo più influenti del web per quanto riguarda il vino. Laureato Biologo, scopre molto prima la tecnologia e l’informatica e solo da “grande” il vino, quando entra a lavorare nella trattoria di famiglia. Coniugare le due passioni diventa naturale e nasce il “sommelier informatico” ovvero la comunicazione del vino al tempo di oggi usando e sperimentando ogni nuovo mezzo di diffusione. Un sommelier che dal 2.0 iniziale ormai è arrivato al 4.0 incorporando le nuove sfide digitali e tendenze di settore. Autore di video autoprodotti su YouTube (più di tre milioni di visualizzazioni, il canale più visto del vino in Italia con quasi 4000 video di degustazioni e attualità). Ogni mese organizza tra Firenze, Bologna, Milano, Torino, Roma, Genova, Verona e in Versilia il minifestival God Save The Wine che prova a rivoluzionare il modo di bere e gustare il vino in città.




Frialdo di Vitto


Frialdo di Vitto nato e cresciuto in terra abruzzese, fiorentino di adozione, da sempre appassionatissimo di vino e dotato di un naturale talento negli abbinamenti col cibo, gestisce per anni i due ristoranti di famiglia nel suo paese d’origine, Roccaraso (AQ), per poi decidere di coltivare la sua grande attitudine e diventare sommelier AIS. Matura esperienza lavorando presso un ristorante segnalato Michelin e presenziando occasionalmente, svolgendo il servizio come sommelier ad eventi organizzati da AIS ABRUZZO. Il destino lo porta ad incontrare la realtà “Sophia Loren”, immediatamente ne sposa il progetto, e svolge il suo ruolo di sommelier e wine manager con dedizione ed umiltà.

Nicoletta Curradi





giovedì 30 settembre 2021

Tutto toscano il Gin allo Zafferano di Liquori Morelli

 



Liquori Morelli proprio nel luglio di quest’anno ha festeggiato  suoi 110 anni di storia: Gin allo Zafferano è anche un modo per celebrare questo importante anniversario


Liquori Morelli ha  presentato in anteprima assoluta  nella scenografica terrazza di ToscaNino in Rinascente l'èesclusivo Gin allo zafferano 


Si completa così una trilogia dedicata al gin dichiaratamente di alta gamma che l’azienda di Palaia guidata dai fratelli Luca, Paolo e Marco ha voluto proporre negli ultimi tre anni  agli appassionati. Infatti dopo Gin Botanico e Gin Fondatore ecco che con Gin allo Zafferano viene definitivamente celebrata la toscanità con un look lussuoso ed esclusivo.


Il liquorificio ha scelto lo zafferano per due motivi: perché si tratta di un alimento considerato molto pregiato e in secondo luogo per restare nel solco del legame con il territorio, dal momento che la spezia scelta viene coltivata proprio da un’azienda toscana di Castelfiorentino.


La peculiarità di questo gin è insita proprio nella sua preparazione, che segue un procedimento che rimanda ad un rito antico e che prevede una fase a bagnomaria nei pistilli di zafferano. Paolo Morelli, che in azienda è anche direttore di produzione, anche in questo caso ha fatto ricorso alla sua  maestria di alchimista raggiungendo un risultato di grande pregio ed equilibrio che prende forma in una elegante bottiglia.  Nel bicchiere colpisce immediatamente il colore giallo oro intenso e al naso l’aromaticità tipica dello zafferano si rivela con sicura finezza per poi esprimersi in bocca con delicata astringenza, donando al palato una sensazione di pulizia e freschezza




L'ambassador di Liquori Morelli Andrea Frediani ha proposto due sue creazioni, l'easygoing "San Michele" e il signature drink "L'incanto" durante la presentazione del nuovo gin da ToscaNino La Terrazza di Rinascente .




“Con Gin allo Zafferano abbiamo realizzato un altro sogno inseguito da tempo e che ha comportato un intenso periodo di ricerca della formula perfetta e lunghi mesi di prove per catturare quel gusto peculiare che nelle nostre teste era ben chiaro -ha raccontato Marco Morelli durante la presentazione- “siamo felici di essere riusciti a raccontare attraverso questo gin l’anima originale e splendente della Toscana, dedicando ai clienti un prodotto di lusso che li potrà accompagnare in tanti momenti magnifici sia a casa che fuori”.





Liquori Morelli  a luglio di quest’anno ha festeggiato i suoi 110 anni di storia, dato che l’azienda è stata fondata dal Cavalier Leonello Morelli nel 1911: Gin allo Zafferano, che sarà in commercio a fine ottobre,  è anche un modo per celebrare questo importante anniversario.

Info: www.liquorimorelli.it


Nicoletta Curradi


mercoledì 29 settembre 2021

Presentato il bilancio di sostenibilità di Ruffino




Il 28 settembre 2021 Ruffino ha presentato ufficialmente il suo terzo bilancio di sostenibilità relativo all’anno fiscale 2021, concluso lo scorso 28 febbraio. E lo ha  fatto  nella sua casa, a Bagno a Ripoli, la Tenuta Poggio Casciano, a sottolineare ancora di più il legame di Ruffino alle proprie radici, al territorio e al contesto ambientale e sociale in cui opera, pur sempre con il consueto sguardo di apertura globale.


I risultati riportati nel bilancio di sostenibilità, articolato in quattro macro capitoli collegati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), testimoniamo i significativi progressi fatti sin qui nel solco di iniziative la cui finalità si eleva sopra il concetto stesso di business e di obiettivi sfidanti che l’azienda si è posta per i prossimi anni nell’ambito delle tematiche ambientali, sociali e di governance. Nonostante il periodo di complessiva variabilità Ruffino infatti mantiene una solida certezza: la determinazione nel perseguimento di una strategia improntata allo sviluppo responsabile del proprio business.


 



“Sono tre le parole che vedo indissolubilmente legate al concetto di sostenibilità e al ruolo che sempre più ha nelle aziende, annuncia ad apertura la professoressa Rossella Sobrero, presidente Ferpi che ha moderato l’incontro: concretezza, coerenza e condivisione. Sono aspetti fondamentali dell’impresa sociale e in Ruffino li ho ritrovati tutti. Non solo dichiarazioni di principio ma ricadute concrete, coerenza e attenzione alla filiera, alle partnership con gli attori costituenti il tessuto sociale e all’instaurare una relazione di valore con gli stakeholder”.


È Sandro Sartor, presidente di Ruffino a sottolineare come quello della storica azienda vitivinicola toscana sia un percorso di crescita sempre nella consapevolezza del proprio ruolo, nel nome di principi prima di tutto etici e non solo economici. Una terza edizione del bilancio che porta con sé la revisione della matrice di priorità, quelle che il consumatore stesso si aspetta.


“Una delle nostre priorità – sottolinea Sartor - è la salvaguardia dall’ambiente, risorsa essenziale per la sopravvivenza e continuità del nostro business. Ci impegniamo quindi, entro il 2025, a convertire la nostra produzione a 100% biologica, un percorso impegnativo ma in cui crediamo fortemente, che ci permetterà di ridurre la nostra impronta ambientale e di rispondere ai bisogni dei consumatori sempre più orientati alla scelta di prodotti sostenibili.” Assunti confermati anche dai piani di investimento dell’azienda che ha già in programma investimenti di oltre 8 milioni di Euro nei prossimi quattro anni per i progetti di sostenibilità ambientale, produttiva e di salute e sicurezza.




Salute che non è in antitesi all’economia ma complementare a quest’ultima: una salute di equità, di corretto rapporto con la società stessa. La direzione è quella di lavorare con un approccio sistemico, concezione che si ritrova nel bilancio stesso dove la sostenibilità è stata integrata all’interno del piano strategico e degli obiettivi aziendali.


Ne consegue la necessità che i principi etici e morali debbano essere comunicati con chiarezza a tutte le funzioni aziendali e in particolare ai membri della supply chain, affinché si possa essere di ispirazione, non prima di esserne stati promotori.


Ruffino ha iniziato nel 2018 la conversione al biologico, come enunciato da Maurizio Bogoni, direttore delle Tenute. Un concetto di biologico che non è stato inteso come meta ma come strumento, un modo concreto del fare quotidiano. L'impegno di Ruffino verso la costante attenzione agli sprechi e all'impatto ambientale si concretizza anche nel riciclo di oltre il 75% dei rifiuti prodotti, di cui ne sono un esempio virtuoso la gestione delle acque con impianti di depurazione all'avanguardia e la fitodepurazione, che permette di trattare in modo naturale le acque di scarico delle cantine grazie all'uso delle piante palustri e del filtraggio naturale dell'acqua con sabbia e ghiaia, convogliando l'acqua purificata nelle operazioni di irrigazione e pulizia.


Responsabilità verso l’ambiente e verso il consumo responsabile non solo delle materie prime ma anche del vino stesso, nelle parole di Sandro Sartor che riveste anche il ruolo di presidente di Wine in Moderation, l’associazione con sede a Bruxelles che promuove la cultura del consumo consapevole e del bere responsabile.


“Continueremo a sensibilizzare sull’importanza di un consumo moderato e responsabile del vino, perché anche questa è sostenibilità, e a promuovere una relazione positiva tra il consumo e la salute, con l’obiettivo di trasmettere una cultura sana del vivere di gusto. Lavoreremo su numerosi progetti per la valorizzazione dei principi di Diversity & Inclusion per contribuire alla costruzione di una società più equa e solidale, promuovendo iniziative sia per i nostri dipendenti sia per alcune comunità a noi prossime che svolgono un’opera fondamentale per supportare situazioni di bisogno.”

La presentazione del bilancio ha voluto così essere un momento di confronto che ha visto il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali, dei rappresentanti dei vari settori: esempio di una visione sistemica che affronta la sostenibilità nelle varie aree in prospettiva temporale e, nello specifico, portatori ognuno di uno stesso linguaggio identitario per la comunicazione trasversale di tutte le pratiche virtuose poste in essere da Ruffino.

Il saluto di Sandro Sartor affidato all’appello rivolto internamente ed esternamente, ad un senso di urgenza. “Viviamo in uno scenario non semplice, dai cambiamenti climatici che ogni anno creano nuove complessità a quelli sanitari e sociali. Non vi è più tempo. Dobbiamo darci delle scadenze impegnative e usare al massimo le nostre energie per agire.”




Ruffino, fondata nel 1877 a Pontassieve, vicino Firenze, è sinonimo di storia del vino in Toscana. Grandi classici toscani, vini come Chianti Classico Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, Chianti Ruffino e Brunello di Montalcino Greppone Mazzi, sono da sempre il cuore della produzione Ruffino. In parallelo, la voglia di confrontarsi sempre con nuove sfide ha portato Ruffino alla creazione di imponenti Supertuscan, fra cui il pluripremiato Modus, e all’acquisizione nel 2018 di due tenute in Veneto per la produzione di Prosecco.  A fine 2011, Ruffino è stata acquisita da Constellation Brands, la più importante azienda vinicola americana, e una elettrizzante nuova pagina dell’affascinante storia di Ruffino è pronta per essere scritta. Ruffino oggi è una realtà profondamente radicata nel suo storico territorio, la Toscana, e al contempo aperta alle complesse sfide del mercato globale: presenti in quasi 90 paesi, i vini Ruffino costituiscono un segno forte di italianità e del Vivere di Gusto.


Info: www.ruffino.com


Nicoletta Curradi