sabato 2 dicembre 2023

Amara, ecco le idee per il Natale da mettere sotto l'albero




L'edizione speciale al profumo di ginestra e due originalissimi special pack, con Amara e Liquori dell'Etna i profumi e i colori della campagna siciliana arrivano dritti al cuore 


Per un Natale senza stress  ecco le idee da mettere sotto l'albero targate Amaro Amara e Liquori dell'Etna. Tre proposte perfette per chi è stanco delle classiche bottiglie di Natale ma non vuole rinunciare alla comodità e all'eleganza di un regalo con cui brindare. Con l'edizione speciale di Amara Agricolo e le special box di Amara e Liquori dell'Etna trovare il regalo perfetto è semplicissimo.


Amara Agricolo, la special edition per gli intenditori


Nel suo inconfondibile astuccio cartonato e con la sobria eleganza bicromatica che accompagna da sempre il brand AMARA, Agricolo è il primo liquore ottenuto dalla fioritura di ginestra selvatica dell'Etna. Un'edizione speciale di Amara dedicata al lavoro di contadini ed agricoltori che da quattro generazioni si prendono cura degli agrumeti di famiglia alle pendici del vulcano. Un amaro molto equilibrato che alternano le note pungenti della ginestra e la freschezza delle erbe spontanee dell’Etna, di colore giallo ambrato fortemente caratterizzato dai profumi della ginestra appena raccolta, così da conservare tutte le note vegetali e floreali, è un prodotto dalla grande complessità aromatica eppure estremamente gradevole, perfetto da regalare a chi conosce e apprezza già AMARA ma vuole spingersi a cercare qualcosa di insolito. 


Amara Agricolo si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 25 euro


Amara, special pack con Spremiagrumi 


Uno special pack d’eccezione, in questa originale confezione l’artigianalità siciliana di AMARA incontra il design del pluripremiato brand Improntabarre, che ha creato in esclusiva per AMARA un oggetto unico: uno spremiagrumi in ceramica interamente realizzato a mano. Ogni spremiagrumi è un pezzo unico firmato dal noto designer Andrea Branciforti. Una serie di scanalature, anch’esse incise a mano, consentono al succo di arancia di fluire comodamente nel bicchiere. La scelta cromatica dello smalto utilizzato ricorda il colore degli agrumeti di famiglia e dall’ingrediente principale di AMARA: l’Arancia Rossa di Sicilia IGP.


Amara special pack con Spremiagrumi si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 30 euro

 


Amara, Special pack Rossa Sicily 


Una deliziosa marmellata di Arance Rosse di Sicilia IGP, realizzate con la polpa dei migliori agrumi prodotti in contrada San Martino e tutta la bontà del cioccolato di Modica realizzato in collaborazione con la celebre cioccolateria Bonajuto. Amara celebra così i sapori caldi e intensi della Sicilia, in una box perfetta per i più golosi che si divertiranno a creare gustosi abbinamenti e fantasiose ricette. 


Amara, box degustazione con marmellata e cioccolato si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 35 euro



 


L'edizione speciale al profumo di ginestra e due originalissimi special pack, con Amara e Liquori dell'Etna i profumi e i colori della campagna siciliana arrivano dritti al cuore 


Per un Natale senza stress  ecco le idee da mettere sotto l'albero targate Amaro Amara e Liquori dell'Etna. Tre proposte perfette per chi è stanco delle classiche bottiglie di Natale ma non vuole rinunciare alla comodità e all'eleganza di un regalo con cui brindare. Con l'edizione speciale di Amara Agricolo e le special box di Amara e Liquori dell'Etna trovare il regalo perfetto è semplicissimo.


Amara Agricolo, la special edition per gli intenditori


Nel suo inconfondibile astuccio cartonato e con la sobria eleganza bicromatica che accompagna da sempre il brand AMARA, Agricolo è il primo liquore ottenuto dalla fioritura di ginestra selvatica dell'Etna. Un'edizione speciale di Amara dedicata al lavoro di contadini ed agricoltori che da quattro generazioni si prendono cura degli agrumeti di famiglia alle pendici del vulcano. Un amaro molto equilibrato che alternano le note pungenti della ginestra e la freschezza delle erbe spontanee dell’Etna, di colore giallo ambrato fortemente caratterizzato dai profumi della ginestra appena raccolta, così da conservare tutte le note vegetali e floreali, è un prodotto dalla grande complessità aromatica eppure estremamente gradevole, perfetto da regalare a chi conosce e apprezza già AMARA ma vuole spingersi a cercare qualcosa di insolito. 


Amara Agricolo si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 25 euro


Amara, special pack con Spremiagrumi 


Uno special pack d’eccezione, in questa originale confezione l’artigianalità siciliana di AMARA incontra il design del pluripremiato brand Improntabarre, che ha creato in esclusiva per AMARA un oggetto unico: uno spremiagrumi in ceramica interamente realizzato a mano. Ogni spremiagrumi è un pezzo unico firmato dal noto designer Andrea Branciforti. Una serie di scanalature, anch’esse incise a mano, consentono al succo di arancia di fluire comodamente nel bicchiere. La scelta cromatica dello smalto utilizzato ricorda il colore degli agrumeti di famiglia e dall’ingrediente principale di AMARA: l’Arancia Rossa di Sicilia IGP.


Amara special pack con Spremiagrumi si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 30 euro

 


Amara, Special pack Rossa Sicily 


Una deliziosa marmellata di Arance Rosse di Sicilia IGP, realizzate con la polpa dei migliori agrumi prodotti in contrada San Martino e tutta la bontà del cioccolato di Modica realizzato in collaborazione con la celebre cioccolateria Bonajuto. Amara celebra così i sapori caldi e intensi della Sicilia, in una box perfetta per i più golosi che si divertiranno a creare gustosi abbinamenti e fantasiose ricette. 


Amara, box degustazione con marmellata e cioccolato si può acquistare nei negozi specializzati o sullo shop dell'azienda al costo di 35 euro

Nicoletta Curradi 

giovedì 9 novembre 2023

Ruffino, verso una sostenibilità sciale, ambientale ed economica

 


 “Se fino ad oggi essere sostenibili voleva dire essenzialmente operare in modo da poter ridurre e finanche annullare il proprio impatto negativo sociale e sull’ambiente, adesso invece siamo chiamati ad anticipare gli eventi. Ad avere un impatto positivo e a un approccio a tutto tondo sul significato di sostenibilità.” Questo l’incipit di Sandro Sartor, Presidente e Amministratore Delegato Ruffino che presenta l'8 novembre nella Tenuta Ruffino Poggio Casciano il quinto bilancio di sostenibilità del gruppo, certificato e rendicontato attraverso le linee guida internazionalmente riconosciute del Global Reporting Initiative. Un percorso certamente non facile quello della storica azienda toscana ma che non nasce ora: era infatti il 2018 quando l’azienda sviluppò la piattaforma di comunicazione Ruffino Cares, un progetto che si è evoluto negli anni fino a incubare, sviluppare e raccontare oggi tutte le azioni del Gruppo in ambito ESG.


Considerevoli le certificazioni già conseguite in ambito ambientale: la SNQPI e Biodiversity Friend per il 100% dei vigneti di proprietà, ormai prossima anche quella biologica di tutte le tenute, oltre 500 ettari di vigneto, che sarà totalmente conseguita dalla vendemmia 2024. Importanti i progetti per dare valore all’acqua con un risparmio del 50% dei volumi di acqua utilizzati grazie all’irrigazione di precisione rispetto a quella tradizionale, la creazione di 3 nuovi bacini artificiali (e 3 in fase di costruzione) per il collettamento di acqua piovana con cui alimentare i sistemi di irrigazione: obiettivo aziendale è quello di soddisfare il fabbisogno di circa il 60% dei propri vigneti toscani entro il 2025. In ambito produttivo la sostenibilità passa anche dal confezionamento: Ruffino dichiara la totalità del packaging completamente riciclabile, un risparmio di 300 tonnellate di vetro utilizzato rispetto all’anno precedente grazie a un progetto di riduzione del peso delle bottiglie e l’obiettivo di lavorare con carta e cartone interamente certificato FSC entro il 2025.


Una chiosa speciale sulla partecipazione di Ruffino al programma Wine in Moderation (WIM), associazione con sede a Bruxelles volta alla educazione al consumo responsabile di vino, che proprio in questa settimana celebra internazionalmente le giornate WIM. “Ruffino è Ambassador Company di WIM dal 2019 e crede fermamente nei valori portati avanti” prosegue Sandro Sartor “tanto che abbiamo organizzato in questi giorni degli incontri formativi nelle scuole fiorentine e dei comuni di Bagno a Ripoli e Pontassieve condotte da una nutrizionista e un relatore di WIM per educare e rendere consapevoli i ragazzi che si approcciano al mondo del vino.” Il programma della settimana prevede anche una campagna di comunicazione il cui culmine sarà a Palazzo Vecchio, con una conferenza stampa insieme al sindaco della città di Firenze, Dario Nardella. Infine, la cogente questione del gender gap. Ruffino è fra le prima aziende vitivinicole italiane a ottenere la certificazione PDR 125/22relativa alla parità di genere, grazie al rispetto di più parametri, tra i quali la presenza quasi uguale fra uomMiini e donne, pari retribuzione per stessa posizione e presenza di donne nel leadership team aziendale. 

Nicoletta Curradi

venerdì 20 ottobre 2023

È uscita Rosa Rosati Rosé La Guida al Bere Rosa 2024 Sesta Edizione




Si è giunti quest’anno alla sesta pubblicazione di una Guida che in Italia rimane l’unica dedicata ad una sola denominazione, i Vini Rosa. 

Ci si è affidati – per le degustazioni - ad un gruppo di Giudici che hanno sicuramente le caratteristiche per poter degustare i Vini in Concorso, degustatori che fanno parte delle più importanti Associazioni di Sommellerie, dall’Ais all’Onav, dalla Fisar all’Aspi, sottolineando l’importanza di avere in giuria anche Enologi che provengono da tutta Italia, degustatori che fanno parte di organizzazioni come l’OIV e VinoFed, per non 
parlare dei degustatori Internazionali, dalla Francia alla Svizzera alla Germania, senza contare giornalisti enograstronomici ed enoturistici che hanno già segnato le tappe di 
escursioni vinose legate al mondo dei Vini Rosa. 
Se il nostro Concorso riscontra un grande successo tra le Aziende, è proprio grazie a tutti i degustatori che hanno partecipato anche quest’anno alle quattro Commissioni d’assaggio. 
Vini Rosa tra cui Fermi, Frizzanti, Metodo Martinotti e Metodo Classico. Tra questi sono state distribuite 253 medaglie, nelle 4 sessioni di degustazione riunitesi a Riva di Solto Lago d’Iseo il 22 / 23 Maggio e il 20 e 21 Giugno, ed hanno conferito 47 Gran Menzioni, 
151 Rose d’Oro e 55 Quattro Rose su 427 Vini Rosa degustati per la “Guida Rosa Rosati Rosé 2024” questo per sottolineare che la Guida è una selezione accurata di vini che 
vengono proposti dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per la Toscana, il Lazio, e tutte le  regioni Italiane. 

I diversi attestati di premiazione sono stati attribuiti partendo dai punteggi in centesimi 
tra le diverse Rose, con le Quattro Rose, La Rosa d’Oro, e la Gran Menzione.
Premiate anche quest’anno le migliori Etichette, un grazie agli Chef ed ai Ristoratori che 
hanno creato le ricette legate ai Vini Rosa presenti nella loro Carta Vini. 
Anche quest’anno non sono state attribuite le Tre Rose, tutte 
le Aziende hanno avuto dagli 85 punti in su, evidenziando quanto sia stato fatto in vigna e in cantina per una qualità superiore come gli scorsi anni. 
Il ringraziamento va sicuramente a tutti i Produttori che hanno voluto partecipare 
al Concorso dedicato ai Vini Rosa, un grazie a tutti i giudici degustatori, e a tutte le 
persone che fanno parte della Redazione, che con professionalità seguono tutte le fasi della realizzazione della Guida Rosa Rosati Rosé. 

Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 19 ottobre 2023

Presentata la guida Slow Wine 2024

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«Valorizziamo l’Italia del vino monopolizzata dalle grandi denominazioni»


In anteprima alla Milano Wine Week, in libreria dall’11 ottobre


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«La guida Slow Wine è come una bottiglia di vino: richiede un anno di lavoro e quando è pronta la apriamo, la annusiamo, cerchiamo gli errori per migliorarci l’anno successivo, e soprattutto ce la godiamo insieme alla nostra comunità, composta da vignaioli, enologi, sommelier, enotecari, osti, professionisti e appassionati». Con queste parole il curatore Giancarlo Gariglio ha presentato a Milano, in occasione della Milano Wine Week, la guida Slow Wine 2024, giunta alla 14esima edizione.


 


«Ci piacerebbe che, sfogliando le pagine della guida, l’appassionato comprendesse come tutta l’Italia del vino vada valorizzata e conosciuta, non fermandosi alle solite blasonate denominazioni – ha aggiunto Gariglio –. In giro per il Paese ci sono produzioni eccellenti che rifuggono da uno stile unificato: la ricchezza sta nella diversità e il valore nella capacità di proteggere la propria unicità salvaguardando l’ecosistema. Vorremmo però anche che il cittadino comune percepisse il baratro climatico sui cui stiamo camminando: una crisi che vignaiole e i vignaioli vivono a loro spese, tra fenomeni climatici estremi, come grandinate distruttive e ondate di calore, e fitopatie, dalla peronospora alla flavescenza». 


 


«Slow Wine non è solamente una guida ma la fotografia di uno dei patrimoni culturali ed economici d’Italia, tutelato da donne e uomini che producono vino nel rispetto della terra e del valore del lavoro» ha ricordato Federico Varazi, vice presidente di Slow Food Italia. «Vignaiole e vignaioli che in vigna e in cantina sono sostenibili, una parola oggi tanto di moda ma che ancora fatica a venire calata nella realtà quotidiana e nelle scelte della politica: lo testimoniamo il rallentamento del Green Deal e della Strategia Farm to Fork e il probabile imminente rinnovo dell’autorizzazione al glifosato». 


 


Durante la presentazione sono stati consegnati i Premi Slow Wine.


 


Il Premio Speciale alla Novità dell’anno è stato consegnato a Marco Schirru, dell’azienda agricola Schirru di Orroli (Sud Sardegna), da Alessandro Talloru ed Elisa Vetrucci (Area Manager Bormioli Luigi) di Bormioli.


 


L’azienda dei fratelli Schirru è una delle realtà più belle emerse nel panorama vitivinicolo italiano in questi anni. Marco e Michele sono poco più che trentenni, ma il rigore con il quale si dedicano ogni giorno al loro progetto agricolo è esemplare e incoraggiante: incentrato sul recupero di vecchie vigne, sorge in una zona aspra ma bellissima e lontana dai centri urbani, dove i due danno voce sincera a un modo di fare agricoltura gentile. Nonostante la giovane età dell'azienda possiamo già parlare di una bella realtà contadina che sta rinvigorendo il tessuto agricolo sardo.


 


Il Premio Speciale per l’Accoglienza in cantina è stato consegnato a Cristina Varchetta, di Cantine degli Astroni di Napoli, da Giulia Corcos, Head of B2B Services di Tannico.


 


In un contesto ambientale e paesaggistico decisamente peculiare, con le vigne – veri e propri fazzoletti di terra strappati all’urbanizzazione – che dominano dall’alto la città di Napoli, Cantine Astroni ha saputo consolidarsi non soltanto come realtà produttiva di prim’ordine, ma anche come azienda particolarmente attiva nell’enoturismo. I percorsi di visita partono dall’area didattica nella vigna Astroni adiacente al bosco omonimo, un tempo riserva di caccia del re Ferdinando di Borbone, oggi Oasi Naturale WWF.


 


Il Premio Speciale al Giovane Vignaiolo è stato consegnato a Edoardo Dottori, dell’azienda agricola Edoardo Dottori di Maiolati Spontini (Ancona), da Mattia Negro, Brand Manager Reale Mutua di Reale Mutua.


 


Edoardo Dottori ha riempito in fretta il foglio bianco che aveva di fronte: l'azienda che porta il suo nome è frutto di una vulcanica passione e, soprattutto, di una conoscenza della materia che nonostante la giovane età è davvero fuori dal comune. Fin dall'infanzia si è nutrito di cultura contadina e viticola nell'areale dei Castelli di Jesi, e in pochissimo tempo, complici anche gli studi universitari in Viticoltura ed Enologia e un dottorato sull'inerbimento delle vigne, si è imposto come protagonista indiscusso nel mondo dei grandi Verdicchi, capace di maneggiare con sorprendente sicurezza, diremmo da vinificatore esperto, una materia prima tanto nobile, nel suo caso frutto di una viticoltura sostenibile, sartoriale, avanguardista.


 


Il Premio Speciale per la Viticoltura Sostenibile è stato consegnato a Chiara Boschis, dell’azienda agricola E. Pira e figli - Chiara Boschis di Barolo (Cuneo), da Ernesto Ghigna, European wine marketing manager di Owen-Illinois.


 


Chiara Boschis è una antesignana e una sperimentatrice. Lo è stata da giovanissima quando si unì al gruppo dei Barolo Boys per rivoluzionare il grande rosso piemontese, e dopo essersi affermata tra i produttori più grandi e conosciuti si è impegnata in un’altra battaglia, quella della sostenibilità e del biologico, convincendo oltre venti colleghi a fare del celebre cru Cannubi un’isola libera da pesticidi ed erbicidi: anche qui le sue convinzioni hanno avuto successo. Camminare tra i suoi filari è un’esperienza che arricchisce l’anima, e che fa comprendere meglio quanto un vigneto possa essere in armonia con la natura.


 


Il Premio Speciale Slow Wine Coalition alla Solidarietà è stato consegnato a Giulio Francesco Bagnale, della cooperativa agricola Arteteke di Barile (Potenza), da Maddalena Schiavone, focal point Slow Wine Coalition.


 


Arteteke non è soltanto un progetto di vino. Anzi, a dirla tutta il vino rappresenta la forma espressiva scelta per dare una possibilità di riscatto ai protagonisti di questa cooperativa agricola, nata nel 2017 con l’obiettivo di reinserire persone fragili e disabili. Qui fare vino, al di là del semplice gesto agricolo e della voglia di recuperare il gusto antico dei vini del Vulture, significa soprattutto prendersi cura delle persone che vivono in una comunità sociale. È questo il vino che unisce e che sostiene, che offre una possibilità, e che fa proprio bene al cuore.


 


Il Premio Speciale alla Carriera è stato consegnato a Francesco Marone Cinzano, della cantina Col d’Orcia di Montalcino (Siena), da Francesco Vitrani di Winterhalter.


 


Francesco Marone Cinzano discende da una famiglia che tanto ha dato al mondo del vino. Dal 1992 è amministratore di Col d’Orcia, una delle cantine di maggior storia e prestigio nel panorama del Brunello di Montalcino, e ha speso molto tempo ed energie nel mettersi a disposizione della collettività dei produttori, ricoprendo la carica di presidente del Consorzio di Tutela ilcinese e lavorando con grande impegno all’istituzione di un biodistretto a Montalcino. Proprio la conversione al biologico di quella che lui chiama la sua fattoria, che ha dato vita a una delle più estese realtà certificate d’Italia, è un merito storico che non potrà essere dimenticato.


 


I numeri di Slow Wine 2024


 


L’11 ottobre arriva in libreria la guida Slow Wine 2024, pubblicata da Slow Food Editore, quest’anno giunta alla quattordicesima edizione. Un vademecum con cui andar per cantine, una bussola per orientarsi nel panorama italiano del vino, una fotografia del settore che allunga lo sguardo su tutto ciò che ruota attorno a un bicchiere: il gusto, naturalmente, ma anche il rispetto dell’ambiente, la tutela della fertilità del suolo, la valorizzazione del lavoro in vigna e in cantina, il ruolo dei vignaioli nelle comunità locali in cui abitano. Ecco qualche numero di Slow Wine 2024:  


 


25100 vini assaggiati


2006 cantine visitate e recensite


1143 cantine certificate biologiche o biodinamiche o in conversione


141 nuove cantine recensite


422 cantine visitabili virtualmente tramite QR Code


oltre 200 collaboratori in tutte le regioni d’Italia


238 Chiocciole assegnate alle aziende che meglio interpretano i valori vicini alla filosofia Slow Food


198 cantine premiate con la Bottiglia, i cui vini esprimono un'eccellente qualità organolettica


799 Top wine


Durante la presentazione di Slow Wine 2024 è stata annunciata la partnership tra Demeter Italia e Slow Food Italia: «Partendo da storie e origini diverse, ci troviamo oggi a condividere gli stessi valori relativi alla salute globale, alla sostenibilità e alla cura delle relazioni – ha spiegato Giovanni Buccheri, direttore di Demeter Italia –. Per questo motivo abbiamo deciso di unire i nostri cammini, nella convinzione che la società civile e la produzione sostenibile debbano rafforzare la loro alleanza lavorando insieme per l’obiettivo comune della salvaguardia del pianeta e di tutti i suoi abitanti. Cammino che ci porterà alla partecipazione a Terra Madre Salone del Gusto 2024, dove ci auguriamo di ritrovare tanti produttori e cittadini interessati a capire cosa è e come si fa l’agricoltura biodinamica».


Nicoletta Curradi 


 


Il prossimo appuntamento con il vino secondo Slow Food sarà la terza edizione di Slow Wine Fair, l'evento dedicato al vino buono, pulito e giusto organizzato da BolognaFiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food, in programma dal 25 al 27 febbraio 2024. 


giovedì 28 settembre 2023

Dove c’era un bosco ora cresce un vigneto e nasce un vino eccellente

 



Origini antiche per il Sauvignon blanc Bosco della Donna di Stajnbech, un vino carismatico, fresco, elegante  


Una costante ricerca dell’eccellenza perseguendo una filosofia che crede nel valore di un prodotto autentico, e nella passione per il proprio lavoro. Questi i punti cardine su cui poggia tutto il lavoro di Stajnbech, piccola ma promettente realtà a conduzione familiare situata nella parte più orientale del Veneto al confine con il Friuli Venezia Giulia. Uno stile perfettamente espresso dal motto della famiglia Valent: “Coltiviamo Armonie”, che nel linguaggio di Stajnbech sono quelle che si trovano in natura ma anche nelle persone che condividono gli stessi valori d’impresa; professionalità, dedizione, rispetto e impegno, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano come in una grande sinfonia corale tra vigneti, cantina e azienda.


Stajnbech offre una ricca gamma di produzione, e tra le etichette oggi scegliamo di presentarvi il loro best seller tra i bianchi, Bosco della Donna, un nome affascinante ed evocativo che si lega a una storia antica. Tutto infatti parte da un documento risalente al 1548 ritrovato da Adriana Marinatto – contitolare di Stajnbech - all’Archivio di Stato di Venezia, dove si sanciva il passaggio di proprietà di un terreno chiamato appunto Bosco della Donna, dai Nobili Frattina ai Conti Bellavitis. Ad oggi al posto di quel bosco crescono le viti di questo Sauvignon Blanc.


“Ci è sembrato curioso associare un nome così ad un vino carismatico come il nostro Sauvignon – spiega la giovane Rebecca Valent – un termine tra l’altro che contiene un cenno storico riguardante la presenza di boschi nel territorio, ognuno “identificato” con un nome diverso, boschi che in seguito sono stati tagliati per costruire i pali su cui poggiano le fondamenta della città di Venezia.”


L’etichetta color salvia rimanda al sentore principale e varietale che individua il Sauvignon Blanc, raccontandone la freschezza ma anche la pulizia e l’eleganza. Ottenuto da uve 100% Sauvignon, presenta un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso è aromatico, ricorda i fiori di sambuco, la salvia, il peperone verde e la foglia di pomodoro. Al palato risulta morbido, persistente, secco. Si abbina molto bene con prosciutto crudo, antipasti di pesce, risotti con erbe di primavera o zucchine, tagliolini al salmone o con le zuppe delicate di pesce e carni bianche.


Oggi Giuliano Valent e Adriana Marinatto sono affiancati dalla figlia Rebecca, classe 1995, enologa, nata e cresciuta in cantina ma con alle spalle un’esperienza in California, che le ha permesso di arricchire la sua personale conoscenza di questo mondo. Rebecca rappresenta la seconda generazione, il futuro nel quale Giuliano e Adriana credono e al quale affidano la naturale prosecuzione della tradizione di famiglia che da la mano all’intraprendenza, all’energia e alla visione innovativa dei giovani. 


Stajnbech

E’ un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (VE), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima.


Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina. Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata ad ogni fase della produzione. Da sempre infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza, applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto di famiglia: “Coltiviamo Armonie”. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità e dedizione, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina.  I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto, coniugandole coi gusti internazionali. Le linee di produzione si dividono in Superiori e Classici, ai quali si aggiunge anche la bollicina con il nuovo metodo classico pas dosé Imagine. Negli anni, Stajnbech si é affacciata con successo al mercato internazionale, dove oggi gode di un posizionamento ben definito. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori, raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici.


Stajnbech

Via Belfiore, 109

Belfiore di Pramaggiore (VE)

Tel +39 0421 799 929 

www.borgostajnbech.com  


 Nicoletta Curradi 


martedì 1 agosto 2023

Acqua purissima ed eccellenti botaniche: la ricetta del Gin 7 Laghi Pisoni

 


La valle dei laghi, situata tra il lago di Garda e le fresche Dolomiti, con il suo microclima mediterraneo offre al Mastro distillatore pregiate botaniche per questo distillato:  il Gin 7 LAGHI nasce in alambicchi di rame “Tullio Zadra” secondo il metodo London Dry . È fresco, balsamico e ricorda i profumi delle montagne trentine.

Eco  le preziose botaniche selezionate per il Gin 7 Laghi® Pisoni:

Ginepro

Asperula

Ment

Rabarbaro

Genziana

Centaurea

Liquirizia

Calamo

China


È dedicato ai 7 laghi della omonima Valle il nome del primo Gin prodotto alla storica distilleria Pisoni. Sono infatti 7 i laghi che caratterizzano la valle dove risiede l’azienda Pisoni sin dal 1852: Lamar, Santo, Terlago, Santa Massenza, Toblino, Lagolo, Cavedine. Ma il numero 7 per la famiglia Pisoni ha anche un altro importante significato, perché ricorda il numero dei fratelli che tornarono sani e salvi dalla prima guerra mondiale e anche il numero civico della sede aziendale di Madruzzo che, per una strana coincidenza, si compone proprio di 7 frazioni.

Cinque, invece, sono le generazioni che si occupano di arte distillatoria: le grappe Pisoni sono da sempre rinomate e pluripremiate, ma oggi la gamma si arricchisce di un London Dry Gin, il più nobile dei metodi di produzione perché consiste in un’unica distillazione in alambicco di tutte le botaniche in soluzione idroalcolica alla quale, secondo il disciplinare sul prodotto, al distillato ottenuto non viene aggiunto nulla al di fuori dell’acqua necessaria per portare a gradazione il prodotto.


Il Gin 7 Laghi viene realizzato negli storici alambicchi di rame a marchio “Tullio Zadra”, esistenti ormai in rari esemplari nelle distillerie trentine, utilizzando esclusivamente botaniche che richiamano prevalentemente la terra e le montagne che circondano la realtà Pisoni e che vengono usate da generazioni nella produzione delle note grappe alle erbe Pisoni. Si tratta di Ginepro, Asperula, Menta, Rabarbaro, Genziana, Centaurea, Liquirizia, Calamo e China, dosate con abilità ed esperienza per ottenere un risultato finale equilibrato e raffinato. Un prodotto che nasce dal know how e dall’estro creativo dell’esperto mastro-distillatore Giuliano Pisoni, che spiega: «Abbiamo impiegato due anni a trovare la nostra ricetta e, poco meno, per costruirci in casa una macchina in grado di rompere la bacca di ginepro, fondamentale per la produzione del Gin, senza riscaldarla ed evitare così di perdere la fragranza del prezioso olio essenziale in essa contenuto».


Nicoletta Curradi 

lunedì 31 luglio 2023

Il pluripremiato Riesling Aristos Cantina Valle Isarco allieta i momenti estivi

 



Ha ricevuto il premio 4 Viti AIS ed è due volte vincitore dei 5 Grappoli di Bidenda: stiamo parlando del Riesling Aristos di Cantina Valle Isarco, che vuole portare l’eleganza e l’alta quota nei nostri calici estivi.

 

Annata 2021, è un bianco profumato, dal frutto delicato e leggermente aromatico, connotato da una vibrante freschezza. Selezionato tra i vini di alta gamma della Cantina Valle Isarco, questo vino è prodotto interamente a partire da uve Riesling, con vendemmia manuale dei grappoli.

 

Dopo una pigiatura soffice degli acini, la fermentazione si svolge esclusivamente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Seguono 7 mesi di affinamento delle caratteristiche organolettiche sulle fecce nobili.

 

Il Riesling Aristos di Cantina Valle Isarco si presenta con un colore giallo verdognolo tendente al giallo chiaro. Al naso conquista con profumi di mela renetta, erba appena tagliata, albicocca e spezie leggere in primo piano, impreziosite da contorni minerali. Il sorso è fresco e speziato, con una notevole struttura, ma anche una grande mineralità, con echi salini e un lungo finale aromatico.

 

Eccellente come aperitivo, abbinato a delicati antipasti e a piatti a base di pesce o frutti di mare, perfetto con le pietanze della cucina asiatica e con le ostriche.


Info:  www.kellerei-eisacktal.it/it

Nicoletta Curradi