lunedì 17 agosto 2015

IL PRIMO BOARD SCIENTIFICO INTERNAZIONALE PER LA FONDAZIONE GIOVANNI DA VERRAZZANO



A Greve in Chianti nei giorni, 14-16 agosto 2015  si sono incontrati gli accademici delle migliori realtà universitarie americane ed europee presso il Castello di Verrazzano per il primo board internazionale istituito dall’omonima Fondazione. 

 
Il Comitato Scientifico si identifica come il centro di ricerche per la politica agroalimentare, il paesaggio e l’ambiente per tramandare l’avventura del navigatore Giovanni Da Verrazzano a chi ancora non la conosce e per mantenere viva la memoria della sua figura, non solo come abile navigatore ma anche come uomo di lettere e di cultura.
Giovanni da Verrazzano fu il primo a scoprire la Baia di New York (17 aprile 1524) e la Costa Atlantica degli Stati Uniti e il Paese, in suo onore, decide di intitolargli il Verrazzano Narrows Bridge, il ponte più lungo del mondo che - oltre ad essere l’emblema del collegamento tra l’Italia e l’America - è di fatto il simbolo della Fondazione di Verrazzano. In cambio, quest’ultima si impegna a creare le condizioni affinché questo ponte che lega culture ed ambiti diversi sia sempre più trafficato e che riesca ad esprimere il suo valore storico e culturale a chi è di passaggio.
Ed è anche di questo che tratteranno i membri del Comitato Scientifico, riflettendo in primo luogo sul collegamento di idee ed esperienze fra docenti americani ed europei, per dimostrare che la distanza geografica non ostacola la vicinanza “intellettuale” delle realtà a cui questi illustri personaggi appartengono. Il Ponte di Verrazzano diventa il ponte culturale tra il Vecchio e il Nuovo Mondo.
Il board, voluto da Luigi Giovanni Cappellini – Presidente della Fondazione - è composto da: Davide Gaeta, docente di Agribusiness e di Economia e Politica delle Aziende Vinicole presso la Facoltà di Economia dell’Università di Verona. Ha inoltre gestito diverse istituzioni pubbliche e private, organizzazioni politiche e lobby europee nel settore vinicolo. Julian Alston, Distinguished Professor all’University of California Davis, direttore del Robert Mondavi Institute, del Centre for Wine Economics e direttore associato (scienza e tecnologia) dell’UC Agricultural Issues Centre. Gli ambiti di ricerca di cui si occupa sono Economics of Agriculture, Agricultural Policy e Food Policy. Kym Anderson, George Gollin Professor di Economics, direttore esecutivo del Wine Economics Research Centre e del Centre for International Economic Studies all’Università di Adelaide. Alan Olmstead, Distinguished Research Professor del Department of Economics dell’University of California Davis e membro del board di direttori del National Bureau of Economic Research. La ricerca del professor Olmstead si è concentrata sugli effetti dei cambiamenti tecnologici ed istituzionali sulla crescita produttiva. Gordon Rausser, Robert Gordon Sproul e Distinguished Professor del Department of Agricultural and Resource Economics all’University of California – Berkeley. Egli è un economista internazionale che ha servito il Council of Economic Advisors sotto la presidenza di Ronald Reagan, nonché economista capo dell’Agency for International Development. Daniel Sumner è il Frank H. Buck, Jr., e docente nel Department of Agricultural and Resource Economics all’University of California Davis e direttore dell’Agricultural Issues Centre dell’università. Johan Swinnen, docente di Development Economics e direttore del LICOS Center for Institutions and Economic Performance at the University of Leuven in Belgio, presidente dell’International Association of Agricultural Economists (IAAE) e Senior Researcher al Centre for European Policy Studies CEPS a Bruxelles. 
La sede dell’evento non poteva che essere il Castello di Verrazzano, nel cuore del Chianti Classico, oggi proprietà della famiglia Cappellini che fornirà agli illustri Accademici un’accoglienza di tutto rispetto. A partire dalla cena di benvenuto nell’incantevole terrazza del Castello a base di prodotti tipici e allietata da musica classica, per poi passare alla cerimonia d’inaugurazione e alla cena ufficiale di presentazione del board al cospetto delle autorità cittadine e della Famiglia.
Il Castello con la sua suggestiva posizione tra Firenze e Siena diventa la splendida cornice di un evento internazionale dove il dialogo fra agronomi, economisti e specialisti sembra ricreare l’atmosfera di tanti secoli fa, quella che aveva stimolato Giovanni da Verrazzano ad intraprendere il viaggio che ha “sconvolto” la geografia e la cultura.
Il board ed il ponte altro non sono che il concretizzarsi di un legame culturale e storico stretto fra americani ed italiani, tramandato da generazioni. Il ritrovo di persone di spicco in ambiti diversi, infatti, stimolerà e spingerà la curiosità dei membri del comitato a scoprire nuovi aspetti della scienza, a viaggiare e a condividere i propri studi, le proprie scoperte ed, indirettamente, la propria cultura. America e Italia non sono mai state tanto vicine e si prevede che il rapporto si intensifichi e si rafforzi negli anni a venire. La possibilità di avere a Verrazzano il gotha degli economisti che si mettono a disposizione della Fondazione è e deve essere inteso non solo come patrimonio della Toscana ma di tutto il Paese.
Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 22 luglio 2015

Melodia del Vino il 25 luglio a Rocca di Frassinello


Anche nel 2015 in Toscana si svolgerà Melodia del Vino, il Festival Internazionale che unisce musica classica e sapori del luogo.
 Bellezza dei territori, eccellenza del gusto e genialità dei grandi artisti della musica: questi sono gli ingredienti e le tre colonne portanti della quarta edizione del Festival «Melodia del Vino», la manifestazione che si snoda tra le location più suggestive della Toscana tra degustazioni e concerti.
Un «viaggio» alla scoperta del patrimonio storico, artistico ed enogastronomico della regione tra castelli e tenute del territorio toscano; eventi di grande appeal che hanno condotto gli spettatori in un excursus magico tra vini, colori e paesaggi in luoghi di indiscusso prestigio.
Le edizioni passate del Festival hanno ospitato molti artisti di fama internazionale, all’interno di suggestive location: le tenute e le cantine coinvolte hanno dimostrato di sapere unire tradizione e innovazione.


Data unica nella splendida cornice della Tenuta Rocca di Frassinello, a Gavorrano, nel grossetano per il Festival Melodia del Vino che torna in Toscana quest’estate (25 luglio), unendo l’eccellenza delle note della musica classica a quella del territorio e dei suoi vini più prestigiosi. Qui, in una delle più prestigiose cantine d’autore della regione, si terrà il concerto “Classico in Jazz con echi etruschi” che vedrà protagonisti i musicisti Stefano Cocco Cantini (sassofono e oboe) e Simone Zanchini (fisarmonica e live electronics).
Cantini, ha suonato in tournée, in Italia e all’estero con artisti come Phil Collins, Raf, Laura Pausini e Fiorella Mannoia. Il sassofonista follonichese ha inciso anche numerose colonne sonore di film famosi e si è esibito nei più importanti teatri al mondo.
Simone Zanchini è invece tra i fisarmonicisti più interessanti e innovativi del panorama musicale internazionale: un grande sperimentatore che ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero e che ha collaborato con artisti del rango di Thomas Clausen, Gianluigi Trovesi, Javier Girotto ed Ettore Fioravanti, solo per citarne alcuni.
Il titolo del concerto è un omaggio alla necropoli etrusca e ai reperti presenti alla Tenuta di Frassinello, un ulteriore e prezioso gioiello che arricchisce di storia la cantina disegnata dall’architetto di fama mondiale Renzo Piano. La serata avrà inizio alle 19 con una degustazione di vini della Tenuta, ottimo preludio allo spettacolo del duo Cantini/Zanchini, in programma alle 20.30.



Programma

Sabato 25 Luglio 2015

Tenuta Rocca di Frassinello – Gavorrano (GR)
Classico in Jazz con echi etruschi
protagonisti:
Stefano Cocco Cantini | sassofoni e oboi etruschi
Simone Zanchini | fisarmonica, live – electronics
La serata si articola come di seguito:
ore 18,30 apertura porte
ore 19 degustazione vini della Tenuta
ore 20.30 concerto
r unire tradizione e innovazione. Melodia del Vino si conferma una manifestazione importante, destinata a diventare un punto di riferimento per tutti i turisti, italiani e stranieri, per gli amanti del territorio e dell’enogastronomia locale.

Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo

lunedì 6 luglio 2015

Consorzio della Denominazione San Gimignano, riconfermata la Presidente



Riconfermati i vertici del Consorzio della Denominazione San Gimignano:
Letizia Cesani alla presidenza e Ivaldo Volpini vicepresidente per il terzo mandato
Questo è il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio della Denominazione San Gimignano, eletto dall'assemblea dei soci svoltasi lo scorso 26 giugno, nel corso della sua prima seduta ha rinnovato l'incarico di Presidente a Letizia Cesani, che si trova così ad affrontare il suo terzo mandato insieme a Ivaldo Volpini, confermato nel ruolo di Vicepresidente.
“Questa conferma alla presidenza del nostro Consorzio mi onora, lo leggo come un riconoscimento per il lavoro svolto negli scorsi due mandati” afferma Letizia Cesani “L'inizio di questo nuovo triennio coincide con una ricorrenza importante, i cinquanta anni della doc Vernaccia di San Gimignano, primo vino in Italia ad ottenere la denominazione nel 1966.
Il 2016 sarà non solo un anno dedicato alle celebrazioni, ma un momento di sintesi di questi primi 50 anni di doc e ci auguriamo il punto di partenza per ulteriori cinquanta anni ricchi di soddisfazione e crescita per l’intera denominazione: questo l'obiettivo con cui stiamo lavorando.
Abbiamo dedicato gli ultimi sei anni al rilancio della Vernaccia di San Gimignano attraverso una migliore e più mirata comunicazione e una maggiore efficienza, guidando la denominazione verso un Rinascimento che abbiamo mostrato essere possibile; abbiamo creato le condizioni necessarie per poter realizzare una concreta politica di sviluppo. Quindi la parola chiave dei prossimi tre anni sarà di nuovo crescita intesa in senso globale, della denominazione e qualità dei vini, della consapevolezza dei produttori delle potenzialità del territorio e del vitigno, della capacità professionale di tutti attraverso una formazione adeguata; vogliamo che la crescita si traduca in un rafforzamento della Vernaccia di San Gimignano sui mercati nazionali e internazionali, in un riconoscimento delle sue qualità che si traduca anche in un riconoscimento del suo valore economico.
Il Consorzio è consapevole di essere, insieme ai suoi produttori, in prima linea nell'affrontare le sfide globali che lo attendono, sfide che solo in minima parte si giocano in casa essendo il mondo il campo da gioco e la Comunità Europea quella che detta le regole: e con tale consapevolezza siamo pronti ad affermare quegli straordinari valori che la nostra comunità esprime attraverso i suoi vini da secoli. “
Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio della Denominazione San Gimignano è composto da tredici membri e resta in carica per tre anni. L'assemblea elettiva del 26 giugno ha confermato undici dei consiglieri uscienti ed eletto due nuovi membri.
Di seguito l'elenco dei consiglieri che resterà in carica fino al 2018:
Letizia Cesani: presidente
Ivaldo Volpini: vicepresidente
Davide Ancillotti
Manrico Biagini
Nadia Betti
Alberto Bramini
Giorgio Comotti
Paolo Galanti
Andrea Giannelli
Marco Giusti
Luca Lucii
Vittorio Pollina
Walter Sovran
Sindaci revisori: Rolando Bruni, Sarah Fioroni, Luca Massi
Supplenti: Massimo latini, Paolo Angelozzi


Del Bimbo Fabrizio

lunedì 22 giugno 2015

Operatori Usa a San Gimignano




 


Nello scorso fine settimana a San Gimignano ha accolto un folto gruppo di buyers statunitensi a conclusione del progetto promozionale iniziato nel mese di febbraio con il tour che ha visto protagonista la Vernaccia di San Gimignano in due degustazioni, a New York e a Chicago.
L'incoming organizzato dal Consorzio della Denominazione San Gimignano si è svolto con una due giorni di incontri BtoB con le aziende del territorio, ciascuna delle quali ha avuto a disposizione il tempo sufficiente per presentare i propri vini in un ambiente professionale.
  L'obiettivo del progetto di accoglienza era quello di fare conoscere il territorio e il profondo legame che lega i produttori all'ambiente nel quale operano: in tutto il mondo si produce vino, ma non tutti i vini hanno la stessa storia e quella di San Gimignano è unica, come spiega la Presidente del Consorzio Letizia Cesani: “Per promuovere i nostri vini sui mercati internazionali è fondamentale per una piccola realtà come la nostra fare vedere, toccare con mano, agli operatori di tutto il mondo come da noi la viticultura faccia parte della storia del territorio, come nei secoli ha plasmato la campagna in cui operiamo, ha generato la ricchezza che ha permesso la costruzione della città di San Gimignano, Patrimonio dell'Umanità Unesco, ha prodotto l'arte di cui siamo ricchi, ha contribuito alla nascita di uno stile di vita simbiotico con l'ambiente, basato sul rispetto e non sullo sfruttamento. Questo i nostri vini raccontano e questo vogliamo che i consumatori di tutto il mondo sappiano. Gli operatori sono gli intermediari tra noi e i mercati internazionali, fare capire loro la nostra realtà è uno dei mezzi che abbiamo per farla conoscere a tutti”.
La produzione di Vernaccia di San Gimignano, circa 5 milioni di bottiglie l'anno, è destinata per il 50% all'esportazione, il mercato statunitense è il secondo in ordine di importanza dopo la Germania, il primo per l'export nei paesi extracomunitari.

Del Bimbo Fabrizio




sabato 6 giugno 2015

Prestigio e tradizione alla Marchesi di Barolo



Una delle piu` prestigiose aziende vinicole nella Strada del Barolo e` “Antiche Cantine dei Marchesi di Barolo” con sede, nel palazzo prospiciente il Castello dei Marchesi Falletti.
Proprio qui, più di 200 anni fa, iniziò una bellissima storia, quella di una cantina, protetta da dolci colline nel cuore delle Langhe, dove nacque un vino che, alla moda della tradizione francese, fu chiamato Barolo in onore del luogo di nascita.
Nessuno allora poteva immaginare che, un giorno, sarebbe diventato re: il Re dei vini, il vino dei Re.
La storia inizia, più precisamente, nel 1807 quando il Marchese di Barolo, Carlo Tancredi Falletti, prende in sposa a Parigi una nobildonna francese, Juliette Colbert di Maulévrier, pronipote del famoso ministro delle finanze del Re Sole. Fu proprio Juliette ad intuire le grandi potenzialità del vino prodotto a Barolo che, solo dopo una completa fermentazione ed un prolungato affinamento in legno, poteva rivelare tutte le qualità tipiche del suolo e del vitigno: il Nebbiolo, potente ed austero, in grado di durare nel tempo e di esprimere tutte le caratteristiche di questo straordinario terroir.
Nel 1864, con la morte di Juliette, la prestigiosa dinastia dei Falletti si estinse: per perpetuarne il ricordo e l’attività benefica, fu creata, per volontà della Marchesa, l’Opera Pia Barolo nel bellissimo Palazzo Barolo, a Torino.
L'azienda fu rilevata nel 1929 dal Commendator Pietro Emilio Abbona. Da allora le vigne, le suggestive cantine e la sede storica  sono rimaste le stesse. 
Oggi il Presidente dell`azienda e` Ernesto Abbona, marito di Anna, una delle Donne del vino, la quale ha saputo conciliare nei primi anni di matrimonio la sua vita di donna di casa con un lavoro in proprio, fino a quando è nata la necessità di collaborare con il marito alla riorganizzazione delle attività di accoglienza delle cantine Marchesi di Barolo, con la creazione di un ristorante in cui proporre la degustazione dei vini dell’azienda accompagnati dai piatti tipici della cucina piemontese.
E’ di quegli stessi anni la sua adesione al “Movimento Turismo del Vino”, dove viene nominata Vicepresidente, con l’incarico di creare la “Guida del Movimento del Turismo del Vino” pubblicata dal Touring Club Italiano.
Anche all’interno dell’Associazione Nazionale delle Donne del vino, Anna si mette in luce per il carattere aperto e per la grande dedizione al lavoro, ricevendo la nomina di “Donna del Vino”.
Accanto all’attività di pubbliche relazioni, si dedica con passione e competenza alla gestione della rete di vendita della Marchesi di Barolo. 
Nel gennaio 2008 Anna Abbona ed il marito Ernesto hanno acquisito le quote di maggioranza dell’azienda di famiglia. Un passo importante, per il quale Anna si è ulteriormente impegnata, ricoprendo la carica di Amministratore Delegato e occupandosi del rilancio del mercato estero. 
Oggi l’azienda è specializzata nella vinificazione dei Nebbioli e delle più prestigiose uve delle Langhe, provenienti da vigneti propri e da viticultori conferenti selezionati.
Tra i vini prodotti di segnalano i  Barolo Serragrilli 2012.Sarmassa 2011, Cannubi 2011 e il Barbera Peiragal 2013

Fabrizio Del Bimbo

domenica 31 maggio 2015

I risultati del Premio Alambicco d'Oro

Il  29 maggio 2015 sono stati presentati in conferenza stampaal Mercato Centrale di Firenze i risultati del concorso Premio Alambicco d'oro.
La regione Toscana e' seconda per maggior numero di medaglie, con 7 riconoscimenti d'argento e il Premio Speciale Toscana fra le regine dei distillati premiati da Anag nel concorso “Premio Alambicco d'Oro”
La presidente Anag, Paola Soldi: “Riscontri positivi dalla nuova formula del concorso, aperto anche alle aziende vitivinicole”
Premiati 43 grappe e distillati in arrivo da tutta Italia e selezionati fra 135 prodotti in gara

Toscana ai primi posti nel medagliere del 32° concorso “Premio Alambicco d'Oro” promosso da Anag, Assaggiatori grappa e acquaviti, che ha selezionato 43 grappe e acquaviti di eccellenza fra 135 prodotti arrivati da tutta Italia. La regione che da sempre ha tra i suoi ambasciatori vini di alta qualità ha confermato l’attenzione crescente anche al mondo dei distillati e ha visto assegnare a tre aziende e due distillerie del proprio territorio 7 medaglie d'argento - tre nelle Grappe giovani e quattro nelle Grappe invecchiate - e il Premio Speciale, introdotto per la prima volta quest’anno e destinato alla distilleria con il miglior punteggio complessivo sommando le medaglie ricevute da prodotti propri e da quelli distillati per conto terzi. I risultati, elencati al termine del presente comunicato stampa, sono disponibili anche sul sito www.anag.it, insieme alle schede tecniche dei singoli prodotti vincitori.

Il 32° concorso “Premio Alambicco d'Oro” ha assegnato complessivamente 4 medaglie d'oro, 39 medaglie d'argento e il Premio Speciale, selezionando i 43 prodotti vincitori fra i 135 in gara e in arrivo da 9 regioni e 17 province italiane. L’iniziativa ha visto partecipare 44 distillerie a cui si sono unite, per la prima volta nella storia del concorso, 11 aziende vitivinicole che distillano le cosiddette “grappe di fattoria”. Quest'anno, infatti, il concorso Anag si è presentato con una formula rinnovata, sia nei partecipanti che nelle valutazioni, stabilendo soglie di punteggio e criteri di valutazione diversi rispetto alle precedenti edizioni. Il “Premio Alambicco d'Oro” è stato promosso da Anag con il patrocinio dell'Istituto Nazionale Grappa, dell'Associazione Donne della Grappa e della Camera di Commercio di Asti, dove Anag ha sede dal 1978.

Vincitori e premiazione. I prodotti vincitori sono stati presentati al Mercato Centrale di Firenze dalla presidente federale di Anag, Paola Soldi, dopo la selezione effettuata nel mese di aprile a Bellaria Igea Marina (Rimini) da una giuria composta da circa 60 soci Anag, espressione delle varie associazioni regionali e divisi in diversi panel di valutazione. La premiazione ufficiale dei prodotti vincitori si svolgerà sabato 19 settembre ad Asti durante la 49 Douja d’Or, negli spazi di Onav allestiti all'interno del Palazzo dell’Enofila. Nei quindici giorni della manifestazione sarà allestito anche un banco di assaggio gestito dai soci di Anag Piemonte per la degustazione gratuita e guidata dei prodotti vincitori del 32° concorso “Alambicco d'Oro”.

Le medaglie d'argento toscane, nelle Grappe giovani e invecchiate. Il medagliere toscano conta, nella categoria Grappa giovane, i riconoscimenti assegnati a Caffè Florian Venezia Nannoni, Nannoni Grappe srl - Paganico (Gr); Grappa di Vino Nobile di Montepulciano, Società agricola Il Molinaccio di Montepulciano - Montepulciano (Si); Alma Toscana Chianti, Deta srl - Barberino Val d'Elsa (Fi). Nella categoria Grappa invecchiata, invece, le medaglie d'argento toscane sono andate alla grappa I Balzini Brown Label Grappa Riserva, Società Agricola I Balzini - Barberino Val d'Elsa (Fi); Grappa 98 Invecchiata Centenario, L. Morelli e figlio snc - Forcoli (Pi); Gran Riserva Caffè Florian Venezia Nannoni, Nannoni Grappe srl - Paganico (Gr); Clemente VII, Castelli del Grevepesa - San Casciano Val di Pesa (Fi).

Alla Toscana il Premio Speciale per prodotti propri e conto terzi, con vinacce di aziende vitivinicole. Il Premio Speciale - introdotto per la prima volta quest'anno e assegnato alla distilleria che ha ottenuto il miglior punteggio complessivo sommando le medaglie ricevute da prodotti propri e da quelli distillati per conto terzi - è andato alla Nannoni Grappe srl di Paganico (Grosseto). La distilleria ha ottenuto il Premio grazie a tre medaglie d’argento assegnate a prodotti propri e due medaglie d’argento andate ad aziende per le quali distilla le vinacce: una grappa di Vin Santo, per conto dell’Azienda Agricola Pucciarella, e una grappa di vinacce di Vino Nobile di Montepulciano, per conto dell’azienda Il Molinaccio di Montepulciano.

Le aziende vitivinicole, novità della 32° edizione. Cinque, invece, di cui tre in Toscana, le medaglie conquistate dalle aziende vitivinicole in gara, novità dell'edizione di quest'anno del concorso. Riconoscimenti per la qualità dei prodotti presentati sono andati, in Toscana, alla Società Agricola I Balzini e Castelli del Grevepesa, con due grappe invecchiate, e alla Società agricola Il Molinaccio di Montepulciano, con una grappa giovane di Vino Nobile di Montepulciano. Insieme a loro l'Azienda Agricola Laganelli (Sicilia), con la grappa di Moscato di Siracusa, e l'Azienda Agricola Pucciarella (Umbria), con la Grappa di Vin Santo.

I prodotti premiati. Nel medagliere generale di Anag, le quattro medaglie d'oro sono state assegnate a tre grappe invecchiate e una grappa invecchiata aromatica. Le 39 medaglie d'argento, invece, sono andate a 10 grappe giovani; 8 grappe giovani aromatiche, provenienti da vitigni aromatici; 14 grappe invecchiate; 2 grappe aromatiche invecchiate e 2 grappe aromatizzate con piante officinali e radici. A queste si sono aggiunte le medaglie d'argento conquistate da 2 acquaviti d’uva giovani aromatiche, provenienti da vitigni aromatici, e un'acquavite d’uva invecchiata. Nessuna medaglia è andata ad acquaviti d’uva giovani e aromatiche invecchiate, le due categorie che completavano le nove previste dal concorso nazionale.

Distillati espressione di tutta Italia, da nord a sud. Tutte le regioni che hanno partecipato hanno vinto almeno una medaglia. Il numero maggiore è andato al Trentino Alto Adige, con 14 medaglie, di cui una d'oro. Seguono la Toscana, con 7 medaglie d'argento e il Premio Speciale; il Piemonte, con 6 medaglie, di cui 2 d'oro; Friuli Venezia Giulia e Umbria, con 4 medaglie, di cui una d'oro per l'Umbria; Lombardia con 3 medaglie. Chiudono il medagliere Anag, Veneto e Sicilia, con 2 medaglie, e Calabria, con una medaglia.

32° concorso “Alambicco d'Oro” fra tradizione e novità. Quest’anno, per la prima volta, il concorso si è aperto alle aziende vitivinicole che distillano le cosiddette “grappe di fattoria” e che hanno potuto presentare i propri prodotti insieme alle distillerie già coinvolte ogni anno in quello che rappresenta uno degli eventi più importanti per Anag a livello nazionale. Elementi innovativi rispetto al passato sono stati introdotti anche nell’assegnazione dei punteggi: per la prima volta, infatti, sono stati introdotti limiti di punteggio per l’attribuzione delle medaglie, mentre negli anni precedenti venivano premiati i migliori punteggi fino a un massimo del 30 per cento per ogni categoria. La selezione dei distillati in gara è stata effettuata utilizzando la scheda di valutazione ufficiale di Anag, dando rilevanza, essenzialmente, a quattro criteri: sensazioni visive, equilibrio gustativo, ricchezza olfattiva e fragranza retrolfattiva.

La presidente federale Anag, Paola Soldi. “La buona partecipazione in tutte le categorie - afferma la presidente federale di Anag, Paola Soldi commentando i risultati del concorso - conferma l'attenzione delle distillerie verso la nostra iniziativa, da cui emergono anche indicazioni sul settore dei distillati e l'andamento dei mercati. Entrando nel dettaglio dei prodotti premiati, si nota che tra le grappe invecchiate, uniche medaglie d'oro, hanno prevalso quelle a lungo invecchiamento, maggiormente ricche di profumi, più complesse e persistenti e con note di colore più intenso. Tra le grappe giovani, invece, hanno vinto quelle provenienti da vinacce vinificate in rosso, con profumi più caldi e fruttati, e quelle provenienti da vitigni ricchi di aromi quale, ad esempio l’Arneis, caratterizzato da profumi floreali e fruttati, il Prosecco, vitigno semiaromatico, e la Grappa di Vinsanto, che proviene da uve appassite. Tra le grappe giovani aromatiche premiate, infine, si sono spartiti ex-aequo il merito il Gewürztraminer e il Moscato”.



Concorso e trend di mercato. “Il numero maggiore di prodotti - aggiunge Soldi - è stato presentato per la categoria con permanenza in legno, distillati di vinaccia che sono stati in legno sia per pochi mesi, i cosiddetti affinati, che per periodi più lunghi, e anche quelli invecchiati sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogana - Invecchiati, Stravecchi o Riserva - e non. Il segnale dato dalle distillerie appare chiaro e la partecipazione massiccia con le grappe invecchiate rispecchia il trend dei consumatori, che stanno preferendo prodotti elevati in legno rispetto a quelli giovani. Anche la diminuzione della presenza delle acquaviti d’uva rispecchia la tendenza del mercato: oggi le grappe sono sempre più morbide e suadenti e il consumatore sente in maniera minore la necessità di rivolgersi verso la acquaviti d’uva, prodotte dal distillato del mosto e delle bucce dell’uva, solitamente più morbide, meno intense e meno caratterizzate delle grappe, distillati delle vinacce”.

Un lavoro di squadra per una 'cultura del buon bere consapevole'. “La selezione da parte dei giurati Anag è stata difficile - conclude Soldi - sia per i nuovi criteri del concorso che per la qualità dei tanti prodotti in gara e molti distillati, purtroppo, sono stati esclusi per pochi centesimi di punto. E' stato, comunque, un grande lavoro di squadra che ha coinvolto soci Anag in arrivo da tutta Italia e mescolato parametri di giudizio che, spesso, variano da regione a regione per la tipicità degli aromi e dei profumi contenuti ed evidenziati nei distillati. A ogni giurato va il mio sentito ringraziamento per l'impegno e la professionalità messa nella selezione, così come in ogni attività quotidiana dedicata al mondo dei distillati e alla promozione di una 'cultura del buon bere consapevole', da sempre obiettivo primario della nostra associazione”.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 26 maggio 2015

Tenuta Santa Lucia a Poggio Mirteto, un'eccellenza vinicola nel Lazio


Nella bassa Sabina ,in provincia di Rieti,  nel punto in cui la valle del Tevere è dominata dal Monte Soratte si estendono verdi colline decorate da rigogliosi vigneti. È in questa zona che è situata la Tenuta Santa Lucia, è qui che si produce un amabile vino. È il comune di Poggio Mirteto che dal 1979 ospita questa azienda vinicola, di proprietà della famiglia Colantuono che ha fortemente voluto affermare la bontà del vino sabino, in Italia e non solo.
 La Tenuta Santa Lucia si estende per 45 ettari che, saputi coltivare con conoscenza e amore per la coltura, si sono rivelati ottimi per la produzione di diverse tipologie di vino, vino di alta qualità.

I vini dell'azienda Tenuta Santa Lucia risultano essere rappresentativi dell'eccellenza produttiva della regione Lazio.
Tenuta Santa Lucia produce solo vini di alta qualità, vini dedicati a chi ama il vino, vini per gli intenditori. Il suo vino è prodotto con amore e dedizione, seguito dai primi passi fino all’imbottigliamento. 40 ettari coltivati con diversi tipi di uva per dare vita a diverse tipologie di vino: Sangiovese, Montepulciano, Cabernet, Alicante, Carignano, Falanghina, Sauvignon, Malvasia. L’ottima produzione di vino è il risultato di attenti studi sul territorio e di accurate ricerche sul rapporto tra la produzione e la vegetazione. Collis Pollionis Bianco, Collis Pollionis Rosso, Otio, Elodia, Morrone, Pecorino, Allodium bianco, Allodium Rosso, Falanghina e Miooo, ognuno di questi vini ha delle peculiarità che lo rendono speciale e ottimo durante un buon pranzo, un’ottima cena o un allegro aperitivo.
Per alloggiare in zona: www.terrasabina.it,  ww w.villaoria.it
 Per gli spostamenti:: noleggio auto con conducente A. Petrignani tel. 0765/486751

Nicoletta Curradi