giovedì 22 aprile 2021

Isola Augusta, una degustazione molto interessante

 




Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, in Friuli, produce da sempre ottimi vini di qualità, corposi e ben strutturati, sfruttando nel miglior modo possibile le caratteristiche del territorio della Zona Doc Friuli Latisana, territorio particolare con terreni difficili da lavorare, ma generosi con chi è sensibile ed attento nelle scelte produttive, godendo di un microclima salubre, dovuto alle brezze, e quindi dalla forte vocazione viticola.

Abbiamo avuto l'occasione di assaggiare alcuni dei suoi vini ed è stata una bella esperienza che vi raccontiamo. 

Pinot Nero Isola Augusta Dop 2019
Colore rosso rubino tenue,  profumo delicato di frutti rossi e sottobosco. Sapore asciutto e delicato, con retrogusto leggermente amarognolo. Assaggiato abbinato a carne alla griglia è eccellente sorso dopo sorso.

Refosco dal peduncolo rosso
2016 Isola Augusta
In abbinamento a carne rossa con legumi è perfetto.
Il suo colore è rosso rubino con riflessi violacei. All'olfatto ricorda la mora selvatica, il lampone e il sottobosco
Al palato risulta corposo e intenso, austero, leggermente scontroso ma avvolgente. 

Chardonnay Isola Augusta Dop Friuli  2019
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, ha profumo fine e delicato di fiori di campo e sapore fresco, secco, di buona struttura. Si accompagna ad antipasti e risotti.

Ribolla Gialla Igp delle Venezie 2019
Di colore giallo dorato con riflessi verdognoli, ha profumo fragrante e floreale. Il sapore è asciutto, fresco e aromatico. Veramente gradevole.

Prosecco Brut Dop Millesimato 2020
Metodo Charmat.
Dal colore giallo paglierino brillante, All'olfatto ha sentori di mela renetta e agrumi. Il sapore è morbido e persistente.

Ribolla Gialla Brut Metodo Charmat Dal colore giallo paglierino scarico. Profumi fruttati e delicatamente floreali, si accompagnano ad
un gusto secco, citrino ed
invitante.

Nicoletta Curradi 

domenica 21 marzo 2021

Ripanero, ottimi vini del Vulture


Nel 2014  alcuni amici si sono uniti per dare il via al progetto di “Ripanero”. L'obiettivo primario con cui è nata la società, è stato sin dall’inizio quello di riunire le uve provenienti dai vigneti di proprietà di ciascun socio, vinificandole al fine di ottenerne un vino che, tanto sul mercato nazionale quanto in quello internazionale, potesse distinguersi per rigore e per assoluta fedeltà verso le peculiarità del territorio, e verso le più semplici, antiche e tradizionali tecniche di vinificazione. Lo scenario è quello del Monte Vulture, vulcano ormai inattivo che si trova nell’area settentrionale della Basilicata, nella zona ai confini con la Puglia e la Campania. Qui la leggenda vuole che il “rosso vino di miele”, nel poema di Omero offerto da Ulisse al ciclope Polifemo, fosse proprio l’Aglianico del Vulture. Non a caso è l’aglianico la varietà vitata che, lungo le pendici del grande vulcano, ha trovato il suo habitat naturale. Un habitat in cui si incontrano i sei ettari vitati della cantina Ripanero, ovviamente dominati dalle uve di aglianico. Siamo esattamente nel territorio del comune di Ripacandida, a circa 500 metri di altitudine sul livello del mare: qui, i vigneti della cantina Ripanero sono curati maniacalmente e condotti rispettando al massimo ambiente ed ecosistema, così da arrivare a raccogliere uve di estrema eccellenza. Grappoli che arrivano in cantina solamente dopo una rigida e rigorosa selezione, per poi essere trasformati secondo passaggi produttivi che ne esaltano ogni minima sfumatura. Dalla vigna sino all’imbottigliamento finale, attualmente, tutti gli sforzi sono riuniti nel solo nome del “sanZavino”, Aglianico in purezza nonché primo rosso prodotto da Ripanero. Un’etichetta che nasce da rese per ettaro bassissime, che è figlia di un’attenta lavorazione, e che è frutto della massima esaltazione di genuinità e aderenza territoriale.




Tra i vini assaggiati, fatti come una volta, ho apprezzato molto
Sanzavino 2016, un vino rosso che nasce da uve Aglianico del Vulture, coltivate sui terreni sabbiosi e ricchi di ceneri vulcaniche. Il naso richiama la frutta rossa, le bacche scure, il tamarindo, la macchia mediterranea e il pepe nero. All'assaggio mostra una vibrante freschezza, un apparato minerale e una fitta trama tannica.

Physys 1016 è un Aglianico del Vulture di corpo, eleganza e spessore, dotato di una inconfondibile traccia minerale dovuta alla composizione delle terre vulcaniche. Dopo un affinamento di 12 mesi in botti di rovere, libera aromi di mirto, bacche scure, macchia mediterranea e accenti di liquirizia. All'assaggio risulta deciso e strutturato, snellito da tannini decisi e una, scia minerale

Chronos 19 da uve Malvasia presenta un colore giallo paglierino leggermente velato con delicati e tenui riflessi aranciati. È secco e abbastanza sapido, con sentori di mandorle e frutta secca, pieno in bocca, dalla beva piacevolmente imprecisa.

Vini assaggiati grazie a «Che Vino!», la start up dedicata al vino di qualità, nata da un’idea di Giuseppe Trisciuoglio, appassionato ed esperto di beverage, dalla sua compagna Federica Piersimoni, tra le più famose travel blogger d’Italia, e da Elio Maria Piersimoni, con competenze e importanti esperienze nel food.

Info: www.ripanero.it/
www.chevino.it/

Nicoletta Curradi

martedì 23 febbraio 2021

Un progetto innovativo per Modigliana Stella dell'Appennino





«Sono i ristoratori gli ambasciatori del vino di Modigliana», l’Associazione Stella dell’Appennino firma un progetto di comunicazione video innovativo e visionario. «Il Covid è stata “l’occasione” per ripensare tutto e guardare al futuro»

Un progetto innovativo per far conoscere il territorio emergente della Romagna del vino, Modigliana. L’evento annuale che presenta i sangiovese che escono con la MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Modigliana è diventato un grande set che ha visto come protagonisti 24 ristoratori dell’Emilia Romagna, quelli che più hanno creduto, in questi anni, nell’eleganza estrema di questo territorio. “Sono loro i nostri ambasciatori più importanti”, dice Renzo Morresi, Presidente dell’associazione Stella dell’Appennino che riunisce gli 11 produttori di questo piccolo paese dell’alta collina tosco romagnola, “la prima linea del racconto che alza il rango del nostro territorio e lo fa conoscere a tutti”. E i ristoratori hanno risposto con entusiasmo e con una notevole preparazione. “I nomi e i caratteri delle tre valli che salgono in Appennino – Acereta, Tramazzo, Ibola –  erano ben conosciuti da tutti i ristoratori intervistati”, a parlare è Francesco Bordini di Villa Papiano, “Un risultato straordinario che alimenta l’idea territoriale della nostra narrazione, l’idea di un luogo che si esprime sulla finezza e l’eleganza, ma che ha anche il potenziale di un dettaglio unico in Italia, sfaccettato e originale”.

A Modigliana, è stato dunque allestito un grande studio per riprese dove i ristoratori e gli uomini di sala della Romagna, di Bologna, Modena, Parma e Ferrara, hanno parlato di quest’angolo di Appennino. “Qui a Modigliana vediamo una opportunità nuova”, dice Roberto Casamenti dell’osteria Campanara di Pianetto, nella Valle del Bidente, “un confine, quello della qualità, migrato in alto a valorizzare i suoli di marne e arenarie che accompagnano l’Appennino che sale verso il crinale”.

Il materiale è stato poi selezionato e montato in ben 37 video che sono pubblicati “a puntate” sulle pagine Instagram e Facebook di “Modigliana, Stella dell’Appennino” e sul canale YouTube dell’associazione. “Noi, che raccontiamo una geografia precisa fatta di valli, vigne e boschi siamo usciti dal nostro spazio fisico con un progetto che può portarci a casa di tutti e anche molto lontano. In un anno in cui tutti gli eventi si sono fermati abbiamo ripensato alla nostra progettualità creando una piattaforma di contenuti che viaggerà nel mondo.” A parlare è l’ideatore del progetto Giorgio Melandri, wine writer e produttore a Modigliana con i vini Mutiliana. L’associazione riunisce 11 produttori, rappresentando la quasi totalità delle bottiglie che escono dalle vigne di questo comune. Ad ognuno dei soci – Agrintesa, Casetta dei Frati, Castelluccio, Fondo San Giuseppe, Lu.Va., Menta e Rosmarino, Mutiliana, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano – è dedicato un video ai quali vanno aggiunti due montaggi speciali dedicati al sindaco di Modigliana, Jader Dardi, che ha sostenuto l’iniziativa, e alla presidente del Consorzio Vini Romagna, Ruenza Santandrea, che ha portato il suo saluto istituzionale.

I ristoratori protagonisti dei video.

Dalla provincia di Rimini: Gian Luca Raschi del ristorante Guido di Miramare di Rimini, Fabrizio Timpanaro del ristorante Quartopiano di Rimini, Federica Pozzi dell’Osteria Sangiovesa di Santarcangelo di Romagna.

Dalla provincia di Forlì-Cesena: Roberto Celli della Locanda Appennino di Predappio, Roberto Casamenti dell’Osteria La Campanara di Galeata, Filippo Burioli dell’enoteca Burioli di Budrio di Longiano, Andrea Fiorini del Magnolia di Cesenatico, Andrea Bravaccini del Ristorante Del Lago di Acquapartita Bagno di Romagna, Valentina Antonelli di Vineria del Popolo Cesena, Andrea Carloni del ristorante Terre Alte di Longiano.

Dalla provincia di Ravenna: Alessandro Fanelli delle Officine del Sale di Cervia, Fabio Olmeti e Ronnie Asioli de La Baita di Faenza, Alessandro Zoli del Salsedine di Lido di Savio, Davide Fiorentini di O’fiore Mio di Faenza, Ilaria Di Nunzio del Ristorante Velico di Marina di Ravenna.

Dalla provincia di Bologna: Elisa Argentesi dell’Enoteca Storica Faccioli di Bologna, Francesco Cioria del San Domenico di Imola, Alberto Bettini di Amerigo 1934 di Savigno, Daniele Minarelli dell’Osteria Bottega di Bologna, Enrico De Rossi dell’Osteria dell’Orsa di Bologna.

Dalla provincia di Ferrara: Luca Matteucci della Trattoria Noemi di Ferrara.

Dalla provincia di Modena: Jennifer Chacon Lopez di MozzaBella Modena, Elisa Cifola de La Franceschetta Modena.

Dalla provincia di Parma: Maura Gigatti, Ristorante I Du Matt Parma.


Fabrizio Del Bimbo 

Nicoletta Curradi 


mercoledì 23 dicembre 2020

Accogliamo il 2021 con il Prosecco Ca' di Rajo


La cantina Ca' di Rajo  produce grandi vini e spumanti n provincia di Treviso e si identifica nella produzione di vini fortemente legati al territorio, come il Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene e il Raboso. 
Nei fertili terreni dell'azienda si coltivano, però, anche, il manzoni bianco 6.0.13, che trova nel bacino del Piave un terreno adatto al suo pieno sviluppo, proprio come auspicato da colui che lo ideò, ovvero il Prof. Luigi Manzoni, il pinot grigio, lo chardonnay, il traminer, il sauvignon blanc, il cabernet sauvignon, il cabernet franc e il merlot. Ca' di Rajo si distingue, inoltre, per il particolare sistema scelto per la coltivazione della vite, ovvero quello a Bellussera, detto anche ""a raggi""; si tratta di un antico sistema diffuso principalmente in Veneto e messo a punto dai fratelli Bellussi, alla fine dell’800, per combattere il flagello della filossera.
Nonostante questo metodo di coltivazione sia ormai, quasi del tutto, caduto in disuso e soppiantato da sistemi di allevamento meccanizzabili, l'azienda, ancora oggi, ricava grande parte della propria produzione da vigneti coltivati a Bellussera, impegnandosi con grande passione ad esaltarne il valore e l’unicità.
Questi filari, infatti, rappresentano per Ca' di Rajo un patrimonio storico da custodire, perché su di essi si fondano l'identità e la tipicità del territorio trevigiano; è da questi vigneti storici nel territorio del fiume Piave, che oggi hanno raggiunto i 70 anni di vita, che l'azienda è quindi ripartita per costruire, con grandezza, il futuro.







Novità 2020, il Prosecco Doc di Ca’ di Rajo Rosé  firmato dalla cantina trevigiana debutta sul mercato con una sfumatura nuova che unisce la varietà glera, presente al 90%, con un 10% di pinot nero. Il nobile vitigno a bacca rossa viene mantenuto a mosto per estrarre profumi e colore, donando così allo spumante una nuance di rosa tenute.
Destinato ad animare gli aperitivi e i brindisi più importanti in tutto il mondo, il Prosecco Doc Treviso Rosé Millesimato 2019 nasce dalla grande tradizione spumantistica del Trevigiano, sede della prima Scuola Enologica d’Italia a Conegliano.
Ca’ di Rajo ha scelto di realizzare un Prosecco Doc Treviso Rosé in versione Brut, con solo 8 grammi di residuo zuccherino.
Metodo charmat lungo con 90 giorni in autoclave, presenta un perlage elegante, finissimo e persistente. Il colore rosa esprime tutta la ricercatezza di queste bollicine. Di buona struttura, equilibrato e sapido, al palato risulta gradevole e armonico. Al naso rivela note di rosa, frutti di bosco freschi e fragoline.
Questo spumante rosé è destinato a divenire un successo internazionale, nuovo emblema dell’Italian style nel mondo. ​
Ottimo da degustare con piatti della cucina orientale, si appresta a riempire i calici degli “happy hour” in ogni città, dall’Asia agli Stati Uniti.
"Il nostro Prosecco Treviso Doc Rosé Brut è versatile, fresco e fine al palato – spiegano i giovani titolari di Ca’ di Rajo, Alessio, Fabio e Simone Cecchetto –. Alle sue spalle questa nuova etichetta ha la nostra esperienza nella produzione di Prosecco Doc e Docg e il sapere di un territorio da sempre vocato alla tradizione spumantistica. Siamo sicuri che si affermerà in tempi rapidi come nuovo trend di consumo negli oltre 50 Paesi in cui già esportiamo ma che ci permetterà anche di aprire il dialogo con nuovi mercati"
Nicoletta Curradi

sabato 12 dicembre 2020

Rosé 1821, l'anima rosé di Zonin

 



Rosé 1821 rappresenta l’anima rosé di Zonin: dopo il grande percorso tracciato da Zonin Prosecco e 
Cuvée1821, icona dell’azienda, è tempo di Prosecco Rosé. 
Rosé 1821 non rappresenta solo la versione rosé di un prodotto di grande successo come Cuvée 1821, ma 
l’inizio di una ricerca dedicata al Pinot Nero, che insieme all’uva Glera contribuisce al processo di vinificazione 
del Prosecco Rosé. Le due tipologie vengono vinificate e successivamente spumantizzate insieme per ottenere 
un vino spumante che riposa almeno sessanta giorni sui propri lieviti prima di poter affacciarsi sul mercato. 
Anche in questo caso a marchiare il prodotto c’è l’anno di fondazione dell’azienda, il 1821, che rimanda a un  percorso storico e umano di duecento anni e che rappresenta la continua ricerca della perfezione nell’arte della  spumantizzazione secondo il Metodo Charmat. 
Zonin crede fortemente nelle potenzialità del Prosecco DOC Rosé e in Rosé 1821, con cui intende giocare un  ruolo da protagonista in quello che è destinato a diventare il nuovo fenomeno delle bollicine italiane. 


Zonin Prosecco & Pininfarina ancora insieme
La partnership con Pininfarina prosegue e segna un futuro fatto di italianità e capacità di visione grazie a un progetto che mira a ridefinire il futuro del Prosecco. La forma della bottiglia è ancora sintesi dell’heritage del brand e della sua capacità di guardare oltre: un risultato concreto che unisce armonia di linee, senso della proporzione, innovazione e bellezza. Da un percorso fatto di ricerca e riflessione sul marchio e sul prodotto emerge un segno puro e distintivo, veicolo di comunicazione e sintesi di un’identità chiara. Una retta verticale e precisa, che rappresenta un’expertise fatta di precisione, tecnica e rigore. La forma circolare è simbolo di apertura, socializzazione e umanità. La sua forma rappresenta l’attitudine del marchio Zonin, il suo heritage e l’idea precisa che ha per il futuro del Prosecco. Rosé 1821, risultato di anni di ricerca dal punto di vista dell’esperienza gustativa, mira ad essere un punto di riferimento nel mondo delle bollicine in rosé, completando allo stesso tempo la Sparkling Experience di Zonin: sempre più autentica, italiana, aperta al mondo.

Note di degustazione
Rosé 1821 si presenta con un colore rosa tenue molto elegante. Un perlage finissimo ne esalta la lucentezza nel calice. Il suo profumo è intenso e ricorda all'inizio la mela renetta, seguito da sentori delicati di frutti rossi e violetta. In bocca è morbido e passa dalle note floreali fino ad arrivare alla pesca bianca. È coerente con lo stile del Prosecco firmato Zonin, che da sempre punta a un gusto distintivo, riconoscibile, senza rinunciare all’immediatezza. Perfetto per i brindisi natalizi e di fine anno. 


Nicoletta Curradi 


venerdì 27 novembre 2020

Attems, nome imprescindibile della storia del vino in Friuli Venezia Giulia


È una storia antica, quella di Attems::  risale  al 1106 il primo documento che attesta i possedimenti di terre vocate alla viticoltura nel Collio da parte della dinastia Attems e la produzione di Ribolla Gialla e Refosco è registrata nei libri mastri del 1764.Una tradizione millenaria che ha reso questa azienda il punto di riferimento sul territorio e che ha visto il conte Douglas Attems protagonista, avendo pure fondato, nel 1964, il Consorzio dei Vini del Collio.
Dal 2000 Attems è  stata acquistata dalla famiglia Marchesi Frescobaldi che continua a gestirla nel rispetto delle sue caratteristiche. Frescobaldi è un altro nome di grande prestigio della viticoltura italiana, con base in Toscana. L’impegno è quello di preservare le radici storiche dell'azienda,  ma interpretando il territorio friulano in una prospettiva contemporanea, producendo vini pregiati ed  eleganti, espressione del territorio. La tenuta si estende per 79 ettari, di cui 44 vitati, nel comprensorio del Collio Goriziano, la parte più orientale del Friuli. Ad un’altitudine media di 130 metri, i vigneti sono coltivati a Ribolla Gialla, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio, Chardonnay e Merlot. Il processo di vinificazione ha inizio con la raccolta delle uve per parcelle distinte. A questa seguono le fasi di pressatura e di macerazione, mediante tecniche che limitano il contatto con l’ossigeno, allo scopo di preservare il più possibile il patrimonio aromatico di ogni varietà. La fermentazione, a temperatura controllata e con tempi variabili a seconda dei vitigni, conferisce alle uve il giusto grado di complessità.

Conosciamo la produzione da vicino, aggiungendo le note di degustazione. 




Il  Pinot Grigio Friuli Doc 2019 è un assemblaggio di uve coltivate in vigneti diversi, tra le piane e i pendii della provincia di Gorizia.  Colore giallo paglierino chiaro, al naso note di mela e frutta gialla matura come albicocca. Il retrogusto anarognolo e la sapidità  ne fanno un vino a tutto pasto. L'etichetta  appare minimal... Sarebbe più accattivante un'etichetta più elaborata per un vino così buono. 



Il Pinot Grigio Ramato Friuli DOC 2019 è un grande classico che affonda le sue radici nella storia della Repubblica di Venezia.  Il disegno dell' etichetta riprende lo stile liberty dei primi del Novecento, illustrando il tipico paesaggio friulano che va dalle Prealpi Giulie al Mare Adriatico. Convince l’intensità e la varietà dei profumi: dai fiori di campo alla pesca gialla, alla fragolina, al pompelmo rosa. Al palato si avverte una struttura consistente e delicatamente minerale. Il finale è sapido con un piacevole ritorno aromatico. Adatto come aperitivo e per i piatti a base di pesce e crostacei




Lo Chardonnay 2019 è ottenuto da uve Chardonnay 100% cresciute su terreni in parte di natura alluvionale, ricchi di ciottoli, e in parte composti da arenarie di origine eocenica. I vigneti originari si trovano nella provincia di Gorizia a un’altitudine media di 60 metri sul livello del mare. Si  presenta nel calice con un intenso colore giallo paglierino. Al naso esprime profumi di frutta a polpa gialla matura che si intrecciano a delicate note di agrumi e di frutti esotici Al palato è corposo e avvolgente, sostenuto da un gusto pieno e fruttato e da una decisa freschezza minerale che persiste nel lungo finale. A tavola si accompagna bene a formaggi freschi e semi-stagionati, a piatti vegetariani e di mare. Ottimo anche in abbinamento a carni bianche.




Il Venezia Giulia Ribolla Gialla 2019 nasce nei vigneti di Lucinico, situati nella zona del Collio Goriziano e dell'Isonzo, sulle colline del Friuli Venezia Giulia.
Prodotto con uve Ribolla Gialla in purezza, raccolte unicamente a mano verso la fine di settembre,  è un vino dal colore giallo paglierino brillante con riflessi leggermente dorati. Al naso presenta un profumo floreale delicato. Al gusto risulta fresco ed elegante, con piacevoli note di frutta tropicale, pesca gialla, pera e mirtillo. Nel complesso risulta armonioso e sapido sul finale. Accompagna sformati di verdura e torte salate e si abbina a primi piatti ed aperitivi




Il Sauvignon Blanc Venezia Giulia IGT 2019 è ottenuto da uve 100% 
Sauvignon Blanc   coltivate a circa 60 metri sopra il livello del mare, tra i colli e le pianure della provincia di Gorizia. La vendemmia avviene tra fine agosto e inizio settembre ed è effettuata rigorosamente a mano. 
Nel  calice  appare di un colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini. Vivace nei suoi sentori erbacei di salvia, foglia di pomodoro e frutta a polpa gialla, è agile e rinfrescante al palato con un finale sapido e piacevolmente aromatico. Adatto per ogni occasione, questo vino si esprime al meglio con piatti a base di verdure, pesce e crostacei. 

Info: www.attems.it

Nicoletta Curradi


domenica 15 novembre 2020

L'aquila della Tenuta Sanoner domina la Val d'Orcia



La giovane Tenuta Sanoner di Bagno Vignoni ha scelto le dolci
colline toscane e una posizione panoramica di straordinaria
bellezza per realizzare un interessante progetto  volto a
produrre eccellenti  vini biologici che esprimono pienamente il carattere e la bellezza del territorio toscano.  Un paesaggio idilliaco circonda sia l'Adler Spa Resort Thermae, nella splendida zona di San Quirico D’Orcia, sia la cantina della Famiglia Sanoner, proprietaria sia del resort che dell'azienda agricola "Tenuta Sanoner". 
Alla Tenuta si produce con passione una piccola ma preziosa selezione di vini ed olio di oliva biologici.
Sui filari si coltivano soprattutto Sangiovese ed Il vino reca il carattere di questo vitigno tipicamente toscano, quindi genuino, elegante e raffinato, per una bevibilità eccezionale.
La posizione della cantina è davvero spettacolare: una terrazza che si affaccia sulle morbide colline della Val d'Orcia, immersa tra olivi e vigneti e dagli ambienti di stile, creata per accogliere al meglio i visitatori. 
I vini della Tenuta recano il nome Aetos che in greco antico significa aquila, la maestosa regina dei cieli, che da sempre è il simbolo delle aziende della famiglia. Sono vini prodotti con impegno e passione, seguendo il disciplinare biologico e i principi della coltivazione biodinamica: sono l’espressione tipica del territorio nel cuore della Toscana, del suo suolo e del suo clima.





I prodotti sono:
Aetos Sangiovese Biologico Orcia DOC
Aetos Sangiovese Riserva Biologico Orcia DOC
Aetos Rosé Biologico Orcia DOC
Aetos Sparkling Rosè Brut Millesimato
Aetos Olio Extra Vergine di Oliva Biologico 250ml
Aetos Brandy Single Oak.

La  nuova cantina della Tenuta, è un vero gioiello architettonico e tecnologico che si apre su una terrazza panoramica con vista spettacolare su tutta la Val d'Orcia
Ma, com'è nato il progetto di questa perla? 






Nel 2007 alla famiglia Sanoner venne proposto un piccolo lotto di terreno sulla collina sopra l'Adler Thermae: tre ettari adatti all'agricoltura, il resto era ricoperto dal bosco. Nel 2009 vennero piantate le prime viti.
A gestire la tenuta sotto l'aspetto vinicolo è Giuseppe Basta, un giovane  nato e cresciuto in Toscana dotato di grande competenza: suo padre lavora da 30 anni nel settore vitivinicolo nel territorio del Brunello di Montalcino. Lo affianca  Alessandro Fonseca, rinomato agronomo fiorentino proveniente da una famiglia di agronomi ed enologi,  fautore dell'agricoltura biodinamica, che considera poco necessari gli interventi  esterni dell'uomo nella gestione dei vigneti. 
È perfettamente d’accordo anche Matteo Giustiniani, giovane enologo esterno della Tenuta Sanoner con una solida formazione acquisita nel Bordeaux e che lavora anche per due aziende agricole toscane di fama mondiale con coltivazioni biologiche e biodinamiche. L'agricoltura biodinamica si fonda sul principio secondo cui gli interventi esterni devono essere per quanto possibile limitati per consentire al processo di crescita di seguire il suo corso naturale.
Solo dopo pochi anni è stato possibile ottenere vini eccezionali come Aetos Orcia Sangiovese DOC, affinato in botti di rovere, Aetos Rosé e lo spumante Aetos Sparkling. 



Ecco le nostre note di degustazione:
Aetos Orcia Sangiovese Riserva Biologico DOC 2017
È ottenuto da 100% uve Sangiovese certificate biologiche, integralmente prodotte in azienda seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica. 
Il vino è  di colore rosso rubino tendente al granato tipico di un Sangiovese dopo un lungo periodo di affinamento. Complesso al naso, si caratterizza per note floreali di violetta, frutta rossa matura come amarena, note di sottobosco e terrose. Il passaggio in legno conferisce a questo vino note speziate dolci e tostate. In bocca è intenso e potente. Al palato è fresco, corposo, con tannini equilibrati.  Un grande vino che ben si accompagna a piatti di selvaggina e arrosti.

Aetos Orcia Sangiovese Biologico DOC 2018
Vino rosso ottenuto da 100% uve Sangiovese certificate biologiche, integralmente prodotte in azienda seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica.Le uve sono raccolte a mano e fermentate spontaneamente grazie alla sola azione dei lieviti indigeni in tini speciali di cemento provenienti dalla Francia. Dopo la fermentazione in tini di acciaio, il vino è affinato per almeno 12 mesi in barriques, tonneaux e piccole botti da 10/15 hl di rovere, provenienti da Francia e Austria.
Il suo colore rosso rubino abbastanza carico, tipico di un Sangiovese proveniente da suoli argillosi e calcarei. Intenso al naso e caratterizzato da note floreali di mammola e di frutta rossa, come ciliegia,. In bocca è fresco e piacevole, al palato si evidenziano tannini delicati . 
Si abbina piacevolmente a salumi e  carni rosse

La novità 2020 è lo spumante Aetos Sangiovese Extra-Brut Metodo classico. 
È un vino spumante metodo classico ottenuto da 100% uve Sangiovese certificate biologiche.
Le uve, selezionate nella vigna denominata Collina, vengono raccolte a mano con vendemmia precoce che permette di mantenere una buona acidità e freschezza.
Si tratta di un progetto assai innovativo per la Toscana, soprattutto in riferimento al vitigno utilizzato, il Sangiovese appunto, solitamente sinonimo di vini rossi di alta qualità.

Lo spumante Aetos Sangiovese Extra Brut Metodo Classico è il risultato di un lungo percorso con 24 mesi di rifermentazione e affinamento in bottiglia.  Il risultato è eccezionale fin dal primo sorso.
Il perlage è fine e persistente, il profumo  intenso con sensazioni floreali, note di frutta a polpa bianca e ribes nero. In bocca è pulito, dotato di grande eleganza e complessità con finale fresco e sapido.

Info: www.tenuta-sanoner.it

Nicoletta Curradi