giovedì 20 marzo 2014

Borgoluce porta al Vinitaly 2014 l'essenza del Prosecco

Al Salone Internazionale del Vino e dei Distillati di Verona, Borgoluce presenta Rive di Collalto Brut: "Extra Brut" che mostra il gusto naturale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.

Dalle colline di Collalto, a Susegana, Borgoluce presenta al Vinitaly il Rive di Collalto Brut D.O.C.G, una novità che porta alle origini del Prosecco, un Brut Nature in cui si riconoscono, integre, le caratteristiche organolettiche proprie della Glera. Con una gradazione zuccherina di 3 g/l, mostra nella sua naturalezza tutta l'essenza del Prosecco e l'eccellenza del territorio. E' un vino le cui bollicine accompagnano armoniosamente tutto il pasto, la freschezza e la sapidità che lo contraddistinguono esaltano il gusto di ogni pietanza. La contenuta produzione di uve selezionate proviene dalle Rive di Collalto, declivi protetti dalle Prealpi trevigiane, la cui esposizione a sud/sud-est, garantisce profumi floreali intensi. I suoli, prevalentemente calcarei con componenti argillose, conferiscono mineralità, sapidità e struttura agli spumanti. Il 2013 è stato, dal punto di vista climatico, un'annata altalenante: la lunga e fredda primavera, con abbondanti piogge, ha stimolato la crescita vegetativa, l'ingente apporto di acqua è stato controbilanciato da un luglio caldo, in cui i frutti hanno raggiunto una piena maturazione. La contenuta produzione di uva per ceppo ha consentito il raggiungimento di un eccellente tenore grado zuccherino. Gli sbalzi termici di fine agosto e inizio di settembre hanno infine garantito un'ottima acidità ed uno sviluppo aromatico eccellente. Uve sane, con acidità, grado zuccherino e profilo aromatico superiori alla media, hanno permesso di ottenere basi spumante ricche e longeve. I profumi sono delicati e floreali; al palato i vini presentano struttura, sapidità, mineralità e lunghezza. I vini Borgoluce sono aromatici e profumati ma a renderli davvero speciali è la viticoltura praticata nel rispetto dell'ambiente e della comunità, all'insegna della sostenibilità, fil rouge che accomuna tutte le attività aziendali. L'azienda agricola di Susegana adotta infatti il Protocollo viticolo della D.O.C.G. Conegliano Valdobbiadene e pratica la lotta integrata avanzata, per ridurre l'impatto della viticoltura sulla salute ambientale e sociale. Il diserbo è attuato senza prodotti chimici e, a questo scopo, viene utilizzato un tagliaerba Braun Alpha Sensor, dotato di due appendici laterali, dette spollonatori, che sfilano e strappano il cotico erboso. Per contribuire al diserbo naturale, l'allevamento ovino aziendale è messo al pascolo nei vigneti. Con l'uso di un nebulizzatore KWH DUO WING JET, Borgoluce mira inoltre ad un trattamento in vigneto che eviti l’effetto deriva: “grazie a questo innovativo macchinario potremo ridurre di oltre il 30% l’impiego di prodotto chimico, del 90% l’impiego di acqua e di oltre il 40 % l’impiego di carburante”, afferma Lodovico Giustiniani, amministratore dell'azienda agricola. Infine, dal 2013 ha cominciato la conversione al biologico di 3,5 ettari di vigneto. Le risorse naturali vengono utilizzate in modo responsabile per produrre energia a emissioni zero: i reflui zootecnici e i sottoprodotti delle lavorazioni agricole vengono utilizzati per la produzione di biogas, e i residui vengono reimmessi nei campi come concimi organici. L'azienda si prende cura dei milleduecento ettari di terra della tenuta preservandone la biodiversità: la diversificazione delle coltivazioni e l'alternanza delle stesse con aree boschive o di prato, consente la tutela e la valorizzazione delle varietà botaniche presenti e rende la produzione sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. Nella tenuta Borgoluce il paesaggio è un'alternanza di vigneti, boschi, verdeggianti pascoli, campi di cereali e oliveti: qui le colline trevigiane si mostrano in tutto il loro rigoglioso splendore e danno origine a vini di grande qualità.

  Fabrizio Del Bimbo

giovedì 20 febbraio 2014

A Russiz Superiore, dove il vino è emozione...

Il risveglio è davvero dolce fra i vigneti al Relais Russiz Superiore di Capriva del Friuli nel Collio goriziano, ricavato dalla ristrutturazione di antichi rustici annessi alla foresteria dell’azienda che Marco Felluga ha lasciato al figlio Roberto, fra le più prestigiose del Friuli. Sette camere (di cui due suite), elegantemente arredate e curate in ogni dettaglio. Proprio nel cuore della tenuta, sulla cima del colle dove anni fa la famiglia Felluga aveva restaurato alcuni antichi edifici adibendoli a foresteria, dai quali si accede direttamente alla scenografica cantina interrata di invecchiamento dei vini rossi.
Circondato dai 100 ettari della tenuta (di cui 50 sono coltivati a vigneto e producono eccellenti vini bianchi, come il Collio Bianco Col Disôre, il Sauvignon e il Friulano), in una posizione invidiabile da cui si scorgono le dolci colline del Collio che degradano a est verso la Slovenia e a ovest verso il mare (a 30 km), il Relais offre servizio bed&breakfast, con una ricca colazione a base di genuini prodotti del territorio. Le sue stanze ampie e soleggiate, tutte con terrazzo o giardino privato, portano il nome di alcuni dei vini più prestigiosi della maison: al piano terra, la stanza Picolit (dotata di facilities per diversamente abili) è comunicante con la doppia Sauvignon, ma può essere affittata anche singolarmente; ad uso doppia o matrimoniale. Ci sono poi le sofisticate Molamatta e Rosso Riserva degli Orzoni, mentre al piano superiore si trovano le stanze Carantan e Mongris, insieme alla suite Col Disôre. Al fascino del Relais si affianca una piacevole serie di proposte per gli ospiti: dalle visite guidate in cantina con degustazione ai weekend a tema, dalle passeggiate salutari tra le vigne alle cene gourmand con abbinati i vini più prestigiosi di Russiz Superiore e della Marco Felluga. Per gli ospiti vengono anche organizzati soggiorni personalizzati, tagliati sulle loro richieste specifiche. Insomma, qui ci si può rilassare fra la natura incontaminata, l’alta enologia, il piaceri della tavola e la vita attiva. Da Russiz Superiore si snodano panoramici sentieri fra le vigne del Collio, ideali per ritempranti passeggiate a piedi o a cavallo: a due chilometri, infatti, si trova un attrezzato maneggio e altrettanto vicino è, per gli amanti del green, il campo di golf di Capriva del Friuli. Non è tutto: c’è la possibilità di noleggiare la Vespa Gialla del Collio per piacevoli tour fra i vigneti, una vera icona per tutti i wine addicted. Dunque non solo natura, ma anche cultura ed arte. Dal Relais, inoltre, si raggiungono in pochi chilometri Gorizia, la Nizza d’Austria; Cividale, città longobarda; Aquileia, Seconda Roma e principale sito archeologico del Nord Italia; Grado, con la sua lunga spiaggia e la sua incantevole laguna. Un viaggio nel Felluga Country non può terminare senza una degustazione presso le cantina Zuani di proprietà di Patrizia, la primogenita di Marco. L’azienda, un gioiello di interior design che da solo vale la visita, produce solo due vini ma di altissimo pregio e ovviamente dal gusto intenso come solo i vini del Collio possono essere. Il Zuani Vigne e il riserva Zuani Zuani, affinato esclusivamente in barrique, ottenuti da quel cru che è appunto la collina del borgo di Giasbana a San Floriano del Collio, pluripremiati dalle più importanti guide al mondo. A breve sarà possibile anche soggiornarvi: è quasi pronta una maison de charme (molto luxury), proprio di fianco alla cantina. Info: Russiz Superiore, via Russiz 7, Capriva del Friuli (Go), tel. 0481. 80328/0481.99164, doppia b&b da 120 €, www.marcofelluga.it Nicoletta Curradi

sabato 8 febbraio 2014

Il Consorzio Vino Chianti sbarca al Cesena Wine Festival


Il Consorzio Vino Chianti ritorna per la II edizione al “Cesena Wine Festival” che si svolgerà a Cesena dal 7 a 10 febbraio prossimi. Questa secondo appuntamento prevede, domani 8 febbraio, il convegno “Lascia o raddoppia?!”. La domanda oggi, in chiave moderna, rappresenta un’importante sfida per il panorama vitivinicolo italiano, sempre di più alle prese con il mercato internazionale. E proprio su questo e sulle reti di impresa, ci si interroga nel convegno in programma alle 15,30 alla Biblioteca Malatestiana (Aula Magna). Un confronto di esperienze da tutta la penisola insieme ai protagonisti della filiera, tra i quali il giornalista Ian D’Agata, Giovanni Busi Presidente del Consorzio Vino Chianti, l’economista Nicola Rossi e tanti altri.
Si prosegue domenica 9 febbraio nella Piazzetta delle idee della Biblioteca Malatestiana con una seconda giornata di degustazioni a partire dalle 16 con i classici banchi d’assaggio seguiti dai professionisti della mescita dall’Associazione Italiana Sommelier che propongono il meglio dell’enologia romagnola e chiantigiana.
Sempre domenica riflettori sul Derby del Sangiovese la sfida-concorso tra i due vini simbolo di Tosca e Romagna: il Chianti Docg e Sangiovese di Romagna Doc. Più che una sfida, una rivincita: dopo il confronto fra i ‘Superiori’ della passata edizione del Cesena Wine Festival quest’anno vanno infatti in scena le Riserve. Otto campioni di Sangiovese di Romagna Doc Riserva, selezionati fra i vini presenti nella Guida regionale Emilia Romagna da Bere e da mangiare (PrimaPagina Editore) si scontreranno alla cieca con altrettanti campioni di Chianti Riserva selezionati a cura del Consorzio Toscano. A giudicarli una giuria tecnica composta da esperti (sommelier Ais, enologi, giornalisti romagnoli e toscani), a cui si affiancherà il contributo di una giuria popolare allestita fra i banchi d’assaggio (si vota fra le 16-18). Alle 19,00 la premiazione dei vincitori.
Del Bimbo Fabrizio

giovedì 30 gennaio 2014

Il Chianti Classico non ci sta e risponde al New York Times

“ Dopo la pubblicazione delle vignette che raccontano di un olio Made in Italy contraffatto pubblicate nel sito del noto quotidiano americano, iI Consorzio Olio DOP Chianti Classico risponde alle accuse rilanciando un altro cartoon che spiega molto chiaramente il percorso produttivo del vero extravergine DOP italiano. 29 gennaio ’14 - Con un titolo che non lascia spazio a distinguo o precisazioni “Il suicidio dell’extravergine italiano”, il più autorevole quotidiano d’oltreoceano, il New York Times, ha lanciato nei giorni scorsi una serie di vignette che condannano senza appello l’industria olearia Made in Italy. Con una lettera all’editore, il Consorzio Olio DOP Chianti Classico prende le distanze da una realtà che effettivamente esiste, ma che non tocca tutti quegli olivicoltori italiani e toscani che lavorano nel segno della qualità e del rispetto del consumatore. E lo fa chiedendo al New York Times, per dovere di completezza dell’informazione, di pubblicare un altro cartoon che, con la stessa iconografia semplice e diretta utilizzata dal vignettista americano, spiega al consumatore del mondo, come e perché è possibile scegliere un olio di origine e qualità certificate e garantite. “Purtroppo l’operato scorretto di pochi provoca danni incommensurabili a tanti produttori onesti che con grande professionalità producono oli di indiscussa qualità – afferma Carlo Salvadori, presidente del Consorzio Olio DOP Chianti Classico - E’ importante mettere in guardia il consumatore contro le contraffazioni ma crediamo sia altrettanto importante informarlo sugli strumenti per individuare e scegliere prodotti genuini”. Il Consorzio del Chianti Classico, proprio per esaltare le produzioni che, rispettando regole severe, sono controllate e certificate da organismi terzi (DOP) nelle fasi della produzione, trasformazione e confezionamento, ha realizzato un cartoon, DOP Secrets, che ha utilizzato in vari contesti per spiegare al pubblico come distinguere un olio DOP da un normale extra-vergine e cosa vuol dire tracciabilità. Il cartoon è stato pubblicato su link di Youtube nella versione in italiano e in inglese ( http://www.youtube.com/watch?v=WgqJ9Wadxl0 ). “Ci auguriamo che il New York Times ascolti la nostra richiesta e pubblichi la nostra lettera, – afferma Carlo Salvadori – è importante che il consumatore americano possa avere un’idea chiara di quell’Italia, che ogni giorno lavora e si adopera con sacrificio e con passione per portare sulle tavole del mondo, prodotti enogastronomici di altissima qualità, che sono il fiore all’occhiello della nostra economia.” Il Consorzio Olio DOP Chianti Classico è nato nel lontano 1975, proprio per tutelare e proteggere le produzioni olearie della zona del Chianti Classico, svolgendo anche funzioni di salvaguardia dell’ambiente e del territorio e di assistenza tecnica per tutta la filiera, a garanzia della qualità e salubrità del prodotto. Oggi conta circa 300 soci che producono una media di oltre 2 milioni di litri di “oro verde” certificato. Nicoletta Curradi

lunedì 27 gennaio 2014

Febbraio è il mese dell'Anteprima Chianti a Firenze

Il mese di febbraio è il mese dell’Anteprima Chianti, evento che apre la settimana delle Anteprime di Toscana e che quest’anno si svolgerà presso la Fortezza da Basso. Durante giornata, che vedrà oltre al Chianti anche la partecipazione dei maggiori consorzi delle menzioni specifiche, si terrà alle 11.00 una conferenza stampa di tutte le denominazioni toscane, mentre la degustazione delle anteprime avrà inizio alle 9.30 per terminare alle 19.30.
A chi si parla Massiccia la presenza: quest’anno si prevedono oltre 100 aziende del Chianti. Un risultato eccellente che darà la possibilità ai produttori di farsi apprezzare dagli operatori del settore, che assaggeranno e conosceranno da vicino l’immensa realtà in cui il Consorzio si trova a operare. Protagonisti: vino e territorio Quando si parla di Chianti si parla, ovviamente di vino. Un vino fresco, profumato, accattivante, che ben si abbina a moltissime delle tipicità toscane e alla tradizione culinaria della nostra penisola. Ma Chianti è anche storia e cultura enogastronomica. Forte dunque l’idea di territorio per una tra le denominazioni più vaste d’Italia, che vuole tornare a esprimere qualità e al contempo emozioni forti e vere, durature. ..dall’aperitivo alla degustazione, so #chianticool! Il Chianti è un brand, forte e riconoscibile da tutti. Si parla di un prodotto che ben si presta all’aperitivo ma che, se il caso lo richiede, può affrontare anche prove ben più importanti, quali una degustazione come quella dell’Anteprima! Nicoletta Curradi

mercoledì 23 ottobre 2013

Conclusa la vendemmia del Brunello di Montalcino

Esprimono soddisfazione per la vendemmia appena conclusa i produttori di Brunello di Montalcino. La si può riscontrare dalle impressioni raccolte da un campione rappresentativo di aziende del territorio, sia piccole che grandi, sulla vendemmia 2013. Sono quasi tutte comprese tra “buono” ed “eccellente” le valutazioni sull’annata 2013 e sia la qualità della vendemmia sia l’andamento stagionale sono giudicate “buone”. C’è una certa differenza invece nei commenti sulle quantità raccolte, che molto hanno dipeso dalle zone di produzione. Complessivamente, rispetto allo scorso anno, si è registrato un 10% in più. Dopo una primavera e un inizio d’estate abbastanza piovosi, i mesi di settembre e ottobre sono stati buoni dal punto di vista meteorologico, con molto sole e un’ottima ventilazione, che hanno favorito la corretta maturazione delle uve, che presentano un buon equilibrio tra alcol e acidità. «Abbiamo assistito a una vendemmia con maturazioni graduali e tardive, in tipico “stile Novecento” - afferma il Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci - quando si iniziava a raccogliere le uve Sangiovese non prima della seconda metà di settembre. Non possiamo negare che sia stata un’annata non facile, ma ci aspettiamo vini di ottima qualità, dalla spiccata vocazione al lunghissimo invecchiamento e caratteri di estrema eleganza e finezza». Ai Brunello Lovers il compito di esprimere il “verdetto” tra 5 anni quando, dopo l’invecchiamento previsto dal Disciplinare, le bottiglie di Brunello di Montalcino saranno sulle loro tavole. Nicoletta Curradi

giovedì 10 ottobre 2013

A Serrapetrona un gradito ritorno: appassimenti aperti

Da segnare in agenda: l'ottava edizione di appassimenti aperti Serrapetrona, (MC) – Domenica 10 e 17 Novembre 2013
Ormai giunta alla sua ottava edizione, “Appassimenti aperti 2013″, rappresenta l’appuntamento fisso dell’allegro autunno di Serrapetrona. L’esclusiva manifestazione vuole celebrare la produzione di due etichette: il Serrapetrona D.O.C. e la Vernaccia Nera D.O.C.G. ed il suo particolare metodo di appassimento e lavorazione. Il tour di Marche Flavoured inizia già prima dell’arrivo a Serrapetrona, dove si può ammirare la splendida cornice di colline montagne che incastona un piccolo gioiello: un antico borgo medioevale che sorge ai piedi dell’Appennino marchigiano. Arrivati nella piazza del comune maceratese troverete stand gastronomici con leccornie di ogni genere che soddisferanno dal palato più comune a quello più raffinato. Successivamente si passerà alla scoperta delle migliori cantine che hanno reso celebre questa eccellenza marchigiana. Nicoletta Curradi