giovedì 7 agosto 2014

Il 10 agosto a Castiglione d'Orcia, con un calice di vino e il naso all'insù



10 Agosto 2014 – Calici di stelle, grande festa “nel blu dipinto di blu” del centro storico di Castiglione d’Orcia: tasting di grandi DOC Orcia, degustazioni guidate ONAV, assaggi di carni di qualità con Slow Food e visite alla Sala d’Arte accompagnate da ottimi vini e  pasticcini appena sfornati.
 
Sarà la parola “degustazione” il fil rouge che accompagnerà l’evento Calici di Stelle 2014, organizzato dal Comune di Castiglione d’Orcia in collaborazione con il Consorzio  e la Strada del Vino Orcia .
Dalle ore 18:00 fino a tarda notte, il centro storico dell’antico castello della famiglia Aldobrandeschi si animerà di grandi degustazioni con inizio nei banchi di assaggio dei vini DOC Orcia. <> spiega il Presidente del Consorzio Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini.  Ecco le cantine partecipanti: Marco Capitoni, Il Pero, Az. Agr. Trequanda, Val d’Orcia Terre Senesi, OLIVI – Le Buche, Poggio al Vento, Bagnaia, Donatella Cinelli Colombini,  Campotondo,  Sasso di Sole e  La Canonica.
Da non perdere l’iniziativa “Arte, vino e dolcezze” promossa da Fondazione Musei Senesi tramite i Museum Angels; le prelibatezze della Pasticceria Scheggi e i vini Orcia, nella Sala d’Arte San Giovanni, accompagneranno la visita alle splendide opere di Simone Martini, Pietro Lorenzetti e Vecchietta, il pittore che nacque a Castiglione nel 1412.
Per i veri wine lovers, alle ore 19:00 inizierà la degustazione guidata organizzata da ONAV Siena che ha selezionato alcune etichette di Orcia da proporre ad un pubblico di veri intenditori. Le prenotazioni saranno raccolte alla cassa, dove un assaggiatore ONAV illustrerà l’iniziativa.
Non solo bere, ma anche mangiare! Nella caratteristica cornice dell’antica Macelleria del Corso, che ha mantenuto ancora intatti tutti i vecchi arredi, dalle ore 21:00 aprirà i battenti Slow Food con appetitosi assaggi di carni Chianine al prezzo di € 3,00.
<< Come amministrazione,  il nostro impegno nell'organizzazione dell'evento è forte>> spiega Alice Rossi, Assessore al Comune di Castiglione d’Orcia; << Crediamo fortemente in un rilancio del paese seguendo la scia del turismo enogastronomico ed in particolar modo la giovane denominazione DOC Orcia>>.
I vini Orcia quindi saranno i grandi protagonisti di questo appuntamento, ricco di animazioni come le lezioni di tiro con l’arco dell’ associazione Folgori di Tinia, i mercatini di prodotti locali, il braciere di carni del territorio, lo spettacolo della scuola di canto di Barbara Benini, i Maggiaioli itineranti e per i più piccoli, tanti giochi e divertimento con Paco Paquito e Celestina di Circusbandando.
E prima di andare a dormire…bomboloni caldi per tutti!
 
Castiglione d’Orcia – cenni storici
Nel 714 Castiglione d’Orcia era un castello della nobile famiglia senese degli Aldobrandeschi. Per un breve periodo fu uno stato indipendente per poi, nel Trecento, essere incluso fra i possedimenti di Siena. La sua posizione alta sulla Val d‘Orcia ne fece una sorta di sentinella sulla via Cassia e poi sulla Francigena. Una sorte che, soprattutto per Rocca di Tentennano, sul lato opposto e più alto dello sperone roccioso, determinò assedi e contese per impossessarsi di questa roccaforte strategica.   Molto belle la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Pieve dei Santi Stefano e Degna i cui principali dipinti sono ora esposti nella Sala d’arte nel centro di Castiglione. Nel comprensorio comunale vanno inoltre ricordati il castello della Ripa, il campanile di Campiglia e gli enormi pozzi di cui, quello di Rocca d’Orcia, è il più grande della Provincia di Siena. Rocca di Tentennano ospitò Santa Caterina da Siena che proprio li, nel 1367, imparò a scrivere.  La zona è ricca di sorgenti la più importante delle quali è Vivo d’Orcia che per decenni ha dissetato la città di Siena.
Nella prima metà del Novecento, Castiglione d’Orcia ha raggiunto una popolazione di circa 5.000 abitanti che si è attualmente dimezzata. Le attività prevalenti sono l’agricoltura e il turismo con particolare riferimento al turismo termale le cui antiche acque calde formano il meraviglioso fosso bianco di Bagni San Filippo.
 
Consorzio del Vino Orcia e vini Orcia DOC

 La denominazione Orcia è nata il 14 febbraio 2000 e comprende le varietà  Orcia  ottenuto da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”. La denominazione Orcia comprende le tipologie Bianco, Rosato e  Vin Santo.
I vini nascono in una quarantina di cantine e manifestano l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie. In un’epoca di globalizzazione, il vino Orcia è  ancora un prodotto familiare, fatto da chi vive in mezzo alle vigne, nel rispetto della natura e con ottime competenze di enologia e viticultura.
Il vino Orcia è prodotto in uno dei comprensori agricoli più belli del mondo e in parte iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco.  13 comuni: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.

Per informazioni:
Consorzio Vino Orcia
Segreteria: 0577 887471 – info@consorziovinoorcia.it
Comune di Castiglione d’Orcia
Assessore Alice Rossi: 3932928956 – alixerossi80@gmail.com

Nicoletta Curradi

giovedì 17 luglio 2014

Esce Casavyc ..".a riveder le stelle..."




Esce...Casavyc...a riveder le stelle...



Batte un colpo anche quest'anno Casavyc l'azienda della vulcanica Viviana Filocamo e di suo marito Claudio Sabatucci, anno nuovo vino nuovo, esce finalmente dopo una lunga gestazione, il metodo classico dal nome
benaugurale di dantesca memoria, “a riveder le stelle”.
Il nuovo prodotto è stato presentato in anteprima a Firenze presso il ristorante "Ora d'aria" di Marco Stabile, nel corso di un brillante pomeriggio estivo.


Un brut rosé metodo classico di pinot nero 100% tutto dalle vigne di Poggioferro (Scansano), 24 mesi sui lieviti per un vino pieno e solare che coniuga equilibrio e freschezza, imprescindibili per uno spumante, con una pienezza di frutto e rotondità tipiche delle colline maremmane.
Colore rosa pallido leggermente aranciato, profumi di frutti rossi acerbi e pasticceria, e un gusto equilibrato e potente che dura a lungo sul palato.
Ancora una novità di Casavyc, ancora un esperimento audace e interessante, ancora una piccola finestra che si apre sulle infinite possibilità del terroir della maremma collinare.

CASAVYC di Viviana Filocamo – Podere Camporomano – 58054 Scansano (GR) – Italia - Tel. +39 3356880673 – casavyc@casavyc.it – www.casavyc.it


Fabrizio Del Bimbo

venerdì 27 giugno 2014

Apre a Radda in Chianti la prima Chianti Classico House

Chianti Classico House, apre a Radda la prima dimora dell’eccellenza enoculturale



Molto più di un’enoteca: il Consorzio Vino Chianti Classico prende casa

nell’antico Convento di Santa Maria al Prato, nel cuore del Chianti



Al via lezioni di gusto, cooking show, concerti, pic nic in vigna e molto altro

Ogni giorno. A partire da venerdì 27 giugno 2014





Cooking show con massaie del territorio e chef stellati, cene a base di Gallo Nero e grandi arie musicali, aperitivi a ritmo di jazz e prodotti del territorio, pic nic in vigna e corsi di formazione sul vino per esperti e neofiti: apre i battenti venerdì 27 giugno Chianti Classico House, prima dimora dell’eccellenza enoculturale del Consorzio Vino Chianti Classico ed esperienza unica nel suo genere.

Dopo un lungo e sapiente restauro durato oltre 10 anni l’antico Convento di Santa Maria al Prato di Radda in Chianti torna a vivere nella poliedrica veste di “casa del Gallo Nero”, presidio del gusto e accademia del vino.



Dopo l’apertura dell’Enoteca Chianti Classico, inaugurata solo pochi mesi fa al I piano del Mercato Centrale di Firenze, la House rappresenta una nuova operazione, di più ampio respiro, della Chianti Classico Company, società partecipata al 100% del Consorzio Vino Chianti Classico nata per coordinare i progetti speciali del Gallo Nero, guidata dal giovane Presidente Michele Zonin.



A partire da questa estate la Chianti Classico House ospiterà iniziative delineate sulle sue quattro anime: happening, food, formazione, showroom. Al via corsi di tecniche di degustazione del vino, eventi e mostre d’arte destinati ad attrarre appassionati e turisti da tutto il mondo, ma anche residenti del territorio e cultori del buon bere. Le cantine, infatti, custodiscono la più grande collezione al mondo di etichette di Chianti Classico, da scoprire in abbinamento a un’offerta gastronomica semplice ma d’eccellenza, in perfetto stile Chiantishire.



All’interno della House troeva spazio inoltre una vera e propria boutique del Gallo Nero, dove sarà possibile acquistare l’intera collezione della Chianti Classico Lifestyle, il merchandising ufficiale, dall’abbigliamento agli oggetti per il tempo libero.



Ad aprire il ricco cartellone degli eventi che anima la prima stagione della Chianti Classico House, uno dei tre appuntamenti con Chef, Lady food & Mr. Wine (27 giugno, 20 luglio, 23 agosto), durante i quali le Signore del territorio sfideranno i grandi chef a colpi di ricette. A fare gli onori di casa per Gallo Nero contro tutti il pluripremiato sommelier Luca Gardini, che si confronterà con quattro affermati chef in rappresentanza di quattro tradizioni culinarie regionali: si comincia l’11 luglio con Lucio Pompili del Symposium di Pesaro, per proseguire con Salvatore Tassa delle Colline Ciociare (Lazio) il 19 luglio, Maurilio Garola de La Ciau del Tornavento (Piemonte) il 6 settembre e Piergiorgio Siviero del Lazzaro 1915 (Veneto) il 26 settembre.



Seguono originali abbinamenti tra grandi vini e grandi goal della storia del calcio (in occasione della disputa di semifinali e finale dei Mondiali di calcio il 4, 5 e 13 luglio), sempre sotto la sapiente guida di Luca Gardini, affiancato stavolta dal caporedattore di Sky Sport Giuseppe Simone. E ancora serate a base di musica jazz e Classica da gustare insieme alle migliori etichette, pic nic in vigna e corsi giornalieri (da luglio a settembre). In calendario anche appuntamenti sportivi dedicati agli amanti della bici, con il Gran Fondo del Chianti Classico Gallo Nero, gara non competitiva con partenza da Radda in programma per il 21 settembre.



Ad inaugurare l’attività artistica della Chianti Classico House sarà invece “Gallo Nero d’Oriente”, collettiva fotografica sul territorio del Chianti Classico realizzata da un team di professionisti cinesi e curata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico ONLUS.



Tutto il programma su chianticlassico.com / "_blank" thehouseofchianticlassico.it

Nicoletta Curradi

giovedì 26 giugno 2014

Le eccellenze rivierasche illustrate alla Rai in friulano



NELLA SEGUITA TRASMISSIONE ‘UE O FEVELIN DI’…

La Riviera Friulana anche in lingua friulana. Attraverso le onde radio di Rai UNO il progetto rivierasco è infatti stato protagonista della puntata di martedì scorso della trasmissione radiofonica ‘Ue o fevelin di’… (Oggi parliamo di …), realizzato da Claudia Brugnetta e condotto da Antonella Lanfrit. Oggetto delle interviste: la Carta del Gusto della Riviera Friulana, e il 3.Raduno Auto e Moto d’Epoca Riviera Friulana. Assieme al Presidente dell’Associazione Culturale La Riviera Friulana, che ha ideato e organizza le due iniziative, Carlo Morandini, a parlare dei vini rivieraschi è stato Sergio Bortolusso. Prescelto nel programma per essere uno degli esponenti della viticoltura eroica del Friuli Venezia Giulia. Dagli anni ’60 la sua famiglia coltiva le viti a contatto con le acque lagunari e vallive, e tra le valli da pesca. L’enologo e viticoltore di Carlino era infatti stato tra i protagonisti di una manifestazione fieristico-degustativa a Vicenza, riservata a coloro che praticano la vitivinicoltura nelle cosiddette ‘terre di frontiera’. Nei luoghi dove sarebbe impensabile coltivare la vite o altre varietà agronomiche. Proprio da questa vicinanza con le acque salmastre, ha spiegato Bortolusso, conferisce ai vini realizzati in quest’area caratteristiche di mineralità e sapidità che rendono i prodotti enologici bianchi adatti all’abbinamento con le pietanze di pesce, quelli rossi con le carni pregiate e la selvaggina. Le varietà più richieste? Il Friulano, anche se gli stranieri lo chiedono sempre con il nome Tocai, il Sauvgnon, la Ribolla Gialla, anche spumantizzata, il Refosco, il Merlot. Specialmente gli stranieri chiedono i rosati. Mentre uno spazio privilegiato per il consumo a tavola spesso anche a tutto pasto, con il pesce, vanta il Prosecco. Di recente entrato ufficialmente tra i vini dell’area. La Carta del Gusto, che prospetta i vini delle aziende di eccellenza del territorio, pubblicata con la collaborazione della Camera di commercio di Udine, ha riscosso lo scorso anno notevole successo, e lo ottiene ancora. Presentata tra l’altro al Vinitaly, alla Fiera del Turismo di Vienna, a Capaccio Paestum, sta per essere rieditata. Sia perché vi sono stati nuovi ‘ammessi’ tra la compagine sociale della Riviera Friulana, sia perché l’obiettivo è pubblicarla anche in lingua tedesca. Per presentarla al vasto potenziale di pubblico tedescofono, e, per esempio, a Colonia, dov’è in progetto la realizzazione della Settimana della Riviera Friulana nei ristoranti della città tedesca. Il Raduno Internazionale Auto e Moto d’Epoca sostenuto da Prontoauto e dalla Banca di Credito Cooperativo di Fiumicello e Aiello, e da alcuni Comuni rivieraschi, su richiesta dei partecipanti e delle realtà coinvolte, se ha segnato l’avvio della stagione turistica estiva, in particolare a Lignano Sabbiadoro, dove si è concluso, stavolta mira a caratterizzare la chiusura dell’estate balneare. Si chiuderà infatti nel terzo fine settimana di settembre a Grado. Ideato con una formula adatta a far conoscere ricchezze e peculiarità dell’area attraversata, si presenterà dunque con due appuntamenti annuali. 


Nicoletta Curradi

giovedì 8 maggio 2014

CARPENE’ MALVOLTI A FIRENZE PER L’VIII SIMPOSIO DELL’IMW DAL 15-18/5

Carpenè Malvolti, insieme a IGM - Istituto del Vino Italiano di qualità Grandi Marchi - di cui è socia fondatrice e si privilegiaa di farne parte, sarà tra i protagonisti all'VIII Simposio dei Masters of Wine, che si terrà a Firenze dal 15 al 18 Maggio. l'Insitute of Masters of Wine è l'Istituzione che da quasi 60 anni si occupa di formare i più qualificati ed influenti esperti internazionali di vino. L'obiettivo strategico della prestigiosa Accademmia Londinese è la promozione dell'eccellenza professionale, del business, della scienza e della cultura del vino, attraverso selezionati e pluriennali programmi di formazione, che oggi hanno portato la comunità dell'Istituto a poter contare su 312 Masters of Wine in rappresentanza di ben 28 Paesi. Una partnership quella tra IGM e IMW, che nasce nel 2009 e che ha permesso all' Istituto Grandi Marchi - associazione di 19 Cantine "icona" dell'Enologia Italiana - di collaborare a supporto dei programmi di istruzione e formazione a livello internazionale, fornendo cosi una preziosa prospettiva tutta Italiana. Il nostro Paese - ancorchè primo produttore di vino al mondo - a tutt'oggi non ha ancora una rappresentanza all'interno della compagine londinese: una lacuna che sia IGM che IMW contano di colmare entro i prossimi due anni. Essere un Master of Wine non è solo una questione di prestigio, ma significherebbe avere una rappresentatività di rilievo all'interno del medesimo Istituto, i cui membri ricoprono ruoli di vertice in settori chiave per il vino e per la diffusione della sua conoscenza a livello internazionale. Un appuntamento quindi di rilevanza mondiale - organizzato dall’IMW con cadenza quadriennale - che dopo oltre 30 anni di tappe internazionali è al debutto assoluto nel nostro Paese ed è già proiettato a caratterizzarsi come l'evento dell'anno per il mondo del vino Italiano, per la cui realizzazione l'Istituto Grandi Marchi si è intensamente prodigato, essendone altresì Sponsor Ufficiale. I delegati attesi a Firenze - tra gli stessi Masters of Wine, opinion leaders e personalità provenienti dal mondo vitivinicolo internazionale - sono oltre 400, per un Simposio che potrà così decantare e libarsi di un dibattito trasversale, spaziando dal marketing globale alle nuove frontiere della ricerca enologica, dal mutamento della geografia vitivinicola mondiale fino allo stile comunicativo dei media di settore: linee guida conduttrici di questa edizione saranno infatti: “Identity, Innovation, Imagination”. Lo sa bene Carpenè Malvolti - storica Azienda di ricercatori e innovatori ancor prima che di produttori - che già con la Quarta Generazione di Etile Carpenè e a seguire con la corrente Quinta rappresentata da Rosanna Carpenè, continua strenuamente ad essere impegnata nella promozione territoriale e nei processi di internazionalizzazione, che le consentono di essere riconosciuta ed apprezzata quale uno dei più storici ed accreditati interpreti ed ambasciatori della Spumantistica Italiana e parimenti quale leader di settore in oltre cinquanta Paesi di tutti e cinque i continenti. Peraltro, le innovative determinazioni strategiche in area marketing e comunicazione - introdotte durante lo scorso Vinitaly - non fanno altro che consolidare e sviluppare ulteriormente i valori identitari e qualificanti, che da sempre la contraddistinguono e che con Rosanna Carpenè la proiettano ad un futuro sempre più consumer oriented e sempre più vicino alle nuove generazioni, attraverso una continua interlocuzione ed interazione con le medesime L'occasione del Simposio coinciderà peraltro con l'importante anniversario dell'IGM, che si accinge a festeggiare i primi dieci anni della sua attività: un'occasione imperdibile per l’Istituto Grandi Marchi, che sull’appuntamento fiorentino ripone notevoli aspettative, nell'obiettivo di apportare ancora più linfa alle già significative attività di valorizzazione e promozione della cultura del vino Italiano nel mondo. Una costante ed intensa attività promozionale che le 19 Cantine tutte insieme hanno sviluppato nel tempo, realizzando ben 248 missioni internazionali su 18 Paesi obiettivo e finalizzando incontri mirati con quasi 50.000 operatori di settore. Significativo risulta finanche il contributo economico che l'Istituto porta in dote al sistema Paese, con un fatturato export di 300 mln di euro, pari al 6% del valore complessivo delle esportazioni del vino Italiano nel mondo. Carpenè Malvolti, forte della sua esperienza internazionale, sin dal 2004 - anno di nascita di Grandi Marchi - ha sempre cercato di apportare il proprio contributo per l'affermazione strategica dell'Istituto nel palcoscenico internazionale, in coerente sinergia con tutte le altre Cantine associate, con cui condivide il privilegio di rappresentare una significativa parte della storia enologica Italiana. La Casa Spumantistica di Conegliano, sarà quindi presente durante l'intero Simposio e in particolare sabato 17 Maggio quando sarà protagonista con due delle sue eccellenze spumantistiche: il Valdobbiadene Superiore di Cartizze D.O.C.G., che sarà degustato durante il Walking Around Tasting - riservato ai Masters of Wine - e il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. 1868 Extra Dry, in occasione del Gala Dinner, che concluderà la giornata dedicata esclusivamente alle diciannove Cantine socie appunto dell' Istituto Grandi Marchi. Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 7 maggio 2014

I PRODUTTORI DELLA COSTA TOSCANA CI METTONO LA FACCIA

I ritratti di Oliviero Toscani presentano l’Anteprima Vini della Costa Toscana che torna a Lucca Sabato 10 e domenica 11 maggio I loro ritratti campeggiano dai manifesti con i volti delicatamente appoggiati alle loro bottiglie, così hanno voluto annunciare la XIII edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana i produttori dell'Associazione Grandi Cru. La campagna di affissioni, realizzata con le foto di Oliviero Toscani, dichiara che i produttori credono davvero nel loro prodotto e ci mettono letteralmente la “faccia”. Sarà proprio Oliviero Toscani, nella duplice veste di fotografo e membro dell’Associazione ad aprire l’Anteprima con la presentazione del libro “I Sessantacinque grandi dei Cru della Costa Toscana”, dedicato ai produttori della costa. Un racconto fatto di parole, tracciate dal giornalista Francesco Merlo e Salvatore Settis, e di immagini, con le foto scattate da Toscani. La Toscana che si specchia sul mare si presenterà con oltre 80 viticoltori provenienti da ben 5 diverse province (Lucca, Massa Carrara, Pisa, Livorno e Grosseto), più di 400 etichette fra vini “en primeur” e bottiglie già in commercio. Importante la presenza degli ospiti stranieri: il territorio ospite quest'anno sarà la Galizia e i suoi quasi 100 vitigni autoctoni, i vini del Cammino di Santiago ci racconteranno una Spagna ‘antica’ tra valli ed oceano. E da oltre oceano arriva uno dei protagonisti dei cooking show: direttamente da New York il lucchese Cesare Casella della Salumeria Rosi. Proprio l’internazionalità della cucina toscana è il tema degli incontri con gli chef “Andata e ritorno: Chef Toscani nel mondo, Chef del Mondo in Toscana” un viaggio intorno al mondo visto attraverso le esperienze e i piatti di importanti cuochi stellati: la creatività e la tradizione di Valentino Cassanelli del Principe di Forte dei Marmi, da Modena a Londra, da Milano fino alla Costa Versiliese, accompagnato dal Sommelier Sokol Ndreko; il Diavolo e l'Acqua Santa: Igles Corelli e Loretta Fanella, da Villa Rospigliosi di Spicchio (Pistoia). E ancora: dal cuore della Brianza, la due Stelle-Michelin Enrico Bartolini (Dèvero, Cavenago – provincia di Monza e Brianza), con la partecipazione del Sommelier del Devero, Pino Savoia; mentre racconterà la sua esperienza nel mondo attraverso un viaggio che tocca le Corti Reali di Giordania, Arabia Saudita e Lussemburgo, lo chef toscano Michele Martinelli della Locanda Martinelli di Nibbiaia (Livorno). Sarà Eleonora Cozzella, giornalista dell’Espresso ed esperta, di Food & Wine a condurre gli incontri con gli Chef. E, per finire, un tocco di gelato, grazie alla professionalità e all'esperienza di Gianfrancesco Cutelli, della Gelateria De' Coltelli (Pisa e Lucca) e di Mirko Tognetti, della Cremeria Opera di Lucca. I laboratori, organizzati in collaborazione con la sezione AIS di Lucca, spazieranno dai vini che hanno fatto la storia della costa passando attraverso la musica d’autore (SwingWine: un concerto-laboratorio tra vino e musica dal vivo) per un finale effervescente con una “Verticale” di Franciacorta. Ci sarà anche uno spazio OFF legato ad Anteprima che si svolgerà al di fuori del Real collegio con due imperdibili appuntamenti a “quattro mani”. Sabato 10 maggio 2014, ore 20.30 al Ristorante “L’Imbuto” Cristiano Tomei incontra Cesare Casella che segna il grande ritorno ai fornelli nella sua città natale, per un’unica, irripetibile serata. Fondatore del mitico “Vipore”, da decenni top-chef della scena gastronomica di New York, Casella si confronta con la cucina controcorrente e “teatrale” di Cristiano Tomei, chef Viareggino felicemente trapiantato a Lucca. Domenica 11 maggio 2014, ore 20.30 al Ristorante “Del Teatro” Maurizio Marsili incontra Enrico Bartolini, già insignito di 2 stelle Michelin, Enrico ritorna nelle sue terre. Due chef accomunati dall’attenzione per le cotture, la selezione delle materie prime e una grande cura per i particolari. Una piacevole novità di quest'anno: l'orario di apertura del chiostro centrale, nella sera del sabato, verrà esteso fino alle 23, per una serata-evento con degustazione dei vini della Costa, aperitivo gastronomico a cura di Damiano Donati, prodotti tipici del territorio e la suadente musica live di Michela Lombardi, una delle migliori “jazz vocalist” italiane. Informazioni. Anteprima Vini della Costa Toscana è un evento organizzato dall'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana (www.grandicru.it) con il sostegno di Comune di Lucca, Provincia di Lucca, Camera di Commercio di Lucca, Camera di Commercio di Pisa, Confcommercio, Confesercenti, Vetrina Toscana, Fondazione Banca del Monte, Strada del vino e dell'olio Lucca Montecarlo Versilia, Fondazione Palazzo Boccella, Scuola MADE, sponsor: Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Fondazione Bertarelli, Il Ciocco, Tagetik, Porsche. Il costo di ingresso - comprensivo dell'assaggio di tutti i vini - è di 20 euro, di 15 per soci Ais, Fisar, Onav e Slow Food, gratuito per gli operatori di settore (enoteche, ristoranti, wine-bar, distributori, agenti, importatori) previa consegna di biglietto da visita. Per aggiornamenti in tempo reale relativi al calendario dell'Anteprima 2014 e all'elenco di tutte le cantine aderenti è possibile visitare il sito www.anteprimavini.com, oppure iscriversi sulla pagina FaceBook dei Grandi Cru al link www.facebook.com/pages/Grandi-Cru-della-Costa-Toscana/162667263785739 cliccando sul tasto "mi piace". Fabrizio Del Bimbo

martedì 6 maggio 2014

Il Museo della civiltà del vino Primitivo a Manduria

Musei piccoli e grandi, luoghi speciali dove si imparano a conoscere aspetti nuovi del proprio territorio o dove si esplorano con sguardi diversi quello che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Sono i musei che parlano del territorio e delle comunità attraverso gli oggetti, le immagini e le voci di chi li ha creati e usati: mostrano un mondo della cui esistenza, spesso, non si sospetta neppure, fatto di lavoro, di cucina e vino, di feste, di musica, di tecniche e di esperienza, di abiti della festa e di tutti i giorni, di culture lontane arrivate sino a noi in tanti modi. Musei speciali, quelli che gli antropologi chiamano musei DEA, DemoEtnoAntropologici. Il Museo della civiltà del vino Primitivo, ubicato all'interno della Cantina Produttori Vini Manduria, è nato con una forte vocazione alla memoria, dalla voglia, cioè, di non perdere le tracce di un mondo culturale che è stato percepito come in profonda trasformazione, e quindi a rischio di oblìo. Infatti, Il Museo della civiltà del vino Primitivo ci racconta un mondo passato, ma lo fa per l’oggi, perché è oggi che noi ricordiamo, o in alcuni casi scopriamo, diversi e nuovi modi di vivere e di pensare. Questo viaggio nel passato tra vetusti aratri e carri, non è un richiamo nostalgico, una rievocazione di un tempo ormai dimenticato, ma un’analisi attenta al valore culturale e patrimoniale del mondo contadino che la comunità locale possa riconoscere come proprio, in cui ritrovare i tratti caratteristici del patrimonio culturale, quelle pratiche e quel fare artigianale che sopravvivono ancora, da qualche parte, ma in forme diverse rispetto al passato. L'agricoltura come identità di una collettività, come richiamo al suo territorio di appartenenza tutelandone le tradizioni e valorizzandone i prodotti tipici enogastronomici: il Museo della civiltà del vino Primitivo vuole ricordare tutto questo con un percorso aperto al pubblico anche con degustazioni di vino Primitivo di produzione della Cantina accompagnato dai piatti dell’autentica tradizione gastronomica, durante le quali vino e cibo sono illustrati e raccontati come parte della locale storia. Interpretare il piacere della tavola come punto di arrivo di un percorso attraverso antiche usanze, tradizioni, identità, territori. Al Museo ciò che si assaggia viene spiegato, raccontato, per lasciare a chi è curioso qualcosa di più di un sapore: la memoria di un incontro.
Il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, ubicato all’interno della della Cantina Produttori Vini Manduria (TA) , unisce rilevanza etnografica e importanza documentaria circa la civiltà contadina del Salento e l’evoluzione culturale e applicativa dei processi di produzione vitivinicola nello stesso territorio. Sotto le ottocentesche volte a stella, e nelle antiche cisterne della Cantina manduriana, infatti, è possibile addentrarsi in due tipi di percorsi di visita del Museo. Se, da un lato, oggetti di vita quotidiana e attrezzi di lavoro del contadino di un tempo narrano la storia sociale e l’economia agraria di queste zone, dall’altro, l’esposizione cronologica di vetusti torchi e contenitori di mosti e vini, unitamente al succedersi di macchinari ed attrezzature per opifici vinari, testimoniano l’evoluzione della tecnologia nei campi della vinificazione e dell’enologia. La ricca galleria di reperti e manufatti, collocabili, nella datazione, tra la seconda metà dell’ ‘800 e i primi del ‘900 (ma il Museo ospita anche un imponente torchio su base in pietra del XVIII secolo), è accompagnata, inoltre, dall’esposizione di diversi documenti originali coevi, riproducenti scritti e immagini relativi al mondo dell’agricoltura e del vino. Tra questi, un editto di Ferdinando I di Borbone del 1823. Al Museo della civiltà del vino Primitivo, meta per enoturisti, scolaresche, e studiosi di demoantropologia, si è accolti con cordiale professionalità e si completa la visita dell’azienda degustando il vino Primitivo doc di produzione. Le ampie sale del Museo diventano un poliedrico contenitore di eventi ospitando meeting, convegni, concerti, rappresentazioni teatrali. Info: www.museodelprimitivo.it Fabrizio Del Bimbo