giovedì 13 settembre 2018

Il cinquantenario di Vuticola





                                                                                                                            

                                                              UN CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO CHE GUARDA AL FUTURO
A 50 anni dalla nascita, l’impegno si rinnova con la Fondazione Pieve di Spaltenna

Gaiole in Chianti, 13 settembre 2018Festeggia 50 anni dalla sua fondazione Viticola Toscana, proprietaria di Castello di Meleto. Lo fa inaugurando un progetto ambizioso, la Fondazione Pieve di Spaltenna, progetto per il territorio che, come primo obiettivo, permetterà il restauro della Pieve di Santa Maria a Spaltenna, antica chiesa dell’XI° secolo.
L’Anniversario è stato celebrato ieri con una serie di iniziative, tra cui il convegno “Viticola Toscana e Castello di Meleto: 50 anni di opportunità tra vino e turismo”, moderato dal giornalista Leonardo Romanelli, cui hanno partecipato oltre a Lucia Pasquini, Presidente di Viticola Toscana, e Michele Contartese, Direttore Generale di Castello di Meleto, anche il Sindaco di Gaiole in Chianti, Michele Pescini e il Presidente del Centro Studi Chiantigiani “Clante”, lo storico Renato Stopani.
Durante il convegno, è stato presentato il progetto della Fondazione Pieve di Spaltenna, aperto a tutti, con la finalità di restaurare l’omonima chiesa romanica, tanto amata dal popolo di Gaiole. “Con la costituzione della Fondazione la Viticola Toscana - ha spiegato Lucia Pasquini - alienerà questo monumento dal proprio patrimonio, con l’obiettivo di donarlo alla comunità di Gaiole in Chianti e renderlo di nuovo agibile”. Castello di Meleto rinnova, così, l’operazione di crowdfunding a cui deve i natali: nel 1968 fu Gianni Mazzocchi a invitare i lettori della rivista QuattroSoldi a partecipareall’Operazione Vigneti, grazie alla quale nacque Viticola Toscana, proprietaria oggi di Castello di Meleto e 1.000 ettari di terreno circostante. Fin dalla sua fondazione Viticola Toscana si è impegnata nel risanamento della proprietà, recuperando anche il patrimonio storico e architettonico costituito dal Castello (XIII secolo) e dai molti edifici antichi presenti nella proprietà. Il convegno si è chiuso con la presentazione diun’edizione limitata del Chianti Classico DOCG 2016 con un’etichetta unica ispirata alle bottiglie storiche di Castello di Meleto. Dopo la visita alle cantine e degustazione dei vini, la giornata celebrativa è proseguita con lo spettacolo “Come diventare sommelier in 50 minuti” di Leonardo Romanelli nel teatrino del ‘700.
Con i suoi 1.600 azionisti, Viticola Toscana rappresenta un modello aziendale efficiente e unico. Castello di Meleto è una splendida struttura ricettiva e un perfetto esempio di azienda agricola completa: il vino, anzitutto con il Chianti Classico, rappresenta il prodotto bandiera, cui si affiancano l’olio extra vergine d’oliva biologico, il miele, e l’allevamento di Cinta Senese. Per ricevere informazioni e partecipare alla Fondazione, è possibile rivolgersi allo 0577.749217 o scrivere ainfo@castellomeleto.it
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mercoledì 12 settembre 2018

Vinoè alla 3/a edizione dal 27 al 29 ottobre

DA SABATO 27 A LUNEDÌ 29 OTTOBRE 2018 - FIRENZE, STAZIONE LEOPOLDA

 
WINE LOVERS MEETING POINT

 III edizione della kermesse enologica firmata FISAR dedicata alle eccellenze enoiche nazionali.
Degustazioni, tavole rotonde, cooking show e l’inedito “Premio vinoè 2018” coinvolgono professionisti e wine lovers in un’esperienza immersiva nella cultura del vino.
 L’evento è patrocinato da:
Ministero delle Politiche Agricole Ambientali, Forestali e del Turismo, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze 

È stata presentata oggi a Palazzo Vecchio, in presenza dell’Assessore allo Sviluppo economico e turismo del Comune di Firenze, Cecilia Del Re, la terza edizionedi vinoèkermesse enologica firmata FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori - in scena da sabato 27 a lunedì 29 ottobre 2018 alla Stazione Leopolda di Firenze.
Punto d'incontro per operatori e winelovers Vinoè in poco tempo si è affermata tra le manifestazioni enoiche più importanti d’Italia presentando ogni anno un ricercato palinsesto di degustazioniincontritavole rotonde e cooking show. Nella splendida vigna indoor della Leopolda oltre 8.000 persone si riuniscono per scoprire, sotto la guida dei Sommellier FISARpiù di 800 etichette - tra cantine celebri e realtà indipendenti meno conosciute, ma altrettanto eccellenti - presenti ai 140 banchi d’assaggio.
Vinoè è ormai un appuntamento fisso della programmazione culturale fiorentina, che cresce ogni anno ritagliandosi uno spazio sempre più importante nel settore enogastronomico nazionale – dichiara Cecilia Del Re, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze in occasione della presentazione  a Palazzo Vecchio della terza edizione della kermesse organizzata da FISAR – Una manifestazione che si svolge a fine ottobre, in un periodo di bassa stagione per il turismo, anch e perquesto lo sosteniamo ancora più convintamente, nell’ottica di cercare di portare eventi a Firenze anche in momenti di basso afflusso. Il Comune di Firenze è orgoglioso di ospitare e dare il patrocinio a Vinoè, un evento fortemente voluto da FISAR, in grado di regalare alla Città, ai cittadini e agli appassionati di vino provenienti da tutta Italia un fitto programma d’incontri, approfondimenti, esperienze alla scoperta della cultura enoica, toscana, italiana e internazionale. Un appuntamento che accoglie tutti, fiorentini e turisti, appassionati di vino che vogliono godere delle cantine provenienti da tutta Italia oltre a una vasta rappresentanza di aziende toscane.”
Prendono parte alla manifestazione produttori da tutta Italia, dal Trentinoalla Sicilia con ampia rappresentanza della Toscana e delle sue tradizioni vitivinicole. Vigneron appassionati che alla quantità hanno preferito una qualità altissima, producendo i propri vini – da 5.000 a 200.000 bottiglie/anno - con frutti coltivati su terreni di proprietà con metodi tradizionali, o biologici o biodinamici, e seguendo in prima persona tutta la filiera di produzione, dalla selezione delle barbatelle, all’etichettatura e alla presentazione e distribuzione del prodotto finito.
Vinoè accompagna un’esperienza di degustazione e scoperta del patrimonio enoico tricolore a momenti di approfondimento dedicati alle grandi eccellenze d’oltralpe. Tra questi, la degustazione verticale di Clos des Réas, inebriante vino rosso di grande qualità prodotto con Pinot nero in purezza, alla scoperta del terroir della Borgogna e delle diverse sfumature che caratterizzano le bottiglie prodotte tra il 2011 e il 2015, e la Masterclass dedicata ai Millesimi dello Champagne, guidata da Cristina Willemsen di Fier Ce Fit, che racconta come un’eccezionale vendemmia, con uve di prima scelta, porti alla nascita di vini dal forte carattere distintivo prodotti con frutti di una singola annata.
Il Brunello di Montalcino è invece al centro di festeggiamenti per i 40 anni dell’azienda Castello Banfi: i Sommelier FISAR conducono una degustazione verticale alla scoperta delle infinite peculiarità delle bottiglie di sei annate diverse, svelando la vita e l’invecchiamento di una delle più grandi eccellenze italiane.
Continua il viaggio nella cultura enogastronomica dell’Oriente: dopo l’incontro tra la cultura orientale e i nostri vini, offerta la scorsa edizione, vinoèpresenta quest’anno un approfondimento dedicato al Sakè, fermentato di riso giapponese ottenuto dalla lavorazione con acqua e spore koji che da secoli affascina l’Ovest del mondo.
Giovanni Baldini di Firenze Sakè e il produttore nipponico Arimitsu Sake Brewery conducono il pubblico in viaggio dalle origini alla ritualità di questa bevanda, da gustare ad una temperatura di 35-40° dopo aver riscaldato a bagnomaria il tokkuri
Tra tradizione e modernità si colloca l’incontro sui segreti della vinificazione in Anfora: dall’epoca greco-romana in cui per la prima volta si iniziò a fermentare l’uva in grandi vasi di terracotta, alle più moderne tecniche di produzione che valorizzano la sostenibilità con materiali ricercati. 
Da sempre ambasciatrice della sottile arte dell’abbinamento tra vino e ciboFISAR presenta a vinoè un ricco calendario di incontri con importanti ospiti illustri che, interpreti di un nuovo modo di vivere la cucina e il cibo, si cimenteranno in sorprendenti cooking show ai fornelli della Cucina di vinoè.
Un percorso di scopertaenogastronomica che dalla materia prima conduce alla complessità del piatto, guidato da giovani imprenditori all’avanguardia come Michelangelo Masoniunconventional macellaio di Viareggio che opera secondo l’etica della macellazione quale sacrificio per la nutrizione, Simone Cipriani, Chef di Essenziale (Firenze), Alessio Sparacino, Chef dello stellato Cum Quibus di San Gimignano, Edoardo Tilli, Chef Autodidatta rivelazione della Val di Sieve che presenta la sua cucina agrituristica gourmet, e il team della cucina del Dek di Prato che presenta a vinoè 2018 il progetto di pescheria contemporaneaSHARK.
Novità dell’edizione 2018, infine, è il Premio vinoè 2018, competizione che invita gli espositori a presentare la loro migliore bottiglia tra vini bianchi, spumanti, rosè e rossi. La Commissione di Degustazione, composta da 7 Sommelier FISARdegusterà “alla cieca”i vini in gara valutandone colore, gusto e profumo e decretando, per ciascuna tipologia, i due vincitori del Papillon D’Oro Papillon D’Argento. Le bottiglie vincenti, premiate nella giornata di sabato 27 ottobre, saranno presenti a vinoè per essere scoperte e degustate dal pubblico.
vinoè si riconferma quindi un grande salotto culturale in cui FISAR accoglie il pubblico per celebrare un unico protagonista: il vino in tutte le sue sfumature

Info orari e biglietti
Sabato 27 ottobre                         ore 11,00 – 18,00
Domenica 28 ottobre                     ore 10,00 – 19,00
Lunedì 29 ottobre                          ore 10,00 – 18,00

I biglietti per la kermesse sono disponibili online al sito:http://www.vinoe.it/biglietti

Da oltre 45 anni FISAR è il punto di riferimento autorevole e strategico del settore enologico. Attraverso un fitto network di Delegazioni, la Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori sostiene e promuove una cultura del vino che diffonda i valori di indipendenza, territorialità e qualità.

Fabrizio Del Bimbo 


 Fabrizio Del Bimbo 

martedì 5 giugno 2018

Terre di Pisa si presentano



 
 


Terre di Pisa | Terre del Vino
200  etichette di vini pisani si presentano ai professionisti del settore. L’iniziativa si è sviluppata all’interno di una due giorni che prevede visite della stampa specializzata  alle cantine della provincia e seminari sulle caratteristiche  dei vitigni autoctoni e sulla “DOC Terre diPisa”.Pisa, 28 maggio 2018.  Martedì 5 giugno è stata  una data importante per il vino pisano. A partire dalle14:30,  nei   locali  del   M.A.C.C.  (Meeting  Art Craft   Center)   di  Palazzo  Affari  (sede  della   Camera  diCommercio di Pisa), ha avuto luogo l’evento “Terre di Pisa | Terre del Vino”: un pomeriggio dedicato alla scoperta dei vini del territorio che sempre di più si affermano nelle grandi competizioni internazionali,  eche sono stati presentati agli operatori professionali del settore. Un “viaggio” nelle Terre di Pisa che ha visto protagonisti il Sangiovese nelle espressioni più tipiche che assume a Pisa, dove risente della vicinanza del mare, e gli altri vitigni, autoctoni e internazionali, che caratterizzano la produzione pisana:  vino come esperienza dell’identità di un territorio rivolto a ristoratori, enotecari, assaggiatori, sommelier, grossisti e giornalisti. L’evento ha visto la presenza  di  circa  200  etichette  prodotte  da una  quarantina  di  aziende  vinicole pisane  chiamate a rappresentare e far conoscere agli addetti ai lavori le diverse sfaccettature del vinopisano, dalla costa tirrenica di Riparbella ai borghi storici di San Miniato, Peccioli, Terricciola, passando per le balze di Volterra. In degustazione, quindi, uno dei territori più complessi e articolati della Toscana,con suoli e microclima specifici in grado di creare condizioni ideali alla produzione di vino di qualità.Il commento del Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini “Questo   evento  –   afferma   Valter   Tamburini,   Presidente   della   Camera   di   Commercio   di   Pisa  –rappresenta un ulteriore tassello nel programma di promozione del prodotto turistico “Terre di Pisa” evuole essere un’occasione concreta per tutte le aziende che, assieme alla Camera di Commercio di Pisa,stanno impegnandosi a promuovere a 360 gradi il nuovo brand. Un viaggio nel mondo del vino pisano che con iniziative come queste punta a farsi riconoscere e apprezzare in primo luogo da chi il vino lo conosce e lo utilizza nel proprio lavoro.”All’interno del pomeriggio ci sarà anche un momento formativo per gli esperti con due seminari di natura tecnica con degustazione: “La DOC Terre di Pisa”  e l’“Interpretazione di vitigni autoctoni nel territorio pisano”. 

Nicoletta Curradi





giovedì 31 maggio 2018

Le Marche nel bicchiere: la conoscenza del territorio passa attraverso il vino

Il Verdicchio è il più famoso e certamente il più diffuso vitigno delle Marche,  la  regione  fra le più  belle  e  meno  conosciute   d'Italia. Ma numerosi sono i vitigni autoctoni coltivati in questo territorio.




                                                    Calice di Verdicchio


Il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi deve il suo nome all’omonima cittadina, circondata da pittoresche colline attraversate dai fiumi Esino, Misa e Musone. Sulle loro rive si affacciano alcuni dei quattordici imponenti castelli medievali, o meglio borghi fortificati, che per secoli hanno difeso la città, piccola ma di grande valore strategico. Su questi pendii le viti convivono con gli ulivi, donando loro la bellezza incantevole dipinta nel 1500 da Raffaello, originario della magnifica città di Urbino.  Il tipico terreno argilloso-calcareo della regione, ricco di limo o sabbia, e l’aria marina che ventila le vigne anche a venti-quaranta chilometri dal mare contribuiscono all’eccezionalità dei vini locali, fra cui spicca il Verdicchio: racconta la leggenda che il vitigno sia stato portato nelle Marche alla fine del XV secolo dai veneziani che vi si trasferirono dai villaggi spopolati a causa della peste. Fin dagli anni ’50 il Verdicchio si è imposto a livello internazionale, e grossi viticoltori che producono per l’esportazione convivono con cantine più piccole, ma molto attive.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi ha un’ottima struttura ed eleganza, un gusto sottile e ricco con buon potenziale di invecchiamento; grazie alla sua acidità elevata il Verdicchio è inoltre adatto alla produzione di ottimi vini spumanti, sia con il metodo classico e sia con il metodo Charmat. Il vino giovane Verdicchio è fresco, con chiare note frutta fruttate; il vino dalla vendemmia tardiva invece si distingue nella corposità senza perdere il suo carattere fruttato. Queste caratteristiche sono proprie della zona del Verdicchio Classico – la zona più antica. Sono ben 23 le zone DOC, fra cui si trova il Verdicchio Superiore, caratterizzato dall’alta percentuale di alcool. Il Verdicchio Riserva prevede i 24 mesi della maturazione prima della vendita: sfata così il mito che “il vino bianco si beve solo giovane. 


                                            
                                   Teatro Piermarini Matelica

Il Foyer “Verdicchio di Matelica” all'interno del Teatro Piermarini di Matelica, progettato dallo stesso architetto della Scala di Milano, si occupa di vendita e promozione del vino più pregiato del territorio, il  Verdicchio di Matelica. La struttura è stata allestita all'interno del Teatro per creare un  binomio perfetto tra cultura e territorio. La location è gestita dai produttori del Verdicchio di Matelica, in sinergia con la Giunta comunale, composta da un Sindaco ed assessori molto attenti (in primis l'assessore all’Agricoltura, nonché enologo, Roberto Potentini), rendendo questo spazio unico nel suo genere. Il Foyer è aperto tutti i giorni per degustazioni di vino e per visite guidate al Teatro e alle Terme romane scoperte all'interno della strttura. In questa accattivante “vetrina” si possono assaggiare i vini di 12 cantine che producono Verdicchio di Matelica Doc e Docg,  uno dei più antichi vini bianchi italiani da vitigno autoctono: D.O.C dal 1967 e D.O.C.G per la versione riserva dal 2009. Il Verdicchio di Matelica è considerato il vino di montagna, quello di Jesi di mare. Il monte San Vicino fa da  frontiera tra le due zone vinicole. 

Conosciamo meglio alcune realtà del territorio.





                                        Cantina Garofoli

Garofoli è un riferimento del vino regionale e una azienda di prima grandezza, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Alla guida, Carlo Garofoli,  profondo conoscitore del vigneto marchigiano. Se i vini base sono sempre impeccabili, le selezioni rientrano costantemente nel ristretto gruppo dei migliori vini marchigiani. Ottimo il suo Jesi Classico Superiore DOC “Podium” 2013
Giallo paglierino, al naso esprime un profumo intenso, elegante, fruttato con sentori di agrumi. Al palato è suadente, morbido, di grande carattere, caratterizzato da una sapidità molto prolungata, caldo ed elegante.

                                                   La Monacesca


Nel territorio di Matelica, in provincia di Macerata, l'azienda agricola La Monacesca è nata nel 1966 per mano di Casimiro Cifola, che, dopo aver acquistato gli appezzamenti, diede il via all’impianto dei primi vigneti e alla costruzione della cantina di vinificazione, la quale vedrà imbottigliata la prima annata di Verdicchio di Matelica nel 1973. Il nome dell’azienda deriva da un gruppo di monaci benedettini, che intorno al 900 d.C. si stabilirono in queste terre, costruendo una piccola chiesa e un convento che oggi, dopo essere stati perfettamente recuperati e ristrutturati, fanno parte del piccolo borgo aziendale. Attualmente di proprietà e gestita da Aldo Cifola, figlio di Casimiro, la cantina ha visto crescere il suo prestigio negli anni, grazie proprio al suo Verdicchio di Matelica, oggi tra i più importanti della denominazione. Nel corso del tempo, la superficie dei vigneti è costantemente aumentata, per cui al momento l’estensione arriva a toccare i 30 ettari. Tra i filari, oltre ovviamente alla varietà del verdicchio, si incontrano anche uve di chardonnay, sangiovese e merlot: viti che sono allevate nel massimo rispetto di ambiente ed ecosistema, per arrivare a produrre grappoli concentrati e ricchi in ogni loro componente organolettica. Con una media di circa 160.000 bottiglie annue destinate esclusivamente alla ristorazione e ai negozi specializzati in Italia e all’Estero, in cantina le regole non sono molto diverse da quelle adottate tra i filari, e l’obiettivo principale è sempre quello di esprimere nel calice l’unicità di quelle che sono le migliori terre marchigiane in fatto di vino. Rispetto alle origini, ciò che non è cambiato è la cura artigianale e quasi maniacale con cui si produce vino, rimasta sempre la stessa. Dal “Terra di Mezzo” al “Mirum”, dall’“Ecclesia” al “Camerte”, quelle targate “La Monacesca” sono etichette dove si incontrano la storia, la cultura e la tradizione di un grande terroir .

Anche Cantine Belisario ha sede a Matelica e vanta più di 300 ettari di vitigni ed una cantina di 300 ettolitri di capienza. I vitigni sono vicini alla cantina e tutti sono situati nell'Alta Valle Esina. L’azienda  coltiva direttamente i vigneti ed ogni etichetta ha il suo vigneto dedicato. Il progetto dell'azienda  prevede che ogni vino sia un progetto ben finalizzato che parte dall'impianto del vigneto e poi la selezione delle uve e dei mosti serve a raggiungere lo scopo di realizzare la massima qualità. E' il più grande produttore di Verdicchio di Matelica DOC e produce due marchi: Belisario, dedicato alla ristorazione ed enoteche, e Poggio alle Rondini, dedicato alla grande distribuzione. Dal 2002, l’azienda Cantine Belisario possiede il sistema di qualità certificato ISO 9001:2000 ed è anche certificata per la vinificazione di uve da coltura biologica, con circa 24 ettari di vigneti bio. 



                                            Vigneti di Terra Fageto

Cambiando zona e recandoci a Pedaso, in provincia di Fermo, incontriamo  Terra Fageto, azienda agricola a conduzione familiare. Grazie alla diversità dei terreni in cui si trovano i vari vigneti (Pedaso, Campofilone, Altidona), la cantina produce sia vini bianchi che rossi, tutti marchi di fabbrica di questa zona delle Marche: Dal Falerio al Passerina, dal Pecorino al Rosso Piceno, l'intera produzione di Terra Fageto è attuata in modo biologico. Tra i vini prodotti spiccano  Letizia Marche Passerina IGT e Fenesia Offida Pecorino DOCG


Castrum Morisci è l’antico nome del borgo di Moresco così come si legge in un documento del 1248 conservato nell’Archivio di Stato di Fermo. La scelta del nome testimonia il forte legame con la storia, le tradizioni e il paesaggio delle nostre campagne.L’azienda nasce grazie al lavoro della famiglia Pettinari: David, Agostino, Alessandra, Eleonora e Luca. .L’ azienda agricola, profondamente orientata al biologico, si estende su 7,5 ettari di vigneto ai piedi del borgo medievale di Moresco. La vicinanza del mare e il particolare terroir conferiscono ai prodotti una connotazione inconfondibile unica Passerina, Pecorino, Vermentino, Malvasia, Pinot, Moscato, Merlot, Montepulciano, Sangiovese, sono gli uvaggi utilizzati per una produzione media annua di 25000 bottiglie. La vinificazione avviene con vasi vinari in acciaio, terracotta e legno, con la volontà di scoprire e valorizzare tutto il ventaglio aromatico di vitigni coltivati. L’uso di recipienti in terracotta per contenere il vino risale a circa 8000 anni fa, quando nell’area transcaucasica venivano usate per elaborare una delle prime creazioni dell’artificio umano. L’utilizzo della terracotta si è poi diffuso tra tutte le popolazioni del mondo antico, ma si è perduto nel medioevo, sostituito dalla botte in legno e dalla barrique.
All’interno di questi recipienti, con lunghe macerazioni delle bucce si riesce ad estrarre tutta la complessità di sentori e aromi specifici dalle uve. il vino affina di nuovo in anfora, per trovare i profumi e gli aromi che lo rendono unico, grazie allo straordinario isolamento termico e alla micro-ossigenazione dovuta alla porosità della terracotta.


                                              Anfore di Castrum Morisci

Padreterno, Testamozza e Gallicano sono  i nomi dei vini in anfora. Castrum Morisci èla prima cantina nelle Marche a produrre vini con l'etichetta in braille per non vedenti e ipovedenti. 


Per alloggiare nelle Marche: Villa Gens Camuria www.villagenscamuria.it

Nicoletta Curradi

martedì 8 maggio 2018

Anteprima dei Vini della Costa Toscana: eccellenze in primo piano



Si è appena conclusa l’edizione 2018 dell’Anteprima vini della Costa Toscana; la cerimonia di apertura è stata accompagnata dall’orchestra per porre l’accento sulla sinergia con Lucca Classica Music Festival per questa edizione 2018. 

Organizzato dall’associazione Grandi Cru e da Event Service Tuscany, nella sua diciassettesima edizione oltre alle 600 etichette presenti e ai 100 viticoltori delle province toscane affacciate sul Tirreno, è stato celebrato un grande anniversario: il cinquantesimo anno di storia del padre della Costa Toscana, il Sassicaia. Con una verticale di cinque assaggi condotta da Daniele Cernilli, sono stati ripercorsi cinque decenni di un vino divenuto mito e simbolo di eccellenza italiana nel mondo.

Il primo piano del Real Collegio ha ospitato una galleria di produzioni della Costa, da Massa Carrara fino a Grosseto, passando per Lucca, Pisa e Livorno, poiché non solo le etichette più celebri fanno grande la reputazione della Toscana nel panorama mondiale, ma anche le giovani aziende che scelgono la strada dell’autenticità nelle proprie produzioni.

Ampio spazio  è stato riservato  anche alle province toscane dell’entroterra, con la rete dell’Urlo del vino, che ha come presidente il viticoltore Gino Fuso Carmignani, alle quali sono state dedicate le sale ospiti nazionali.

Al Chianti è stata dedicata una masterclass dal titolo “Selvapiana. La storia del Chianti Rufina”, con un percorso di degustazione che parte dal 1965 e si sviluppa in una verticale di Bucerchiale dalla prima annata risalente al 1979 per arrivare ai giorni nostri.

A questo laboratorio e alla verticale celebrativa del Sassicaia si sono aggiunti altri appuntamenti come “Etna. Il rosso del vulcano”, che prevedeva un'orizzontale di Nerello nella vendemmia 2014, annata che fu difficile per tutta l’Italia peninsulare ma eccellente per la Sicilia; poi “Il Re Nebbiolo” che prevedeva un percorso alla scoperta di un grande vitigno per territori diversi: Barolo, Barbaresco, Lessona.

Come ogni anno, Anteprima Vini ha d

ato una grande importanza all’aspetto internazionale dell’evento con una selezione di viticoltori ungheresi selezionati da Tibor Gar, figlio del grande enologo magiaro dell’Ornellaia prematuramente scomparso, anche lui produttore ed enologo nella sua terra d’origine.

Tra i vini proposti in degustazione spiccano:

Usiglian del Vescovo di Pistoia

Il Ginestraio IGT Costa toscana bianco da uve Chardonnay e Vionnier.  
Elegante, aroma floreale

Il Sangiose' IGT Costa toscana rosato da delezione da uve Ssngipvese
Fresco, armonico e leggero

Il Bruce' Spumante metodo classico brut, rose' da uve Sangiovese
Fresco, bouquet intenso, elegante, con sentori di frutti rossi e di viole

Società agricola Marini Giuseppe di Pistoia

Savium Bianco toscano
Aromatico e gradevole

Fattoria dI Magliano di Magliano in Toscana

Vermentino della Maremma Toscana DOC
Fresco, dai profumi  floreali e fruttati (agrumi, pesche), dal gusto persistente al palato

Mprisfarms di Massa Marittima

Morellino di Scansano DOCG Sangiovese 90% Merlot Syrah 10%
Bouquet ricco con profumi di frutti rossi e chiodi di garofano. Gusto equilibrato

Colle di Bordocheo di Segromigno in Monte

Picchio rosso DOC Colline lucchesi Sangiovese
Di notevole complessita', buona struttura e forti tannini. Aromi di mela.

Podere La Chiesa di Terricciola
Rosso Sangiovese 
Di buona struttura e complessità

Tra i vini ungheresi si nota Szikar, fresco ma ruvido, dall'elegante bottiglia, e TI di Gal Tibor, che si distingue dagli altri per la sua vivacità.

Nicoletta Curradi

venerdì 4 maggio 2018

Il 5 e 6 maggio la 17/a Anteprima dei vini della costa



17A ANTEPRIMA VINI DELLA COSTA 2018





Per un appassionante week end Lucca torna ad ospitare i profumi e i sapori della Costa Toscana nell’annuale rassegna dei viticoltori delle province bagnate dal mare.
I vigneron presenteranno personalmente i loro vini: oltre 600 etichette in degustazione per raccontare una fondamentale realtà produttiva toscana, un fantastico viaggio attraverso le personali storie di uomini e donne che hanno creduto nel territorio di costa come terroir di eccellenza per la propria avventura vitivinicola.
Al primo piano del prestigioso palazzo del Real Collegio una completa galleria di aziende per presentare le produzioni di Costa da Massa Carrara a Grosseto attraverso Lucca, Pisa e Livorno. Non solo le più note etichette che contribuiscono al nome della Toscana nel mondo ma anche giovani aziende che scelgono una strada di autenticità nelle proprie produzioni, esplorano i temi del biologico e del biodinamico, decidono di presentarsi attraverso i volti dei vigneron che personalmente raccontano le loro storie produttive.
Centro dell’edizione 2018: un prestigioso omaggio al padre della Costa Toscana, il Sassicaia. 1968-2018: una verticale unica che in cinque assaggi esplora cinque decenni di un vino diventato per il mondo un mito e un riferimento di eleganza. Il fiore all’occhiello della splendida Tenuta San Guido, a Bolgheri, di proprietà di Nicolò Incisa della Rocchetta, presidente onorario dell’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana. Come ogni anno Anteprima si apre ad ospiti internazionali. L’edizione 2018 presenterà una selezione di viticoltori ungheresi attentamente scelti da Tibor Gal, il figlio del grande enologo magiaro dell’Ornellaia prematuramente scomparso, anche lui enologo e produttore nella sua terra di origine.
Orario: 11.30-20.30
5-6 maggio
Real Collegio
Piazza del Collegio 13
Lucca

Nicoletta Curradi 

sabato 28 aprile 2018

Grande festa per i 40 anni della DOC Morellino di Scansano

Solo l’anno scorso la Docg ha compiuto dieci anni, ma quest’anno è tempo di un’altra ricorrenza particolarmente sentita per il territorio maremmano: il riconoscimento della prima denominazione, nel 1978, per il Morellino di Scansano. Per festeggiare il raggiungimento dei 40 anni della Doc, Il Consorzio Tutela Morellino di Scansano annuncia la prima edizione di un evento rivolto a operatori del settore e appassionati, che avrà luogo nel borgo medievale che regala il nome alla denominazione.



“Rosso Morellino. 40 anni di storia” è in programma lunedì 11 giugno a Scansano. Ad aprire la manifestazione, l’ottocentesco Teatro Castagnoli accoglierà le autorità locali e i rappresentanti del Consorzio per un momento istituzionale su invito che traccerà la storia e le prospettive di un vino che ha saputo conquistarsi grande apprezzamento sia in Italia che all’estero e che guarda al futuro con entusiasmo.
Subito dopo la parola passerà ai vini, con un ricco programma che impegnerà produttori e visitatori per tutta la giornata. Si comincia alle ore 11 nelle adiacenti ex scuole elementari, con una masterclass a posti limitati condotta dal giornalista e critico enogastronomico Filippo Bartolotta. Sarà un viaggio lungo alcune delle annate più rappresentative del Morellino di Scansano, con l’obiettivo di analizzare sia i tratti di più facile lettura di questo vino, che quelli più complessi e articolati che solo il tempo sa donargli, grazie alla capacità del Sangiovese di saper evolvere e leggere il territorio compreso tra l’Ombrone e l’Albegna.




Contemporaneamente, sempre alle ore 11, si apriranno anche le porte del banco di assaggio all’interno del quale un’ampia selezione di produttori accoglierà giornalisti ed operatori del settore, ma anche appassionati e wine lover, con i vini in commercio sia nella tipologia “Annata” che in quella “Riserva”. Un’opportunità unica per approfondire la propria conoscenza del Morellino di Scansano, ma soprattutto la possibilità di confrontarsi con le cantine del territorio e raccogliere gli aneddoti che hanno caratterizzato questi 40 anni di storia. Le degustazioni inizieranno, sempre all’interno delle ex scuole elementari situate vicino al Teatro Castagnoli di Scansano, alle ore 11.00 e termineranno alle ore 18.00.
“Il conferimento della Denominazione di Origine Controllata nel lontano 1978 è stato un tassello fondamentale per la valorizzazione di un territorio unico e incontaminato che vede proprio nella produzione del suo famoso vino a base Sangiovese una delle eccellenze di punta di tutto il comprensorio” ha commentato Rossano Teglielli, presidente del Consorzio. “La scelta di celebrare il quarantesimo anniversario con un evento nel cuore della Maremma ci permette di sottolineare ancora una volta il legame indissolubile che il Morellino di Scansano ha con il suo territorio”

Nicoletta Curradi