venerdì 29 dicembre 2017

Provati per voi: i vini Stebbi

Soggiornando all'hotel Terre di Casole a Casole d'Elsa, in provincia di Siena,  e cenando al ristorante L'orto di Casole, ho avuto la possibilità di assaggiare un ottimo vino rosso, prodotto dal podere Stebbi, situato nei pressi.  
L’azienda ha una superficie vitata di circa 1,5 Ha .
I vigneti sono per il 70% Sangiovese  e per il 30 % cabernet .
Ogni anno  vengono prodotti due vini,  un DOC Terre di Casole  ed una riserva.
Lo Stebbi rosso “base” è un prodotto fresco, profumato, di grado moderato e di facile beva è fatto con le uve più giovani e vinificato solo in acciaio.
La riserva (Stebbi 2006) è  vinificazione in barique di legno in due passaggi ed ha una percentuale di cabernet sauvignon non superiore al 10% , l’anno 2006 è un prodotto più completo, di grande potenza ed ampiezza , certamente adatto a piatti importanti.

Nicoletta Curradi 





giovedì 14 dicembre 2017

A Firenze al Fusion bar il 18 dicembre il Gran Gala della bar industry


Firenze - Lunedì 18 dicembre 2017

c/o The Fusion Bar & Restaurant (vicolo dell'Oro, 3)

Serata-Evento di presentazione della
"GUIDA AI MIGLIORI COCKTAIL BAR D'ITALIA"


Gran Gala della bar industry, tra piatti stellati, i Premi per i Migliori Old Fashioned e Martini Cocktail 2017, i cocktail dedicati ai giornalisti, per presentare l'app gratuita per iOS e Android e scoprire i migliori cocktail bar d’Italia, grazie alla Guida ai Migliori Cocktail Bar d'Italia di BlueBlazer

Lunedì 18 dicembre, a partire dalle ore 19:30, presso il The Fusion Bar & Restaurant di Firenze, in vicolo dell'Oro 3, Gran Galà di presentazione della nuovaGuida ai migliori cocktail bar d’Italia, selezionati dalla rivista specializzata Blueblazer.




L’appuntamento, giunto alla terza edizione, si attesta come uno dei principali rendez-vous del mondo del beverage. Tra gli invitati, infatti, oltre ai bartender dei locali premiati dalla Guida, tutti i principali stakeholder del settore, dai giornalisti ai brand ambassador, passando per i manager di aziende di spirits e dell’hotellerie italiana. A fare da teatro all’evento è, come sempre, una location elegante. Dopo i lussuosi saloni del Chorus Café di Roma nel 2015 e il Trussardi a La Scala di Milano nel 2016, quest’anno la presentazione avverrà all’interno del Fusion Bar del Gallery Art Hotel di Lungarno Collection.

L’evento offre l’occasione, unica nel suo genere, di riunire il mondo del bar italiano per una serata diversa dai soliti meeting di lavoro. Un serata che rispecchia la nostra filosofia, una filosofia inclusiva, che cerca di aprire il mondo del bar ad un pubblico quanto più vasto possibile”, dichiara Giampiero Francesca, direttore e fondatore di BlueBlazer. “Per questo, aldilà della guida, ci piace regalare un momento di ritrovo tra amici e colleghi. E i match che si possono innescare in questi casi sono incredibili. La forza di un evento come questo si stabilisce anche e soprattutto in questo tipo di opportunità”.

La Guida è un contenitore virtuale, scaricabile sulle piattaforme iOS e Android, contenente gli indirizzi, le informazioni e tutte le news sui migliori cocktail bar d’Italia. Una volta installata, è sufficiente aprirla dal proprio smartphone per consultarla. La navigazione del menù è semplice e intuitiva: si può decidere di geolocalizzarsi e selezionare i locali che appariranno sulla cartina, oppure filtrare per le quattro categorie (cocktail bar, bistrot – restaurant, hotel bar e speakeasy). In ogni caso, ‘cliccando’ su un locale, si aprirà la scheda con una breve storia di presentazione del bar, alcune informazioni sui cocktail consigliati e sul tipo di miscelazione praticata, gli orari, i contatti e l’accesso diretto alle mappe per rintracciare la strada col proprio navigatore.

Le categorie sono uno strumento utile per consentire a chiunque, in base ai propri gusti e aspettative, di scegliere velocemente. Al di là del ‘cocktail bar’ propriamente detto, ‘bistrot-restaurant’ indica quei locali in cui oltre che bere si offre un’esperienza food frutto di una cucina, in molti casi anche degna di nota per non dire ‘stellata’ ” sottolinea Massimo Gaetano Macrì, capo-redattore di BlueBlazer e co-ideatore della Guida. “Non potevano poi mancare gli hotel bar, di cui siamo grandi estimatori. Anzi, con il nostro lavoro, vorremmo far capire che le atmosfere eleganti ed ovattate di questi locali potrebbero essere frequentate da tutti. In Italia c’è ancora molta diffidenza e sono ancora tanti a chiedersi se si possa entrare in un hotel solo per bere un drink, senza essere clienti”. E, infine, la categoria forse più alla moda, i cosiddetti speakeasy “in cui abbiamo inserito sia i locali il cui accesso è garantito tramite la parola d’ordine, come i ‘veri’ speakeasy americani del Proibizionismo degli anni Venti-Trenta del secolo scorso, sia quei locali che in qualche modo ricordano quelle atmosfere fumose, con un accesso un po’ da secret bar, in cui entri solo se ne conosci fisicamente l’ingresso”.

Gli oltre 160 bar della Guida sono frutto di una attenta selezione di Giampiero Francesca e Massimo Gaetano Macrì, supportati da un panel di cento esperti che hanno pre-selezionato una lunga lista locali. Per il secondo anno consecutivo sono infatti presenti nella Guida tutte le regioni italiane, con un’attenzione sempre maggiore alle realtà di provincia, tanto interessanti quanto, spesso, difficili da scoprire. Così trovano spazio, accanto alle grandi città come Roma, Milano e Firenze, paesi con poco centinaia di abitanti come Acquapendente, in provincia di Viterbo, o Mirano, non lontana da Venezia. I criteri seguiti per selezionare i bar si basano sull’ospitalità, oltre che sulla qualità del servizio e del cocktail. “Non scegliamo mai un locale perché fa bene da bere. Non è quello che ci interessa per primo. Consideriamo soprattutto l’alto grado di accoglienza, ormai sempre più rara, che si traduce nella capacità di far star bene il cliente, consentendogli di vivere un’esperienza completa. Poi, ovviamente, viene anche il cocktail”.

E a proposito di cocktail, quest’anno sono previste alcune novità. A margine della presentazione della Guida, ci sarà la cerimonia di consegna di due premi: il ‘miglior cocktail Martini’ e il ‘miglior Old Fashioned’, scelti personalmente da Francesca e Macrì. Si tratta di un piccolo riconoscimento al lavoro dei bartender dei locali in Guida. “Lungi da noi fare classifiche, sia chiaro, ma abbiamo bevuto praticamente ovunque sia il Martini cocktail che l’Old Fashioned, anche più volte in uno stesso posto, per cui abbiamo la ‘piccola’ presunzione di poter decretare il migliore; quello che, per qualche motivo, ci ha colpito di più nei nostri viaggi durante il 2017. Per l’anno successivo, altro giro, altra corsa”, ha dichiarato Giampiero Francesca. Al fortunato bartender verrà consegnato un bicchiere di cristallo di grande pregio e unico nel suo genere, impreziosito da una targa ricordo.

Per l’evento è stato costruito un cocktail menu in collaborazione con Bacardi-Martini, Branca, Campari, Compagnia dei Caraibi, D&C, F.lli Rinaldi Importatori, Giardini d’Amore, Italicus, Montenegro e Pernod Ricard e i bartender del Fusion Bar, Marco Vezzosi e Robert Pavel, affiancato dai finger food dello chef stellato Peter Brugel.

Durante la serata ci sarà l’occasione unica di assaggiare il ‘The Journalist Martini’ di Massimo D’Addezio e il “The Journalist Negroni” di Tommaso Cecca, i signature cocktail creati appositamente per la Guida dai bartender che hanno ospitato l’evento negli anni precedenti. Entrambi i cocktail sono degli omaggi che i barmanger dei due locali hanno voluto dedicare ai giornalisti adattando i pregi, e perché no, i difetti di questa categoria a due storici cocktail. Il The Journlasist Martini è un Martini cocktail come piace berlo a molti giornalisti, freddissimo e molto secco, preparato con gin Bombay Sapphire, Apricot Brandy e gocce di Laphoraig, un whisky torbato i cui sentori affumicati rimandano, per Massimo D’Addezio, al mondo della stampa e delle redazioni. Completamente diverso il The Journalist negroni, una variante calda e avvolgente del grande classico italiano, con brandy Cardinal Mendoza, Campari infuso all’ibisco, e vermouth Cinzano 1757, che restituisce una visione diametralmente opposta del ruolo e della figura del giornalista.


La Guida vuole essere uno strumento di consultazione smart, continuamente aggiornata e utile, tanto agli operatori del settore quanto al cliente, più o meno appassionato. “Sono tanti i vari brand ambassador, per esempio, che ci hanno confessato di utilizzare per il loro lavoro le nostre mappe per rintracciare i locali. Si tratta di una utilità secondaria di cui prendiamo atto. Ma lo scopo principale della Guida è quello di offrire agli appassionati del buon bere e anche ai semplici curiosi, una finestra ‘mobile’ da cui osservare il mondo del bar. Se una persona entra in un locale, ‘spinta’ dalla descrizione della Guida, si innamora del posto e apprezza il cocktail, noi abbiamo centrato la missione”.


Fabrizio Del Bimbo 

giovedì 16 novembre 2017

Il Gallo Nero si tinge di rosa, è Carlotta Gori il nuovo Direttore



 E’ Carlotta Gori il nuovo Direttore del Consorzio Vino Chianti Classico. Per la prima volta nella storia, il Gallo Nero ha una donna al vertice. Gori prende il posto ricoperto fino ad oggi da Giuseppe Liberatore. 




Donne con incarichi dirigenziali nel comparto agroalimentare e nel mondo del vino sono ancora rare e i Consorzi di tutela non fanno eccezione: con la nomina di Carlotta Gori sale a due il numero delle donne alla guida di strutture consortili così importanti.


Nata a Firenze nel 1969, sposata e madre di una figlia, con una laurea in Giurisprudenza alle spalle, Carlotta Gori ha cominciato la sua carriera all’interno del Consorzio Vino Chianti Classico circa 20 anni fa, al termine degli studi universitari. Un percorso lavorativo che l’ha portata a ricoprire la carica di Responsabile attività di tutela legale e vigilanza e Responsabile rapporti istituzionali per il Gallo Nero. E’ membro del gruppo legale di AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche).

Nel ringraziare il Presidente del Consorzio Sergio Zingarelli e il diretto predecessore Giuseppe Liberatore, Gori si è detta entusiasta di guidare “un team coeso e interdipendente, sufficientemente giovane da offrire passione e vivacità e al contempo sufficientemente maturo per garantire esperienza e lungimiranza”.

“In questi anni – ha sottolineato il nuovo Direttore del Consorzio - durante tutti i passaggi cruciali e strategici della Denominazione Chianti Classico ho esercitato un ruolo di verifica e supervisione, volto a garantire la fattibilità esecutiva dei progetti e delle scelte nel rispetto delle regole. Contestualmente ho assistito alla crescita esponenziale del ruolo dei consorzi e più in generale del sistema delle DOP sul panorama nazionale; crescita che è avvenuta con il sostegno di un impianto normativo a cui il nostro Consorzio ha sostanzialmente contribuito anche dal punto di vista tecnico, offrendo nel tempo esperienza ed operatività ai nostri rappresentanti presso le Istituzioni pubbliche e private”. 

“La mia attività al Consorzio – ha concluso Carlotta Gori - nel quale sono entrata a lavorare molto giovane, mi ha consentito di venire a contatto in senso trasversale con le Istituzioni pubbliche e private di maggior riferimento per il settore agricolo e vitivinicolo, di confrontarmi su contenuti, non solo necessariamente vitivinicoli, ma senz’altro sempre concreti e di natura tecnica. In questo senso penso di disporre degli strumenti utili ad affiancare il Consiglio di Amministrazione nelle future scelte di gestione della nostra Denominazione”.

“Sono davvero lieto della nomina dell’Avv.Gori a direttore del Consorzio – afferma Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio – una nomina avvenuta per acclamazione, all’unanimità. Confido pienamente nelle qualità del nuovo Direttore, nella sua professionalità unita alla passione che ha sempre dimostrato nel perseguire gli obiettivi e il percorso di crescita della nostra denominazione”.

Nicoletta Curradi

 

martedì 14 novembre 2017

Dieci candeline per Florence Wine Event


Tante nuove aziende da scoprire, i vini pugliesi del Due Mari WineFest, i sake artigianali di Firenze Sake, i vini del Consorzio Wine Orchestra, le aziende selezionate del Comune di Lastra a Signa, le degustazioni guidate di Leonardo Romanelli, le novità dal mondo del mixology a cura dell’Enoteca Alessi..a altro ancora
              
Una location importante per festeggiare un anniversario importante. Il Florence Wine Event, il più antico evento di vino a Firenze, compie 10 anni e torna nel quartiere più cool del mondo, come lo ha definito la guida Lonely Planet, l'Oltrarno, dove è nato. 
La dodicesima edizione (12 edizioni in dieci anni) della manifestazione enogastronomica si svolgerà il 18 e 19 novembre nei bellissimi saloni del Vecchio Conventino, in via Giano della Bella, tra San Frediano e Bellosguardo. In occasione del Florencec Wine Event saranno aperte anche 20 botteghe artigiane. Dall'oreficeria, alla scultura, dalla ceramica all'argenteria. Sarà perciò un bellissimo connubio tra vino e artigianato, ideale per comprare in anticipo i regali di Natale.



Il Vecchio Conventino, proprietà del Comune di Firenze, è un ex–convento. L’edificio è risalente al 1896 ed è situato in via Giano Della Bella 20, la via parallela dalla metà di Viale Petrarca, tra Porta Romana e Piazza Tasso. Dal 2015 ospita il Centro per l'Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana gestito da Artex, con Cna e Confartigianato. E’ la casa degli Artigiani Fiorentini. Un luogo autentico che ben si sposa con il carattere popolare e divulgativo del Florence Wine Event, nato con l'intento di far scoprire e assaggiare vini da tutta Italia al grande pubblico con approccio semplice e immediato.

Alle tradizionali degustazioni delle più importanti etichette del territorio italiano spiegate dai produttori, si aggiunge la vendita diretta. Il pubblico potrà acquistare subito il vino preferito direttamente dal produttore.
L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Promowine in collaborazione con CNA Firenze, Officina Creativa by Artex” e con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana e del Comune di Firenze. 

La parola d’ordine di questo FWE del decennale è 'novità'
Oltre il 50% delle aziende presenti alla manifestazione enogastronomica sono assolute “new entry”, i loro prodotti non sono mai stati presentati a Firenze e il Florence Wine Event rappresenta la prima occasione di debutto nei confronti del grande pubblico. 
Vini bio protagonisti. Anche gli amanti del “bere naturale” saranno i benvenuti dal momento che le aziende con agricoltura biologica e biodinamica saranno molte e porteranno vini di eccellenza.
Tra le nuove collaborazioni di questa edizione segnaliamo quella con il Festival della città di Taranto, il “Due Mari WineFest”, che avrà a Firenze uno spazio tutto “pugliese” con vino e golosità. A giugno il FWE sarà ospite con una selezione di cantine toscane a Taranto.
Fra gli stand ci sarà anche l'associazione “Le Donne del Vino” della Toscana, presente con una selezione rappresentativa dei vini prodotti dalle Associate. Sabato 18 alle 18 Roberta Capanni e Nadia Fondelli presenteranno il libro “Donne del vino in Toscana”.
Naturalmente la nostra Toscana sarà ben rappresentata in tutti i suoi territori e tipologie: Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, La Lunigiana, la Maremma , l’Area del Valdarno, il Mugello, e i Colli Fiorentini.
Direttamente dal Giappone arrivano gli straordinari Sake artigianali: per la prima volta in degustazione in Italia, importati dal dinamico Giovanni Baldini della “Firenze Sake”, arrivano gli stuzzichini “japan style” dello chef del ristorante giapponese Cuore di via Romana.
Protagoniste le nuove tendenze del mixology con un corner “Enoteca Alessi” di Firenze, dove assaggiare cocktail preparati al momento da due noti barman.
Inoltre degustazioni guidate la domenica 19 a cura di Leonardo Romanelli: saranno tre appuntamenti a numero chiuso e su prenotazione, su territori e vini. Si assaggeranno i “Syrah di Cortona”, “Trebbiani”i vini bianchi di una volta e una selezione di “Cabernetfranc” toscani. 
Non solo vino: ci sarà infatti l’area ristoro con prodotti del territorio e chef dell'Oltrarno: protagonisti Luca Cai dell'Osteria tripperia il Magazzino e Cuore, ristorante giapponese.
Rinnovato anche il logo del Florence Wine Event disegnato da Cesare Moncelli, artista fiorentino che ora vive e lavora in Cina, già autore dello storico logo del nostro festival con la Cupola del Duomo con il calice.
«Siamo orgogliosi di aver sostenuto questa iniziativa - ha commentato Jacopo Silei, coordinatore città di Firenze e responsabile Marketing e comunicazione per Cna Firenze-. Questo evento è interessante non solo per la città ma anche per le imprese che partecipano. Il Vecchio Conventino poi, con il suo Centro per l'Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, fa da cornice perfetta all'evento», ha concluso Silei. 


"Siamo veramente orgogliosi di festeggiare il nostro decennale in Oltrarno, che rappresenta il nostro luogo del cuore, le prime edizioni si sono svolte in Piazza Pitti, Palazzo Pitti e nella piazze attigue. Cerchiamo di tornare alle origini anche perché la nostra manifestazione si integra perfettamente nel tessuto storico e sociale dell’Oltrarno. Il carattere ‘pop’ del Florence Wine Event si sposa con la variegata vita del quartiere, con i suoi abitanti fiorentini e suoi ospiti da tutto il mondo, con le attività artigianali e commerciali, le botteghe dei giovani stilisti, le gallerie d’arte e la sua frenetica vita serale. Non a caso è stato definito il quartiere più cool del mondo”, ha dichiarato il direttore generale della manifestazione Riccardo Chiarini.  


INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 18 novembre dalle ore 15 alle 23 e domenica 19 dalle dalle 12 alle 21.
Per essere sempre aggiornati visitate il sito www.florencewinevent.com, il sito www.promowine.it e la nostra pagina Facebook Florence Wine Event. 
L’hashtag ufficiale da usare sui social è #fwe2017. 

Ingresso €15 a persona: con brochure e calice (a cauzione) con tracollina. La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione. Il pubblico potrà acquistare le bottiglie di vino direttamente dall’azienda preferita.

Florence Wine Event 
Organizzato da Promowine
Direzione Riccardo Chiarini

Fabrizio Del Bimbo












venerdì 3 novembre 2017

Vinoe' il 5 e 6 novembre a Firenze


Tra cooking show e degustazioni, ben 120 banchi d’assaggio, la premiazione del Miglior Sommelier dell’Anno e il convegno sui cambiamenti climatici condotto da Tessa Gelisio,
alla presenza del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dei ricercatori del CNR e degli chef stellati di Enoteca Pinchiorri, Lux Lucis, L’Imbuto 


Un incontro dedicato ai cambiamenti climatici e il loro impatto sul settore (a livello mondiale il 2016 è risultato l’anno più caldo a partire dal 1880); una serie di verticali, di incontri ravvicinati con i vitigni più prestigiosi, di degustazioni con i produttori agli oltre 120 banchi d’assaggio, di cooking show; le esperienze di chef e maitre stellati; la presenza del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: il 5 e 6 novembre, alla Stazione Leopolda (Firenze) trasformata in una vigna indoor, FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) porta in scena la seconda edizione di vinoè un viaggio alla scoperta di vini e sapori inediti, che rappresentano la migliore tradizione enogastronomica in Italia e nel mondo. 

Idee a confronto, storie di successo, approfondimenti sui temi del comparto: FISAR, da sempre attenta alla valorizzazione degli abbinamenti enogastronomici, firma una nuova edizione di vinoè, la kermesse dedicata alle eccellenze enoiche italiane e internazionali. 

È l’Enoteca Pinchiorri, tristellato tempio della gastronomia con una monumentale cantina, ad inaugurare domenica 5 novembre il ciclo di appuntamenti con le Stelle Michelin. Luca Lacalamita, pastry chef dell’Enoteca, conduce i visitatori attraverso un dolce itinerario fatto di cioccolato e olio a cui si accostano gli inediti abbinamenti vinicoli studiati dai Sommelier FISAR. 
Protagonista della masterclass Le Chardonnay en Champagne! è lo Chardonnay: Cristina Willemsen – Fier Ce Fît – conduce i partecipanti tra i terroires dello Champagne, dalla Montagna di Reims alla Cote des Blancs, dalla Valle della Marna sino alla Cote de Sezanne. 
Furore Bianco Fiorduva di Marisa Cuomo, Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe e Valpolicella Superiore Ripasso Monte Garbi sono al centro delle degustazioni verticali guidate dai Relatori e Sommelier FISAR. Oltre al vino, i workshop di introduzione alla degustazione di olio e acque minerali.
Ad arricchire il programma della prima giornata di vinoè, la premiazione del Miglior Sommelier dell'Anno e l’incontro “La viticoltura italiana: passato, presente e futuro”: un intervento di Giuseppe Martelli, moderato da Roberto Rabachino.

L’appuntamento, con il Miglior Maitre d’Italia, Sokol Ndreko, dello stellato Lux Lucis di Forte dei Marmi è per lunedì 6 novembre all’orario di pranzo. Uno spettacolare incontro in cui chef e maitre si esibiscono insieme, per svelare al pubblico i segreti del dietro le quinte che portano a raggiungere il perfetto equilibrio tra sala e cucina. 

A seguire il vulcanico chef Cristiano Tomei de L’Imbuto di Lucca (1 Stella Michelin) sarà alle prese con un cooking show sul tema “integrazione”, superando il concetto stesso e fondendo in una sola persona chef e Sommelier. 
Accanto alle degustazioni e alle verticali del lunedì (Pergole Torte | Montevertine, Lauro Podere la Regola; Champagne, Epernay e dintorni; Riesling, Timorasso), l’incontro “Cambiamenti climatici e viticoltura”, coordinato da Tessa Gelisio, scrittrice e conduttrice televisiva; Presidente di For Planet Onlus. Negli ultimi 30 anni si registra un costante aumento delle temperature e una crescente frequenza di “eventi estremi”: scenari che, se da una parte spaventano, possono rappresentare una opportunità per lo sviluppo di un settore con una forte tendenza alla innovazione unita alla tutela delle radici e della tradizione. Intervengono all’incontro Giacomo Buscioni, Agronomo, Responsabile tecnico - scientifico settore bevande fermentate di Foodmicroteam, spinoff accademico dell'Università degli Studi di Firenze; Filippo Di Gennaro, Ricercatore presso l'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche in viticoltura di precisione; Daniele Grifoni, Ricercatore presso l'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche afferente al Consorzio Lamma; Marco Moriondo - Ricercatore presso l'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche in modellistica colturale.

Tre gli appuntamenti dedicati alla cucina del Levante. Si parte la domenica con il giapponese Masaki Kuroda, chef del Ristorante Serendepico di Capannori, unico per il modo in cui riesce a combinare in maniera perfetta la cucina di sostanza dell’entroterra toscano, con l’eleganza estetica propria della cucina giapponese. Sempre domenica, a seguire, la Luxury Chinese Experience del Fulin, il ristorante gestito da Francesco Han e Stefano Dai. I due chef italocinesi portano i loro assaggi d’oriente nel cuore di Firenze. Una cucina che, forte delle materie prime di qualità della Toscana, rivisita in chiave gourmet i piatti della provincia di Pechino, abbinandoli a vini ed etichette tricolore di alto livello, per un’esperienza sensoriale complessa e raffinata. A regnare sull’aperitivo è Com Saigon, il primo ristorante vietnamita della città del Giglio. 


Per il programma completo: www.vinoe.it/programma

Info e prezzi: 
prevendita online 20 € per i soci, 25 € per il pubblico 
acquisto onsite 25 € per i soci, 30 € per il pubblico


Nicoletta Curradi

martedì 10 ottobre 2017

Il 2 e 3 dicembre torna Food&Wine in progress




 Cuochi e sommelier attori protagonisti di una presentazione delle eccellenze toscane al palazzo del Pegaso dove oggi, martedì 10 ottobre, si sono accesi i riflettori su ‘Food and Wine in Progress 2017: tradizione ed innovazione nel mondo dell’enogastronomia’, la manifestazione fiorentina, giunta alla terza edizione, che si terrà alla Stazione Leopolda nei giorni 2 e 3 dicembre.
“Presentiamo un polo espositivo di eccellenza e di qualità, che ha come perla la cura della cucina toscana”. Così ha esordito il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: “I turisti vengono nel nostro territorio non solo per ammirare i paesaggi e le ricchezze artistiche, ma anche per gustare le eccellenze enogastronomiche”. Dopo il successo delle scorse edizioni, quest’anno cuochi, sommelier e barman si metteranno in gioco, percorrendo il filone dell’avanguardia, della ricerca e della sperimentazione.
“La parola d’ordine è stare insieme – ha sottolineato la vicepresidente dell’Assemblea toscana, Lucia De Robertis – la Leopolda sarà la vetrina di un lavoro che dietro le quinte impegna molto i territori”. “Il successo della manifestazione sta nella stretta collaborazione tra Unione regionale cuochi toscani, Ais toscana e Cocktail in the world, in collaborazione con Confcommercio, Confartigianato e Coldiretti toscana e associazione Macellai – ha continuato De Robertis – Grazie a questa unione il mondo del food and wine di qualità sarà protagonista con degustazioni, seminari, momenti di approfondimento e tanti produttori da incontrare; sarà un palcoscenico di eccellenze enogastronomiche, ma anche di promozione del territorio e del turismo”.
Nel vivo dei diversi appuntamenti sono entrati Osvaldo Baroncelli, presidente dell’Associazione italiana Sommelier della Toscana; Roberto Lodovichi, presidente dell’Unione regionale Cuochi della Toscana; Giovanni Guidarelli, responsabile Confartigianato alimentazione Firenze; Aldo Cursano, presidente di Fipe-Confcommercio; Tullio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana.
Il 2 e 3 dicembre, alla Leopolda andrà in scena la cucina toscana, verrà conferito ad illustri personaggi il riconoscimento di Ambasciatore della cucina italiana; l’Associazione italiana Sommelier offrirà in degustazione oltre mille etichette ed uno spaccato amplissimo sul vino in Toscana, conferirà il riconoscimento di Sommellier Onorario, una tessera speciale, che andrà ad un noto personaggio del mondo dello spettacolo.
Nello spazio dedicato a Cocktail in the World – Mixology si respirerà aria di Francia.
Non mancheranno gli ospiti, molti dei quali internazionali e di grande calibro, che porteranno a Firenze le tendenze di settore a livello mondiale.

Nicoletta Curradi

venerdì 29 settembre 2017

Aperto il ristorante Fabbrica di Pedavena a Firenze

Gustosa car­ne alla brace, verdu­re dell’orto, crocca­nti pizze e gallo ru­spante da agricoltura biologica, il tutto annaffiato dalla spumeggiante birra ar­tigianale Fabbrica di Pedavena, l’unico birrificio 100% ital­iano: sono queste le proposte d’eccellen­za del nuovo ristora­nte Fabbrica di Peda­vena Firenze all’int­erno del Camping Fir­enze, che si è presentato al pubblico giovedì 28 settembre con una festa per tutti.Destinato a diventare un nuovo punto di incontro per cittadi­ni e turisti nel Qua­rtiere 2 di Firenze, il nuovo ristorante coniuga la calda at­mosfera dello storico birrificio, il più antico d’Italia div­enuto ormai patrimon­io nazionale, con un­’offerta gastronomica genuina e di quali­tà a base di prodotti stagionali e a fil­iera corta, provenie­nti da aziende agric­ole locali e allevam­enti virtuosi. Giovedì 28 settembre la festa di present­azione è iniziata con la birra Pedav­ena non filtrata spi­llata dal mastro bir­raio, specialità alla griglia, pizza del forno a legna, gioc­hi e animazione per grandi e piccoli. Da­lle 21 la festa è continuata
con il concerto dei White Russian. Partner dell’evento Ffò, Prinz e Caffè Corsini.



Ristorante Fabbrica di Pedavena c/o Camping Firenze viale Generale dalla Chiesa 1/3.Aperto tutti i giorni a pranzo (12.30-14­.30) e cena (18.00-2­3.00). Info e prenotazioni: tel. 055 4698307,fabbricadipedavena@e­cvgroup.com.

Fabrizio Del Bimbo

lunedì 25 settembre 2017

Fiction Day alle Poli Distillerie


La storia di Giovanni Franza è la vera storia della famiglia Poli?
L’aperitivo Franza Rosso esiste davvero?
Queste sono alcune delle domande che ci vengono rivolte tutti i giorni da chi viene in distilleria per visitare i luoghi dove è stata girata gran parte della fiction RAI “Di Padre in Figlia”.
Domenica 1 ottobre, in occasione della 21ª edizione di Distillerie Aperte, esaudiremo la curiosità dei nostri ospiti, facendo rivivere le vicissitudini della famiglia Franza, grappaioli bassanesi, interpretati da Alessio Boni, Cristiana Capotondi, Stefania Rocca e Matilde Gioli.
Siamo giunti alla 21° edizione di questo evento, sempre gratuito,  l’anno scorso abbiamo fatto il record di presenze, ospitando 3500 persone in distilleria, che vengono anche da fuori regione per vedere gli alambicchi in funzione.
Riproporremo le scene più toccanti della serie Rai, vista da sette milioni di telespettatori, negli stessi luoghi in cui sono state girate.
All’interno dei locali della distilleria di Schiavon sono state ambientate le parti fondamentali della vicenda di Giovanni Franza, come il gesto drammatico del figlio prediletto, Antonio e la confessione di tradimento della moglie Franca.
Per due settimane abbiamo accolto la troupe in distilleria e nelle nostre vite, insegnando il dialetto vicentino agli attori e raccontando al regista cosa significa essere una famiglia di grappaioli da oltre cent’anni.
Se volete scoprirlo anche voi, vi aspettiamo il 1 ottobre, dalle ore 10.00 alle 18.00, alle Poli Distillerie di Schiavon, dove la Grappa è una storia vera, dal 1898. Dalle ore 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.

Per maggiori informazioni:

Nicoletta Curradi

Cave du Rhodan, perla vinicola del Vallese

Visitando  il meraviglioso Canton Vallese, in Svizzera, gli amanti del buon vino non possono mancare una visita alla Cave du Rhodan, una prestigiosa realtà vitivinicola gestita da Sandra e Olivier Mounir, le cui mani esperte, grazie a decenni di attività, hanno consentito di mantenere e migliorare il livello qualitativo della produzione. 






La missione della nuova generazione é di quella di preservare il miglior equilibrio tra tradizione ed innovazione attraverso  una viticoltura responsabile sotto il profilo dell’impatto ambientale. Certo, in una zona come quella della Cave du Rhodan è difficile coltivare sia per la conformazione del territorio, sia per òa situazione climatica: per questo le quotazioni dei vini possono risultare elevate, ma esse riflettono tutti i rischi che i produttori corrono nel loro lavoro.





Ecco, tra i tanti prodotti della Cave,  due ottimi vini che si consiglia vivamente di assaggiare.

La Perle du Rhodan Pinot Noir Salgesch AOC  ha vinto l'Oro al Mondial del Pinot, è campione del mondo dei vini rossi, il migliore Pinot Noir in Svizzera e vincitore di vari altri premi nazionali ed  internazionali.
La Perle è un eccellente vino rosso caratterizzato da gusto fruttato e carattere ardente.
Abbinamenti gastronomici: carne cruda, maiale, filetto di vitello, agnello, petto d'anatra, formaggi.
Temperatura di servizio: 10 ° - 12 ° C




Deliziosa la Malvoisie "Fut de chene" AOC, vincitrice di medaglia d'oro al Mondial del Pinot Noir 2014.
I suoi sono profumi complessi, con tono leggero di legno, gusto dolce e corposo.
Si abbina perfettamente a selvaggina, fegato d'oca, tartufi, formaggi morbidi, tipo Roquefort.
Temperatura di servizio: 7° - 10° C

Facilmente raggiungibile, situata sullo Chemin des vignobles e sulla via ciclabile, ecco i dati di riferimento dell'azienda:

Cellulare : +41 79 408 69 69


Nicoletta Curradi

domenica 17 settembre 2017

VItAE, Chianti Classico e Chamoagne in mostra a Palazzo Vecchio


Dal 18 al 26 settembre il Cortile della Dogana ospita “VItAE – Ritratti di vita e vino”, mostra fotografica dedicata alle due denominazioni, unite dal 2016 da un accordo di collaborazione sancito tra Firenze e Reims in occasione dei 300 anni dal bando di Cosimo III de’ Medici
 Quarantanove scatti per raccontare il territorio delle due denominazioni di vino più famose al mondo, il Chianti Classico e lo Champagne, ma soprattutto la sua gente: dal 18 al 26 settembre il Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio ospita “VITAE – Ritratti di vita e vino”, mostra fotografica dedicata all’elemento umano, che rende unici questi due territori. 
E’ proprio in questi luoghi che la fotocamera indaga, catturando usi, costumi, tradizioni, volti e colori che insieme compongono quel che in gergo tecnico si chiama il terroir di un grande vino, un patrimonio umano e culturale, prima che agronomico, non replicabile in nessun altro luogo. Testimoni di queste storie nella storia sono i protagonisti di due lavori fotografici dedicati alla gente del Chianti Classico e alle confraternite dello Champagne. Un racconto per immagini di grande efficacia e suggestione sviluppato da due fotografi italiani, Dario Garofalo e Paolo Verzone, che hanno reso protagonisti i volti, l’opera quotidiana e le tradizioni secolari di questi due territori di vino, uniti nel 2016 da uno storico accordo di collaborazione, sancito proprio a Firenze, in occasione del Trecentesimo anniversario dal bando di Cosimo III de’ Medici che individuava per la prima volta la zona di produzione del Chianti Classico. “Nel caso del Chianti Classico, come in quello dello Champagne, - afferma Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico - Il vino è un prodotto complesso: non solo il frutto delle articolate interazioni tra caratteristiche agronomiche, climatiche e enologiche, ma anche il risultato di tante storie di vita quotidiana, di generazioni che si succedono, di radici che affondano nel passato di questi territori. In questa mostra insieme a Dario Garofalo abbiamo voluto dare spazio all’elemento umano che, insieme a quello naturale, firma in maniera inconfondibile uno dei vini italiani più famosi, il vino Gallo Nero.” “L’iscrizione di Coteaux, Maison e Cantine di Champagne avvenuta nel 2015 ha rafforzato lo sviluppo dell’enoturismo della Champagne, - ha dichiarato Vincent Perrin, Direttore Generale del Comité Champagne. Con il nostro partner Chianti Classico condividiamo la convinzione che i luoghi fanno la differenza. La nostra regione è celebre in tutto il mondo per il suo terroir unico, ma anche per il savoir-faire di uomini e donne della Champagne che Paolo Verzone ha saputo rappresentare al meglio”. Ad inaugurare l’evento una straordinaria degustazione in Sala d’Armi (ore 16.00 – su invito) “Le Cuvée di Champagne incontrano le Gran Selezione di Chianti Classico”: quattro Champagne e quattro Gran Selezione, il top di gamma dei vini del Gallo Nero, che saranno presentati e raccontati dal Doctor Wine Daniele Cernilli e dal Sommelier Informatico (come lui stesso si definisce) Andrea Gori, nella veste di Ambasciatore dello Champagne 2011.


Le mostre
Chianti Tellers - Il Consorzio Vino Chianti Classico rende così omaggio a chi abita il suo territorio, a chi nella propria quotidianità e con le proprie opere è espressione di un territorio che ispira e vive di una creativa laboriosità, legata inscindibilmente alla terra, non più solo luogo di origine, ma anche identità storico-sociale da tramandare e diffondere in tutto il mondo.
Confraternités, Les Saint Vincent du Champagne - Inaugurata nel 2016 e promossa dal Comité Champagne, la mostra «Confraternités» è dedicata all’Arciconfraternita di San Vincenzo, fondata negli Anni Trenta dall’unione delle confraternite di tutti i villaggi della Champagne. I ritratti di Paolo Verzone illustrano il patrimonio vivente della Champagne, con un tocco personale dell’artista. Maison e viticoltori hanno lavorato insieme per oltre tre secoli per tutelare e trasmettere l’eccellenza della denominazione Champagne.

I fotografi
Dario Garofalo si approccia alla fotografia nel 2002, contemporaneamente agli studi universitari in Sociologia. Il racconto fotogiornalistico è infatti da subito il genere che più lo appassiona e a cui si dedica. Parallelamente sviluppa un percorso artistico grazie al quale inizia a collaborare con gallerie d’arte, in modo da poter così divulgare le proprie immagini in più canali. Il taglio narrativo ed evocativo caratterizzano le sue fotografie e negli anni sono molteplici le collaborazioni con riviste internazionali. Di particolare importanza le pubblicazioni su New York Times e la versione americana di AD, per la quale si occupa di testimoniare i restauri operati grazie alle griffe della moda.
Paolo Verzone, nato nel 1967 a Torino, vive a Parigi, membro dell’agence VU’, è “inclassificabile”, esce dagli schemi. Proviene dal mondo della stampa, col quale peraltro continua a collaborare, sa da molto tempo che la carta stampata non è l’unico luogo privilegiato in cui esprimersi. Dunque, da solo o con il suo complice, Alessandro Albert, si lancia in progetti di ampio respiro, per delle serie che affrontano tematiche dai grandi interrogativi del mondo attuale. E’ apparso su riviste internazionali quali Time, Newsweek, Sunday Times Magazine, Wall Street Journal, The Independent, The Guardian, Le Monde, Vanity Fair, Geo. La sua opera è stata insignita di numerosi riconoscimenti quali World Press Photo, American Photography, International Photography Awards. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra e della Biblioteca Nazionale di Francia.

Fabrizio Del Bimbo
Nicoletta Curradi

mercoledì 19 luglio 2017

Cantina Casaltrinità, vini di qualità a Trinitapoli

A Trinitapoli chi ama il buon vino non può perdere una visita alla Cantina Casaltrinità, in cui sono evidenti l’amore degli oltre 200 soci, la tenacia del lungimirante Presidente Antonio Gargano,  la passione dell’enologa interna Antonella Briglia e del consulente Pasquale Pastore.



I vini di questa cantina parlano di vite vissute, di esperienze, di territorio. Dietro ogni etichetta troviamo il vigore di vitigni che affondano le radici in una terra altrettanto vigorosa e l’intraprendenza degli abitanti di quest’angolo della Puglia.  La Cooperativa è sorta nel 1965 per volere del padre dell'attuale Presidente,  subentrato nel 1992.  

Il logo della Cantina,  il simbolo dei Cavalieri di Malta, segna il legame viscerale con la terra natia, il paese di Trinitapoli – un tempo detto Casaltrinità – che fu per circa due secoli commenda magistrale di quell'ordine.  Tra verità e leggenda, tra sacro e profano, ogni chicco d'uva evoca suggestioni: ricordi di antiche dominazioni e  immagini dell’Agro di Trinitapoli, Barletta, Andria e Cerignola, dove crescono i vigneti, dislocati nel raggio di 40 chilometri dalla cantina. I circa 600 ettari ed i 150.000 quintali di uva rappresentano una sfida quotidiana lungo il percorso intrapreso di valorizzazione della produzione. Non è facike, infatti, coordinare 200   produttori,  accompagnarli in un cammino di crescita qualitativa, soprattutto dove il modello cooperativo stenta ad affermarsi. Eppure, Casaltrinità ha fatto propria la missione di convertire l’immagine della Puglia ad attore principale del panorama vitivinicolo italiano. La Cantina è riuscita a raggiungere l’importante traguardo di delimitare la DOC “Tavoliere delle Puglie”, con le tre tipologie: rosso, rosato e nero di Troia, per un totale di 19 comuni e 10 cantine aderenti al Consorzio di tutela.
La  Cantina intende scardinare una mentalità autoreferenziale, presentandosi come catalizzatore del rilancio dell’intero areale. Ed infatti, in quanto parte della Fedagri Puglia, mira a creare una microrete di collaborazione con le altre cooperative, per rinvigorire il tessuto produttivo della zona.
A Casaltrinità sono previsti nuovi progetti ed investimenti futuri, primo fra tutti la possibile realizzazione di un frantoio per rivalutare l’oro verde dei secolari uliveti della regione. Indubbiamente, altro grande patrimonio da salvaguardare. Al pari dei vitigni autoctoni che, nella cooperativa di Trinitapoli, danno vita a vini “bandiera” del territorio: nero di Troia, greco, moscato reale si affiancano solo occasionalmente agli internazionali cabernet, merlot e chardonnay. Internazionali che qui sembrano contaminarsi al locale, esprimendo talvolta caratteristiche differenti rispetto alle loro solite peculiarità.


Provenienti da numerose zone, assai variegate in termini qualitativi, le uve richiedono grande dedizione e competenza da parte degli enologi, che devono mediare tra la necessità di imporre ai soci determinate tempistiche di raccolta e l’esigenza di svecchiare consolidate tradizioni di coltura. Una tenacia ripagata dai riconoscimenti ottenuti negli anni, non ultima la speciale menzione assegnata dalla guida Vini d’Italia 2014 (l’Espresso) al “Padre”, etichetta di punta di Casaltrinità. Nero di Troia in purezza ed invecchiato almeno sei mesi in barrique, vuole essere una dedica al padre dell’attuale Presidente. Un vino che cerca di imporsi come principale interprete del Made in Puglia; un vitigno dal carattere austero che svela lentamente le sue grandi potenzialità.

Sotto il simbolo dei Cavalieri di Malta, batte il cuore di una Cooperativa che fa del costante miglioramento della qualità il suo primo dovere e la sua sfida quotidiana.

Info: www.casaltrinita.it

Nicoletta Curradi

mercoledì 12 luglio 2017

Vinoe' seconda edizione il 5 e 6 novembre


Andrà nuovamente in scena alla stazione Leopolda di Firenze la seconda edizione di Vinoè, l’annuale congresso nazionale della Fisar. Appuntamento il 5 e 6 Novembre 2017 per la seconda edizione di un successo già annunciato.

La prima edizione di Vinoè si è svolta il 15 e 16 Novembre 2016, con numeri di sicuro rilievo. Sono stati serviti più di 90.000 calici ai 6000 visitatori accorsi per incontrare le 600 etichette presenti.

Numeri di grande rilievo che hanno dimostrato quanto l’esigenza di far incontrare formazione e passione, legate all’enogastronomia, possa avere successo.

Fisar voleva fin da subito creare un ponte di collegamento tra cibo e vino, sfruttando anche le grandi potenzialità offerte dalla Toscana e dalla città di Firenze. È proprio Firenze, capitale artistica e gastronomica della regione, ad offrire la cornice della Stazione Leopolda.

La città di Firenze e la sua amministrazione credono nel progetto, dando il loro pieno supporto. Lo ha ribadito anche l’Assessore allo Sviluppo Economico Cecilia Del Re, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di Vinoè.
Ciò che mi aveva colpito della prima edizione di Vinoè era il focus verso le piccole e medie aziende. L’intenzione era di valorizzare e presentare al pubblico le aziende del territorio italiano che fanno del vino la loro ragion d’essere. Puntano verso coloro che a volte non hanno la forza mediatica per comunicarlo in grande stile.

Anche quest’anno verrà rispettato il medesimo filo conduttore con aziende sotto le 300.000 bottiglie prodotte e provenienti da ogni regione d’Italia. Ciò servirà a presentare al meglio il nostro meraviglioso territorio, fatto di innumerevoli vitigni e grandi perle enologiche.

Dalle parole dei vertici Fisar si percepisce la compattezza e l’accordo sulle linee guida del progetto. Infatti c’è da più parti la volontà di riscoprire il legame tra uomo e territorio, imprenscindibile nel meraviglioso mondo del vino. Per raggiungere l’obiettivo si farà leva sulla passione e naturale predisposizione delle aziende presenti. Per questo sarà mantenuto il format dello scorso anno, con masterclass, dibattiti e conferenze legate al mondo del vino.

Un altro obiettivo della manifestazione sarà anche capire la valenza e la sostenibilità del comparto vinicolo sul territorio, con inevitabili ricadute positive anche sull’economia e sulle opportunità lavorative.

Le condizioni per ripetere il successo dello scorso anno ci sono tutte. Si vede lo stesso animo di ricerca della qualità che ha smosso in occasione della prima edizione. Non manca anche la voglia di continuare nel percorso di valorizzazione delle piccole aziende. 

Appuntamento il 5 e 6 Novembre 2017 alla Stazione Leopolda di Firenze.

 Nicoletta Curradi

martedì 23 maggio 2017

L'annata 2016, un successo per il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG


La candidatura delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene come patrimonio dell’Unesco ha un logo ufficiale. L’opera di Ivan Frigo si è aggiudicata il contest “Un logo per il paesaggio del Prosecco” organizzato dalla Regione Veneto.


L'area di Conegliano e  Valdobbiadene, si estende su un territorio collinare  alle pendici delle Prealpi sull’ansa del fiume Piave. La viticoltura qui ha origini antichissime ma la prima citazione scritta che lega il Prosecco a questo territorio risale al 1772. Sin dall’introduzione della DOC, nel 1969, l’area storica di produzione è rimasta circoscritta a 15 comuni. Due di questi le danno il nome: Conegliano e Valdobbiadene, l’una la capitale culturale e l’altra il cuore produttivo. La posizione tra il mare e le Prealpi assicura un clima temperato con una media annua di 12,3° C ed una costante ventilazione , che permette alle uve di asciugarsi rapidamente dopo le piogge. L’area è caratterizzata da frequenti acquazzoni estivi. Le colline si estendono da est a ovest, quindi hanno un versante esposto a sud, dove i vigneti godono della migliore esposizione solare, e un versante a nord, solitamente occupato da boschi. L’altitudine varia da 100 a 500 m e garantisce l’escursione termica facendo sì che si sviluppino gli aromi. Il vitigno Glera ha trovato su queste colline il suo ambiente ideale da più di tre secoli. Ama l’acqua ma teme il ristagno e la pendenza delle colline assicura che la pioggia sia sempre drenata. Un mix di ingredienti che fanno del Prosecco un'eccellenza del territorio conosciuto in tutto il mondo.

Dopo la crisi economico-sociale seguita alla seconda guerra mondiale, con un alto tasso di emigrazione, la zona ha raggiunto negli ultimi anni un successo davvero inatteso e ragguardevole.

Nel 2016 sono ben 178 le case produttrici di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg con circa 90 milioni di bottiglie prodotte, mentre il Prosecco DOC conta 350 case produttrici con 410 milioni di bottiglie.
L'elevato tasso di piovosità favorisce lo sviluppo della glera, che, come disciplinare, deve costituire almeno l'85% della composizione del prosecco. Il metodo prevede la fermentazione in autoclavi d'acciaio. Le caratteristiche favorevoli dell'annata 2016 sono state oggetto di riflessione durante gli Stati Generali del Conegliano Prosecco Superiore, che si sono svolti il 22 maggio scorso presso la Facoltà di Enologia di Conegliano.



Tra le aziende vitivinicole che hanno partecipato alla ventesima edizione di Vino in Villa al Castello di San Salvatore, sono senza dubbio da segnalare Astoria Vini, Case Bianche, Ruggeri, Merotto, Valdellovo e Duca di Dolle.

Situata a Refrontolo, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Docg, Astoria Vini è uno dei nomi più conosciuti nel panorama mondiale e coniuga le migliori tradizioni vitivinicole con la modernità, sia nelle tecnologie che nella produzione di vini capaci di incontrare il gradimento dei sommelier come del grande pubblico.
Valutazione senz'altro positiva ha ottenuto il suo Extra Dry Corderie, fresco ed elegante, ricco di profumi di frutta e un sentore di agrumi che sfumano nel floreale.

L'azienda Case bianche possiede vigneti situati in Col Sandago, una zona collinare nel comune di Susegana. La produzione annuale è di circa 500.000 bottiglie, di cui 300.000 di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Il vino degustato e apprezzato è l'Extra Dry, con sentori di mela e pera.

La cantina Ruggeri è uno dei più grandi punti di riferimento nel mondo del Prosecco, grazie ad un percorso di continua ricerca della qualità cominciato nel 1950 per volontà di Giustino Bisol, oggi quasi centenario. Giustino ha avuto il merito di guidare personalmente la crescita della qualità e del prestigio del Prosecco di Valdobbiadene in tutto il mondo, portando il nome di Ruggeri nella ristretta cerchia dei grandi produttori di vino italiani. Oggi la cantina Ruggeri è guidata da Paolo Bisol insieme ai figli Giustino e Isabella. 
Il vino degustato è Giustino B. dedicato al fondatore della cantina, frutto di grande ricerca e selezione di uve pregiate.

Indissolubilmente legata al territorio a cui appartiene, l’azienda agricola di Graziano Merotto sorge a Col San Martino zona vocata per la produzione del Valdobbiadene Docg e che conosce la vite da oltre duemila anni. Graziano Merotto lavora personalmente e a mano da oltre quarant’anni le sue vigne seguendo una tradizione ricca di storia e conoscenze trasmessa anche nella sua famiglia di padre in figlio. All’inizio del ‘900 Agostino Merotto era già conosciuto per la bontà del suo Prosecco.
 Il vino assaggiato da segnalare è l'extra Dry Castel Millesimato 2016, fresco, gradevole, dal retrogusto asprigno.

 In una bellissima zona, appena fuori Conegliano, nell’antica contea di Collalto, Benedetto Ricci ha trovato i vigneti ideali per dar vita nel 2000 al progetto Valdellövo che oggi gestisce assieme alla moglie Clotilde. Il podere ha due ettari di viti originali e in seguito ne sono stati impiantati altri otto con gli stessi cloni di Glera, Bianchetta e Verdiso. 
Ottimo il suo Frizzante Bade fermenti naturali 2011.

La Tenuta Duca di Dolle è un angolo di paradiso tra le colline del borgo di Rolle. Vigneti, boschi, piante da frutto, gestiti nel totale rispetto per la natura: innamorata della bellezza del territorio circostante, la famiglia proprietaria ha l'obiettivo primario di tutelarne il paesaggio e la biodiversità.
Il Relais, al centro della Tenuta, è un antico eremo camaldolese del 1500, ristrutturato nel rispetto della struttura originaria. Tredici alloggi dotati di ogni comfort e una splendida piscina nel giardino terrazzato, circondata da un panorama mozzafiato.
Qui è possibile degustare gli eccellenti prosecchi spumanti DOCG Duca di Dolle, che nascono grazie a una conduzione il più possibile naturale dei vigneti. Personalmente il migliore è Zero Cartizze Brut Docg, con note floreali di acacia e sentori di agrumi e mela verde.


Vino in Villa 2017 si è conclusa con grande successo di pubblico.

Fabrizio Del Bimbo





giovedì 27 aprile 2017

La mixology protagonista della Florence Cocktail Week dal 1° al 7 maggio


Dall’1 al 7 maggio torna la Florence Cocktail Week, la manifestazione ideata e organizzata da Paola Mencarelli e Lorenzo Nigro pronta a bissare il successo della sua prima edizione.
A caratterizzare la Florence Cocktail Week sarà di nuovo il contest per il miglior “signature”, che verrà eletto sabato 6 maggio al Mercato Centrale, con una gara a ritmo di shaker fra i 16 partecipanti da una giuria di nomi illustri della miscelazione come Alessandro Procoli (Jerry Thomas) e il maestro Hidetsugu Ueno dal Bar High Five di Tokyo.
Ma #FCW2017 non sarà solo questo, anzi. Proprio Ueno, per esempio, sarà uno degli ospiti internazionali di spicco presenti alla rassegna, e protagonista di una masterclass imperdibile il 5 maggio al Four Seasons Hotel dal titolo “Hard Shake, Ice Carving… Japanese Bar Technics and Philosophy”, per imparare ricette e segreti che ci sono dietro un cocktail d’autore.
Altro masterclass da segnare in agenda è quella di Marian Beke del The Gibson di Londra, che il 2 Maggio al Locale di via delle Seggiole parlerà di “Future drinking”.
Ma il calendario degli eventi è davvero ricco fra degustazioni, masterclass, seminari e incontri, con esperti del settore non soltanto italiani, vi consigliamo di tenervi aggiornati alla pagina Facebook ufficiale. 

Questi i 16 Cocktail Bar selezionati per questa edizione:
  • Atrium Bar – Four Seasons Hotel Florence
  • Gurdulù
  • Harry’s Bar Firenze 
  • La Ménagère 
  • Le Pool Bar – Villa Cora
  • Locale Firenze
  • O’ Café – Golden View Open Bar
  • The Fusion Bar & Restaurant – Gallery Hotel Art; Viktoria Lounge Bar
  • Winter Garden Bar – The St. Regis Florence  
  • Bitter Bar
  • Ditta Artigianale Oltrarno
  • Caffè Gilli
  • Mad – Souls & Spirits
  • Rasputin
  • Tabarin
Ognuno di loro proporrà attraverso il suo bartender di riferimento il “segnature” poi in nomination per essere votato come il migliore. Ma al di là della gara, i locali ospiteranno gli avventori per l’intera settimana, non soltanto di notte, per offrire cocktail classici, creativi, d’autore e di tendenza a prezzi abbordabili a tutti (tra gli 8 e i 15 euro).
Fra i cocktail più originali che si potranno gustare dall’1 al 7 maggio quelli con uova o funghi (food baring), le miscelazioni col vino, gli healthy, i drink per vegani (con acqua di cottura dei ceci shakerata al posto dell’albume) e addirittura quelli che hanno come ingredienti… gli insetti! 

Nicoletta Curradi

sabato 22 aprile 2017

DiVini Etruschi 2017 dal 29 aprile al 1° maggio

Dal 29 aprile al 1° maggio 2017 i vini della Dodecapoli Etrusca tornano a Volterra con un esclusivo banco d’assaggio, degustazioni guidate, laboratori del gusto, prodotti a km0 e cene dedicate alle tipicità del territorio.
Dal 29 aprile al 1° maggio 2017  Volterra rivive i suoi fasti Etruschi attraverso il vino. Torna l’annuale appuntamento con DiVini Etruschi che riunisce in un esclusivo banco d’assaggio i vini provenienti dai territori dell’antica Dodecapoli: Volterra, Arezzo, Bolsena, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Orvieto, Perugia, Piombino, Tarquinia, Veio, Vulci. Le Logge di Palazzo Pretorio a piazza dei Priori ospiteranno il fulcro della manifestazione. In questi antichi e suggestivi spazi sarà possibile assaggiare i vini DiVini Etruschi, partecipare ai laboratori del gusto organizzati dalla condotta Slow Food di Volterra e Valdicecina e lasciarsi ammaliare dai prodotti tipici a km0 della mostra mercato, lasciarsi guidare in un’analisi sensoriale e culturale sul vino DiVini Etruschi dall’Enogastronomo con il Cappello Carlo Zucchetti.
DiVini Etruschi Volterra è un evento ideato e organizzato da www.carlozucchetti.it con la collaborazione dell’Associazione Vignaioli di Volterra, il patrocinio del Comune di Volterra e i laboratori del Gusto made in Slow Food.

www.divinietruschi.it

Per informazioni:
Alessandra Di Tommaso
328 0119293
alessandra@carlozucchetti.it


Nicoletta Curradi

sabato 18 marzo 2017

Il Consorzio Vino Chianti protagonista alla Prowein 2017

Da 19 marzo al via la grande fiera dedicata alle eccellenze della produzione vinicola mondiale
Il Presidente Giovanni Busi: “Una grande occasione per rafforzare la nostra presenza su un mercato tradizionalmente importante come quello tedesco






Il Consorzio Vino Chianti torna protagonista alla Prowein di Düsseldorf, la più importante fiera tedesca dedicata al settore vinicolo in programma dal 19 al 21 marzo. 


L’eccellenza toscana vuole bissare il successo dell’edizione 2016, portando all’attenzione internazionale 37 aziende locali e circa 100 etichette di degustazione.  Prowein International Trade Fair for Wines and Spirits è uno degli eventi più importanti e attesi a livello mondiale del settore: la scorsa edizione ha visto la partecipazione di 6.000 espositori in rappresentanza di 60 paesi e oltre 50 mila visitatori. Una manifestazione che ha superato i confini europei ed è approdata nei mesi scorsi in Asia, per un evento collegato che ha già contribuito a rafforzare la presenza delle nostre imprese in quel mercato.
Dopo il successo di Chianti Lovers, la missione in Asia, ed in Centro America il Consorzio Chianti è pronto ad affrontare con ancora più motivazione una delle manifestazioni più importanti del nostro settore – commenta così Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – Per noi è un onore rappresentare le eccellenze toscane e questa sarà un’occasione fondamentale per rafforzare la nostra Denominazione e incrementare la presenza delle nostre produzioni soprattutto su un mercato come quello tedesco che é il più importante all'interno dei confini dell’Unione Europea con circa il 30% del chianti esportato."
Nicoletta Curradi

sabato 11 febbraio 2017

Castello di Meleto a Chianti Classico Collection

A Chianti Classico Collection il nuovo Chianti Classico Vigna Poggiarso affiancherà Vigna Casi per presentare il progetto microselezioni, firmato dall’azienda. Il futuro è nella “Vigna”. E’ questo il percorso intrapreso con decisione da Castello di Meleto, grazie al lavoro impostato dall’agronomo Giovanni Farina e dall’enologo Matteo Menicacci. Chianti Classico Collection sarà l’occasione per presentare la nuova produzione Vigna Poggiarso che, dopo Vigna Casi, rappresenta la seconda etichetta realizzata nel progetto di valorizzazione delle microzone di proprietà. Con un’estensione di 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto, situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel Comune di Gaiole in Chianti, l’azienda ha avviato un lungo lavoro di selezione, individuando le vigne dove il Sangiovese si esprime meglio. Queste sono destinate a diventare una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto.



Durante la degustazione alla Stazione Leopolda sarà quindi possibile comparare le diverse espressioni del Sangiovese delle annate 2015 e 2016, oltre al Chianti Classico Gran Selezione 2013. Accanto a Vigna Casi, il Chianti Classico Riserva prodotto dalle uve del migliore vigneto del podere Meleto, sarà in degustazione, per la prima volta, il Vigna Poggiarso, ottenuta nella parte della tenuta più arida e fredda della proprietà, dove le altitudini sfiorano i 530 metri slm. I vini presenti all’Anteprima:VIGNA POGGIARSO: Qui il Sangiovese trova condizioni climatiche estreme, che determinano una scarsa produzione ma l’alta qualità dei vini e, in particolare, dei profumi grazie alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Il terreno è argilloso con grandi quantità di scheletro composto da alberese e galestro. VIGNA CASI: Situata nella valle ai piedi del borgo medievale di Vertine, presenta clima temperato grazie alla presenza di boschi che la circondano. Il Sangiovese trova qui condizioni ideali di terreno caldo e clima fresco, che permane anche nei periodi più siccitosi.  CAMBOI: è l’ultimo nato, novità assoluta per il territorio, un vino ottenuto da Malvasia Nera del Chianti, vinificata in purezza. Un vitigno che in tempi recenti rischiava la scomparsa perché difficile da coltivare che grazie al Camboi è diventato la massima espressione del territorio. Un vino che, oggi, rappresenta la vera rinascita di Castello di Meleto. Per saperne di più:Castello di Meleto è l’unica azienda del Chianti Classico a possedere un castello del XI secolo, perfettamente conservato, oggi splendida struttura ricettiva. Con un’estensione di più di mille ettari, in Comune di Gaiole in Chianti, rappresenta un perfetto esempio di fattoria completa. Produzione bandiera è il Chianti Classico. 

Nicoletta Curradi