martedì 15 novembre 2016

Florence Wine Event il 19 e 20 novembre all'Ex3

Florence Wine Event è giunto all'11° edizione e lo possiamo considerare il più longevo evento dedicato al vino di Firenze.


Per la terza volta la manifestazione si svolge all’interno della Biennale Enogastronomica di Firenze.
Anche questa edizione si caratterizza come l’unico appuntamento dedicato al vino in formato “festival” del ricco programma.
Il FWE si presenta con la sua formula “Pop” come lo definì Leonardo Romanelli qualche anno fa, sempre fresca e attuale, tanti contenuti per il grande pubblico. Tutti possono venire al FWE e si troveranno bene: Wine lovers, appassionati, sommelier, curiosi e anche chi ha poca conoscenza del mondo del vino qui al FWE troverà sempre qualcuno in grado di fargli assaggiare un buon prodotto e in grado di raccontarglielo.
Tante aziende vinicole da tutta italia, nomi sconosciuti accanto a produttori notissimi, qui conta il vino e la sua qualità non la dimensione dello stand.
Il pubblico sempre numeroso assaggia e anche compra, la prerogativa è quella del Tasting e Market, la più grande soddisfazione del pubblico è portarsi a casa una bottiglia che non avrebbe trovato subito sottocasa.
Sono molte le aziende novità che presenteranno i loro prodotti il 19 e 20 novembre negli ambienti dell’EX3 (ex centro di arte contemporanea) per questa volta la Casa della Biennale.

La presenza di aziende toscane è importante con tanti produttori bio e biodinamci che fortunatamente iniziano a frequentare le manifestazioni non strettamente “settoriali” come il FWE, aziende da varie regioni italiane, Friuli, Piemonte,Puglia Calabria e Sicilia.
Il FWE non è solo vino ma ospita anche delle eccellenze enogastronomiche, birra, olio e anche una sezione spirits, dove saranno presentati le più importanti produzioni toscane e italiane in fatto di gin, vodka, vermout.
Tra le eccellenze da assaggiare il prosciutto dell’azienda Renieri vincitore dei 5 spilli della Guida Salumi d’Italia 2017 edita da L’Espresso.
Ecco la storia del nostro festival



Fabrizio Del Bimbo













  



  

  



  



  




  

  



  








  



  

  







venerdì 11 novembre 2016

Sommelier FISAR a congresso e Vino è alla stazione Leopolda

Si chiama 'Vino è' la manifestazione organizzata da Fisar (Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori), negli spazi della Stazione Leopolda di Firenze, il 12 e 13 novembre, aprendo per la prima volta al grande pubblico un momento solitamente esclusivo come il Congresso nazionale. L’evento, infatti, è rivolto a tutti: operatori del settore, appassionati, soci o semplici curiosi, con 100 aziende nei banchi di assaggio provenienti da tutta Italia per un totale di oltre 500 vini in degustazione nei due giorni.


L’evento, inaugurato l'11 novembre in Palazzo Vecchio alka presenza dell'assessore Giovanni Bettarini, invita a un vero viaggio culturale e storico attraverso territori e zone vitivinicole tipiche dell’Italia, per scoprire realtà conosciute e meno conosciute. Il vino, dunque, sarà il protagonista in tutte le sue forme: non solo come prodotto finito e degustabile, ma anche come prodotto di territori, culture, storia, e sistemi di vinificazione sostenibile. Non mancheranno degustazioni a tema guidate da enologi ed esperti del settore che coinvolgeranno realtà italiane e non solo. Ma anche 'verticali' di grandi annate e degustazioni di selezioni speciali come i vini d’anfora. E ancora approfondimenti su eccellenze come l’Amarone della Valpolicella, gli spumanti italiani e i vini rossi della Costa Toscana.


Ancora, incontri e approfondimenti sul tema della sostenibilità della filiera si alterneranno sul palco e vedranno protagonisti in approfondimenti diversi il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e Slow Food. Non solo: la Stazione Leopolda apre le sue porte alla vigna, attraverso gli originali allestimenti di filari di barbatelle e piante che hanno legami stretti con le viti e con il vino, a cura di noti vivaisti toscani. Nella giornata di sabato, la presentazione in anteprima nazionale del libro Rai Eri 'Signori del vino', edizione cartacea dalla trasmissione di Rai Due.

“Come ormai molti sapranno - dichiara la presidente nazionale Fisar, Graziella Cescon - ho accettato la carica prefiggendomi l’obiettivo di esprimere il potenziale di Fisar e farne il modello di riferimento della sommellerie italiana, riportando il vino al centro della scena e raccontandolo grazie al contributo di ogni territorio e di ogni associato. Le nostre radici sono forti e avevamo solo bisogno di acquisire maggiore consapevolezza nella nostra capacità di intraprendere percorsi inediti per migliorare Fisar e presentare un’offerta che intercettasse le esigenze e gli interessi di chi ama il vino, attraverso la cultura di questo prodotto unico".

"'Vino è' - continua la presidente Nazionale Fisar - raccoglie i frutti dell’impegno e della passione che abbiamo investito, presentando una Fisar rinnovata nel rispetto della tradizione, in una location che unisce la Toscana, nostra patria d’origine, alla modernità di uno spazio iconico, la Stazione Leopolda, per accogliere e premiare il contributo di ogni socio, che, grazie a delle agevolazioni dedicate, spero vorrà arricchire con la sua presenza e con la sua voce questo evento".

"Un evento - conclude Graziella Cescon - che per la prima volta apre al largo pubblico anche un momento solitamente esclusivo come il Congresso nazionale, per presentarci e presentare nella massima trasparenza il mondo Fisar, i nostri obiettivi, le nostre competenze, le nostre attività, il nostro amore per il vino. Operatori del settore, appassionati o semplici curiosi: chiunque voglia scoprirci è il benvenuto!”.

Fabrizio Del Bimbo

Nicoletta Curradi

lunedì 17 ottobre 2016

Novità per la Guida Vini de Espresso 2017

Aria nuova per la Guida de “I vini italiani de L’Espresso” 2017.

Nonostante sia di recente pubblicazione - è nata nel 2000, - la Guida, diretta da Enzo Vizzari, si ringiovanisce, affianca due curatori, Andrea Grignaffini e Antonio Paolini, e si rinnova radicalmente: non più “generalista” ma “selettiva”. In epoca di Twitter, di social, di nuovi linguaggi sintetici che caratterizzano la comunicazione dei giovani, di informazioni essenziali, la Guida si adegua. Abbandona la vecchia veste tradizionale e punta al consumatore più che agli esperti del settore. Ma va molto oltre. Basta con le classifiche e le votazioni. 


La Guida 2017 lancia una rivoluzione nel modo di approcciare il vino indirizzandosi ad un consumatore che si ritiene oramai maturo per fare le sue scelte in fatto di vino con maggiore consapevolezza e soddisfazione. Il panorama vinicolo italiano proposto in questa guida si restringe notevolmente: l’attenzione dei suoi lettori viene focalizzata su un anno di sensazioni guidate. Non più migliaia di segnalazioni, ma una scelta di cento eccellenze per settore come a dire: abbiamo di fronte un anno, andiamo insieme alla scoperta dei sapori sensoriali di un nostro prodotto di eccellenza che sta conquistando i mercati mondiali ma che è ancora poco conosciuto o non è apprezzato in patria come meriterebbe. Ecco dunque che la Guida 2017 pone l'obiettivo su tre categorie che costituiscono una ponderata scelta professionale oltre che editoriale: tre distinte classifiche ordinate per valore, ma senza punteggio: i “100 vini da bere subito”, vini importanti ed eccellenti, che si possono stappare immediatamente; i “100 vini da conservare”, cioè quelli destinati ad affinarsi e migliorare nel tempo; e, molto utile per le tasche dei consumatori in tempi di crisi, i “100 vini da comprare”, ovvero etichette che per l’ottimo rapporto tra la qualità intrinseca e il prezzo sul mercato, rappresentano la migliore equazione costi-benefici.

 Ma soprattutto i curatori della Guida in questo viaggio attraverso lo stivale si propongono di segnalare ai lettori aree geografiche di produzione che meritano particolare attenzione. Partendo dalla considerazione che al di là dei grandi mostri sacri dell’enologia italiana, come i grandi Toscani, i Bolgheri, i Brunelli e i Baroli riserva 2010, che stanno sugli altari e vi rimarranno a lungo, aspirano alla ribalta anche altre realtà produttive che possono ambire a collocarsi fra i vini di eccellenza della tradizione italiana come alcuni vini della Sardegna, con le sue denominazioni di spicco: Cannonau, Carignano del Sulcis, Malvasia di Bosa, Vermentino di Gallura che rappresentano la vera sorpresa di quest’anno.

Il nucleo centrale della Guida è poi dedicato ai migliori vini delle denominazioni più importanti ordinate per regione, ognuna introdotta da una cartina che evidenzia le principali denominazioni di origine.

L’operazione desiderata è insomma quella di avvicinare il mercato al consumatore e viceversa.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 11 ottobre 2016

A Firenze un club anni Trenta a tutto swing con arredi vintage e fontana d’assenzio





Un club anni Trenta dove ritrovare l’atmosfera del proibizionismo, tra arredi d’epoca, ritmi swing e cocktail d’altri tempi: inaugura mercoledì 12 ottobre alle ore 21 Fumoir, un locale nel locale all’interno dello storico Rex di via Fiesolana, recentemente riaperto in pieno stile vintage. Regina della saletta sarà una scenografica fontana di cristallo dedicata al più misterioso dei distillati: l’assenzio.

Fumoir sarà una sorta di privé first class, all’interno del locale che si ispira al transatlantico Rex, fiore all’occhiello della Marina italiana all’inizio del secolo scorso. Entrare nella saletta sarà come fare un salto indietro nel tempo. Ogni dettaglio del Fumoir ricostruisce un’epoca, a partire dal nome, che riprende esattamente quello del bar che si trovava a bordo del vero Rex, fino ai liquori serviti al banco, passando per gli arredi, tra cui alcuni elementi originali del transatlantico, rintracciati in negozi d’antiquariato in varie parti d’Italia.

Anche la lista dei cocktail è ispirata al menu del Rex datato 1931, recuperato dai gestori del locale e attualizzato dai mixologist di via Fiesolana per renderlo compatibile con i gusti contemporanei. Sulla carta un numero limitato di drink, principalmente a base di aniciati, destinati a cambiare ogni settimana. Previsto poi il servizio “à la ancienne”, grazie alla particolare fontana e a tre tipi di liquore all’assenzio con gradazione alcolica diversa (Pernod Absinthe Supérieure, Vieux Pontalier, La Fede Absinthe Blanche). Da aggiungere, su richiesta, la famosa zolletta di zucchero da incendiare per ottenere l’effetto “flaming” e fare un tuffo nei più tenebrosi caffè parigini frequentati da poeti maledetti e artisti a caccia di ispirazione.

Il Fumoir sarà aperto tutte le sere tranne il venerdì e il sabato dalle 21 in poi, solo su prenotazione (tel. 055 2480331 o sms al 366 3309728). 


Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 21 settembre 2016

La guida La Tuscia del Vino 2016 presentata il 1° ottobre a Montefiascone





Sta per uscire   La Tuscia del Vino 2016. Guida ai vini della Provincia di Viterbo e Orvieto curata da Carlo Zucchetti, l’enogastronomo con il Cappello..La seconda edizione di una guida è un po’ come la seconda a teatro: insidiosa. Perché si ha un traguardo da superare – o almeno da eguagliare – e non si può fare affidamento sull’adrenalina del debutto e sull’effetto novità. E' stata affrontata affidandosi al territorio. Alla bella Tuscia enoica che continua a crescere e aggiunge altre 6 cantine alle 72 recensite nel 2015. E all’ampliamento dei confini presi in considerazione. In questa nuova edizione, infatti, si è voluto allargare lo sguardo, ignorare i limiti regionali e tracciare una nuova mappa comprendente i territori dell’Orvieto D.O.C. È stata una scelta ponderata a cui si è arrivati in considerazione delle ragioni storiche – la Tuscia, nome latino dell’Etruria, includeva buona parte dell’attuale Umbria – e delle ragioni geologiche, per la continuità e contiguità dei territori di confine tra le due sponde del Tevere e del Paglia e per quel legame vulcanico intessuto dal complesso dei Vulsini. Abbiamo trattato la zona come un unicum, tralasciando nella divisione in areali i confini amministrativi, proprio a rafforzare la lettura geologica del territorio così come è stata proposta da Sara Ronca del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma.

La presentazione e premiazione ufficiale de La Tuscia del Vino 2016 si terrà sabato 1° ottobre 2016 presso La Carrozza d’Oro – via Lungolago Montefiascone (VT)

La Tuscia del Vino 2016. Guida ai vini della Provincia di Viterbo e Orvieto curata da Carlo Zucchetti

108 cantine introdotte da una breve descrizione e corredate da informazioni utili: indirizzi, numero di bottiglie prodotte, estensione vitata, enologo e molte altre.

Oltre 500 vini degustati

10 cantine che confermano il cappello, simbolo di coerenza e chiarezza del progetto, 7 quelle che lo conquistano per la prima volta.

44 3Est! i vini che meritano una lunga sosta

9 areali introdotti da una descrizione geologica con lo spunto per la costruzione di percorsi enoturistici.

Le aziende con agriturismo o foresteria e quelle che permettono la visita in cantina

Queste sono le nostre Cantine con il Cappello e i nostri   

 



Le Cantine con il Cappello 

Antonella Pacchiarotti
Grotte di Castro

Barberani
Orvieto

Cantine Neri
Orvieto

Castello della Sala
Ficulle

Cristina Menicocci
Fabrica di Roma

Decugnano de’ Barbi
Orvieto

Falesco
Montefiascone – Montecchio

Le Coste
Gradoli

Occhipinti
Gradoli

Palazzone
Orvieto

Podere Orto
Acquapendente

San Giovenale
Blera

Sergio Mottura
Civitella d’Agliano

Tenuta La Pazzaglia
Castiglione in Teverina

Tenuta Le Velette
Orvieto

Trappolini
Castiglione in Teverina

Trebotti
Castiglione in Teverina



I 3 Est!

Spumanti

Blanc de Blanc Aladoro Vigne del Patrimonio

Brut Metodo Classico 2010 Decugnano dei Barbi

Bianchi

Alma Rei V.d.T. bianco 2015 La Carcaia

Cervaro della Sala I.G.T. Umbria bianco 2014 Castello della Sala

Chardonnay I.G.P. Lazio Manti  2014 Tenuta Ronci di Nepi

Est! Est!!Est!!! di Montefiascone Classico DOP  Foltone 2015 Cantina Stefanoni

Ferentano I.G.P. Lazio bianco 2013 Falesco

Grechetto di Civitella D’Agliano I.G.T. Latour a Civitella 2014 Sergio Mottura

Grechetto di Civitella D’Agliano I.G.T. Poggio della Costa 2015 Sergio Mottura

Grechetto I.G.T. Lazio Brecceto  2014 Trappolini

Grechetto I.G.T. Lazio Poggio Triale 2014 Tenuta La Pazzaglia

Grechetto I.G.T. Umbria Bianco dei Neri 2014 Cantine Neri

Grechetto I.G.T. Umbria Sole Uve 2014 Tenuta Le Velette

Grechetto I.G.T. Umbria Strozzavolpe 2015 Bigi

Le Coste V.d.T. bianco Le Coste

Musco V.d.T. 2013 Palazzone

Nethun I.G.T. Lazio bianco 2015 Muscari Tomajoli

Orvieto Classico D.O.C. Vigneto Torricella 2015 Bigi

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Luigi e Giovanna 2013 Barberani

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Terre Vineate 2015 Palazzone

Orzalume I.G.T. Umbria bianco 2015 Castello di Corbara

Procanico I.G.T. Lazio 2015 Trappolini

Zero 8 V.d.T. 2015 Marini Georgea

Colli Etruschi Viterbesi D.O.P. Rossetto Il Fedele 2015 Podere Grecchi

Pinot Grigio I.G.T. Lazio Satres 2015 Le Lase

Rossi

Fobiano I.G.P. Umbria rosso 2010 La Carraia

Habemus Etichetta Rossa I.G.T. Lazio rosso 2013 Sangiovenale

Habemus I.G.T. Lazio rosso 2014 Sangiovenale

Lago di Corbara D.O.C. Rosso Polvento 2010 Barberani

Marciliano I.G.T. Umbria rosso 2012 Falesco

Montiano I.G.T. Lazio rosso 2013 Falesco

Pietra Dura I.G.T. Lazio rosso 2012 Bottaccio

Rosso Arcaico V.d.T.      Occhipinti

Sangiovese I.G.T. Lazio Paterno 2013 Trappolini

Sangiovese I.G.T. Lazio rosso Ost 2014 Cordeschi

Sartiano I.G.T. Umbria rosso 2014 Bigi

Soremidio I.G.T. Lazio rosso 2012 Tenuta Sant’Isidoro

Tuscia D.O.C. Sangiovese 2013 Ciucci

Vepre I.G.T. Lazio rosso 2013 Vigne del Patrimonio

Seduzione

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Muffa Nobile 2015 Palazzone

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Muffa Nobile Calcaia 2013 Barberani

Orvieto Classico Superiore D.O.C. Vendemmia Tardiva Pertusa 2015 Custodi

Aleatico I.G.T. Lazio Idea 2015 Trappolini

Aleatico I.G.T. Umbria passito 2009 Barberani



Fabrizio Del Bimbo

sabato 17 settembre 2016

Artimino brinda ai 300 anni del Carmignano

Ad Artimino, sulle morbide colline del Montalbano, quest’autunno la Storia prende corpo e voce, per ricordare con uno spettacolo teatrale l’eredità culturale lasciata dalla famiglia de’ Medici a Firenze e alla Toscana. Il 25 settembre 2016, andrà in scena la prima del live show “L’eredità dei Medici”, presentato da The Medici Dinasty Show. Un autentico tuffo nella storia, corredato da affascinanti contributi multimediali, musiche, video mapping e costumi d’epoca, ambientato nelle sale della Villa dei Cento Camini, nome con cui è conosciuta la “Ferdinanda”, un tempo dimora di caccia del granduca e oggi patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Un innovativo infotainment che offrirà emozioni e divertimento senza però rinunciare a una precisa ambientazione storica e una funzione didattica, replicato poi venerdì 30 settembre e domenica 2 ottobre. E non è tutto: la Tenuta di Artimino creerà in occasione di questo importante anniversario una preziosa limited edition di 1716 magnum celebrative di Carmignano Riserva 2012 con etichetta ideata da Wessel Huisman, artista olandese legato ad Artimino Contemporanea e alla Florence Biennale. Il 25 settembre i primi 10 esemplari ritoccati di pugno e firmati dall’artista verranno battuti all’asta per beneficenza insieme al dipinto originale di Huisman e il ricavato andrà a finanziare “OENS – Osteopatia e Neuroscienze” per l’acquisto di un endoscopio destinato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Di seguito un approfondimento sul 300° anniversario e il dettaglio degli eventi che compongono le celebrazioni di Artimino:

I trecento anni del bando di Cosimo III de’ Medici
Era il 24 settembre del 1716 quando il Granduca Cosimo III emanò il bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra, con l’obiettivo di proteggere e valorizzare quei vini considerati fra i più virtuosi del tempo. Si tratta del primo esempio al mondo del concetto di Denominazione e di disciplinare di produzione, anticipando di circa un secolo le Aoc francesi. Nel documento venivano definite severe norme di vendemmia e produzione e si delimitava la zona del Carmignano; nello stesso anno era uscito un altro bando – “sopra il commercio del vino” – che istituiva la nascita di una Congregazione che vigilasse sulla vendita all’estero di questo vino, già apprezzato fuori confine e considerato “un decoro per la nazione”.
Il live show “L’eredità dei Medici”
La Villa dei Cento Camini, voluta da Ferdinando I nel 1596 e progettata dall’architetto Bernardo Buontalenti, sarà il palcoscenico del live show “L’eredità dei Medici” presentato da The Medici Dynasty Show, che tra fine settembre e inizio ottobre riporterà in vita i personaggi più noti della casata tra le antiche mura della Villa. Lo stravagante granduca Gian Gastone e sua sorella Anna Maria Luisa, Elettrice Palatina, si ritroveranno insieme per l’ultima volta: dal loro incontro nascerà un flashback che ripercorrerà la gloriosa storia della dinastia, il mecenatismo, le iniziative sociali e le direttive illuminate, non ultime quelle riguardanti il vino e la salvaguardia dei prodotti di qualità. Nelle sale della Villa, l’Eredità dei Medici ripercorrerà una storia affascinante, intrecciando i momenti salienti del periodo mediceo per offrire agli spettatori spunti di riflessione e approfondimento ma anche forti emozioni. Si tratta di un testo teatrale nato da un’ampia ricerca storiografica e dalla professionalità di un’equipe multidisciplinare, con l’obiettivo di far calare gli spettatori all’interno dello spettacolo proponendo un nuovo modo di conoscere la storia di Artimino e il territorio di Carmignano.
La bottiglia celebrativa e l’asta di beneficenza
Artimino celebra il legame tra passato e presente della “sua” denominazione con una serie limited edition di 1716 magnum numerate, create in collaborazione con l’artista Wessel Huisman, che per l’occasione ha rivisitato l’immagine della villa, usata da sempre come marchio distintivo delle etichette della Tenuta. La ricerca artistica del pittore olandese, molto legato ad Artimino, rivela un interesse unico nei confronti della storia, come si manifesta anche nell’opera creata appositamente per l’etichetta della limited edition “300 years Anniversary”. Il vino – un Carmignano Docg 2012 – è conservato in 1716 magnum dalla forma singolare (che richiama quella tondeggiante delle bottiglie dell’epoca), numerate a mano, con etichetta in canvas, packaging elegante e gomma lacca sul collo della bottiglia. Le prime dieci bottiglie, ritoccate di pugno dall’artista, insieme all’opera d’arte originale e ad alcune preziose etichette “sbagliate” saranno battute all’asta il 25 settembre dal battitore Roberto Milani della casa d’aste San Lorenzo: il ricavato sarà devoluto alla raccolta fondi per un endoscopio che permetterebbe di operare alcune forme tumorali del cervello attraverso la cavità nasale anziché con un’operazione alla calotta cranica. Un macchinario innovativo e di estrema importanza, destinato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Promotori del progetto sono il neurochirurgo Lorenzo Genitori e l’osteopata Tommaso Ferroni: i fondi saranno così destinati alla loro società no profit “OENS – Osteopatia e Neuroscienze”.
Il calendario degli appuntamenti
Nel pomeriggio di domenica 25 settembre 2016 si terrà l’asta di beneficenza, seguita da un cocktail di benvenuto, visite guidate della villa e intrattenimento musicale. Dopo l’apericena nelle Cantine Granducali, la prima teatrale di “L’Eredità dei Medici”. Prezzo complessivo: 40 euro Venerdì 30 settembre invece apericena in Villa, nelle Cantine Granducali, e spettacolo “L’Eredità dei Medici”. Domenica 2 ottobre, infine, merenda pomeridiana in Villa per grandi e piccini (con servizio di baby sitting), seguito dallo spettacolo “L’Eredità dei Medici”. Prezzo complessivo: 28 euro. Dopo lo show, inoltre, sarà possibile cenare al ristorante Biagio Pignatta (su prenotazione) con menù di ispirazione medicea. Sconti del 10% per soci Onav – Fisar – Ais – Fis.

Nicoletta Curradi

giovedì 4 agosto 2016

Ottimi auspici per la vendemmia di Conegliano Valdobbiadene

 Conegliano Valdobbiadene: una fotografia dell'andamento stagionale in vista della vendemmia
Ottime premesse di qualità-



 Massimo impegno tra le colline del Conegliano Valdobbiadene in vista della prossima raccolta delle uve: si prevede una vendemmia all'insegna dell'eccellenza qualitativa dei vigneti di alta collina, in virtù della migliore esposizione al sole."I presupposti per un'ottima annata ci sono tutti - afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di tutela del vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg - Infatti malgrado le incessanti piogge di maggio e giugno, la vocazione viticola nell'area collinare ha predominato sull'effetto climatico garantendo ad oggi grappoli spargoli con un veloce accrescimento."Il potenziale produttivo delle colline è in linea con quello del 2015, da cui si è ottenuto un millesimo riconosciuto come uno dei migliori degli ultimi anni. Lo staff tecnico del Consorzio sta avviando il costante monitoraggio del grado di maturazione delle uve attraverso il controllo di 20 stazioni di rilievo posizionate nelle diverse aree della Denominazione, di concerto con i tecnici delle cantine sociali e delle aziende associate. Questo lavoro garantisce il perfetto tempismo nel dare il via al lavoro di raccolta che varia ovviamente in funzione della posizione e dell'esposizione dei vigneti."La stagione viticola si è contraddistinta per una fase primaverile ed estiva fresca e piovosa; tale condizione per un vitigno come la Glera e per i vigneti di collina, favoriti da giacitura e terreni ben drenanti, ha posto le basi per una maturazione più lunga e favorevole in termini di qualità e ricchezza aromatica" - dichiara Filippo Taglietti, agronomo del Consorzio."Dalle prime valutazioni tecniche - il presidente Nardi aggiunge - stimiamo che, se non intervengono importanti eventi climatici, la raccolta possa iniziare da metà settembre in poi, leggermente posticipata rispetto all'anno scorso."La vendemmia è vissuta intensamente dalla comunità locale, infatti per una regione vocata da secoli alla viticoltura, in cui ogni famiglia ha una storia da raccontare legata al mondo enoico e dove ogni anno si studiano sistemi particolari e nuovi per supportare il lavoro manuale tra i filari, la vendemmia è il vero e proprio Evento dell'Anno. Nel territorio tra Conegliano e Valdobbiadene, caratterizzato da pendii molto ripidi e da saliscendi difficilmente accessibili ai macchinari, il lavoro nei vigneti richiede infatti annualmente dalle 600 alle 800 ore di attività manuale per ogni ettaro (in pianura la media è di 150 ore circa per ettaro l'anno) e la vendemmia, chiamata per questo "eroica", rappresenta il momento di massima ingegnosità dei viticoltori. Il risultato è sempre ottimale dal punto di vista della raccolta delle uve e, nello stesso tempo, straordinario e unico nel suo genere per un neofito della zona:monorotaie, secchi collegati a carrucole, gerle e cassette portate di mano in mano lungo vigneti non percorribili con mezzi a motore sono i protagonisti dello spettacolo, insieme all'agricoltore. E' un momento in cui si manifestano in modo autentico le radici storiche del territorio. Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è l'ente privato, nato nel 1962, che garantisce e controlla il rispetto del disciplinare di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Lo spumante prodotto sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1969 e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 2009. Il territorio di produzione comprende 15 comuni: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor e Valdobbiadene. Il Consorzio, attualmente presieduto da Innocente Nardi, ha sede in località Solighetto a Pieve di Soligo, raggruppa 183 case spumantistiche e tutte le categorie di produttori (viticoltori, vinificatori e imbottigliatori). Opera principalmente in tre aree: la tutela del prodotto, la sua promozione e la sostenibilità della produzione, in Italia e all'estero, dove promuove la conoscenza del prodotto attraverso attività di formazione, organizzazione di manifestazioni e relazioni con la stampa. www.prosecco.it

 Nicoletta Curradi

martedì 26 luglio 2016

Assaggio del vino: cambia veste il laboratorio chimico merceologico di Firenze

Dal 20 luglio 2016 il Laboratorio Chimico Merceologico ha cambiato veste in Analytical Food per effetto della cessione del ramo d'azienda al Gruppo Analytical. Quindi, tutte le attività di pertinenza del Laboratorio, i rapporti in essere e ogni nuova attività fanno ora capo al Gruppo Analytical Srl. La nuova veste è stata presentata il 26 luglio al Grand Hotel Baglioni di Firenze.

Il laboratorio chimico merceologico è considerato un’eccellenza sul territorio ed è da molti anni impegnato nella ricerca e nella garanzia di qualità delle filiere viti-vitinicola e olivo-oleicola in un’ottica di miglioramento della qualità delle produzioni. E’ una struttura che soddisfa sia le esigenze dei produttori che desiderano valorizzare i propri prodotti, sia le esigenze dei cittadini e consumatori, che chiedono garanzie e tutela dei prodotti.
Il laboratorio è dotata di personale qualificato in grado di rispondere alle esigenze degli operatori con determinazioni analitiche per il comparto agro-alimentare, ma anche con attività di formazione, di ricerca e trasferimento tecnologico.
Qualsiasi tipologia di cliente, pubblico o privato, può rivolgersi al laboratorio sapendo di trovare:
  • competenze di tipo chimico, chimico-analitico, strumentale;
  • esperienza in analisi sensoriale;
  • esperienza in sistemi di gestione qualità, in particolare auditor/responsabili gruppi di audit di Sistema Qualità;
  • esperienza in legislazione agroalimentare;
  • esperienza e supporto per l’iter di certificazione DOP e IGP;
  • esperienza in presentazione di progetti europei, nazionali e regionali;
  • capacità di effettuare docenze in ambito universitario e divulgativo.
Tra il personale ci sono Chimici e Tecnologi Alimentari iscritti all’ordine nazionale,  assaggiatori di olio di oliva vergine iscritti all’elenco nazionale e capo panel.
Il Laboratorio è dotato di strumentazione tecnica di ultima generazione collocata in una superficie aperta e funzionale di circa 400 mq.
Il laboratorio ha a disposizione due moderne sale di assaggio ed un gruppo importante di assaggiatori esperti nella degustazione di vino ed olio ed altri prodotti ortofrutticoli.In particolare, per l’olio il Laboratorio si avvale di cinque comitati professionali (o panel) autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole per la valutazione organolettica (assaggio) di questo prodotto. I panel di assaggio possono certificare la qualità dell’olio, indicandone i pregi e i difetti e attribuire l’esatta classificazione merceologica (extravergine – vergine – lampante).



Per l'assaggio del vino,  il Laboratorio si avvale della collaborazione di numerosi assaggiatori iscritti all'elenco dei tecnici e degli esperti degustatori di vini DOCG e DOC, che sono convocati in quattro commissioni guidate da esperti enologi.

Analytical FOOD
Via Orcagna 70, Firenze a pochi passi da Piazza Beccaria
Telefono: 055-674027
E-mail commerciale: sales.food@analytical.it
E-mail fornitori: acquisti@analytical.it 

L’orario di apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì dalle ore  8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 15.30.

Nicoletta Curradi

mercoledì 20 luglio 2016

Da Johnny Bruschetta anche i vini sono di qualità

I menu vacanzieri del Tuscan bistrot Johnny Bruschetta di via dei Macci a Firenze includono quest'estate anche piacevoli abbinamenti a vini del nostro territorio e non solo, prodotti da aziende di qualità come Castello del Trebbio, Tenuta Casa Dei e Olianas.  

 Il Castello del Trebbio, fondato dalla famiglia de’Pazzi nel XII secolo è di proprietà dei Baj Macario dal 1968. Dal 1995 è gestito direttamente da Anna e Stefano Casadei che hanno trasformato la proprietà in un’azienda moderna e molto dinamica ed orientata a produzioni di alta qualità. L'azienda come le altre di famiglia viene condotta secondo i principi del Biointegrale e i vigneti sono costituiti soprattutto da Sangiovese. Il focus principale dell’azienda è infatti la valorizzazione di questo vitigno: siamo nel cuore del Chianti Rufina, dove il Sangiovese trova la sua migliore espressione in termini di eleganza e longevità. Ricca ed affascinante è la storia che caratterizza il Castello: in cui, nel 1478, fu tramata la famosa “Congiura de’Pazzi”.



La Tenuta Casadei, a Suvereto, nella Toscana meridionale, produce vini di elevato livello qualitativo da varietà internazionali. La joint venture con i Cline ha contribuito a dare nuovo impulso all’azienda, che, da sempre condotta secondo i dettami dell’agricoltura biologica, poi Biointegrale, ha recentemente introdotto i cavalli nella gestione dei vigneti e sta completando la cantina con anfore, cemento e legno.





L’azienda Olianas, a Gergei in Sardegna, è stata fondata da Stefano Casadei insieme ad Artemio Olianas, amico e socio di origine sarda ed imprenditore nella ristorazione fiorentina. L’obiettivo fin dall’inizio è stato produrre vini di elevata qualità e con un fortissimo legame con il territorio d'origine. A tale scopo si è deciso di puntare esclusivamente su varietà autoctone sarde (Cannonau, Bovale,  Carignano, Vermentino e Nasco), sottoposte a rigorosa selezione sia in campo che in cantina, dove si utilizzano anche le anfore, come strumento per l’esaltazione delle loro peculiari caratteristiche. Le  vinificazioni vengono interamente svolte in modo naturale, senza il ricorso a lieviti selezionati o enzimi, che potrebbero contribuire a standardizzare gli aromi ed il gusto dei vini, togliendone tipicità
Tra i vini proposti da Johnny Bruschetta spicca, in abbinamento ai piatti più leggeri,  il Rosato, Cannonau DOC Cannonau 100%, di cui sono prodotte 10.000 bottiglie, a fermentazione attivata in modo naturale, come prevede il metodo biointegrale, utilizzando una “pie de cuve”, senza l’utilizzo di lieviti selezionati e di attivanti. Dopo la fermentazione, circa l’80% del vino rimane in affinamento “sur lie” in acciaio per 5 mesi, mentre il rimanente 20% è affinato in Tonneaux per lo stesso periodo. Successivamente il vino viene chiarificato con bentonite e filtrato mediante procedimento di filtrazione a cartoni.
E' un vino dal grande impatto, sempre bilanciato tra la freschezza di un ottimo vino bianco e la struttura del Cannonau.
La temperatura di servizio consigliata è 8°-10°C.

In abbinamento a piatti dal sapore più deciso si propone invece  Armonia, rosso toscano ottenuto da Merlot + Syrah 50%, altri vitigni a bacca rossa. Di questo vino sono prodotte 50.000 bottiglie. L'affinamento avviene In barrique di rovere francese, di 2° e 3° passaggio, per 10-12 mesi. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia da 4 a 6 mesi.
Al naso mostra chiaramente intensi aromi di bacche rosse con punte di vaniglia. Riempie la bocca in modo soffice e morbido al palato con una buona freschezza. Finale leggermente dolce.




Dulcis in fundo, un bicchierino di Vinsanto del Castello del Trebbio...


Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo

giovedì 30 giugno 2016

Distillati Marzadro, un'ottima idea per i cocktails dell'estate

Una serata allegra, ricca di novita' e di emozioni, quella organizzata pochi giorni fa nella sala Win City Sisal di Viale Giovine Italia a Firenze dalla Distilleria Marzadro. 

 Molti ancora credono che la grappa sia un superalcolico per palati forti, adatto solo per le correzioni o per digerire. Tutte credenze sbagliate.  La grappa può entrare a pieno titolo tra gli ingredienti di miscelazione,  contribuendo a creare ottimi e freschi cocktails estivi  


                       Foto di Nicoletta Curradi      

Tra le Grappe Marzadro sono state selezionate il monovitigno di Chardonnay della linea Le Giare, la Grappa aromatizzata alla camomilla, Camilla, e l'immancabile Le Diciotto Lune, prodotto di punta della Distilleria. Grande successo ha ottenuto  anche Anfora, l'ultima nata in casa Marzadro, la Grappa invecchiata in anfore di terracotta.

Tra i cocktails più apprezzati della serata, il Trentin Boulevard, preparato con grappa Le Giare e arancia fresca o essiccata, Le Diciotto Julep con grappa Le Diciotto lune e frutti di bosco frullati, lo Speck-Isis, con grappa Camilla, lime, birra e spremuta di limone. Inoltre gli ospiti hanno avuto la possibilità di gustare un piatto di tagliolini cacio e pepe sfumati alla grappa: una delizia per il palat

Foto di Valerio Ricci

La storia della Distilleria Marzadro vede il suo inizio nel lontano 1949 a Brancolino di Nogaredo, nel cuore della Vallagarina, in Trentino. É una terra suggestiva, solcata da vigneti “allevati” con cura ancestrale, che si arrampicano verso le pendici dei monti, partendo dal fondovalle punteggiato da alberi da frutto. Un inizio pionieristico, fatto di tenacia, caparbietà e molte promesse, nel tempo mantenute. Attilio Marzadro, con la sorella Sabina, è il protagonista di questa storia. Egli ha saputo coltivare al meglio la sua terra per ottenere dai vitigni le vinacce più idonee alla distillazione delle Grappe, facendo propria un’arte secolare. É un uomo di montagna, Attilio Marzadro e come tale ha voluto trasmettere hai figli questa preziosa eredità fatta di intuizioni, entusiasmo e passione; ma anche di sapienza, esperienza e profondo amore per il territorio e la sua cultura.


                                                              Foto di Valerio Ricci

La famiglia Marzadro, oggi allargata a tre generazioni, ha conservato intatto il patrimonio di tradizioni con grande impegno e professionalità, nell’ottica di una innovazione costante. Dietro all’aspetto romantico del recupero e del mantenimento di antiche tradizioni, Marzadro si pone come un’azienda dinamica, in continuo aggiornamento ed evoluzione per operare al massimo delle potenzialità relative alla salubrità ambientale, nell’assoluto rispetto rivolto alla qualità delle materie prime ed ai sistemi di lavorazione.

 Info: wwww.marzadro.com



                                                                 Foto di Valerio Ricci









Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 29 giugno 2016

Bancarel'Vino a Mulazzo dal 5 al 7 agosto

 


 
 
Vini, libri, piatti tipici, scorci di un territorio unico e… un pizzico di Europa, questi gli ingredienti della XXXIII edizione di Bancarel’Vino che si terrà a Mulazzo da 5 al 7 agosto.
 
Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere, attraverso una mostra-mercato ed un premio enologico, le produzioni vinicole della Provincia di Massa-Carrara, invitando i produttori delle denominazioni IGT Val di Magra, IGT Toscana, DOC Candia dei Colli Apuani, DOC Vermentino Colli di Luni. Un modo per valorizzare, attraverso i prodotti, la storia e le caratteristiche del territorio. L’evento si svolge proprio nel cuore del borgo.
 
La piazza principale del paese, Piazza Dante, è il centro della festa, qua trovano posto le 12 bancarelle in legno (che ricordano quelle ottocentesche dei librai ambulanti) dove sono collocati i produttori di vino. Il visitatore, di bancarella in bancarella, può andare alla scoperta delle cantine e dei vini della provincia di Massa Carrara oppure percorrere via Orlandini, interamente dedicata ai prodotti tipici e alla gastronomia locale, e andare alla scoperta dei sapori di Lunigiana.
 
Oltre al centro del borgo, quest’anno saranno coinvolti anche i ristoranti del territorio di Vetrina Toscana, la rete di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio, con menù dedicati all’evento.
 
Ha confermato la propria partecipazione per il 5 agosto il professor Attilio Scienza, il più grande esperto di enologia in Italia, che farà un intervento sul vitigno vermentino.
 
La commissione che valuterà il premio sarà composta da enologi di chiara fama tra cui: Carlo Ferrini, Gioia Cresti, Pietro Panesi e da Sommelier professionisti dei ristoranti stellati della Versilia: Cristian  Bellè (Filippo, Pietrasanta), Nicola Dallori (Osteria del Mare, Forte dei Marmi), Emanuela Vitale (Bistrot, Forte dei Marmi), Sokol Ndreko (Lux Lucis, Forte dei Marmi), Lorenzo Giannini (Lorenzo, Forte dei Marmi) Roberto Franceschini (Romano, Viareggio) Lucia Giusti (Il Piccolo Principe, Viareggio).
 
Le degustazioni guidate saranno a cura dell'ASPI aderente all'ASI (Associazione Sommelier Internazionale)
 
Particolarmente interessante il programma dei convegni: si parlerà di eccellenze del territorio e alcuni prestigiosi chef e ristoratori incontreranno i produttori per confrontarsi sulle caratteristiche che i prodotti devono avere perché possano essere utilizzati in cucina o essere messi in carta. Un altro tema interessante sarà quello delle sofisticazioni e frodi alimentari.
Quest’anno il tema di Bancarel’Vino sarà l’Europa: durante la kermesse si rafforzerà il rapporto di gemellaggio con i francesi di Puylaurens (un comune nel Tarn, nei Medi Pirenei, nel sud della Francia) una loro delegazione (guidata dal sindaco Anne Laperrouze)  porterà a Mulazzo i prodotti tipici del territorio.
 
Fabrizio Del Bimbo
Nella foto Alessandro della Tommasina con i testaroli

venerdì 20 maggio 2016

Le Contesse, azienda intraprendente nel panorama del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

Tra i numerosi produttori di Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene che hanno preso parte a Vino in Villa 2016 al Castello di San Salvatore a Susegana approfondiamo la conoscenza dell'azienda "Le Contesse", che è situata a Tezze di Vazzola  su antichi possedimenti delle Contesse Tiepolo originarie di Venezia, da cui prende il nome. La famiglia Bonotto, da tre generazioni conduce l'azienda potendo contare su 150 ha di vigneti di proprietà. Negli anni '70 costruisce i primi locali per la spumantizzazione e oggi vanta le più moderne tecnologie di produzione pur mantenendo la tradizione e le naturali fasi di lavorazione del vino. Impegno, dedizione, e soprattutto amore per questo lavoro, si rispecchiano nella qualità e nella nobiltà dei prodotti della linea “Le Contesse”, esportati al 90% in vari paesi, compresi Germania e USA.  L'azienda sta attraversando una fase di espansione e sta costruendo la nuova cantina.


Il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene è un Prosecco DOCG prodotto unicamente nel Trevigiano, in particolare nelle colline comprese tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene. Il Distretto DOCG comprende 15 comuni: Conegliano, Susegana, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, S. Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene. Il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, nella sola versione spumante, è detto anche Prosecco Superiore e la cru spumante della denominazione, ovvero la sottozona che racchiude le parcelle in Cartizze, si chiama Valdobbiadene Superiore di Cartizze. La zona di produzione del Prosecco DOC si trova nell’area Nord orientale dell’Italia e più precisamente nei territori ricadenti in 5 province del Veneto (Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno) e in 4 nel Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine), uno dei territori più belli della penisola italiana. Tipologie Del Conegliano Valdobbiadene DOCG Esistono 5 differenti versioni: Spumante Superiore DOCG o Prosecco Superiore DOCG uperiore di Cartizze DOCG (spumante) Rive DOCG (spumante) Tranquillo DOCG Frizzante DOCG Il metodo di spumantizzazione più usato è lo Charmat (Metodo Martinotti) da cui si ottengono le versioni Brut, Extra Dry e Dry in base alla concentrazione di zucchero residuo dopo la fermentazione in autoclave. Il Prosecco DOC deve essere ottenuto da uve Glera, possono concorrere, in ambito aziendale, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15% i seguenti vitigni: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero (vinificato in bianco). Comuni di produzione: Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza.


Tra i prodotti dell'azienda sono da segnalare:

SPUMANTE ROSÉ BRUT Le Contesse
|SPUMANTE DOLCE "ANNA" Le Contesse
PROSECCO TREVISO D.O.C. BRUT Le Contesse.
PROSECCO TREVISO D.O.C. EXTRA DRY .Le Contesse
PROSECCO CONEGLIANO VALDOBBIADENE D.O.C.G. EXTRA DRYLp Le Contesse
PROSECCO CONEGLIANO VALDOBBIADENE D.O.C.G. BRUT Le Contesse
PROSECCO TREVISO D.O.C. EXTRA DRY MAGNUM Le Contesse
PROSECCO TREVISO D.O.C. EXTRA DRY 3 LT.Le Contesse


Nicoletta Curradi

mercoledì 18 maggio 2016

Amarone della Valpolicella DOCG “Le Bessole”

L’azienda  Accordini Igino presenta l’annata 2011 del suo vino di punta
 
L’Amarone “Le Bessole” 2011 firmato Accordini Igino (Corvina Veronese e Corvinone 70%, Rondinella 20%, Rossignola 10%, circa 40.000 bottiglie prodotte) è con una grande personalità e carattere che si esprimono in profumi speziati (frutta sotto spirito e liquirizia su tutti) e in una colorazione intensa che ricorda il granato. Le caratteristiche organolettiche evolvono a ogni sorso in un crescendo di sapori morbidi, armonici, persistenti. Un vino perfetto per accompagnare carni grigliate e secondi strutturati, regala delle sorprese anche abbinato all’aragosta e ai formaggi.
L’area di produzione sono le Colline di Moron, zona collinare sul confine tra San Pietro in Cariano e Negrar.


“Le Bessole” è il nome del cru dal quale nel 1821 è iniziata la storia della cantina Accordini Igino: tre ettari nel cuore della Valpolicella, a San Pietro in Cariano, tra le colline veronesi a pochi minuti dal centro di Verona, dove tutt’ora pulsa il centro dell’azienda, che oggi in Valpolicella può contare 35 ettari di vigneto. Le varietà coltivate sono le classiche del territorio: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella e Rossignola. Oltre l’Amarone, l’Azienda produce i tipici Recioto, Ripasso, Valpolicella Superiore, ma anche un Corvina Veronese e un Corvina Rosè Brut. Vini tutti ottenuti attraverso un sistema di vinificazione che rispetta il naturale sistema organico, senza alcun utilizzo di lieviti aggiunti.
La cantina originaria, nata negli anni ’60, è stata rinnovata nelle linee e nello stile per adattarsi alle esigenze commerciali e d’immagine di un’azienda proiettata al futuro. Barrique e botti in legno si intrecciano con linee moderne, accogliendo gli ospiti in un ambiente confortevole e informale dove poter degustare i vini Accordini Igino, accompagnati dai prodotti gastronomici tipici della zona. 
La produzione 2015 di vini Accordini Igino è stata superiore alle 130.000 bottiglie. L’aumento delle vendite in Nord Europa, Cina, Canada e USA e l’apertura di nuovi mercati in India e Africa, confermano la crescita sana e stabile della cantina negli ultimi anni, nonostante la difficile congiuntura economica.
  Del Bimbo Fabrizio
 

lunedì 9 maggio 2016

Antica Cantina Leonardi di Montefiascone: qualita' enologica da piu' generazioni

L'Antica Cantina Leonardi dai primi anni del '900 con passione e esperienza costituisce la più storica e prestigiosa realtá enologica dell'Alta Tuscia presso il Lago di Bolsena. L'Antica Cantina Leonardi si trova a Montefiascone, delizioso paese sul lago di Bolsena.








Una tradizione familiare arrivata alla quarta generazione che ha visto l'avvicendarsi di tutti i cambiamenti enologici dell'ultimo secolo. Dalla produzione locale di vino sfuso negli anni '70 '80 si é passati alla produzione industriale, per arrivare ad oggi con prodotti ricercati e di altissima qualitá. Cuore della struttura sono le antiche grotte scavate a mano nel tufo vulcanico alla fine dell'800, tutto a temperatura ed umiditá controllate "naturalmente", oggi sono il luogo ideale dove far "riposare" in barriques i vini di punta dell'azienda, caratterizzati dal perfetto equilibrio tra aroma e struttura. Le vecchie vasche in cemento risalenti agli anni '50 sono state tutte rimodernate, adeguandole in base alle attuali esigenze di produzione, affinché possano nuovamente garantire la riuscita di vini prestigiosi. Durante questo secolo sono emersi due elementi fondamentali: la passione familiare ed il vino sempre presente l'Est! Est!! Est!!!












L'Antica Cantina Leonardi offre ai suoi ospiti diverse scelte di percorsi enogastronomici guidati da professionisti del settore e dalla presenza dei proprietari. Si puó scegliere a partire dalla semplice visita alla cantina accompagnata da assaggini di prodotti locali abbinati ai vini fino ad un vero e proprio percorso enogastronomico. Le degustazioni possono avvenire sia nella sala degustazione all'interno della cantina sia al vigneto di Marcello dove in estate é anche possibile fare bellissime passeggiate e scendere fino alla sponde del lago di Bolsena. Inoltre si puo' soggiornare in uno dei 4 accoglienti appartamenti disponibili.




In occasione dei 50 anni della denominazione Est!! Est!! Est!!  ai primi di maggio Riccardo dell'Antica Cantina Leonardi ha organizzato una verticale di uno dei suoi prodotti di punta, il vino Don Carlo, annate dal 2001 al 2013.  escludendo l'annata 2012, non prodotta.

E' un vino  Igt Lazio Rosso, che deve il suo nome a Carlo Leonardi, uno dei fondatori dell'azienda, nonno di Riccardo.
E’ una Igt ottenuta a partire da un blend di uve Merlot (70%), Cabernet Sauvignon (15%) e Cabernet Franc (15%) coltivate a cordone speronato su terreni vulcanici di medio impasto posti in collina a 400 m.s.l.m. ed esposti a est. La vendemmia viene effettuata manualmente verso i primi di ottobre e la resa si aggira sui 70 q.li/ha; dopo la raccolta, le uve vengono vinificate separatamente con fermentazione alcolica a contatto con le bucce di circa 12 giorni a temperatura costante di 26°C e sottoposte a continui rimontaggi. A questo punto il vino viene passato in barriques di rovere francese dove subisce la fermentazione malolattica per poi rimanervi ad affinare per circa un anno; terminato l’affinamento in botti, il vino passa in bottiglia per rimaneci ulteriori 2 anni in affinamento in locale buio.   
Assaggiandolo,  è  un vino che si presenta di un  colore rosso rubino intenso e limpido, mentre al naso sprigiona i sentori tipici del vitigno (piccoli frutti rossi come il ribes, la mora e l’amarena) e dell’affinamento in botti (spezie come vaniglia, cannella  e note  di cacao). In bocca risulta corposo, equilibrato, giustamente tannico e molto persistente.

Info; www.cantinaleonardi.it




Fabrizio Del Bimbo

sabato 7 maggio 2016

I vini de La Sala presentati a Firenze

L'area green del Mercato Centrale di Firenze ha ospitato nei giorni scorsi un'interessante degustazione di vini de La Sala, azienda diSan Casciano Val di Pesa, nel nord del Chianti Classico. I vini di questa zona non godono dello stesso prestigio di altri vini simili  prodotti magari a pochi chilometri di distanza. La motivazione piu' probabile pare essere il terroir. Il terreno, infatti, è caratterizzato dalla presenza di alberese, un calcare marnoso dal colore grigio-nocciola, la cui presenza ben diversifica i vini che vi si producono, rispetto ad altri Chianti ottenuti da vigne cresciute su terreni di galestro.Ma questa nomea si basa soprattutto sul fatto che il Chianti preso a modello è spesso concentrato e con una percentuale alcolica importante.


Conosciamo meglio l'azienda La Sala:i suoi terreni si estendono nelle proprietà che sin dal 1260, con il nome di Grande Terra Murata, facevano parte dei possedimenti della nobile famiglia dei Giandonati; all’inizio del XV secolo i terreni passarono alla famiglia Acciaiuoli, nel 1534 al granduca Alessandro de’ Medici ed infine alla famiglia Corsini.Dal 1981 al 2014 l’azienda è appartenuta a Laura Baronti che insieme all’Enologa Gabriella Tani negli anni 1990 ed inizio 2000 ha contribuito a far divenire La Sala un’azienda di eccellenza del Chianti Classico.Nel 2014 Francesco Rossi Ferrini realizza il sogno di produrre un vino  ed un olio di qualità superiore nella splendida zona di San Casciano Val di Pesa in Toscana. Partendo dalle premiate vigne di Sangiovese e Merlot e dagli uliveti della tenuta de“Il Torriano”, di proprietà della famiglia dal 1941, ora anche delizioso agriturismo, l’avventura inizia proprio con l’acquisto de “La Sala”. Si completa così, un progetto agronomico importante, qualificato da terreni a diversa esposizione e altitudine, garantendo così alla nuova proprietà ottime vendemmie anche nelle annate più difficili.Oggi l'azienda ha un’estensione di 68 ha di cui 28 sono quelli vitati (27,6 ha iscritti a Chianti Classico); i vigneti sono collocati tra i 150 m s.l.m ed i 310 m s.l.m.Per permettere tutto ciò è  stato intrapreso un lavoro importante di ammodernamento in cantina ed in vigna con importanti investimenti per contribuire al meglio alla valorizzazione del territorio e del brand.Francesco Rossi Ferrini e l'enologo Stefano Di Blasi hanno provato a produrre Chianti Classico in modo diverso, senza tuttavia allontanarsi dalla tradizione.La filosofia aziendale è quella di lavorare senza improvvisazione, con il tempo necessario.A Firenze e' stato possibile degustare 4 prodotti di questa giovane azienda.

Queste le caratteristiche dei vini in degustazione:Chianti Classico 2013: Sangiovese con una piccola percentuale di Merlot. Fermentazione in acciaio, solo una piccola parte fa botte grande. Sapore fruttato, alla fine quasi amaro.Chianti Classico 2012: note di ciliegia e visciola tipiche del Sangiovese ma anche note agrumate.Chianti Classico Riserva 2011: l'azienda produce solo 1.500 bottiglie di Riserva. Si nota il sentore di legno oltre a spezie esotiche.Campo all'Albero 2011: 50% Cabernet  Sauvignon 50% Merlot.  Sentori vegetali, di caffè' e di cioccolato.Tutti ottimi prodotti di sicuro successo.Info:  www.lasala.it

Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo