giovedì 28 settembre 2023

Dove c’era un bosco ora cresce un vigneto e nasce un vino eccellente

 



Origini antiche per il Sauvignon blanc Bosco della Donna di Stajnbech, un vino carismatico, fresco, elegante  


Una costante ricerca dell’eccellenza perseguendo una filosofia che crede nel valore di un prodotto autentico, e nella passione per il proprio lavoro. Questi i punti cardine su cui poggia tutto il lavoro di Stajnbech, piccola ma promettente realtà a conduzione familiare situata nella parte più orientale del Veneto al confine con il Friuli Venezia Giulia. Uno stile perfettamente espresso dal motto della famiglia Valent: “Coltiviamo Armonie”, che nel linguaggio di Stajnbech sono quelle che si trovano in natura ma anche nelle persone che condividono gli stessi valori d’impresa; professionalità, dedizione, rispetto e impegno, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano come in una grande sinfonia corale tra vigneti, cantina e azienda.


Stajnbech offre una ricca gamma di produzione, e tra le etichette oggi scegliamo di presentarvi il loro best seller tra i bianchi, Bosco della Donna, un nome affascinante ed evocativo che si lega a una storia antica. Tutto infatti parte da un documento risalente al 1548 ritrovato da Adriana Marinatto – contitolare di Stajnbech - all’Archivio di Stato di Venezia, dove si sanciva il passaggio di proprietà di un terreno chiamato appunto Bosco della Donna, dai Nobili Frattina ai Conti Bellavitis. Ad oggi al posto di quel bosco crescono le viti di questo Sauvignon Blanc.


“Ci è sembrato curioso associare un nome così ad un vino carismatico come il nostro Sauvignon – spiega la giovane Rebecca Valent – un termine tra l’altro che contiene un cenno storico riguardante la presenza di boschi nel territorio, ognuno “identificato” con un nome diverso, boschi che in seguito sono stati tagliati per costruire i pali su cui poggiano le fondamenta della città di Venezia.”


L’etichetta color salvia rimanda al sentore principale e varietale che individua il Sauvignon Blanc, raccontandone la freschezza ma anche la pulizia e l’eleganza. Ottenuto da uve 100% Sauvignon, presenta un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso è aromatico, ricorda i fiori di sambuco, la salvia, il peperone verde e la foglia di pomodoro. Al palato risulta morbido, persistente, secco. Si abbina molto bene con prosciutto crudo, antipasti di pesce, risotti con erbe di primavera o zucchine, tagliolini al salmone o con le zuppe delicate di pesce e carni bianche.


Oggi Giuliano Valent e Adriana Marinatto sono affiancati dalla figlia Rebecca, classe 1995, enologa, nata e cresciuta in cantina ma con alle spalle un’esperienza in California, che le ha permesso di arricchire la sua personale conoscenza di questo mondo. Rebecca rappresenta la seconda generazione, il futuro nel quale Giuliano e Adriana credono e al quale affidano la naturale prosecuzione della tradizione di famiglia che da la mano all’intraprendenza, all’energia e alla visione innovativa dei giovani. 


Stajnbech

E’ un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata a Pramaggiore (VE), tra Venezia e Trieste, nel cuore di una terra dal ricco passato, anticamente chiamata il Vigneto della Serenissima.


Risale al 1990 il primo vigneto piantato da Giuliano Valent e Adriana Marinatto, che poi nel 1991 fondano la cantina. Nata dall’ambizione di raccontare una storia in un bicchiere di vino, questa realtà veneta si distingue per la cura meticolosa riservata ad ogni fase della produzione. Da sempre infatti, Giuliano e Adriana hanno scelto di puntare alla qualità, ricercando costantemente l’eccellenza, applicando una filosofia che crede nel valore di un prodotto sincero e genuino, e nella passione per il proprio lavoro. Uno stile perfettamente racchiuso nel motto di famiglia: “Coltiviamo Armonie”. Le armonie per Stajnbech sono quelle della natura ma anche delle persone che condividono i medesimi valori di professionalità e dedizione, uniti all’amicizia e al senso di condivisione, tutti elementi che risuonano tra vigneti, cantina e azienda come in una grande sinfonia corale. L’area in cui sorge la cantina, al confine tra Veneto e Friuli, gode di un clima temperato che unito al suolo ricco di argille grigie consentono alla vite la sua massima espressione. Dai 17 ettari di uve di proprietà, rigorosamente selezionate, si producono vini artigianali di altissima qualità, ottenuti ponendo molta attenzione al rispetto dell’ambiente sotto il segno dell’ecocompatibilità, in vigneto come in cantina.  I vini si distinguono per la spiccata personalità che sanno esprimere e raccontano le tradizioni enologiche del Veneto, coniugandole coi gusti internazionali. Le linee di produzione si dividono in Superiori e Classici, ai quali si aggiunge anche la bollicina con il nuovo metodo classico pas dosé Imagine. Negli anni, Stajnbech si é affacciata con successo al mercato internazionale, dove oggi gode di un posizionamento ben definito. La personalità dei vini ha conquistato nel tempo un pubblico di esperti e intenditori, raccogliendo importanti consensi ai più prestigiosi concorsi enologici.


Stajnbech

Via Belfiore, 109

Belfiore di Pramaggiore (VE)

Tel +39 0421 799 929 

www.borgostajnbech.com  


 Nicoletta Curradi 


martedì 1 agosto 2023

Acqua purissima ed eccellenti botaniche: la ricetta del Gin 7 Laghi Pisoni

 


La valle dei laghi, situata tra il lago di Garda e le fresche Dolomiti, con il suo microclima mediterraneo offre al Mastro distillatore pregiate botaniche per questo distillato:  il Gin 7 LAGHI nasce in alambicchi di rame “Tullio Zadra” secondo il metodo London Dry . È fresco, balsamico e ricorda i profumi delle montagne trentine.

Eco  le preziose botaniche selezionate per il Gin 7 Laghi® Pisoni:

Ginepro

Asperula

Ment

Rabarbaro

Genziana

Centaurea

Liquirizia

Calamo

China


È dedicato ai 7 laghi della omonima Valle il nome del primo Gin prodotto alla storica distilleria Pisoni. Sono infatti 7 i laghi che caratterizzano la valle dove risiede l’azienda Pisoni sin dal 1852: Lamar, Santo, Terlago, Santa Massenza, Toblino, Lagolo, Cavedine. Ma il numero 7 per la famiglia Pisoni ha anche un altro importante significato, perché ricorda il numero dei fratelli che tornarono sani e salvi dalla prima guerra mondiale e anche il numero civico della sede aziendale di Madruzzo che, per una strana coincidenza, si compone proprio di 7 frazioni.

Cinque, invece, sono le generazioni che si occupano di arte distillatoria: le grappe Pisoni sono da sempre rinomate e pluripremiate, ma oggi la gamma si arricchisce di un London Dry Gin, il più nobile dei metodi di produzione perché consiste in un’unica distillazione in alambicco di tutte le botaniche in soluzione idroalcolica alla quale, secondo il disciplinare sul prodotto, al distillato ottenuto non viene aggiunto nulla al di fuori dell’acqua necessaria per portare a gradazione il prodotto.


Il Gin 7 Laghi viene realizzato negli storici alambicchi di rame a marchio “Tullio Zadra”, esistenti ormai in rari esemplari nelle distillerie trentine, utilizzando esclusivamente botaniche che richiamano prevalentemente la terra e le montagne che circondano la realtà Pisoni e che vengono usate da generazioni nella produzione delle note grappe alle erbe Pisoni. Si tratta di Ginepro, Asperula, Menta, Rabarbaro, Genziana, Centaurea, Liquirizia, Calamo e China, dosate con abilità ed esperienza per ottenere un risultato finale equilibrato e raffinato. Un prodotto che nasce dal know how e dall’estro creativo dell’esperto mastro-distillatore Giuliano Pisoni, che spiega: «Abbiamo impiegato due anni a trovare la nostra ricetta e, poco meno, per costruirci in casa una macchina in grado di rompere la bacca di ginepro, fondamentale per la produzione del Gin, senza riscaldarla ed evitare così di perdere la fragranza del prezioso olio essenziale in essa contenuto».


Nicoletta Curradi 

lunedì 31 luglio 2023

Il pluripremiato Riesling Aristos Cantina Valle Isarco allieta i momenti estivi

 



Ha ricevuto il premio 4 Viti AIS ed è due volte vincitore dei 5 Grappoli di Bidenda: stiamo parlando del Riesling Aristos di Cantina Valle Isarco, che vuole portare l’eleganza e l’alta quota nei nostri calici estivi.

 

Annata 2021, è un bianco profumato, dal frutto delicato e leggermente aromatico, connotato da una vibrante freschezza. Selezionato tra i vini di alta gamma della Cantina Valle Isarco, questo vino è prodotto interamente a partire da uve Riesling, con vendemmia manuale dei grappoli.

 

Dopo una pigiatura soffice degli acini, la fermentazione si svolge esclusivamente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Seguono 7 mesi di affinamento delle caratteristiche organolettiche sulle fecce nobili.

 

Il Riesling Aristos di Cantina Valle Isarco si presenta con un colore giallo verdognolo tendente al giallo chiaro. Al naso conquista con profumi di mela renetta, erba appena tagliata, albicocca e spezie leggere in primo piano, impreziosite da contorni minerali. Il sorso è fresco e speziato, con una notevole struttura, ma anche una grande mineralità, con echi salini e un lungo finale aromatico.

 

Eccellente come aperitivo, abbinato a delicati antipasti e a piatti a base di pesce o frutti di mare, perfetto con le pietanze della cucina asiatica e con le ostriche.


Info:  www.kellerei-eisacktal.it/it

Nicoletta Curradi 

 


lunedì 10 luglio 2023

1664 Blanc: il Blue Tour arriva a Firenze


Note agrumate, di pesca bianca e frutta tropicale della birra appena spillata, per una pausa rigenerante e di gusto





1664 BLANC, la birra premium dal sapore unico e dai colori che richiamano il Mediterraneo, continua il giro in Italia per far scoprire il suo gusto irresistibile e rinfrescante con il Blue Tour, che si svolgerà all’interno di un van vintage dell’iconico blu della bottiglia: da Milano a Gallipoli, fino a risalire la Riviera Adriatica, il viaggio di 1664 Blanc sarà una experience all’insegna del buon gusto e del divertimento che darà la possibilità al grande pubblico di assaporare la birra premium in alcune delle principali città e mete balneari dello Stivale.


Si continua lunedì 10 luglio a Firenze, presso la Stazione Leopolda in viale Fratelli Rosselli 5 dalle ore 15 alle ore 23.




In sinergia con l’eredità artistica del nostro Paese e come omaggio alla città ospitante, la location della Stazione Leopolda è suggestivamente allestita con undici opere, parte della mostra La Forma delle Idee: una esibizione monografica che racconta l’evoluzione ed il percorso di idee, immaginazione e ricordi nel contenitore infinito della mente – mescolandosi, sovrapponendosi, svanendo e quindi concretizzandosi nel presente, con il caos che si fa forma nota e quindi scelta riconoscibile.


Nicoletta Curradi 


lunedì 19 giugno 2023

L'associazione Viticoltori di Castellina in Chianti si racconta a Firenze

 



Dopo Roma e Milano, si conclude nel capoluogo toscano il tour per festeggiare i 20 anni dell’associazione che riunisce 39 aziende vitivinicole tra le più rinomate del Chianti Classico


 L’Associazione Viticoltori di Castellina in Chianti compie 20 anni e non poteva che scegliere Firenze per l’evento conclusivo del tour che, dopo Roma e Milano, fa tappa nel capoluogo toscano per raccontare questo splendido territorio del Chianti Classico, i suoi vini e le storie dei produttori. A presentare il volto più inedito e affascinante di questo comune dove si concentrano tra le realtà vitivinicole più prestigiose dell’intera Toscana, Armando Castagno, scrittore e grande professionista del vino, che ha raccolto le interviste di 37 produttori nel libro “Castellina in Chianti - territorio, vino, persone” presentato oggi, lunedì 19 giugno, presso il cinema Astra di piazza Beccaria. Intervistato da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e giornalista esperto di vino, Castagno ha raccontato aneddoti, retroscena, passioni e curiosità emerse durante le interviste ai produttori, rivelando il lato più umano e autentico di chi con il proprio lavoro è riuscito a rendere grandi i vini di questa zona del Chianti Classico così straordinariamente vocata alla viticoltura di qualità. A portare il saluto della Regione Toscana, la vicepresidente e assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi che ha sottolineato come “il libro di Castagno sia uno strumento di promozione importante per Castellina e per l’enogastronomia toscana, volano fondamentale del Turismo quasi al pari del nostro patrimonio archeologico e culturale”.


“Ho voluto intervistare i produttori rigorosamente in presenza, senza concordare le domande – ha esordito Armando Castagno – perché il racconto fosse spontaneo, quasi una chiacchierata tra amici. Questo mi ha permesso di mettere in luce aspetti inediti, ricordi, vicende personali, storie di famiglia. Al di là di una parte descrittiva e didattica sul territorio di Castellina in Chianti, nel libro non troverete numeri, ettari o presentazioni dettagliate delle singole aziende, se non quanto riferito dagli stessi intervistati sulle loro attività. Quello che mi interessava, infatti, era cogliere l’umanità dei produttori e raccontare il loro vissuto che poi si ritrova nel calice”.


 



Ad accompagnare le parole di Castagno tra le pagine del libro, i ritratti di Caroline Aspas che con le sue foto ha saputo catturare la parte più intima dei produttori. Ad immortalare, invece, i paesaggi straordinari di Castellina in Chianti, il fotografo Andrea Federici che ha reso omaggio alla bellezza di questo angolo di Toscana.


 


Dopo la presentazione, 37 produttori di Castellina in Chianti hanno servito in degustazione i loro Chianti Classico ai giornalisti e operatori di settore che hanno partecipato all’evento.


 



“I produttori di Castellina in Chianti – ha spiegato durante la presentazione del libro Enrico Pozzesi, Presidente dell’Associazione Viticoltori di Castellina in Chianti - da tempo sentivano la necessità di iniziare un percorso comune per promuovere il territorio e valorizzare i vini straordinari e l’immagine di Castellina. Da qui è nata l’idea di affidare ad Armando Castagno il compito di raccontarci. Dopo Roma e Milano, non potevamo che tornare nella nostra Toscana per concludere in bellezza il tour. Firenze è la nostra casa, grazie soprattutto ai solidi rapporti commerciali, ma anche di amicizia, che abbiamo con i ristoratori locali. Del resto, i momenti più belli e importanti, come i 20 anni dell’associazione, vanno festeggiati in famiglia”.


 


Ed è proprio per festeggiare con i ristoratori che, questa sera a cena, i produttori di Castellina in Chianti offriranno i loro vini ai clienti dei locali fiorentini che hanno aderito all’iniziativa: Enoteca dei Giusti, Pitti Gola e Cantina, Osteria dell'Enoteca, Osteria Cipolla Rossa, Enoteca Le Volpi e l'Uva, Bistrò Todo Modo, Trattoria Sant'Agostino, Enoteca Spontanea, Osteria Belguardo.






Il territorio


Situato in provincia di Siena, il borgo di Castellina in Chianti occupa una superficie di 9.980 ettari, che si estende a cavallo tra la Val d'Elsa, la Val di Pesa e la Valle del fiume Arbia, di cui 1.682 circa coltivati a vigneto, risultando il Comune con più superficie vitata di tutto il Chianti Classico. Circa il 70% dei vigneti è a conduzione biologica o in conversione, una percentuale in progressiva crescita: delle 39 aziende che fanno parte dell’Associazione, infatti, ben 36 sono già certificate bio o in regime di conversione. Designato nel disciplinare del Chianti Classico come Unità Geografica Aggiuntiva, il territorio di Castellina in Chianti si caratterizza per i suoli ricchi di scheletro di galestro e di marne calcaree, per le esposizioni ottimali e le forti escursioni termiche che permettono di vendemmiare uve di altissima qualità. L’economia è prevalentemente agricola, incentrata soprattutto sulla coltivazione della vite e dell’ulivo, ma anche sul turismo, grazie alla straordinaria bellezza del paesaggio rurale, costellato di pievi e castelli medievali abbarbicati sulle dolci colline. A tutto ciò si aggiunge un’offerta enogastronomica di assoluta qualità che richiama ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo.



L’Associazione Viticoltori di Castellina in Chianti


Nata nel 2003 per valorizzare e tutelare i produttori di vino di Castellina in Chianti, comune del Chianti Classico dove si concentrano realtà vitivinicole tra le più prestigiose e ricche di storia dell’intera Toscana, l’Associazione Viticoltori di Castellina in Chianti conta oggi 39 soci che producono vini rinomati in tutto il mondo.


I soci: Antico Podere Casanova di Bucciarelli, Antiche Terre Belvedere di San Leonino, Bibbiano, Buondonno, Casale dello Sparviero/Campoperi, Casina Di Cornia, Castagnoli, Castellare di Castellina, Castello di Fonterutoli - Marchesi Mazzei, Castello La Leccia, Cecchi, Cennino, Concadoro, Fattoria Di Vegi, Gagliole, Il Caggio/Ipsus, La Croce dei Fratelli Zari, La Mirandola nel Chianti, Lornano, Marchesi Antinori a Castellina in Chianti, Mazza, Nardi Viticoltori, Nittardi, Piemaggio, Podere La Piaggia, Pomona, Querceto Di Castellina, Rocca Delle Macie, Rocca di Cispiano, Rodano, Ruffino, San Donatino, San Fabiano Calcinaia, Setriolo, Tenuta Canale, Tenuta di Lilliano, Tenute Squarcialupi La Castellina, Tregole, Villa Trasqua.


Fabrizio Del Bimbo 

venerdì 9 giugno 2023

"Campania Wine". Napoli, la città più bella del mondo ospita i vini della regione



 Un evento unico dedicato al vino campano nel cuore di Napoli. Un comparto, quello vitivinicolo, che si mostra coeso ed in grado di dialogare con altre eccellenze del territorio campano per dare vita a momenti di valorizzazione di grande valore.


L’11 e il 12 giugno 2023 le bellezze architettoniche e monumentali di Napoli accoglieranno “Campania.Wine”, rassegna promossa e organizzata in cooperazione dai cinque Consorzi di Tutela Vini della Campania (Sannio Consorzio Tutela Vini, Vesuvio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Vita Salernum Vites, Viticaserta - Consorzio Tutela Vini Caserta, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia) e dal Consorzio di Tutela Pomodorino del Piennolo Vesuvio Dop, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere i vini a Indicazione Geografica della Campania e i loro produttori-attori, attraverso un suggestivo itinerario di conoscenza esperienziale rivolto ad esperti, giornalisti di settore, addetti ai lavori e appassionati del mondo del vino. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania ed è realizzata con il cofinanziamento dell’Unione Europea, Campagna Medways_EU “European Sustainability. From Mediterranean to the East: new ways to advance Food.


Un intenso programma della durata di due giorni con degustazioni, masterclass, seminari, wine tour, wine talk e wine forum per giornalisti, operatori e winelovers in due luoghi di assoluto pregio in una delle città più affascinanti al mondo, Napoli, oggi meta turistica tra le più blasonate al mondo: Galleria Umberto I, monumentale opera del XIX secolo, una delle gallerie più famose ed importanti d'Italia, tappa fissa per chiunque visiti la città, e il MUSAP - Museo Artistico Politecnico di Napoli situato a Palazzo Zapata, monumentale palazzo di origine seicentesca affacciato sulla elegante piazza Trieste e Trento, cuore della Napoli Reale. Due luoghi ricchi di fascino che rappresenteranno le due sedi di Campania.Wine.


Il taglio del nastro è in programma domenica 11 giugno alle ore 11 presso la Galleria Umberto I, che ospiterà il walk-around tasting con i banchi d’assaggio delle cantine (aperto sia l’11 che il 12 giugno dalle ore 11.00 fino alle ore 19.30), alla presenza di rappresentanti istituzionali e operatori del mondo vinicolo campano. Il MUSAP sarà invece la sede delle Masterclass e dei laboratori di approfondimento sulle denominazioni. Per l’occasione parteciperà alle attività una importante selezione di giornalisti e influencer specializzati che avranno l’opportunità di conoscere il settore vitivinicolo campano con un link fortissimo al suo territorio di riferimento, un importante connubio che molto può dare in termini di attrattività turistica. Per gli appassionati, oltre al percorso degustazione in Galleria Umberto I, un programma di masterclass sul tema “La Campania in 10 vini” condotte da Chiara Giorleo (su prenotazione, per info masterclass@campania.wine)  in collaborazione con AIS Campania.


Per la stampa in programma numerose Masterclass di approfondimento sui temi “Campania.Wine European Sustainability - La Campania dei vini di montagna”, “La Campania dei vini vulcanici e dei parchi naturali”, condotte da Luciano Pignataro, Ferdinando De Simone e Pasquale Carlo.


Per la stampa presente previsti anche approfondimenti sulle eccellenze gastronomiche e tour alla scoperta di luoghi napoletani del fascino unico, tra cui la suggestiva Cappella Sansevero che custodisce il capolavoro del Cristo Velato.  


Lunedì 12 giugno altro importante appuntamento in programma alle ore 11.30 presso la Sala Comencini del Musap con il Campania.Wine Sustainability Forum: la bellezza dei paesaggi della Campania e il ruolo dell’enoturismo, focus sulle potenzialità turistiche del settore vitivinicolo in un territorio di grande attrattività come quello campano. Alle ore 17.00, sempre presso la Sala Comencini, l’iniziativa speciale “La Campania che ama la Campania 2023”, assegnazione dei riconoscimenti alle migliori carte dei vini con referenze regionali condotta dai giornalista Luciano Pignataro.


Campania.Wine 2023 rappresenta un'opportunità unica per gli appassionati di vino, gli esperti del settore e per la stampa di immergersi nell'eccezionale biodiversità dei vini della Campania, tra degustazioni, seminari, laboratori enogastronomici e molto altro, in un luogo di grande prestigio e di forte richiamo storico culturale, promuovendo i valori di sostenibilità che contraddistinguono i vini campani e il lavoro dei Consorzi di Tutela e realizzando di fatto, nel cuore di Napoli, un itinerario esperienziale e di conoscenza.


Il programma completo, con tutte le informazioni per l’acquisto dei ticket e le modalità di partecipazione, è disponibile sul sito www.campania.wine.


Fabrizio Del Bimbo 

lunedì 5 giugno 2023

La prima edizione del Campania Beer Expo

 





Napoli, 5-6 giugno 2023
 

AGROALIMENTARE DI QUALITA’ E CULTURA NEL CUORE DI NAPOLI:

ECCO IL “CAMPANIA BEER EXPO”
 

AL MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

IL PRIMO SALONE REGIONALE DELLA BIRRA ARTIGIANALE

PROMOSSO DALLA REGIONE CAMPANIA
 

LUNEDI 5 GIUGNO TAVOLA ROTONDA

CON AUTORITA’ E MASSIMI ESPERTI NAZIONALI DEL SETTORE

MARCHIELLO: “LA REGIONE CAMPANIA ATTENTA

ALLE PICCOLE IMPRESE E AL COMPARTO BRASSICOLO”

La Regione Campania valorizza e promuove la produzione birraia agricola e artigianale che trova sul suo territorio espressioni di grande qualità e valore, ecco lo spirito di “Campania Beer Expo”, primo Salone regionale della Birra Artigianale promosso dalla Regione Campania in programma il 5 e 6 giugno prossimi presso il prestigioso MANN - Museo Archeologico Nazionale della città di Napoli.

Un evento organizzato su iniziativa dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania nell’ambito della Legge regionale della Campania 24 giugno 2020 n. 16 che prevede misure a sostegno della agricoltura di qualità e del patrimonio agro-alimentare nel settore della produzione di birra agricola e artigianale.

“La Regione Campania - dichiara l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Antonio Marchiello - dimostra con questa iniziativa di essere sempre attenta alla piccola impresa. Il comparto brassicolo, in particolare, è costituito da tante imprenditrici e tanti imprenditori che fanno impresa con passione e coraggio. È nostro obiettivo aiutarli a crescere e a creare occupazione”.

Il “Campania Beer Expo” si inserisce in un momento particolarmente interessante per il settore agroalimentare italiano e regionale. In questo contesto la Campania intende offrire occasioni di visibilità ad un patrimonio di risorse di notevole pregio sotto il profilo agro-alimentare, dotato di grande attrattività per numerose tipologie di target ed in grado di generare, se adeguatamente sviluppato, un significativo impatto sul sistema socioeconomico regionale.

La scelta del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli è legata alle caratteristiche di questa istituzione culturale, tra le più antiche ed importanti istituzioni culturali al mondo, per ricchezza e unicità del patrimonio e per il suo contributo offerto al panorama culturale europeo. Imponente nell’architettura e nelle collezioni, protagonista della vita culturale in città, è una struttura aperta alla modernità e alle contaminazioni. 

Il "Campania Beer Expo" rappresenta un'occasione unica per scoprire e apprezzare la scena della birra artigianale campana in perfetta sintonia con i dettami della legge regionale che intende promuovere l’attività di identificazione e di valorizzazione della produzione birraia agricola e artigianale della Campania anche attraverso una fiera annuale della birra agricola e artigianale da tenersi, a rotazione, nei diversi territori della regione.

L'evento, alla sua prima edizione, vedrà infatti protagonista una selezione di birrifici regionali, dando ai partecipanti l'opportunità di assaporare una vasta gamma di birre di alta qualità. L’evento è dedicato ai beerlovers e agli operatori specializzati, con banchi d’assaggio, Masterclass e BeerLAB, incontri B2B, un percorso degustazione nel suggestivo Giardino della Vanella del MANN, e la presenza di nomi di primissimo piano nel mondo brassicolo italiano e internazionale.

L'apertura ufficiale si terrà lunedì 5 giugno, giornata dedicata agli operatori, alle ore 15.30 con la tavola rotonda intitolata “Autenticamente campana: la birra artigianale dagli albori alla biodiversità”. Dopo i saluti istituzionali di Maurizio Petracca, Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania,  di Gennaro Oliviero, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, di Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, di Antonio Marchiello, Assessore alle Attività Produttive della Giunta Regionale della Campania e di Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta Regionale della Campania, ci saranno gli interventi di Alfonso Bonavita, Dirigente della Unità Operativa competente in “Promozione del sistema produttivo campano sui mercati” presso la Direzione Generale per lo Sviluppo Economico della Regione Campania, di Paolo Giulierini, direttore MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di Tommaso Luongo, presidente regionale AIS Campania, di Lorenzo Dabove “Kuaska”, degustatore e giudice internazionale, di Vittorio Ferraris, presidente nazionale Unionbirrai e di Teo Musso, presidente nazionale "Consorzio Birra Italiana", Consorzio di Tutela e Promozione della Birra Artigianale Italiana da Filiera Agricola.

Nel Giardino della Vanella si terrà un percorso degustazione con banchi d'assaggio, dalle ore 15.30 alle ore 21.00, dove i partecipanti potranno scoprire le eccellenze dei birrifici aderenti all'evento.

Nel corso del primo giorno, si terranno anche due Masterclass di grande interesse. La prima, con inizio alle ore 17.30, intitolata "La Campania capitale della pizza e della birra", vedrà gli interventi del rinomato pizzaiolo Giuseppe Pignalosa, di Giuseppe Frulio, Sommelier della Birra AIS Napoli e del giornalista Luciano Pignataro. La seconda Masterclass, con inizio per le ore 19.00, dal titolo "La biodiversità del territorio come ingrediente della birra", sarà tenuta da Alfonso Del Forno, giornalista enogastronomico e referente regionale UBT (Unionbirrai Beer Tasters).

La giornata successiva, martedì 6 giugno, aperta al pubblico e agli operatori, offrirà ulteriori opportunità di esplorare il mondo della birra artigianale. Nel Giardino della Vanella si terrà un percorso degustazione con banchi d'assaggio, dalle ore 17.00 alle ore 22.00. Saranno inoltre organizzati incontri B2B per favorire possibili sinergie tra i produttori e gli operatori del settore. Alle ore 17.00 si terrà il BeerLAB dal titolo "Come comunicare la birra artigianale?", che includerà interventi di chi svolge un ruolo fondamentale nel fornire ai clienti un'esperienza di qualità nel consumo di birra, i publican: parteciperanno Antonio Romanelli di “Hoppy Ending” e Fabrizio Ferretti di “Mosto - Birra&Distillati” con Gabriele Pollio, delegato AIS Napoli. A seguire, con inizio alle ore 18.00, si svolgerà una Masterclass dal titolo "Equilibri di Gusto", con interventi di Gabriele Pollio, delegato AIS Napoli, e Lorenzo Dabove “Kuaska”.

A partire dalle ore 19.00, nel Giardino della Vanella saranno riservati spazi speciali per la Regione Campania e per AIS Campania, dove sarà possibile approfondire le peculiarità del territorio e dell'associazione. La giornata si concluderà con un BeerLAB incentrato sul tema "Birra e turismo: la Campania da scoprire” con inizio alle ore 19.00. Interverrranno Livia Iannotti, referente Filiera Brassicola Coldiretti Campania, Vito Pagnotta, socio fondatore e consigliere del Consorzio Birra Italia, e Carlo Schizzerotto, direttore del Consorzio “Birra Italiana”, Consorzio di Tutela e Promozione della Birra Artigianale Italiana da Filiera Agricola

Ecco i birrifici aderenti all'evento "Campania Beer Expo": 082TRE, Birra Amore, Birra Karma, Birrificio Artigianale Napoletano N'Artigiana, Birrificio Dell'Aspide, Birrificio Sorrento, Birrificio Ventitré, Cifra, Cuoremalto, Kbirr Napoli, Magifra Excellent Craft Italian Beer, Malbrewing, Maestri del Sannio, Microbirrificio artigianale 84030, Microbirrificio Artigianale Okorei, Microbirrificio Artigianale Incanto, Serrocroce - La birra artigianale da filiera agricola, Skapte Handcraft Beer, Parthenya.   

L'evento "Campania Beer Expo" rappresenta un'opportunità unica per immergersi nel mondo della birra artigianale campana e apprezzare la sua diversità e qualità, dedicato a tutti gli amanti della birra e gli operatori del settore per una due giorni indimenticabile dedicata alla birra artigianale campana in un luogo di indiscutibile fascino nel cuore di Napoli.

Tutte le informazioni anche per ticket e prenotazioni su www.campaniabeerexpo.it.


Fabrizio Del Bimbo