venerdì 8 giugno 2012

Torna Florence Wine Event 2012 a Palazzo Pitti


Nella splendida cornice del Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti arriva a giugno la sesta edizione del Florence Wine Event. Organizzata dal Comitato Oltrarno Promuove e Promowine, con la direzione di Riccardo Chiarini e il coordinamento organizzativo di Claudia Tartani, è la prima manifestazione vinicola nata a Firenze, come vetrina del miglior vino fiorentino, toscano e italiano, ben sei anni fa, quando in città non ne esisteva nessun’altra.

E’ realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Firenze, Confesercenti, Confartigianato Firenze, CNA Firenze e Confcommercio in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

Crisi o non crisi la vetrina fiorentina del vino di qualità fa il pieno di aziende: quest'anno i protagonisti della manifestazione saranno i vini naturali, biologici e biodinamici, bollicine e tanti Chianti in versione new age.

Il FWE si presenta con una panoramica rinnovata di aziende toscane con una notevole pattuglia di giovani vignerons che hanno sposato la cultura biologica e biodinamica. I vini cosiddetti 'naturali' che ci permettono di bere vino più sano ottenuto senza l’ausilio della chimica. Vini ormai perfetti sempre più apprezzati dai consumatori. Fra queste c'è anche l'azienda chiamata Paradiso di Frassina che coccola i suoi vigneti con le musiche di Mozart, tramite un sistema di impianto acustico en-plein-air: le sinfonie del compositore accompagnano la crescita delle viti.

Sarà possibile conoscere quasi ottanta aziende vitivinicole con più di 250 tipologie di vino diverse da assaggiare. Le aziende presenti sono tutte protagoniste dell’eccellenza nel mondo del vino: si potranno degustare Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, i vini della maremma, la Vernaccia di San Gimignano, Bolgheri, Cortona, tantissimi Chianti sia Classico che dei Colli Fiorentini sia della zona di Rufina e Vinci. Saranno presenti anche tanti Supertuscan di prestigiose aziende tra cui il “Testamatta” di Bibi Graetz: a presentare i vini ci saranno i produttori stessi e sarà possibile parlare con loro e capire la qualità del loro lavoro.

Da sottolineare anche la presenza di importanti produttori di bollicine - anche questo un mercato in forte espansione -: sono i produttori di Valdobbiadene prosecco e di Franciacorta, fiore all’occhiello dell’enologia spumantistica italiana.
E ancora vini e aziende rappresentativi di
quasi tutta l’italia con un percorso straordinario tra le varie eccellenze enologiche fra cui aziende provenienti dal Piemonte, Lombardia, Friuli, Veneto, Abruzzo, Calabria, Sicilia.

Il Florence Wine Event, voluto anche per promuovere l’Oltrarno fiorentino, che da sempre lo ospita, ha un carattere popolare perché riassume le caratteristiche di questo storico quartiere, abitato, nei tempi passati, da regnanti che vivevano a fianco al popolo. Da qui nasce la sua filosofia di proporre al pubblico due vini: uno base, che tutti si possono permettere, e l’altro invece di gamma superiore. Questo perché da sempre il FWE è anche una manifestazione conviviale aperta alla città che vuole coinvolgere contemporaneamente sia i turisti che i fiorentini appassionati di vino.
Da quest'anno la manifestazione propone il binomio fra vini e salumi: infatti sarà ospite l’azienda
Renieri, prosciuttificio toscano specializzato nel Prosciutto DOP e i salumi di cinta senese.

Torna al Florence Wine Event un habitué della manifestazione: venerdì 8 alle 18 al Rondò di Bacco appuntamento con il Wine Readings di Leonardo Romanelli che, insieme all'attrice Gaia Nanni, affronterà delle letture tratte da romanzi e saggi alternate a degustazioni proposte da Andrea Gori con i vini di Querciabella.In questa edizione poi si farà ancora più forte il legame fra arte e vino grazie all'estro e alla creatività di sei donne: venerdì 8 alle 16,30 il Cortile dell’Ammannati ospiterà l'inaugurazione della Mostra d’arte “Le Visioni del Vino” In esposizione le opere di: Chris Figué, Cassandra Wainhouse, Maurizia Gentili, Arianna Fugazza, Livia Beni, Eliana Negroni.

Come nelle edizioni precedenti attesissimi sono gli Extraevent del Florence Wine Event che coinvolgeranno ristoranti e attività dell'Oltrarno con abbinamenti insoliti tutti da provare. In particolare da non perdere: l'8 alle 18,30 l'extraevent solidale della manifestazione con l'Apericena di File alla Pensione Annalena (via Romana 34 ) con degustazione di vini donati da alcune aziende vinicole toscane, i cui fondi raccolti andranno a sostenere l'attività di assistenza ai malati alla fine della vita portata avanti dagli operatori sanitari della Fondazione; il 9 alle 21 Il Circolo “La Rondinella” presenta “A cena con i tipi di San Frediano” Ospiti in sala e cucina Andrea e Paolo Gori della storica “trattoria” Burde, Paolo interpreterà la cucina tipica di San Frediano e Andrea ci racconterà dei vini di Marchesi Frescobaldi(Firenze), di Ronco di Zegla (Friuli) e Criolin (Piemonte). In sala a servirvi i famosi “tipi di San Frediano” l'8, 9 e 10 giugno l'osteria “Il Magazzino” (Piazza della Passera) propone “Sicilia e Toscana si incontrano Diladdarno” con piatti abbinati ai vini Firriato (siciliano) e Bibi Graetz (toscano) (gradita la prenotazione allo 055 215969) e domenica 10 giugno alle 16,30 al Rondò di Bacco il seminario sulla Chianina: Interverrà Dott. Andrea Petrini presidente Consorzio di tutela del Vitellone bianco dell’appennino toscano, associazione allevatori toscani e Samanta Mecherini dell’azienda Mecherini i temi discussi: qualità della carne, tagli, metodi di cottura e le ricette con degustazione finale di tartare realizzata dallo chef Sara Conforti Ristorante Osteria il Vicario di Certaldo. Abbinamento ai vini delle cantine: Forti del Vento (Piemonte), Casa di terra (Bolgheri), Tenuta Poggio Rosso (Piombino).
Per partecipare alle degustazioni sarà sufficiente acquistare
il Kit degustazione a €10 al glass point di Piazza Pitti che comprende il bicchiere, la tracollina e il catalogo. Per tutte le informazioni www.florencewinevent.com e www.promowine.it: per gli aggiornamenti guardare facebook: https://www.facebook.com/florencewineevent.

Il Florence Wine Event avrà i seguenti orari: venerdì 8 giugno ore 16-21; sabato 9 ore 11 alle 21; domenica 10 ore 11-20.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 5 aprile 2012

Palatinato, il regno del Riesling



Presentati a fIrenze i vini del Palatinato, bellissima regione tedesca al confine con la Francia.
Il Palatinato è un angolo reso bello dalla vigna e, per il clima mite, da alberi da frutta del mediterraneo, ma, anche e soprattutto, dall' ospitalità dei vignaioli sempre pronti a invitarti con il franco sorriso a entrare in casa per bere un bicchiere del loro Riesling. Il vino, orgoglio del suo produttore, è maestro nell’arte della ospitalità e dell’amicizia, del dialogo. Sta qui la sua profonda attualità in un mondo che ha perso il gusto del dialogo, della parola, della stretta di mano e del dono. Ciò vale soprattutto per le nuove generazioni, alle quali, non molto tempo fa, mi sono rivolto con il progetto “Vino e Giovani”, portato avanti dall’Enoteca Italiana di Siena, e l’invito a “bere poco per bere bene” o, se uno vuole, “a bere bene per bere poco”, sapendo che il gusto e il piacere del vino è nella sobrietà e nella sua capacità di socializzare, animando di cultura un incontro.

Il territorio della Renania-Palatinato (Rheinland-Pfalz) e le sue sei aree di coltivazione, a partire dallo Pfalz (Palatinato), una sottile striscia lunga 70 Km, che si estende tra il Rheinhessen a nord e Schweigen, vicino alla frontiera francese, a sud, con 23.000 ettari di vigne, di cui 5.250 di Riesling.

L’area, attraversata dalla prima strada al mondo del vino la “Deutsche Weinstrasse”, ha il clima particolarmente mite, grazie al quale crescono anche alberi di mandorle e fichi, e paesaggi segnati da dolci colline. Si produce un Riesling che impressiona per l’aroma fruttato unito ad una forte consistenza inaspettata ed una delicata asprezza. E’ quella da me visitata in compagnia del prof. Rappl, uno studioso della storia della mezzadria e, come tale, della Toscana; il Rheinhessen, ancora oggi, con i suoi 26.000 ettari di vigne, di cui quasi 4.000 quelli occupati dl vitigno Riesling, risulta la zona vitivinicola più estesa delle altre cinque aree; la Ahr, il nome del fiume che segna quest’area nota come il “paradiso tedesco” del vino rosso, soprattutto Pinot nero, dove il Riesling occupa 50 ettari dei 522 censiti a vigneto; il Mittelrhein, patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco per essere stato considerato uno dei più bei paesaggi a livello europeo, grazie alle sue bellezze territoriali, arricchite di castelli e fortezze.

Pochi centinaia di ettari (457, di cui, però, ben 308 di Riesling) e vini di alta qualità apprezzati dagli intenditori, soprattutto per l’acidità espressiva e il fruttato seducente del Riesling, che nell’80% dei casi cresce su terreni ripidissimi; la Mosel (Mosella) e i suoi due affluenti, Saar-Ruwer, sicuramente l’area più conosciuta a livello mondiale per la produzione di Riesling, che, ormai, non produce più solo varietà dolci, ma anche vini secchi dal carattere robusto, secchi fruttati fino ad arrivare a quelli con residuo dolce e, chiudere l’elenco, la Nahe, (4.000 ettari di vitigni, 1.000 di Riesling), in un territorio ricco di paesaggi e di tante varietà di terreno che, con il clima mite, riescono a dare vini di gradevole acidità e di qualità aromatiche diverse.

Per chiudere la rappresentazione di questo land che dà il 60% di tutto il Riesling prodotto al mondo, voglio ricordare l’appuntamento del 3 e del 4 maggio a Roma con una serie di seminari, che hanno il compito di illustrare il territorio della Renania-Palatinato e, insieme, la complessità di un vino, il Riesling, prodotto con quella che viene considerata, soprattutto dai tedeschi, la regina delle uve bianche, la “Rieslingtraube”, noto da noi come il “Riesling renano” che non è il nostro “Riesling italico”.

Nicoletta Curradi

mercoledì 21 marzo 2012

Elena Bertocchi trionfa con la sua etichetta per il Rosé "All'aria aperta" di Dianella Fucini



Una nuova sinergia si è creata in questi ultimi tempi tra la storica fattoria di Vinci Dianella Fucini, e il Polimoda, Istituto di fashion design e marketing di Firenze, in occasione dell’uscita del nuovo vino rosé “All’Aria Aperta”, ottenuto unicamente da uve Sangiovese e vinificato con pressatura soffice delle uve per ottenere un vino dal colore chiaro.

E' stato davvero difficile scegliere per la giuria tra le molte proposte degli studenti di Polimoda, ma alla fine l'ha spuntata Elena Bertocchi con un'etichetta che rispecchia lo stile della bottiglia e il design a vista del tappo in silicone grigio. L’unione delle tre A rappresenta una grafica dalle linee futuriste che, oltre a trasmettere con raffinatezza il legame con la terra toscana, rispecchia anche la modernità del nuovo vino.

A selezionare i lavori una giuria presieduta da Francesco Passerin d’Entréves, titolare di Dianella Fucini, e composta dalla consorte Veronica Passerin d’Entréves, Maristella Giannini, capo Dipartimento Marketing Polimoda e responsabile del progetto, Giuseppe Di Somma, architetto e docente di Polimoda, Leonardo Taddei, delegato Lucca AIS Toscana, Marco Stabile, chef del ristorante “Ora d’Aria” di Firenze, e i giornalisti Eleonora Cozzella e Paolo Pellegrini.

In fase di partenza gli studenti coinvolti, provenienti dai corsi post-diploma del secondo anno in Marketing Management e Marketing Communication e del Master in Fashion Communication, sono stati 15 che, dopo aver analizzato e interpretato il brief dell’azienda, hanno creato, con la consulenza del docente Architetto Giuseppe Di Somma, una proposta per il design dell’etichetta. Di queste 15 sono state selezionate le 6 più meritevoli e tra queste, il 13 marzo 2012 presso la sede Polimoda a Villa Favard sono stati scelti i 3 progetti finalisti.

Elena Bertocchi ha ricevuto da Dianella Fucini una borsa di studio del valore di 500 euro e una targa con la propria etichetta. Alla 2° e 3° classificata è stata invece consegnata una targa ed una bottiglia con l'etichetta da loro realizzata.


Vediamo da vicino la realtà vitivinicola di Dianella Fucini:

la fattoria ha una estensione di 90 ettari di cui 20 di vigneto, posti ad un altitudine di circa 150 metri s.l.m, su terreni collinari di origine calcarea di medio impasto, con esposizione sud, sud-ovest. La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese a cui si uniscono il Canaiolo, il Colorino, la Malvasia del Chianti, il Merlot, il Cabernet Sauvignon ed in piccola parte il Trebbiano. I vigneti, per la maggior parte di recente re-impianto, hanno una densità che varia dalle 3600 alle 5500 p/ha secondo il periodo di realizzazione e una forma di allevamento prevalentemente a cordone speronato. Il patrimonio olivicolo si estende su una superficie di circa 15 ettari con varietà Frantoio, Leccino, Pendolino e Moraiolo, da cui nasce l’olio extravergine di oliva di Dianella, straordinario per la sua intensità e personalità.

La tradizione vinicola dell’azienda risale alla fine del 700, come testimoniano gli scritti di Renato Fucini. Dal ‘900 il Chianti Dianella è noto in tutta Italia. Negli anni ‘50 e ‘60 il fiasco del Dianella non poteva mancare sulle tavole delle più rinomate trattorie Italiane, mentre la bottiglia figurava nei menù dei pranzi ufficiali al Quirinale durante la presidenza Gronchi.

Francesco e Veronica Passerin d'Entrèves seguono tutte le lavorazioni in vigna ed in cantina proponendo una selezione di prodotti nel rispetto della tradizione e nella convinzione che il vino è espressione del suo territorio. Oltre al Chianti la fattoria propone Le veglie di Neri, Il Matto delle Giuncaie, Dolci Ricordi e Sereno e Nuvole i cui nomi si ispirano alle novelle di Renato Fucini.

L’azienda è aperta al pubblico per la vendita dei prodotti e per degustazioni e visita delle cantine su prenotazione.
Inoltre sono disponibili 3 suites per soggiornare in un ambiente naturale gradevole ed accogliente.


Fabrizio Del Bimbo

lunedì 19 marzo 2012

Uno stand "off-grid" al Vinitaly per Salcheto


Salcheto presenta il primo stand “off-grid” di Verona Fiere
"Hai voluto il vino? Adesso pedala!"

Coerente con la sua filosofia, Michele Manelli si presenta al Vinitaly con uno stand totalmente staccato dalla rete elettrica tradizionale

“E’ un’operazione simbolica e provocatoria, certo, ma impone di riflettere sui grandi temi dell'ambientalismo d'impresa che a noi di Salcheto, si sa, stanno molto a cuore. Per alimentare lo stand al Vinitaly che ho scollegato dalla rete elettrica centrale –dice Michele Manelli, patron della cantina poliziana– provvederò a recuperare l’energia che mi serve grazie al una piccola stazione fotovoltaica che ho installato nel terrazzo dell’albergo vista lago dove soggiorniamo. E poi i visitatori che vogliono assaggiare i vini troveranno un risciò sul quale dovranno salire e pedalare: collegati ad un generatore, ci aiuteranno a far quadrare il bilancio energetico. Abbiamo anche preparato un listino di prezzi al consumo: un minuto di pedalate per un calice di vino, aggiungetene mezzo per quelli al fresco!”

Salcheto, azienda in Montepulciano, è una realtà da 200 mila bottiglie di vino prodotto in 40 ettari di vigneto biologico. Michele Manelli è impegnato da anni, anche con la collaborazione degli amici della Fabbrica del Sole di Arezzo, nella realizzazione della “cantina ideale” per produrre il sangiovese migliore nel modo più efficiente e pulito possibile, anche per l’ambiente. Intanto ha inaugurato la prima cantina energeticamente autonoma senza distogliere terreni alla coltivazione, in grado di produrre e recuperare la “sua” energia: con le biomasse legnose, dai gas di fermentazione delle uve o raffreddando l'acqua nel sottosuolo, solo per citare alcune delle fonti. E quando fa buio si smette di lavorare: la cantina si illumina solo grazie a giochi di specchi e lucernari che catturano l'illuminazione esterna per diffonderla fino a 15 metri sotto terra. Un sistema, quello di Salcheto, già premiato tra gli altri da Legambiente e dalla Fondazione Spadolini, che ha intrapreso anche la strada della certificazione delle proprie emissioni ottenendo la prima Carbon Footprint asseverata della propria bottiglia.

Una strada impegnativa ma di cui sembrano beneficiare anche i vini, come dimostrano i premi della critica e l'apprezzamento dei consumatori: il Salco Evoluzione, uno dei migliori rossi toscani, il Nobile di Montepulciano e il Rosso di Montepulciano, vini “puliti”, che sanno di territorio.

L’azienda Salcheto vi aspetta al Padiglione D, Stand A2… abbigliamento sportivo!

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 15 marzo 2012

Export da record per la Toscana al Vinitaly




Un 2011 da record per le esportazioni dei vini toscani. I dati definitivi pubblicati dall’Istat mettono in evidenza, infatti, un +12,2% in valore rispetto al 2010, di poco al di sotto del dato nazionale (+12,4%). Con oltre 659 milioni di euro la nostra regione è al secondo posto in Italia dopo il Veneto. Ottima la performance dei vini toscani a denominazione d’origine protetta che hanno fatto registrare un +9,6 in quantità e un +9,9% in valore rispetto all’anno precedente, superando i 464 milioni di euro. Per i vini Dop toscani, gli Stati Uniti, con oltre 146 milioni di euro di export, si confermano il primo mercato, seguiti da Germania (92,5 mln), Canada (38,2 mln), Regno Unito (25,8 mln) e Svizzera (25,5 mln). Buoni anche i segnali che provengono dai nuovi mercati, in primo luogo la Cina che, sfiorando i 10 milioni, rappresenta oggi il settimo mercato di destinazione per i nostri vini: era al nono posto nel 2010 con 4,9 milioni di export.
È con queste cifre che la Toscana si prepara alla 46ª edizione del Vinitaly, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo prossimi e dove la nostra regione, coordinata da Toscana Promozione, sarà presente con 763 aziende produttrici concentrate, principalmente, tra il padiglione 8 e la tensostruttura D.
«Quello del 2011 – commenta l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori – è il miglior risultato degli ultimi cinque anni e conferma il trend positivo iniziato nel 2010, quando l’export dei vini toscani si era attestato sui 587 milioni di euro. Oggi abbiamo superato i 659 milioni con ottime conferme sia sui mercati storici che su quelli nuovi. Ad eccezione di una flessione nell’export dei vini Dop nel Regno Unito e in Svizzera il commercio estero delle nostre etichette ha il segno positivo in tutti i paesi. Un ottimo biglietto da visita con cui presentarsi ai buyer del Vinitaly»
«I dati diffusi dall’Istat confermano che il lavoro fatto sul fronte della promozione sta dando i suoi frutti. – afferma Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione – Tra 2010 e 2011 abbiamo riguadagnato, se non addirittura aumentato, le nostre quote di mercato sulle piazze storiche dell’export dei nostri vini e ci stiamo affermando nelle economie emergenti dove, fino a qualche anno fa, solo la Francia spopolava. E proprio sul fronte della promozione il Vinitaly sarà un momento importante per la nostra attività. A Verona testeremo, in anteprima, un nuovo modo di parlare del vino che, partendo dal prodotto, ne esalterà tutte le componenti evocative che lo legano alla nostra cultura e al nostro territorio, trasformando un sorso dei nostri vini più pregiati in una vera esperienza di vita made in Tuscany».
Una nuova strategia di promozione che punta al riposizionamento del brand Toscana nel mondo e che sarà il cuore delle degustazioni in programma presso lo stand della Regione a Vinitaly (pad. 8 stand c 12) che, non a caso, va sotto il nome di “Toscana: new feelings”. Guidate dal sommelier Massimo Castellani, le degustazioni in programma esalteranno quattro valori a cui è possibile legare i diversi prodotti dell’enologia toscana: passione, solarità, eleganza e spiritualità.

Nicoletta Curradi

La Fattoria Bini si svela al grande pubblico



Una realtà vitivinicola e ricettiva tutta da scoprire nel cuore della Valdelsa, a pochi chilometri da Firenze.
La Fattoria Bini, situata nella zona del Chianti, sui colli fiorentini di Monterappoli, presso Empoli (a 5 minuti d'auto dalla stazione Fs), in un ambiente naturale e ricco di storia, passata di generazione in generazione, è nata ben 210 anni or sono e oggi è gestita da Elena e Francesca Bini Moriani, che continuano, anno dopo anno, nel loro meticoloso lavoro di rinnovamento della struttura aziendale.
La sede storica dell’azienda, oggi residenza di famiglia, è la Villa del Terraio, una villa cinqucentesca con un bellissimo giardino all’italiana. La Villa, posta sulle colline di Monterappoli, è circondata dai vigneti e dagli uliveti della Fattoria Bini dove si producono vino ed olio e dal Resort Borgo San Giusto che dispone di spazi ideali per mostre, meeting e ricevimenti esclusivi.
La Villa è circondata da un bellissimo bosco ad alto fusto costituito prevalentemente da querce (roverelle e cerri in particolare), cipressi, lecci, sorbi, e ornelli. Nel bosco non è raro imbattersi in rapaci che volano liberi: qui, infatti è stato ospitato per diversi anni un centro di recupero di queste specie che, nelle nostre zone, erano andate man mano scomparendo.
Nella metà degli anni 90, infine, Elena e Francesca hanno fortemente voluto effettuare un importante intervento di rimboschimento con finalità produttive ed ambientali. Anche grazie all’importante collaborazione tutt’ora in piedi con il Centro di Ricerca per la Selvicoltura, sono state messe a dimora 15.000 piante (noce, rovere, frassino, cipresso, ontano… per citare solo le maggiori) su circa 50 ettari per la produzione di legname di pregio e per permettere una riqualificazione dell’ambiente rurale nei suoi più diversi aspetti.
Vediamo quali prodotti offre l'Azienda:
la produzione vinicola offre varie tipologie: i tre rossi (il Chianti DOCG e i due IGT), fra i quali spicca per importanza il "Terrajo" che deve il nome alla sede storica della Fattoria, e l'Albicante, il bianco IGT proveniente da uve Chardonnay.
Tutte le viti sono allevate a Guyot, la più tradizionale forma di allevamento toscana, forma che meglio si adatta alle condizioni pedoclimatiche dei vigneti della nostra azienda: con questa forma di allevamento si riescono infatti a contenere le produzioni per portare in cantina uve di grande qualità.
Oltre agli ottimi vini, la Fattoria Bini produce vinsanti, distillati, olio e birra artigianale. La gamma dei prodotti Bini è davvero completa.
Da sottolineare che l'azienda è stata prescelta insieme ad altre 4, per un progetto di internazionalizzazione ideato da Toscana Promozione.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 29 febbraio 2012

A Montalcino la Loacker Corte Pavone



E' calato il sipario il 27 febbraio sull'edizione 2012 di “Benvenuto Brunello”: quattro giorni in cui il territorio di Montalcino, con 141 cantine, ha presentato, in anteprima, a giornalisti, operatori, enotecari, ristoratori e buyers italiani e stranieri, la vendemmia 2007, oltre alla Riserva 2006 e al Rosso 2010, nel raffinato chiostro di Sant’Agostino e nel cinquecentesco Palazzo Pieri.

Tra le varie realtà vitivinicole presenti alla manifestazione spicca la Loacker Corte Pavone.
Bellissimo nome, Corte Pavone, che la famiglia Loacker ha voluto conferire alla sua tenuta di Montalcino. Pavone, perché si tratta di uno degli uccelli più belli che esistano sulla terra. Un'esperienza unica per la vista, potendo spaziare da un vigneto di circa 16 ettari fino all'orizzonte delle colline toscane, illuminate da una luce unica, di fronte al borgo di Montalcino. L'azienda comprende
17 ettari vitati, coltivati con metodo biodinamico con l´aiuto dell´omeopatia in vigna, mentre in cantina la fermentazione avviene spontanea con i lieviti naturali.
Erbe aromatiche come rosmarino, timo, lavanda adornano i dolci pendii suggerendo quali aromi caratterizzeranno il Brunello di Montalcino.
Il clima unico ed il terreno leggero ed argilloso conferiscono il carattere del vino qui prodotto. L'uva, coltivata in modo biologico, attentamente selezionata, viene lavorata in cantina in modo non aggressivo ed il vino invecchia in botti di rovere fino a trasformarsi lentamente in un Brunello di Montalcino Corte Pavone.
Gli aromi fruttati piuttosto marcati e tipici di questa altezza, assieme alla profondità del vino creano particolari sfumature che rendono degustare questo vino un'esperienza speciale.
La tenuta "Corte Pavone" apparteneva alla famiglia Martini di Montalcino dal 1940, fu poi ceduta nel 1988 a "Terre Bindella" e dal 1996 appartiene alla famiglia Loacker, da allora viene condotta secondo il motto di Rainer Loacker: "Filosofia con cuore e anima".

Fabrizio Del Bimbo